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Sinsid, ancora un passaggio a vuoto Sinsid, ancora un passaggio a vuoto

Sinsid, ancora un passaggio a vuoto

recensioni

gruppo
titolo
"Enter the gates"
etichetta
Pitch Black Records
Anno

TRACKLIST:
1. Rise of fury
2. Enter the gates
3. Fighting with fire
4. Hail to the Gods
5. Point of no return
6. 666
7. Dawn of night
8. Roll the dice
9. Freedom of the sea

LINE UP:
Terje Singh Sidhu – Vocals
Sten Roger Knutsen – Lead Guitar
Even Håvold – Rhythm Guitar
Grzegorz Urbanski – Bass
Robin Wick – Drums

opinioni autore

 
Sinsid, ancora un passaggio a vuoto 2020-09-15 08:16:14 Ninni Cangiano
voto 
 
2.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    15 Settembre, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Sinsid arrivano dalla Norvegia e si sono formati nel 2012; prima di questo “Enter the gates”, avevano però realizzato solo un altro full-lenght nel 2018, intitolato “Mission from hell” e recensito in maniera non proprio lusinghiera dal sottoscritto su queste stesse pagine. I difetti che aveva il precedente lavoro, infatti, sono pressoché rimasti invariati anche in questo nuovo disco: in primis la voce sporca dell’ex-lottatore di wrestling Terje Singh Sidhu (penso di origine indiana, visto il cognome). Il singer non è in grado di dare sostanzialmente niente di interessante ai vari componimenti, risultando spesso monotono e rasentando la noia. Un esempio lampante potrebbe essere la lenta “Point of no return” che, qualora fosse cantata da un’ugola pulita e migliore di quella del volenteroso Singh Sidhu, avrebbe tutt’altra attrattiva. Pare assurdo, ma il pezzo che ho apprezzato maggiormente è la breve intro (che normalmente avrei odiato…), proprio perché è solo strumentale! Evitando di filosofeggiare sul discorso riguardante l’originalità (non credo i Sinsid abbiano alcuna intenzione di essere originali), l’altro problema già evidenziato nel precedente disco è la mancanza di ritmo e di brillantezza dei brani; la maggior parte di essi, infatti, sono dei monoliti pesanti che non decollano mai e che, dopo un paio di ascolti, fanno venir forte la voglia di skippare alla traccia successiva. Non mi addentro inoltre sui testi, che sembrano scippati ai Manowar più ingenui. Fortunatamente la band ha aggiustato il tiro sulla durata dei singoli pezzi; nessuno di essi infatti raggiunge i 6 minuti e questa, detta sinceramente, è una gran fortuna, perché questo povero recensore farebbe una fatica immane a dare ripetuti ascolti a canzoni così lunghe. Rimane di salvabile in questo disco il buon lavoro di Sten Roger Knutsen con le parti soliste di chitarra, nonché quanto fa in sottofondo con il basso l’ottimo Grzegorz Urbanski. “Enter the gates” dei Sinsid è un prodotto di nicchia, destinato ai fans più intransigenti dell’epic/heavy metal; considerando quanto di meglio c’è in giro (soprattutto tra le autoproduzioni!), sorprende come la sempre attenta Pitch Black Records distribuisca musica di così bassa qualità…

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