A+ A A-
 

Ace Frehley: il jukebox dell'uomo spaziale (volume due) Ace Frehley: il jukebox dell'uomo spaziale (volume due) Hot

Ace Frehley: il jukebox dell'uomo spaziale (volume due)

recensioni

titolo
“Origins Vol.2”
etichetta
eOne
Anno

Line-up:
Ace Frehley – Vocals, Guitar
Jeremy Asbrock – Guitar
Ryan Spencer Cook – Guitar
Philip Shouse – Bass
Matt Starr – Drums

Guests:
John 5 – Guitar guest in “I’m Down” and “Politician”
Lita Ford – Guitar, Vocals guest in “Jumpin’ Jack Flash”
Robin Zander – Vocals guest in “30 Days In The Hole”
Rob Sabino – Keyboard guest in “Space Truckin’”
Bruce Kulick – Guitar guest in “Manic Depression”

Tracklist:
1. Good Times Bad Times (Led Zeppelin)
2. Never In My Life (Mountain)
3. Space Truckin’ (Deep Purple)
4. I’m Down (The Beatles)
5. Jumpin’ Jack Flash (The Rolling Stones)
6. Politician (Cream)
7. Lola (The Kinks)
8. 30 Days In The Hole (Humble Pie)
9. Manic Depression (Jimi Hendrix)
10. Kicks (Paul Revere & The Raiders)
11. We Gotta Get Out Of This Place (The Animals)
12. She (Bonus Track) (Kiss)

opinioni autore

 
Ace Frehley: il jukebox dell'uomo spaziale (volume due) 2020-09-18 17:35:07 Corrado Franceschini
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Corrado Franceschini    18 Settembre, 2020
Ultimo aggiornamento: 18 Settembre, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

A quattro anni di distanza dal precedente “Origins Vol.1” e a due dal disco di inediti “Spaceman” torna in pista il redivivo Paul Daniel “Ace” Frehley, ex chitarrista dei KISS, con “Origins Vol.2”. Operazioni del genere suscitano sempre qualche dubbio e spaccano in due il pubblico. C’è chi storce la bocca e pensa questo tipo di uscite siano per onorare contratti o “mascherare” vuoti creativi e c’è chi, invece, non vede l’ora di sentire all’opera il proprio beniamino, o gruppo, preferito. Ace Frehley apre di nuovo il suo immaginario Juke Box di brani preferiti e ci porta a spasso con la sua astronave attraverso gli anni ’60 e ’70. Questo disco ha una sua utilità: quella di riportare alla luce dei pezzi più o meno noti e farli conoscere alle nuove generazioni. Per chi invece è cresciuto con questo tipo di musica nelle orecchie come me ed è sulla cinquantina e oltre, il discorso è leggermente diverso e l’utilità sta nello scoprire due o tre brani che da noi sono passati in sordina visto che appartengono più alla cultura americana. Si apre alla grande con “Good Times Bad Times” dei Led Zeppelin e si capisce che, quando si toccano certi masterpieces, non c’è tanto margine di cambiamento. “Never In My Life” dei Mountain (1969) è un Hard tipico del periodo in questione. In “Space Truckin’” (Deep Purple) l’organo che era appannaggio di Jon Lord è suonato da Rob Sabino (Peter Frampton – Simon & Garfunkel) ma non ha lo stesso carisma. La carica primigenia viene comunque mantenuta grazie anche al basso marcato e se volete divertirvi, date un occhio al video a cartoni animati che circola su Youtube: vi troverete anche un (Eu)Gene Simmons “affaccendato”. “I’m Down” (Beatles – 1965) si dibatte fra il surf alla Beach Boys e il Beat N’Roll. Da notare la chitarra di Ace che trova il modo di scatenarsi. “Jumpin’ Jack Flash” (Rolling Stones) vede l’ospite Lita Ford, Ace la definisce una sorella, che offre una prestazione canora di buon livello. Ciò nonostante il pezzo non mi è sembrato particolarmente riuscito. Volete mettere l’innato carisma di Jagger e la carica intrinseca che ha l’originale? Con “Politician” di Eric Clapton entra in campo il chitarrista John 5 a dividere la scena con Frehely per ciò che riguarda i soli. I due hanno lavorato in auto crossover plug in con protools (parole dello stesso Ace nda) e un orecchio allenato come il mio non reputa buono il risultato. Queste persone hanno perso l’abitudine di suonare nella stessa stanza, di guardarsi, e di andare all’unisono, affidandosi alla tecnologia. Questi sono i risultati ed è un peccato perché il pezzo era contrappuntato da una chitarra precisa fino, appunto, al momento dei soli. “Lola” (Kinks) è un pezzo che non è mai nelle mie corde. La resa è più che sufficiente ma una sfumatura verso la fine avrebbe evitato la noia. “30 Days in The Hole” (Humble Pie) è un ottimo Rock duro che viaggia sulle orme degli Who e la performance vocale dell’ospite Robin Zander (Cheap Trick) è veramente da incorniciare. “Manic Depression” (Jimi Hendrix) non mi ha convinto. Solo a scale poco incisivo e sottotraccia di Bruce Kulick e ritmo affine all’originale ma, a tratti, sconclusionato. Persino la voce di Ace non mi è sembrata molto in forma. Non conoscevo “Kicks” di Paul Revere & The Readers, canzone del 1966 che si scagliava contro la droga. Ho scoperto un bel brano rock incalzante che mi ha soddisfatto. “We Gotta Get Out Of This Place” (The Animals) era un anthem scritto contro la guerra in Vietnam e devo dire che, pur nella sua semplicità, è efficace ed è una delle meglio riuscite dell’intero lotto. In chiusura troviamo una bonus track che rende omaggio ai KISS. La scelta di Ace è caduta su “She”, pezzo nato nel 1973 ma incluso in “Dressed To Kill” del 1975. Versione Hard tosta, incedere marziale, solo a due chitarre ben riuscito; nel complesso un bel tributo. L’uomo dello spazio ha portato a termine la sua operazione nostalgia in modo coscienzioso e ben più che sufficiente. A noi non rimane che aspettare il prossimo viaggio per vedere dove approderà la navicella in futuro

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Recensione Utenti

Nessuna opinione inserita ancora. Scrivi tu la prima!

Per poter scrivere un commento ti devi autenticare o registrare
 
Powered by JReviews

releases

Gli Invincible Force ed il ban a qualsiasi approccio moderno
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Black Fate, elegante power-prog dalla Grecia
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Sator: welcome to the catacombs
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il capolavoro dei Sedna
Valutazione Autore
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Wardaemonic, si poteva far meglio
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Autoproduzioni

I Bakken meritano attenzione
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Nacarbide, speed metal dalla Thailandia
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Un buon debut album per gli Adamantis
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Kartzarot, dalla Spagna con un heavy-rock classico
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Lyonen: debutto vario, interessante e ricco di spunti
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Un debut album non propriamente per tutti quello dei Greybeard
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

partners

No tabs to display

allaroundmetal all rights reserved. - grafica e design by Andrea Dolzan

Login

Sign In

User Registration
or Annulla