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Wail, heavy metal dalla Norvegia Wail, heavy metal dalla Norvegia Hot

Wail, heavy metal dalla Norvegia

recensioni

gruppo
titolo
“Civilization Maximus”
etichetta
Wormholedeath Records
Anno

TRACKLIST:
1. Down the mountain
2. Endless repetition
3. Presage
4. Through the ice
5. No hesitation
6. You’ve got nothing
7. Manherder
8. Overwhelming
9. Civilization Maximus

LINE UP:
The Singer - vocals
Kim Sletten - guitars
Thor Gundersen - guitars
Memet Cataltepe - drums
Anders Nesset - bass

opinioni autore

 
Wail, heavy metal dalla Norvegia 2020-09-19 12:28:01 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    19 Settembre, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Arrivano da Lillehammer in Norvegia questi Wail, nuova scoperta della label italiana WormHoleDeath in tema di band non estreme; in realtà il gruppo dal 2008 al 2015 è stato attivo con il nome “Mental Shutdown”, per poi diventare Wail e pubblicare un primo full-lenght nel 2018 (a me sconosciuto). Questo “Civilization Maximus” è quindi il secondo lavoro nella carriera dei ragazzi norvegesi, è composto da 9 tracce (finalmente un disco senza intro!) tutte abbastanza efficaci e mai prolisse; lascia invece un po' a desiderare l'artwork di copertina, ma si tratta solo di gusti personali che, in quanto tali, sono sicuramente opinabili. Come detto, contrariamente alla maggioranza dei gruppi sotto WormHoleDeath, questi Wail non suonano metal estremo, ma collocano il proprio sound nel più ampio calderone del buon vecchio heavy metal, con qualche richiamo all'hard rock di scuola americana (chi ha detto W.A.S.P.?). Ad essere sincero, la prima traccia “Down the mountain” mi aveva fatto sperare in un bel disco power metal, ma si è trattata di un fuoco di paglia, dato che altri richiami al power sostanzialmente se ne troveranno pochissimi in tutto il disco (forse solo la title-track in chiusura di tracklist). Tralasciando ogni discorso sull'originalità ed innovazione, c'è da dire che l'heavy targato Wail non è troppo old-style, dato che qualche strizzatina d'occhio a sonorità più moderne ogni tanto la si può notare; quello che è veramente old-style è l'approccio del cantante, molto modestamente chiamato “The Singer” (all'anagrafe Joakim Jøreng). Il buon Joakim inizia ad urlare nel primo pezzo e sostanzialmente non varia mai il suo stile fino alla fine, continuando ad urlare per tutto il disco; lo screaming è uno stile che apprezzo, ma forse il giovane norvegese avrebbe dovuto variare un po' la propria timbrica e puntare anche ogni tanto sull'espressività, invece di voler per forza essere aggressivo. Spesso, infatti, i pezzi della band hanno piacevoli melodie che avrebbero necessità di un cantato molto più espressivo e caldo, mentre questo vocalist credo ami un po' troppo andare sulle note più alte del pentagramma. A parte questo particolare, dettato da personale punto di vista, c'è da dire che questo gruppo sa il fatto suo e soprattutto i vari musicisti hanno la giusta maestria nell'uso dei propri strumenti; citazione doverosa per il batterista Memet Cataltepe (dubito norvegese doc, visto il nome) che picchia come un fabbro! C'è di meglio in giro? Sicuramente si, ma resta il fatto che questi Wail hanno realizzato con “Civilization Maximus” un disco sicuramente gradevole per i fans del sempre piacevole heavy metal.

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