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Il sedicesimo sigillo di una leggenda: i Napalm Death restano una garanzia Il sedicesimo sigillo di una leggenda: i Napalm Death restano una garanzia Hot

Il sedicesimo sigillo di una leggenda: i Napalm Death restano una garanzia

recensioni

titolo
Throes of Joy in the Jaws of Defeatism
etichetta
Century Media Records
Anno

PROVENIENZA: UK 

GENERE: Grindcore/Death Metal 

LINE UP: 
Mark "Barney" Greenway - vocals 
Mitch Harris - guitars. vocals 
Shane Embury - bass 
Danny Herrera - drums 

TRACKLIST: 
1. Fuck the Factoid [02:27] 
2. Backlash Just Because [02:56] =ASCOLTA= 
3. That Curse of Being in Thrall [03:36] 
4. Contagion [04:05] 
5. Joie de ne pas Vivre [02:28] 
6. Invigorating Clutch [04:05] 
7. Zero Gravitas Chamber [04:03] 
8. Fluxing of the Muscle [04:33] 
9. Amoral [03:05] =ASCOLTA= 
10. Throes of Joy in the Jaws of Defeatism [02:55] 
11. Acting in Gouged Faith [03:37] 
12. A Bellyful of Salt and Spleen [04:36] =VIDEO= 

Running time: 42:26 

opinioni autore

 
Il sedicesimo sigillo di una leggenda: i Napalm Death restano una garanzia 2020-09-23 12:39:27 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    23 Settembre, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Dopo aver messo a ferro e fuoco anche la nostra nazione nell'estate dello scorso anno (Frantic Fest, Agglutination), la leggenda Napalm Death torna tramite Century Media con un nuovo studio album, il sedicesimo in ormai quarant'anni di carriera. "Throes of Joy in the Jaws of Defeatism" riassume nei suoi 40 minuti di durata le quattro decadi dei veterani di Birmingham: tutti gli elementi che abbiamo incontrato nei veterani di Birmingham in queste quattro decadi, insomma, si riversano in questo torrenziale album in cui, come ci hanno abituato negli ultimi tempi, trovano spazio anche sonorità alternative al solito massacro tra Metal estremo e Hardcore. Aggressivi e con la solita invettiva contro la società, come vuole il genere che loro stessi hanno contribuito a far nascere, ma con un occhio sempre volto alla "sorpresa", con sinistre melodie che si rifanno al Death Metal odierno, un sempre bestiale groove di fondo fino ad arrivare, in questo preciso caso, a spiazzare letteralmente l'ascoltatore con le velleità Post-Punk à la Killing Joke del singolo "Amoral", piuttosto che "Joie de ne pas Vivre", "Invigorating Clutch" e, soprattutto, "A Bellyful of Salt and Spleen", pezzi che dimostrano come i Napalm Death abbiano intenzione di evolvere e rinnovarsi anche alla soglia delle già decantate quattro decadi di carriera: semplicemente, i Napalm Death fanno quello che pare loro, potendoselo permettere dall'alto della loro posizione di padrini del Grindcore. "Throes of Joy..." è, insomma, un disco che saprà accontentare i fans di vecchia data del quartetto inglese grazie anche a bordate come "Backlash Just Because" e "Zero Gravitas Chamber", ma anche, per l'appunto, sorprendere e spiazzare, nel senso buono. Shane, Barney, Mitch e Danny sembrano ispiratissimi in quest'ultima fatica ed il fatto che "Throes of Joy..." possa essere tranquillamente visto come un lavoro completo sotto ogni aspetto porta i Napalm Death ad ottenere nuovo slancio in una storia che sembra ben lungi dal vedere il capitolo finale.

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