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Al quinto album gli islandesi Dynfari maturano ulteriormente Al quinto album gli islandesi Dynfari maturano ulteriormente Hot

Al quinto album gli islandesi Dynfari maturano ulteriormente

recensioni

gruppo
titolo
Myrkurs er þörf
etichetta
Code666 Records
Anno

PROVENIENZA: Islanda 

GENERE: Atmospheric Black Metal 

FFO: Sólstafir, Alcest, Agalloch, Auðn, Enslaved 

LINE UP: 
Jóhann Örn - vocals, guitars, bass, keyboards, accordion 
Bragi Knútsson - guitars 
Martin Tsenov - guitars 
Jón Emil - drums, guitars 

TRACKLIST: 
1. Dauðans dimmu dagar [05:23] 
2. Langar nætur (í botnlausum spíralstiga) [06:37] 
3. Myrkurs er þörf [04:52] 
4. Ég fálma gegnum tómið [04:29] 
5. Svefnlag [02:57] 
6. Ég tortímdi sjálfum mér [05:10] =ASCOLTA= 
7. Peripheral Dreams [10:35] 
8. Of Suicide and Redemption [06:37] 

Running time: 46:50 

opinioni autore

 
Al quinto album gli islandesi Dynfari maturano ulteriormente 2020-09-23 13:36:37 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    23 Settembre, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Doveva uscire originariamente lo scorso aprile "Myrkurs er þörf", quinto studio album degli islandesi Dynfari, salvo poi essere rimandato a data da destinarsi a causa dell'emergenza Covid. E potremmo dire che tutto sommato non ha detto male al quartetto di Reykjavík, essendo il sound dei Nostri non particolarmente "in mood" con il sole e la primavera, mentre calza a pennello con le corte giornate autunnali con poco sole se non del tutto uggiose (ironia della sorte, mentre scrivo questa recensione fuori c'è una bufera di vento ed acqua, n.d.a.). "Myrkurs er þörf" è insomma arrivato nei nostri stereo nel momento giusto: il Black Metal dalle atmosfere malinconiche della band islandese esce dalle casse diventando un tutt'uno con l'atmosfera generale della stagione; tutto questo grazie ad uno stile che molto deve a gruppi come Sólstafir ed Agalloch, oltre che alle incursioni nel Post-Black/Shoegaze dei maestri Alcest. Un susseguirsi di momenti delicati ed eterei ed accelerazioni feroci, guidate da un Jóhann Örn istrionico dietro al microfono, capace di una prestazione sentita, umorale, incredibilmente espressiva. Nei tre anni intercorsi tra il precedente "The Four Doors of the Mind" e questa nuova uscita, i Dynfari hanno trovato anche il modo di maturare ulteriormente la propria proposta, rendendola meno slegata con brani più uniformi sul piano della composizione e dell'esecuzione, ricordando per certi versi gli Enslaved - soprattutto degli ultimi lavori -. Meno disincantato rispetto i lavori precedenti, "Myrkurs er þörf" è un lavoro con parecchia sostanza, con chitarre maggiormente robuste pur non mancando per nulla incantevoli melodie. Un disco più lineare con passaggi più ferali rispetto a quanto i Dynfari ci avevano abituati in passato, eppure senza che venga meno il fascino che questo genere sa instillare - e gli islandesi ne sono dei veri e propri specialisti, vedi anche Sólstafir e Auðn -. Chi già conosceva i Dynfari resterà soddisfatto da questo album, che saprà anche avvicinare una nuova schiera di fans all'act islandese: una di quelle classiche situazioni win/win.

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