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KAT: per festeggiare i quarant'anni tra inediti e cover! KAT: per festeggiare i quarant'anni tra inediti e cover!

KAT: per festeggiare i quarant'anni tra inediti e cover!

recensioni

gruppo
titolo
The Last Convoy
etichetta
Pure Steel Records
Anno

LINE-UP:
Qbek Weigel – vocals
Piotr Luczyk – guitars
Adam „Harris" Jasiński – bass
Mariusz Prętkiewicz – drums

GUESTS:
Tim "Ripper" Owens (song 6)
Henry Beck (song 3)
Maciej Lipina (song 5)
Paweł Steczek (song 5) – piano

TRACKLIST: 
01. Satan´s Nights
02. The Last Convoy
03. Mind Cannibals
04. Highway Star
05. Dark Hole – The Habitat Of Gods
06. Flying Fire 2020
07. Blackout
08. You Shook Me All Night Long
09. Hidden Track

opinioni autore

 
KAT: per festeggiare i quarant'anni tra inediti e cover! 2020-09-26 10:17:04 Celestial Dream
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Celestial Dream    26 Settembre, 2020
Ultimo aggiornamento: 26 Settembre, 2020
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

I polacchi KAT festeggiano i loro quarant'anni di vita con questo “The Last Convoy”, disco che contiene qualche inedito ed una manciata di cover.

La partenza è subito tirata ed aggressiva con “Satan´s Nights”, bel pezzo tra NWOBHM e l'heavy più classico con la voce roca di mister Qbek Weigel che si fa riconoscere immediatamente. Un tocco maggiormente hard rock caratterizza la successiva title track, mentre sembra prendere ispirazione dai Rage con un sound corposo ed un tocco moderno in “Mind Cannibals”, quest'ultimo brano non indimenticabile. A seguire troviamo appunto qualche pezzo storico riproposto con la potenza dell'act polacco ed il tocco heavy dei KAT si fa sentire su brani classici come "Highway Star" dei Deep Purple o "Blackout", song firmata Scorpions. Tutto piacevole e fatto molto bene ma aleggia la sensazione che dopo qualche ascolto sarà difficile rimettere questi brani nel lettore. Interessante invece incontrare la band alle prese con una ballad acustica davvero riuscita come “Dark Hole - The Habitat Of Gods”.

Una release interessante per i fan del gruppo, mentre per chi vuole conoscere i KAT è consigliabile fare un salto indietro e andare a caccia di qualche loro full-length anche recente, dove si può entrare a contatto con il sound puro del quartetto polacco.

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