A+ A A-
 

Il nuovo eccezionale album degli australiani Voyager Il nuovo eccezionale album degli australiani Voyager Hot

Il nuovo eccezionale album degli australiani Voyager

recensioni

gruppo
titolo
The meaning of I
etichetta
Sensory Records
Anno
  1. Momentary Relapse Of Pain

  2. Stare Into The Night

  3. Seize The Day

  4. Broken

  5. The Pensive Disarray

  6. He Will Remain

  7. The Meaning Of I

  8. Iron Dream (In Memoriam: Peter Steele)

  9. Feuer Meiner Zeit

  10. Fire Of The Times

  11. She Takes Me (Into The Morning Light)

  12. It’s Time To Know

  13. Are You Shaded?

opinioni autore

 
Il nuovo eccezionale album degli australiani Voyager 2012-05-17 17:55:26 Ninni Cangiano
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    17 Mag, 2012
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Uscito nel 2011, ma arrivato tra le mie mani solo da pochissimo tempo (a causa della scarsa diffusione in Italia della sconosciuta Sensory Records che mi ha costretto a ricorrere al mailorder), ecco il quarto album degli australiani Voyager, intitolato “The meaning of I”. Dopo lo splendido “I am the revolution”, per me tra i migliori albums del 2009, aspettavo con ansia questo nuovo disco della band capitanata dal talentuoso Danny Estrin, colui che ritengo uno dei migliori singer al mondo nella scena metal! Al primo impatto questo “The meaning of I” non mi ha impressionato subito positivamente, contrariamente a quanto successo per il suo predecessore, a causa di una certa complessità del sound maggiore rispetto al passato (c’è davvero tanta roba sotto!); eppure, ascolto dopo ascolto, come succede solo ai migliori dischi, ecco che venivano fuori e riuscivo a notare particolari sfuggiti in precedenza che non facevano altro che far risaltare maggiormente lo splendido lavoro dei singoli musicisti di questa band dalle qualità immense! 13 brani compongono questo disco, 13 gemme di prog/power, 13 pezzi estremamente eleganti, dalle atmosfere così particolari che non possono non affascinare ed intrigare, ricamate con estrema maestria dalla voce calda ed ammaliante del grande Danny Estrin. Non ci sono momenti di stanca in questo lavoro, passi falsi o filler di sorta, solo e soltanto musica di elevata qualità che mi ha messo in estremo imbarazzo nella scelta dei pezzi migliori, dato che è davvero difficile escluderne qualcuno. Potrei citarvi, ad esempio, la frizzante e melodica title-track “The meaning of I”, dotata di un ritmo estremamente godibile ed orecchiabile, grazie all’ottimo lavoro della batteria di Mark Boeijen., in cui pure delle backing vocals in growling risultano azzeccate. Anche l’opener “Momentary relapse of pain” mi è piaciuta parecchio, soprattutto per il lavoro delle due chitarre di Scott Kay (new entry nella band al posto di Chris Hanssen) e della simpatica Simone Dow. Come non citare “Iron dream”, elegante tributo in memoria di Peter Steele? Ma anche come non parlare della tecnicissima “Fire of the times” o di She Takes Me (Into The Morning Light) e di “Seize the day”, brani dall’incedere ruffiano per la loro orecchiabilità? Insomma, come avrete capito, è l’intero album che colpisce per la sua qualità non comune sotto tutti i punti di vista, persino per la copertina splendida, opera anche questa, come per il precedente disco, di tale George Grie. Da segnalare la presenza dei seguenti vocalist ospiti: Daniel Tompkins (dei Tesseract) sul pezzo “The pensive disarray” e DC Cooper (Royal Hunt/Silent Force) su “Fire on the times”. “The meaning of I” è l’ennesima conferma del valore degli australiani Voyager, un altro disco imperdibile di questa band dall’enorme ed indiscutibile talento!

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Recensione Utenti

Nessuna opinione inserita ancora. Scrivi tu la prima!

Per poter scrivere un commento ti devi autenticare o registrare
 
Powered by JReviews

releases

Un disco perfetto per i Temperance
Valutazione Autore
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Epic metal spedito e aggressivo per i Dragonlore
Valutazione Autore
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Dal Frontiers Rock Fest 2019 la prestazione degli Hardline
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
L'ennesimo live dei Kreator: ne valeva la pena?
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Archon Angel: per rivivere almeno in parte i Savatage di Zak
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Venti anni di Kryptos!
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Autoproduzioni

Se vi piacciono i Macabre, non potete perdervi i canadesi Tales of the Tomb
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Un EP tutto sommato soddisfacente per i tech-death metallers canadesi Moosifix
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Myrholt, un disco dispersivo che avrebbe potuto dare molto di piú.
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Myrholt, le uscite che non servono..
Valutazione Autore
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il quarto capitolo delle raccolte dei Mesmerize
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
The Fallen: Un metal vecchio stampo purtroppo poco convincente
Valutazione Autore
 
2.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

partners

No tabs to display

allaroundmetal all rights reserved. - grafica e design by Andrea Dolzan

Login

Sign In

User Registration
or Annulla