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Winter Nights: Un melodic death poco melodic e tanto death Winter Nights: Un melodic death poco melodic e tanto death

Winter Nights: Un melodic death poco melodic e tanto death

recensioni

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S/T
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Tracklist:
1. When December Burns
2. Starved For Energy
3. Withdrawals
4. Unmarked Grave
5. Day The Sun Died
6. Encounters

Line Up: 
Efrain Farfan – Guitars, Vocals
Jeremy Farfan – Guitars, Vocals
Martin Tune – Bass
James Yarusinsky – Drums 

opinioni autore

 
Winter Nights: Un melodic death poco melodic e tanto death 2020-10-12 16:22:55 Gianni Izzo
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Gianni Izzo    12 Ottobre, 2020
Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre, 2020
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L’omonimo album degli americani Winter Nights, ha avuto un processo parecchio lungo, basti pensare che “An Endless Apocalypse”, la loro precedente release è uscita nel 2015 ed è da allora che i fratelli Farfan hanno cominciato a scrivere e registrare i brani di questo disco. Infatti alcuni pezzi sono stati proprio registrati già qualche anno fa, mentre alcuni sono stati aggiunti ultimamente. Ma chi sono i Winter Nights? Sono nati nel 2007 a Brooklyn grazie ai due fratelli, entrambi chitarristi e vocalist, Efrain e Jeremy Farfan. Nell’immaginario dei testi, così come il suggestivo artwork, e lo stesso moniker, sembrano essere una band dal forte richiamo viking/pagan, quindi dediti ad un certo tipo di musica che nell’accezione conosciuta ai più potrebbe ricordare gli Amon Amarth, band che appare tra le ispirazioni dei Winter NIghts. Ma per quanto loro stessi si definiscano una melodic death metal band, bisogna prendere il tutto con le pinze. Il loro sound si incastra molto bene con il primissimo melodic death, quando il death era ancora preponderante rispetto ad un certo approccio più epico e catchy. Quindi questo disco omonimo è innanzitutto un martellante ed oscuro lavoro death metal, con qualche apertura melodica, ma sempre molto sinistra, inquieta. E' più facile ritrovarsi con rallentamenti dai tratti malinconici e doom, o tra fredde sfuriate dalle reminiscenze black, che fantasticare di battaglie e paesaggi alla Game Of Thrones. Quindi siete avvertiti, se amate il death dei primi anni novanta, dalle atmosfere particolarmente oscure, con qualche leggera inflessione melodica, i Winter Nights fanno sicuramente per voi; se siete abituati ad ascoltare melodie alla Iron Maiden e Manowar ma con il growling, in questo caso, vi sentirete abbastanza spiazzati.
Nonostante il fatto che le canzoni siano state registrate in periodi differenti, il sound risulta compatto, non siamo di fronte ad una produzione eccezionale, ma è abbastanza buona da farci godere della potenza di pezzi come l’opener, o della cattivissima “Withdrawals”. In generale siamo di fronte ad una prova sufficiente, non particolarmente originale, ma sincera nel suo voler sottolineare l’amore per il metal estremo, fatto con gusto, a cui andrebbe aggiunta giusto qualche limata qua e là per rendere alcuni passaggi un po’ meno scolastici e poter davvero pensare in grande.

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