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A volte sbucano delle sorprese: debutto per i Fleetburner! A volte sbucano delle sorprese: debutto per i Fleetburner! Hot

A volte sbucano delle sorprese: debutto per i Fleetburner!

recensioni

titolo
Fleetburner
etichetta
Butler Records
Anno

Tracklist:
1. The Land
2. The Beach
3. The Breakwater
4. Open Water
5. The Fleet
6. The Passenger
7. The Deck
8. The Course
9. Below the Waves
10. The Deep
11. The Endless

Line up: 
Ken Simerly - vocals
Kevin Storm - guitars
Peter Iwers - bass
Veli-Matti Kananen - keyboards
Tomas Myklebust - drums

Guests: 
Christopher Ammott (Dark Tranquillity, ex-Arch Enemy) - guitars
Nils Courbaron (Sirenia) - guitars
Masha “Scream” Arkiphova (Arkona) - vocals 
Agnete M Kirkevaag (Madder Mortem) - vocals

opinioni autore

 
A volte sbucano delle sorprese: debutto per i Fleetburner! 2020-10-16 18:27:59 ENZO PRENOTTO
voto 
 
4.0
Opinione inserita da ENZO PRENOTTO    16 Ottobre, 2020
Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre, 2020
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Per parlare dei Fleetburner bisogna tornare leggermente indietro nel tempo al 2018, quando Kevin Storm, il leader della band, pose le basi compositive per il qui presente primo disco omonimo. La nascita del progetto fu abbastanza veloce e nel giro di poco tempo vennero reclutati Peter Iwers (ex-In Flames, ex-Cyrha) al basso, Tomas Myklebust (Vulture Industries, Slegest) alla batteria e Veli-Matti Kananen (Kalmah, One Morning Left) alle tastiere oltre che svariati ospiti come Christopher Amott (Dark Tranquillity, ex-Arch Enemy), Nils Courbaron (Sirenia), Masha “Scream” Arkiphova (Arkona) e Agnete M Kirkevaag (Madder Mortem). Tale impiego di super ospiti viene quindi sfruttato per ultimare un concept album su tematiche come il lasciarsi tutto alle spalle e prendere una nuova strada.

Il disco è una bella ventata di aria fresca nel panorama metallico cercando di rimescolare le carte e non andando imperterrito nelle solite direzioni. Ci si trova davanti ad un mix multi sfaccettato che mostra ottime potenzialità per il futuro. I pezzi sono variegati ed elaborati e attraversano molti generi come il neo prog/art rock di “The Land” o le sfuriate violente di “The Endless” o le bordate quasi thrash metal di “Open Water”. Eppure ogni traccia si contorce e si evolve in un turbine emozionale non indifferente ponendosi come un oceano imprevedibile e lo si nota in improvvise accelerate o momenti eterei (gli imponenti muri i suono ai limiti del black metal di “The Breakwater” mischiati a placide evoluzioni con quel sopraffino lavoro di batteria), continue pennellate prog/thrash metal tecniche mai sopra le righe (“The Beach”) oppure oscuri ricami sonori alla Katatonia che si possono ascoltare in episodi come “The Fleet” o “The Deck” ma anche sperimentazione come nell’interessante “The Passenger”. Manca però un tassello al mosaico e non a caso è stato lasciato per ultimo ovvero il cantante Ken Simerly, nome decisamente sconosciuto eppure a sorpresa sfodera un’ugola impressionante per versatilità e calore sia nelle mitragliate sia nelle parti più morbide; a tal proposito si ascoltino perle come “The Course” con i suoi crescendo epici o “Below The Waves” divisa tra oscurità e pathos nel quale Ken incanta a profusione con tanta passione. Ogni traccia ha moltissime venature ed è difficile descriverle a parole perciò l’invito è di dedicare tempo all’ascolto perché l’opera è davvero entusiasmante ed invoglia a risentirla più volte per carpirne ogni dettaglio. Il metal ultimamente si sta un po’ perdendo e fa piacere vedere musicisti di questo calibro che portino avanti delle idee tutto sommato nuove.

Un disco che rischia di passare inosservato e sarebbe un gran peccato. Album colto, sfizioso e ben composto. Da avere assolutamente!

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30
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