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Prodotti del genere lasciano il tempo che trovano: tornano i Tension Rising! Prodotti del genere lasciano il tempo che trovano: tornano i Tension Rising! Hot

Prodotti del genere lasciano il tempo che trovano: tornano i Tension Rising!

recensioni

titolo
Penumbra
etichetta
Autoproduzione
Anno

Tracklist: 
1. No Tears Shed
2. Find the Betrayer
3. Darkness Returns
4. Knuckle Up
5. Getting Out of Hand
6. Masquerade
7. Anxiety
8. No More Goodbyes
9. Doomsayer
10. Your Lies Run Deep 

Line up: 
Chris Garrigan - vocals, guitars
Alex Repetti - bass
Nicky van Page - guitars

opinioni autore

 
Prodotti del genere lasciano il tempo che trovano: tornano i Tension Rising! 2020-10-16 18:46:59 ENZO PRENOTTO
voto 
 
1.5
Opinione inserita da ENZO PRENOTTO    16 Ottobre, 2020
Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il sottoscritto molte volte si è trovato in seria difficoltà nello scrivere recensioni e non è sicuramente la prima volta che lo scrive. Il senso di malessere che ogni tanto affligge il vostro affezionatissimo è quando deve scrivere di bands come questa e con il proseguimento della lettura capirete perché. Trattasi di autoproduzione, questo è il primo punto, ma si parla di una band underground, chiamata Tension Rising, che ha purtroppo scarsi mezzi generali e quindi sarebbe opportuno parlare quasi di "demo" che non di nuovo album vero e proprio. "Penumbra" è il titolo del nuovo disco del combo di New York e potrebbe invogliare all’ascolto gli amanti del metal moderno stile Trivium/Avenged Sevenfold ma con le dovute precauzioni!

Dieci tracce davvero difficili da buttare giù, non per complessità tecnica o sperimentazione troppo avanguardistica, ma per i troppi problemi che affliggono suoni, composizione e non solo. Riffs di chitarra spesso modello carro armato tutti fini a sé stessi, un lavoro di batteria che sembra una drum machine (“Getting Out of Hand”) [EDIT: è una drum machine, n.d.r.] per quanto è freddo e scarno, ritornelli colmi di cori e voci di plastica… questa è solo una parte dei difetti di questo album. A far da collante a tutto ciò si aggiunga una produzione praticamente inesistente; musica totalmente registrata in casa (e questo non è sicuramente un male) ma senza mezzi consistenti e con un missaggio talmente confuso che renderebbe ubriaco anche un astemio (si ascoltino le terribili voci in backup). C’è una totale confusione di suoni (“Anxiety” con i suoi solo di basso buttati a caso) dove ci sono sbalzi di volume inspiegabili (“No Tears Shed” ma anche in “Find the Betrayer”) ed un’esecuzione troppo basilare e scolastica (“Masquerade”). Il vero pugno in faccia è dato però dalla voce che in certi casi appare ai limiti della stonatura, in altri pare la versione drogata dei Lordi (“Darkness Returns”), mentre nel peggiore dei casi assume un aspetto robotico da quanti effetti sono stati messi al microfono. Le tracce si susseguono indecifrabili e confusionarie sempre in bilico tra metalcore e rock alternativo, dove le parti emozionali spaventano per il loro essere melense mentre le parti violente sono più innocue di un gattino da appartamento (il growl è da dimenticare). Altro problema è il fatto che in più di un’occasione ogni musicista pare vada per conto proprio accrescendo il senso di straniamento già presente alla prima traccia e che va avanti singhiozzando.

Si consiglia alla band di rimettersi a lavorare duramente e ripresentarsi sul mercato con un prodotto più curato, solo allora si capirà il vero valore perché al momento certe uscite discografiche sono alquanto inclassificabili.

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07
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