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Tecnicamente mostruosi, ma anche dei "cazzoni" incredibili: tornano dopo sedici anni i Goratory Tecnicamente mostruosi, ma anche dei "cazzoni" incredibili: tornano dopo sedici anni i Goratory

Tecnicamente mostruosi, ma anche dei "cazzoni" incredibili: tornano dopo sedici anni i Goratory

recensioni

gruppo
titolo
Sour Grapes
etichetta
Everlasting Spew Records
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Technical/Brutal Death Metal 

FFO: Malignancy, early Cryptosy, Gorgasm, Pillory 

LINE UP: 
Adam Mason - vocals
Alan Glassman - guitars
Zachary Pappas - bass
Darren Cesca - drums 

TRACKLIST: 
1. Rat King [03:07] 
2. Losing Streak [03:35] 
3. I Shit Your Pants [02:58] =ASCOLTA= 
4. Bottom Feeder [03:04] 
5. Evolutionary Wart [03:15] =ASCOLTA= 
6. The People's Temple [03:00] =ASCOLTA= 
7. Seth Putnam Was a Sensitive Man [03:07] 
8. Back to the Grinding Machine [04:09] 

Running time: 26:15 

opinioni autore

 
Tecnicamente mostruosi, ma anche dei "cazzoni" incredibili: tornano dopo sedici anni i Goratory 2020-10-18 16:44:15 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    18 Ottobre, 2020
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Dove sta scritto che il Death Metal dev'essere per forza un genere serio ed incazzato? Prendiamo i Goratory ad esempio: da sempre la band di Boston ha fatto dell'ironia più becera il proprio vessillo, pur avendo delle doti tecniche più che invidiabili; basta vedere anche solo alcuni titoli dei vecchi album o dei brani ivi compresi per farsene un'idea, ma a parte questo a quanto pare nonostante siano passati sedici anni da "Rice on Suede" a questo loro come back targato Everlasting Spew Records con "Sour Grapes", non è cambiato assolutamente nulla! A partire dalla formazione, con quelli che sono i quattro membri storici ancora saldi ai loro posto a dare un segno di continuità dopo lo scioglimento e la conseguente reunion di sette anni dopo; e gli artisti coinvolti non sono nemmeno propriamente gli ultimi arrivati, visto che in formazione ci si ritrova gente come Alan Glassman (Job for a Cowboy, Serpent Gnosis, ex-Despised Icon) e Darren Cesca (Deeds of Flesh, Pillory, ex-Blasphemer).
Ma veniamo ora a "Sour Grapes". Come detto, i Goraotry proseguono imperterriti su quella che è la strada da loro scelta, fatta di fortissima ironia e di una brutalità mai fine a sé stessa, ma in cui anzi troviamo passaggi tecnicamente mostruosi: basti ascoltare, per quanto riguarda questo punto, il singolo "Evolutionary Wart" focalizzandosi sul maestoso drumming di Cesca. "Sour Grapes" è, in ogni caso, un lavoro scoppiettante: i Goraotry fanno stretching con un paio di brani Slam come "Rat King" e "Losing Streak", per poi partire alla carica con una restante tracklist di violenza disumana partendo dalla doppietta "I Shit Your Pants" / "Bottom Feeder" fino ad arrivare alla psicotica "Evolutionary Wart", a mani basse il pezzo migliore del disco. Dicevamo però che oltre ad essere tecnicamente dei mostri, i Goratory hanno una vera e propria laurea in cazzeggio applicato, ed a tal proposito mi soffermerei soprattutto su due punti: in primis la settima traccia dell'album, dal (magnifico) titolo "Seth Putnam Was a Sensitive Man" - e se conoscete il mai troppo compianto leader degli Anal Cunt non potrete quanto meno non sorridere -; e poi c'è l'artwork: ammetto che ci ho messo un paio di secondi in più a metter insieme l'immagine della copertina ed il titolo, intuendo COSA siano i grappoli d'uva acerba che questi quattro pazzi intendono, scoppiando infine in una sonora risata.
I Goratory hanno il pregio di essere scientificamente metodici nell'essere dei cazzoni di prima categoria; è impresa ardua trovare una band Brutal Death che abbia la stessa caratura tecnica del quartetto statunitense, idem dicasi per l'approccio divertito e divertente dei Nostri. Un ritorno dunque estremamente gradito per una band che merita tutto il supporto possibile.

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