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Settimo album e debutto sulla nuova label per i Revolting Settimo album e debutto sulla nuova label per i Revolting

Settimo album e debutto sulla nuova label per i Revolting

recensioni

gruppo
titolo
The Shadow at the World's End
etichetta
Transcending Obscurity Records
Anno

PROVENIENZA: Svezia 

GENERE: Death Metal 

FFO: Paganizer, Entombed, Dismember, Grave, Unleashed 

LINE UP: 
Rogga Johansson - vocals, guitars
Grotesque Tobias - bass
Mutated Martin - drums 

TRACKLIST: 
1. Defleshed [02:58] =ASCOLTA= 
2. 1888 [03:45] 
3. The Shadow at the World's End [03:45] 
4. Sorrow as Companion [03:22] 
5. Daggers that Mimic Life's Pain [03:47] =ASCOLTA= 
6. Dragged Back to the Cellar [03:24] =ASCOLTA= 
7. To the Bitter Bleeding End [03:06] 
8. Carnage Will Come [03.22] =ASCOLTA= 
9. Revolted by Life Itself [04:17] 

Running time: 31:11 

opinioni autore

 
Settimo album e debutto sulla nuova label per i Revolting 2020-11-30 17:58:39 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    30 Novembre, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Settimo album per i Revolting, un altro degli innumerevoli progetti del veterano della scena Death Metal svedese Rogga Johansson; arrivato a due anni di distanza da "Monolith of Madness", "The Shadow at the World's End" segna il debutto del trio svedese sulla perennemente in crescita Transcending Obscurity Records. L'affiatamento di Johansson con i due compagni di viaggio nei Revolting, il bassista Tobias ed il batterista Martin, è uno dei punti focali di questa nuova fatica dell'act scandinavo: i tre sono insieme si dagli esordi datati 2008 e si sente da subito come siano in piena sintonia. Come è lecito aspettarsi, anche con i Revolting mr. Johansson ci offre un rocciosissimo old school Swedish Death, ma con poche - e quanto mai sostanziali - differenze: rispetto a molti dei suoi progetti, nei Revolting c'è un maggior uso di melodie che rimandano al Gothenburg Sound degli inizi; già solo i primi secondi dell'opening track "Defleshed" non possono non chiamare alla mente gli At the Gates ed i primissimi In Flames, unito però alle granitiche sonorità tipiche dell'artista di Gamleby. Ed i Revolting sembrano essere maggiormente a loro agio proprio quando le aperture melodiche prendono il sopravvento, come nella title track ad esempio o nella seguente "Sorrow as Companion". Va detto, a onor di cronaca, che alcuni brani sembrano assomigliare troppo agli altri e che a livello di esecuzione sembra esserci qualche imprecisione - mi viene in mente, a naso, la parte centrale solista di "1888" -, ma in ogni caso "The Shadow at the World's End" è un lavoro nel complesso più che discreto, che saprà bene o male accontentare gli amanti tanto dello Stockholm che del Gothenburg sound.

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