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Promettenti giovani musicisti: debutto per i padovani Lining Redox! Promettenti giovani musicisti: debutto per i padovani Lining Redox! Hot

Promettenti giovani musicisti: debutto per i padovani Lining Redox!

recensioni

titolo
The Moral Scenery
etichetta
Autoproduzione
Anno

Tracklist:
1. Reminiscent
2. Death's Cold Lifeless Sound
3. Faithless
4. Thunderquake
5. Transcending Pt.1 - Deceiver
6.  Transcending Pt.2 - Stillness
7. Transcending Pt.3 - Defiler
8. The Moral Scenery
9. Clarity

Line up: 
Matteo Mancini - vocals
Mattia Rodella - guitars
Ryan Resuli - guitars
Gianluca Minto - keyboard, effects, vocals
Nicola Baesso - bass
Nicola Prendin - drums

opinioni autore

 
Promettenti giovani musicisti: debutto per i padovani Lining Redox! 2020-12-02 21:48:37 ENZO PRENOTTO
voto 
 
3.5
Opinione inserita da ENZO PRENOTTO    02 Dicembre, 2020
Ultimo aggiornamento: 02 Dicembre, 2020
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Oggi ci si sposta in Veneto e per la precisione a Padova, per focalizzare l’attenzione su di una nuova band nata giusto l’anno scorso grazie ai due chitarristi Rayan Resuli e Mattia Rodella. I Lining Redox hanno avuto un inizio abbastanza complicato causa molti cambi di formazione ma alla fine riescono a comporre e registrare il primo album a nome "The Moral Scenery". I sei giovani ragazzi decidono di autoprodursi il disco e puntare principalmente sul progressive metal di scuola americana anche se c’è qualche sprazzo di modernità che punta all’immediatezza.

Dopo l’intro si entra subito nel vivo dell’album con un pezzo di quasi dieci minuti ovvero “Death's Cold Lifeless Sound”. Velocissima e tecnica (molto ispirata ai Symphony X sia nei riffs che negli assolo neoclassici combinati alle tastiere) la traccia presenta una buona elaborazione delle idee nonostante una qualità sonora limitata ma ciò era comprensibile. Si mettono subito in evidenza le vocals di Matteo decisamente ottimali e melodiche con punte non indifferenti di epicità e che dimostrano una versatilità vocale degna di nota (molto buona anche nella Rhapsody Of Fire oriented “Thunderquake”). Alla band piace anche pestare duro e si scatena nel gelido sound moderno di “The Moral Scenery” con le sue chitarre iper ribassate e i duelli strumentali mentre in “Faithless” viene scelto un approccio più roccioso nei riffs ma anche caldo allo stesso tempo con una sezione ritmica massiccia ed un lavoro melodico perfetto e ben integrato. Dal lato tecnico fa davvero piacere vedere dei giovani così capaci e promettenti ma soprattutto a livello compositivo si sentono molte buone potenzialità anche se un pochino derivative ma ciò è normale. L’anima più sperimentale viene fuori nella suite divisa in tre parti “Transcending” e qui vengono fuori un po’ di problemi a causa del voler mostrare troppo inserendo mille elementi quando ne bastavano dieci. La prima parte “Deceiver” mescola il progressive rock anni '70 con il metal ma viene fuori un ribollente calderone di intuizioni che porta solo ad una gran confusione seppure alcune parti siano interessanti. Segue la seconda parte “Stillness” ovvero una ballad melodica ben equilibrata tra dolcezza e durezza che a sorpresa esplodono in un crescendo epico davvero notevole con un sax che si intreccia al meglio. Nella terza parte si ritorna al problema della prima; quasi dodici minuti tra scream/growl vocals e continui cambi di atmosfera che un po’ si arena sul finale. Anche in questo caso c’era il bisogno di essere più asciutti perché il risultato lascia troppo spaesati.

Un debutto sicuramente di valore, che mostra ottime doti e che fa ben sperare per un nuovo disco più maturo a patto che si riprenda fiato e si mettano sul tavolo meno cose. Bravi!

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