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Debut album per i Greenwitch: potete passare oltre Debut album per i Greenwitch: potete passare oltre

Debut album per i Greenwitch: potete passare oltre

recensioni

titolo
CosmoSteelBlood Trinity
etichetta
Horror Pain Gore Death Productions
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Death Metal 

FFO: Kruelty, Cianide, Gatecreeper, Xibalba, Mammoth Grinder 

LINE UP: 
Galaxy Eater - vocals 
Harley Woolston - guitars 
Brandon Bond - guitars 
Jeffry Aguilla - bass 
Jose Gutierrez - drums 

TRACKLIST: 
1. Cellar Dweller [03:49] =VIDEO= 
2. Parasite Possession [03:42] 
3. From the Nothing [02:55] 
4. To Devour the Flesh of Worlds [04:04] =VIDEO= 
5. Celestial Tomb [04:17] 
6. Conquest of Thorns (Celestial Tomb Pt. II) [05:52] 

Running time: 24:39 

opinioni autore

 
Debut album per i Greenwitch: potete passare oltre 2020-12-03 18:57:19 Daniele Ogre
voto 
 
2.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    03 Dicembre, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Debut album per i californiani Greenwitch, che sotto Horror Pain Gore Death Productions rilasciano questo "CosmoSteelBlood Trinity". Sei soli brani per nemmeno 25 minuti di old school Death Metal, a cavallo tra la pesantezza dei Cianide e le velleità hardcoreggianti di Gatecreeper e Xibalba: unendo le due cose, insomma, s'intuisce come l'influenza principale non possa che essere il Death/Doom/HC dei giapponesi Kruelty. La formula è delle più classiche: Boss HM-2 tirato al massimo e torrente di riffoni, ora più cupi e granitici, ora più veloci e taglienti, il tutto accompagnato da una discreta sezione ritmica ed una voce forse troppo penalizzata dalla - probabilmente voluta così - produzione. In generale, comunque, "CosmoSteelBlood Trinity" è uno di quei lavori che passano in sordina: lo ascolti, t'intrattiene per una mezz'oretta scarsa, ma una volta finito qualche minuto dopo te ne sei dimenticato. Non è il massimo detta così, ne sono conscio, ma è il solo modo per poter descrivere questo lavoro, per nulla diverso a centinaia di altri con in più una resa qualitativa sinceramente mediocre (s'ascolti come esempio "To Devour the Flesh of Worlds"). Non uno dei sei pezzi qui presenti fa la differenza in senso positivo e qualche buona idea sul piano chitarristico non serve da sola a risollevare le sorti di un disco che stante a raggiungere la sufficienza. Non riuscendoci.

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