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Ultimatium: power/prog moderno che fatica ad accendersi Ultimatium: power/prog moderno che fatica ad accendersi

Ultimatium: power/prog moderno che fatica ad accendersi

recensioni

titolo
Virtuality
etichetta
Rockshots Records
Anno

TRACKLIST:
1. Vengeance (04:11)
2. Run like the Wind (03:43)
3. Hall of Heroes (03:07) (instrumental)
4. Mindcaptives (11:49)
5. The Seer (04:51)
6. Dark Cold Day (05:37)
7. Remorse (04:53)
8. (Don’t) Fear the Silence (04:50)
9. Digital Tower (08:21)
10. Ghost of Yesterday (05:07)
11. Scream (04:55)
12. Together (09:19)

LINE UP: 
Tomi Viiltola - vocals 
Harri Niskanen - guitars 
Petteri Gullsten - bass (session) 
Matti Pulkkinen - keyboards 
Matti Auerkallio - drums, vocals 

GUESTS: 
Jumma Nummi - vocals 
Peter James Goodman (Conquest) - vocals 
Emily Leone (Lost in Grey) - vocals 

opinioni autore

 
Ultimatium: power/prog moderno che fatica ad accendersi 2021-01-06 08:57:07 Celestial Dream
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Celestial Dream    06 Gennaio, 2021
Ultimo aggiornamento: 06 Gennaio, 2021
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Prog power dalle tinte futuristiche con gli Ultimatium, band che ha pubblicato il quarto capitolo della propria discografia lo scorso Novembre.

Sonorità moderne – che seguono il concept ed il mood del disco – ma una produzione leggermente pasticciata che non ci convince a pieno. La band nordica alterna ben cinque voci al microfono con il lavoro di alcuni singer finlandesi come Emily Leone (Lost in Grey, Dotma), Peter James Goodman (Conquest, ex-Virtuocity), Jukka Nummi (ex-Myon), Matti Auerkallio (Katra, Manzana, SoulFallen) e Tomi Viiltola (ex-Dreamtale, Perpetual Rage, Viilto).
Con alcune influenze che ci portano agli ultimi Symphony X, "Virtuality" è costruito su riff dinamici, un'importante uso di tastiere e linee vocali sofisticate. Come complessi sono in generali tutte le composizioni contenute in questo full-length in particolare le due suite “Mindcaptives” e “Together” che si dilungano anche troppo, superando nel caso del primo brano anche gli undici minuti. L'ascoltatore avrebbe bisogno di qualche momento più “in your face” che fatica ad arrivare e la voce lirica di Emily Leone, che viene spesso utilizzata ad esempio in brani come “Run like the Wind” e “The Seer”, non sembra adattarsi bene alle sonorità intricate su cui si basa questo lavoro. I riff schiacciasassi di “Dark Cold Day” cercano di alzare un po' il livello di potenza e ci riescono piazzando uno dei momenti migliori del disco, che presenta finalmente un bel refrain. Promosse l'epico mid-tempo alla Queensryche che risponde al nome di “Digital Tower” e la power song “Ghost of Yesterday”, non a caso due brani dove non vi è traccia del cantato lirico, ma si bada più al sodo.

“Virtuality” mostra delle indubbie capacità tecniche dei musicisti coinvolti ed è da apprezzare la ricerca di sonorità complesse e personali. Purtroppo non tutto gira nel verso giusto e la lunghezza eccessiva di questo platter non aiuta a rendere l'ascolto fruibile. Sufficienza strappata a stento.

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