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Terzo album per i Return To Void, che sembrano ancora una volta rivoluzionare il proprio stile Terzo album per i Return To Void, che sembrano ancora una volta rivoluzionare il proprio stile Nuovo

Terzo album per i Return To Void, che sembrano ancora una volta rivoluzionare il proprio stile

recensioni

titolo
Infinite Silence
etichetta
Inverse Records
Anno

Tracklist:
1. Aliveness
2. Stone Heart
3. Resistance
4. Freed From Illusion
5. Equal Freaks
6. Full Circle
7. Foresters
8. Mosaic Of Light And Shadow
9. Damaged
10. Departed And Arrived

Line-up:
Pasi Hakuli - bass
Kalle Kukkonen - drums
Saku Hakuli - guitars
Antti Huopainen - keyboards
Markku Pihlaja - vocals

opinioni autore

 
Terzo album per i Return To Void, che sembrano ancora una volta rivoluzionare il proprio stile 2021-01-12 17:53:51 Virgilio
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Virgilio    12 Gennaio, 2021
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Dei Return To Void avevamo davvero apprezzato particolarmente il secondo album, "Memory Shift The Day After", nel quale segnavano una decisa svolta verso il progressive metal. Con questo nuovo lavoro, intitolato "Infinite Silence", la band finlandese mischia nuovamente le carte in tavola, tornando ad un sound meno complesso, con un certo flavour settantiano (già presente nel loro omonimo debut album) che ogni tanto fa capolino, enfatizzato dall'utilizzo dell'hammond. Non vengono tuttavia totalmente eliminati gli elementi prog, per quanto comunque i pezzi siano certamente meno complessi e puntino maggiormente su una struttura più tipica della forma canzone, con strofe e bridge, un refrain melodico e qualche divagazione strumentale, con assoli a cura del chitarrista Saku Hakuli e del tastierista Antti Huopainen. Dobbiamo dire che comunque tutti i musicisti dimostrano buona personalità e riescono a dare il proprio significativo contributo: una menzione a parte merita però il cantante Markku Pihlaja, che ogni tanto tradisce i proprio trascorsi da "coverista" di Bruce Dickinson, ma che in generale riesce ad emanciparsi dalle proprie influenze per offrire delle performance che si coniugano alla perfezione con lo stile della band. In generale, in tutta sincerità, preferivamo i Return To Void ascoltati nell'album precedente: va anche riconosciuto, tuttavia, come il combo finlandese si sia impegnato per ottenere un sound corposo e rotondo, che riesce ad essere convincente. Per contro, qualche traccia in quest'ottica risulta forse eccessivamente dilatata, come anche in qualche brano non ci hanno convinto i suoni delle chitarre, quando invece i riff sono un elemento fondamentale nella loro musica. Ad ogni modo, nell'insieme, "Infinite Silence" riesce ad essere alquanto coerente ed omogeneo, con alcune tracce davvero niente male, quali ad esempio l'opener "Aliveness", "Full Circle", "Mosaic Of Light And Shadow" o "Departed And Arrived". Un disco, dunque, con il quale va dato atto di come i Return To Void stiano conducendo, album dopo album, un autentico percorso artistico, che vale la pena senz'altro di seguire e di conoscere, ascoltando anche questo nuovo tassello della loro discografia.

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