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Overtures: un album che emoziona e coinvolge Overtures: un album che emoziona e coinvolge Hot

Overtures: un album che emoziona e coinvolge

recensioni

gruppo
titolo
"Entering the maze"
etichetta
Sleaszy Rider Records
Anno

 

TRACK LIST:

01. The maze

02. Under the northern star

03. Of nightmares

04. Savior

05. Empty trails

06. Consequences

07. In the middle of nowhere

08. Programmed to serve

09. A different point of view

10. The oracle

 

 

LINE-UP:

 

Michele Guaitoli - Voce

Marco Falanga – Chitarra

Adriano Crasnich - Chitarra

Luka Klanjscek - Basso

Andrea Cum - Batteria

opinioni autore

 
Overtures: un album che emoziona e coinvolge 2013-05-30 19:41:05 Ninni Cangiano
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    30 Mag, 2013
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il 2013 sarà ricordato come uno degli anni che, a livello qualitativo, ha offerto una vasta gamma di ottimi prodotti in campo power metal. Tra questi, uno dei migliori in assoluto è “Entering the maze” dei semi-sconosciuti friulani Overtures. Ho conosciuto questa band con l’eccezionale “Rebirth” del 2011, che ha fatto seguito al loro ottimo esordio “Beyond the waterfall”, risalente al 2007; questo è dunque il terzo album della loro carriera. Il gruppo italiano si è rivolto addirittura al grande Sascha Paeth (10 minuti di vergogna per chi non conosce questa istituzione del metal mondiale!) ed ai suoi Gate Studio in Germania per perfezionare la registrazione di questo album e devo dire che il risultato è praticamente perfetto, con ogni strumento che ha il giusto risalto e lo splendido power metal composto dalle geniali menti degli Overtures viene esaltato a dovere. Bisogna evidenziare che questa band ha al proprio attivo diverse armi micidiali, in primis l’eccezionale ugola di Michele Guaitoli, singer capace di modulare la propria voce come pochissimi, con un’estensione semplicemente invidiabile che lo porta con estrema facilità ad essere caldo ed espressivo, così come acuto o aggressivo a seconda delle necessità del pathos del brano. Altra arma micidiale sono le due chitarre di Marco Falanga e della new-entry Adriano Crasnich, strumenti splendidamente protagonisti nel sound della band, che macinano riff ed assoli di gran gusto. Naturalmente non vanno trascurati il basso di Luka Klanjscek e soprattutto la batteria dell’ottimo Andrea Cum, il cui apporto è comunque fondamentale per l’elevato gradimento della proposta musicale. “Entering the maze” è composto da 10 pezzi uno più bello dell’altro, tanto che mi risulterebbe davvero difficile poterne scegliere uno per assegnare il ruolo del migliore; è, infatti, tutto l’album che convince e coinvolge dalla prima all’ultima nota, trascinando l’ascoltatore in un’atmosfera finanche onirica, cullato dalle orecchiabili e convincenti melodie degli strumenti e della voce. Il songwriting della band, infatti, pur rimanendo fedele a certo power melodico e mettendo ben in mostra le notevoli qualità tecniche dei vari membri, riesce ad essere anche originale e non stanca mai (personalmente l’ho ascoltato diverse decine di volte!), grazie anche forse a certe digressioni nel prog meno cervellotico ed all’inserto, in alcuni casi, di melodie dal flavour orientaleggiante. Se gli Overtures arrivassero dalla Scandinavia o dalla Germania, sono sicuro che avrebbero un remunerativo contratto con una major e tutti quanti, addetti ai lavori e non, staremmo a gridare alla nuova promessa del power metal mondiale; purtroppo per loro, arrivano soltanto da Gorizia e non hanno trovato ancora quell’affermazione e quella notorietà che meritano per le indubbie qualità della loro musica. Mi auguro che con questo splendido “Entering the maze” gli Overtures riescano a farsi conoscere in giro per il mondo, perché solo gli stolti e gli ignoranti non riusciranno ad apprezzare un disco di simile qualità!

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