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Children Of Bodom: Roy torna ad affilare la sua falce Children Of Bodom: Roy torna ad affilare la sua falce Hot

Children Of Bodom: Roy torna ad affilare la sua falce

recensioni

titolo
Halo OF Blood
etichetta
Nuclear Blast/Audioglobe
Anno

 

01. Waste Of Skin
02. Halo Of Blood
03. Scream For Silence
04. Transference
05. Bodom Blue Moon (The Second Coming)
06. The Days Are Numbered
07. Dead Man’s Hand On You
08. Damage Beyond Repair
09.
All Twisted
10. One Bottle And A Knee Deep

opinioni autore

 
Children Of Bodom: Roy torna ad affilare la sua falce 2013-06-13 21:45:30 Gianni Izzo
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Gianni Izzo    13 Giugno, 2013
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Dopo uno stallo compositivo che ha raschiato il fondo del barile con l’insipido “Blooddrunk” e con quell’idiozia del disco di cover, le più delle quali conosciute dal pubblico già da tempo immemore, finalmente, almeno per ora (andiamoci cauti), i finlandesi Children Of Bodom sembrano aver ritrovato un po’ di vena compositiva. A tutti gli effetti questo “Halo Of Blood” è un gran bell’album, Laiho ed i suoi, compres Roy, la mascotte della band, sono andati contro i miei pronostici più spietati e quella mia voglia di affogarli nel lago di Bodom che già avevo da tempo…e lo dico come uno che li ha per anni osannati.
Invece no, sto qui, non tanto a decantarne le lodi, perché addirittura dire “lodi” sembra esagerato, ma diciamo che ne apprezzo la qualità. Non mi è dato sapere se dopo le continue smorfie di dolore da parte dei fans, i Children abbiano deciso di fare un passo indietro e rintracciare nel loro passato il sound che li ha resi famosi, o semplicemente hanno davvero ritrovato quel qualcosa di artistico che si erano persi tra eyeliner e bandane, tuttavia il nuovo lavoro è pienamente soddisfacente. Ritorna l’elemento black che rende la title-track tra le migliori del disco, insieme alla tiratissima “The Days Are Numbered” ed alla più classica “Waste Of Skin”. Ma sono un po’ tutte le tracce ad essere godibili, esprimendo i più classici elementi sonori della band, a partire dalla tecnica chitarristica sempre in primo piano che ci abbellisce di fraseggi “Bodom Blue Moon”, fino ai cori da stadio dell’ottima “All Twisted”. E’ vero che si ha spesso quel senso di già sentito, come avviene con la melodica “Sceam Of Silence”, è vero che non assistiamo di certo ad un lavoro che ci spiazzerà definitivamente, ed è vero che l’affannata “Dead Man’s Hand On You” ci ricorda da vicino i momenti più brutti degli ultimi anni della band, ma fossero tutti come “Halo Of Blood” i successivi album dei bimbi di Bodom, potremmo stare tranquilli di ascoltare ancora bella musica.

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