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15 Apr

Intervista: Rome In Monochrome (Gianluca Lucarini) In evidenza

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Di seguito potete leggervi la nostra chiacchierata insieme a Gianluca Lucarini, chitarrista e fondatore dei doomster capitolini: Rome In Monochrome

 

Ciao Gianluca, do il benvenuto a te ed ai Rome In Monochrome su Allaroundmetal.com.  Prima intervista quindi tocca che vi presentiate. Quando e come nasce la band Rome In Monochrome?

Gianluca: Ciao a te ed a tutti. Dunque, la band è nata del 2013 con l’idea di essere un mio progetto solista, che mi facesse distaccare dal sound molto estremo dei Degenerhate, la mia band principale: volevo che il tutto suonasse molto atmosferico ed oscuro, partendo da spunti doom ed anche drone. Quando ho coinvolto Valerio (il cantante, all’epoca anche chitarrista), che conoscevo già da tempo, il suo approccio molto influenzato dallo slowcore e dallo shoegaze ha cambiato presto le prospettive che avevo in testa. Mi ha proposto subito diversi pezzi ed ho capito che ci stavamo spostando dall’idea iniziale. Intorno a noi, dopo diversi avvicendamenti, è nata l’attuale formazione. 

 

Come avete scelto il vostro monicker e qual è il suo significato?

Gianluca: Il nome fu inventato da Max Varani, ex cantante dei Degenerhate: gli ho chiesto il permesso di usarlo perché mi è subito piaciuto e mi è sembrato adatto all’idea che avevo di questo progetto. Le coordinate sonore sono un po’ cambiate da quel momento ma il nome è rimasto adatto e credo ci calzi a pennello.

 

Quali sono i musicisti/band che vi ispirano?

Gianluca: Come ho detto, l’approccio iniziale era molto legato al doom, quindi forse senza Anathema, Paradise Lost, Katatonia e My Dying Bride questa band non esisterebbe: abbiamo però da subito arricchito il tutto con influenze provenienti da altri generi, slowcore, shoegaze e post rock su tutti. In generale sia ispirati da tutta la musica malinconica ed introspettiva: ognuno di noi ha gusti diversi. In ogni caso la mia band preferita, assieme ai Carcass, sono senz’altro gli Smiths.

 

Come nasce un brano dei RIM? Collaborate insieme fin da subito alla stesura del testo e della musica o c’è uno o più songwriters tra voi, e solo in un secondo momento vi riunite per confrontarvi?

Gianluca: In linea di massima le strutture sono costruite da Valerio, che ha scritto anche tutti i testi ad eccezione di uno per il quale abbiamo collaborato. Diciamo che in linea di principio è lui che dà la forma di base al brano, che poi, in sala prove o spesso anche a casa, in acustico, viene arricchito dai contributi di tutti noi e prende il suo aspetto definitivo. Questa, ovviamente, non è una regola ed infatti in un paio di casi i pezzi sono nati da spunti o strutture provenienti da me e da Alessio (Reggi, chitarra): in ogni caso, la costruzione dell’arrangiamento finale ci coinvolge tutti. 

 

Come siete entrati in contatto con la Wintersleep Records?

Gianluca: Nel modo più semplice possibile: è la mia etichetta!

 

Parliamo dell’Ep “Karma Anubis”. Ci spieghi la scelta di questo titolo ed il suo significato?

Gianluca: Valerio lavora spesso per immagini forti e con grandi contrasti. Il titolo ed il testo del pezzo mi sono piaciuti subito per questa negatività senza mediazioni. L’immagine è piaciuta a tutti ed abbiamo pensato che potesse intitolare tutto l’ep.

 

Come è nato l’artwork dell’Ep? Chi è l’autore?

Gianluca: L’autrice è un’artista greca che ci chiama Nicky Pi: ho visto io l’immagine sulla sua pagina Facebook e mi è sembrata subito adatta alla nostra musica. Ci sembra di vedere anche una citazione della locandina della prima stagione di True Detective ma non abbiamo chiesto conferma a Nicky, che nel frattempo è diventata nostra amica, nel timore di scoprire che non sia vero!

 

Nel disco sono contenuti 3 pezzi. C’è stata un’idea precisa dietro la scelta di incidere proprio queste tracce o sono semplicemente stati i primi 3 brani che avete composto come band?

Gianluca: Un po’ entrambe le cose: in ogni caso, ci è sembrato che l’ep fosse equilibrato con questi tre brani, quindi l’abbiamo “chiuso” così.

 

Avete girato anche un video per la title-track dell’Ep. Ci parlate di come è stato realizzato?

Gianluca: L’ha realizzato il nostro amico Massimiliano Francardi/Papero Diabolico Produzioni, in uno splendido palazzo antico della campagna romana, abbandonato da tempo.  Il risultato ci piace molto, è valsa la pena di prendere tutto quel freddo!

 

Al momento state lavorando sul vostro primo full-lenght intitolato “Away From Light”. Cosa ci dobbiamo aspettare a livello di songwriting? C’è già una data di uscita del disco?

Gianluca: A livello di songwriting è sicuramente molto più compatto dell’ep, la formazione è rimasta la stessa per diverso tempo e sicuramente si sente, come si sente anche parecchio che Valerio, in fase di scrittura, aveva già abbandonato la chitarra per concentrarsi solo sulla voce: le melodie sono molto forti ed incisive. E’ un disco compatto, potente ma anche delicato: è piuttosto vario e ci piace molto proprio per questi contrasti. Non sappiamo ancora quando uscirà, quando avremo il master pronto ci guarderemo seriamente intorno: dipende anche da quante e quali proposte discografiche ci arriveranno.

 

Avete già in programma anche dei live per presentare il nuovo lavoro?

Gianluca: Si, stiamo da tempo eseguendo i brani di Away from light dal vivo. I prossimi appuntamenti sono il 14 aprile al Contestaccio, il 20 aprile al Qube in apertura ai Novembre ed il 29 aprile al The Southern Storm Festival di Catania con Onslaught, Hour of Penance, The Foreshadowing e Gravestone. Abbiamo anche un’apparizione in radio già fissata a maggio ed un festival a luglio. Ci diamo da fare, insomma.

 

Aldilà dei Rome In Monochrome avete in piedi altri progetti musicali?

Gianluca: Io suono nei Degenerhate (grindcore) e negli Exhume to Consume (brutal/slam/death) con Marco “K” Paparella (che nei RiM suona la chitarra ed il violino ed in queste due band suona il basso); negli Exhume ci sono anche Alessio Reggi alla chitarra e Flavio Castagnoli alla batteria (stessi ruoli nei RiM). Valerio canta (o meglio cantava, sono fermi da un po’) con il gruppo synthpop ALFSS e fa delle cose da solo a nome Winter Industry; i suoi progetti si aprono e si chiudono con grande facilità perciò non mi stupirei se stesse facendo qualcosa che ancora non so.  

 

Per ora è tutto, un saluto ed un in bocca al lupo da parte mia e dello staff di Allaroundmetal.com. Ovviamente l’ultima parola va a te…

Gianluca: Join the cult of the absence of color.

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