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29 Apr

Giorgio "JT" Terenziani ci parla del nuovo album degli Arthemis In evidenza

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A pochi giorni dall’uscita di “Blood-fury-domination”, il nuovo album degli Arthemis, eccoci con il bassista Giorgio “JT” Terenziani, per svelare qualche altro dettaglio sul disco e scambiare qualche battuta.

 

AAM.: Ciao Giorgio e benvenuto su allaroundmetal.com! Grazie di essere qui con noi. Partiamo subito parlando del nuovo album “Blood-fury-domination”; sbaglio o sulla copertina sono raffigurate le tre Erinni? Ed, in caso affermativo, come mai questa scelta?

JT. Ciao e grazie a te per lo spazio che ci dedichi. Ehm… no, è un caso fortuito, non voluto. Ce lo stanno dicendo in tanti quindi, abbiamo deciso: da oggi in poi in copertina ci saranno le 3 Erinni. In realtà, come dicevo è un caso, cercavamo di rappresentare con 3 elementi iconici gli aspetti di BLOOD, FURY e DOMINATION. Mi ricordo: eravamo a cena all’Old wild west e ci siamo messi a disegnare su le tovagliette e in contemporanea a vedere idee su internet (analog meets digital) e alla fine abbiamo deciso di rappresentare 3 demoni donna come icone per l’idea dell’album.

 

 

AAM.: Di cosa parlano i testi dell’album e chi si è occupato della loro stesura?

JT.: Possiamo dire che ci sono un paio di temi che legano tutti i testi al di là delle immagini che vengono usate per rendere l’idea in ogni singolo brano. La prima costante è l’ambientazione: spesso ci si trova in un mondo apocalittico, dispotico o tribale come a voler descrivere un’iperbole di ciò che non funziona della società moderna o dei suoi caratteri più estremi. Già Undead (primo singolo) è un bel manifesto di questa ambientazione. Allo stesso tempo c’è voglia di rivalsa, impegno e il concetto di mettercela tutta per raggiungere i propri obiettivi ed essere sé stessi. I testi sono tutti di Andy, caso a parte If I fall scritta anche da Fabio. Su questa però non vi dico nulla e vi faccio andare a leggere il testo a voi l’interpretazione…

 

 

AAM.: Vi siete resi conto che avete realizzato una bomba di disco? Quali sono stati i primi responsi della critica al riguardo?

JT.: Noi ce l’abbiamo messa tutta e questo album è frutto di una band che è stata on the road e ha condiviso: palchi, km, idee, risate, scazzi e musica per 3 anni. Nel 2013 la formazione si è assestata per come è oggi e ci siamo dati un po’ di tempo in modo che ognuno conoscesse così bene i suoi compagni da poter scrivere rispettando il carattere di tutti. La cosa che più ci piace è che si tratta di un disco corale dove si sente la personalità di ogni singolo membro, ma la somma è molto di più delle singole parti. Se dici che è una bomba ci crediamo: lo ribattezziamo BOMB-FURY-DOMINATION? Ah ah!!

Il responso al momento è MOOOOOLTO buono. Noi cerchiamo sempre di stare con i piedi per terra e di non farci dei castelli, ma vedere che c’è interesse e movimento tanto dagli addetti ai lavori: giornalisti, promoter, radio, quanto dai fans, da una bella spinta!

 

 

AAM .: Personalmente, nella mia recensione, ho indicato il disco come quello della vostra definitiva maturazione; che ne pensi di questa mia idea?

JT.: E’ difficile giudicarsi “da dentro”, noi non ci sentiamo maturi, un po’ perché siamo ancora dei cazzoni, ma anche perché credo che questo B-F-D sia il primo album di un percorso. Mi spiego: sicuramente è un disco diverso da prima, non tanto per il marchio Arthemis, quello rimane e si sente, ma perché non c’è voglia di esagerare o fare show off, ma di scrivere e arrivare al pubblico, fargli sbattere la testa e dargli un pacco di energia. Rimane l’energia, la botta del metal, ma credimi se ti dico che è l’inizio di un percorso di un suono per noi nuovo che stiamo sviluppando a ogni singola prova, demo o live. Quindi sì, maturati, ma in piena corsa.

 

 

AAM.: Il vostro precedente album “We fight” fu registrato in diversi studi; questa volta come vi siete regolati?

JT.: Abbiamo potenziato ancora di più questo aspetto quindi: 4 musicisti, 4 studi diversi. In questi anni ognuno di noi ha investito in strumentazione e professionalità, per poter avere il lusso di registrare nel proprio home/project studio. Detta così sembra tutto più facile, ma in realtà comporta un sacco di responsabilità perché tu sei l’unico giudice e da una parte non vuoi “stare indietro”, dall’altra non devi esagerare per sforare i tempi o perdere la naturalezza della parti. Avere il proprio studio è bellissimo, ma dalla scelta della strumentazione alla realizzazione delle parti per il disco ogni passo è una sfida e una responsabilità. Detto ciò, credo proprio che continueremo su questa strada lasciando invece il mix e master a soggetti terzi, anche per avere voci diverse che ci danno la propria opinione prima della finalizzazione dell’album.

 

 

AAM.: Ci sono episodi simpatici che ci vuoi raccontare occorsi durante le registrazioni?

JT.: La registrazione in realtà è stata un momento clausura ah ah!!… quindi divertente da fuori, a volte folle e paranoica quando ci sei in mezzo. I momenti più divertenti per noi sono durante la stesura dei brani o nelle pre-produzioni, in quei frangenti sei libero di sperimentare e viene fuori il meglio e il peggio di tutti. Punto fisso: storpiare i testi e renderli delle prese per il culo… Ah, ecco questa è bella: ognuno di noi ha un archivio con le peggiori take dove ci sono errori incredibili o suoni sconosciuti all’umana comprensione. La cosa più bella è quando ti capitano questi episodi mentre stai facendo i video report: vedere le facce e sentire la sfilza di improperi è notevole e vorrei farti notare che spesso si parla da soli, quindi doppia ridicolaggine. Immaginati un video dove vedi uno che registra super concentrato e poi ad un certo punto, dal niente, sbotta con tutto sé stesso.

 

 

AAM.: Rispetto al precedente lavoro da studio, adesso ci sei tu nel ruolo del bassista. Ti va di raccontarci come e perchè c’è stato questo cambiamento?

JT .: Ciao sono Giorgio Terenziani… ok, questa è una battuta risale a un vecchio video didattico che inizia così e ancora oggi mi prendono in giro: adesso rispondo seriamente. Partiamo dal presupposto che io conosco Andy dal 2001 e i ragazzi… da sempre. Avevamo già condiviso palchi, siamo colleghi all’MMI e avevo seguito parte del processo produttivo di Heroes (tuning delle voci) e We Fight (registrazione del basso). Nel 2013 Damiano (grande amico ed ex-studente) ha semplicemente detto che voleva cambiare strada e uscire dal circuito metal, cosa che poi ha fatto… a quel punto i ragazzi dovevano cercare un bassista. Subito volevano cercare qualcuno di più alto, bello e muscoloso di Damiano, poi non so cosa sia successo e hanno chiamato me. No, in realtà ci siamo trovati a pranzo io ed Andy, lui mi ha parlato del problema del bassista chiedendomi se potevo conoscere qualcuno di fidato e sostanzialmente mentre finiva al frase abbiamo entrambi alzato la testa ci siamo guardati come per dire. “Ehm… lo sto chiedendo a te” “Ehm… lo stai chiedendo a me?!??”. Credo che sia stato molto naturale per tutti e personalmente sono stracontento e credo anche loro. (domani news ufficiale che mi hanno cacciato dopo l’intervista)

 

 

AAM.: Siete una band molto attiva “on stage”, avremo occasione presto di rivedere gli Arthemis dal vivo? Ed, in caso positivo, ci svelate qualcuna delle prossime date?

JT.: Il live è la nostra dimensione naturale, facciamo una musica che è difficile da imbrigliare ed è fatta di sudore ed energia. Questa estate saremo soprattutto in Italia per inizia a promuovere BFD, proprio in questi giorni invece ci hanno confermato la presenza a Bloodstock 2k17 (UK) ed è inutile dire che siamo super contenti. Prossime date, dopo il release party si passa al 27 Maggio Trenago Rock Fest poi 17 e 18 Giugno: Bovolone e Straevil Fest, ma non sono le uniche anzi.

 

 

AAM.: All’ultima nostra intervista con Andy eravamo rimasti che stavate lavorando alla riedizione del vostro debut album “Church of the holy ghost” (l’unico che manca alla mia collezione!), a che punto siamo?

R.: ehm… prossima domanda… aspetta che chiamo Andy per una risposta più politica..

 

 

AAM.: Come nasce oggi un brano degli Arthemis e che differenze ci sono nel modo di comporre rispetto al passato?

JT.: I brani nascono principalmente da un’idea o un riff di Andy. Questa cosa non è da sottovalutare quando un brano nasce da un riff la cosa è abbastanza ovvia, ma perché da un’idea? Quasi subito viene messo un titolo (non definitivo) alle idee in sviluppo per avere un tema, un mood con il quale sviluppare il brano. Fatto questo il percorso è random: a volte viene prima il ritmo, a volte la linea vocale, a volte un’idea di arrangiamento. Quando più o meno c’è il brano, ognuno prende in mano la sua parte e tutti insieme e si costruisce l’incastro. Sì, tutti insieme, perché il pezzo deve essere di una band che suona, non 3 strumenti che fanno i compiti a casa. Testi e arrangiamento vocale arrivano per ultimi. Cosa curiosa: quando invece registriamo, facciamo sempre il basso dopo le chitarre, così Andy ha spazio per provare arrangiamenti, rivolti, suoni senza avere l’ancora di una nota grave che blocca l’armonia.

 

 

AAM.: So che alcuni di voi sono insegnanti di musica, quali suggerimenti daresti ad un nuovo allievo pieno di sogni che vuole imparare uno strumento musicale?

JT.: Studia, segui la tua passione e non metterti barriere. Scopri il tuo talento, potenzialo e cerca di imparare tutte quelle cose che non fanno parte di te, ma servono. Oggi, riassumendo, devi saper: suonare, creare un suono personale e funzionale, saperti registrare a livello audio e direi anche a livello video. La preparazione quindi può essere specifica, ma deve comprendere anche questi aspetti.

 

 

AAM.: A tal proposito, secondo te c’è un’età consigliabile per iniziare a studiare uno strumento musicale?

JT .: Per quanto riguarda tecnica, orecchio e sensibilità ovviamente prima è, meglio è. Se invece parliamo di divertimento o fase creativa qualsiasi età è buona, alla fine suoni sempre quello che sei.

 

 

AAM.: Credo che per oggi ci siamo anche dilungati parecchio; ti ringrazio per la pazienza e lascio a te come consuetudine uno spazio finale per lasciare un messaggio ai lettori di allaroundmetal.com.

JT.: Ancora una volta grazie mille per lo spazio e come direbbe Fabio “Keep the Arthemis flame allliiiiveeeeeee”. Ok, seriamente, state sintonizzati sulla nostra pagina Facebook perché stiamo preparando un po’ di soprese audio/video da qui a settembre e abbiamo intenzione di non lasciarvi a bocca asciutta. Più musica, più video, magari un challenge, insomma… tante cose in pentola.

Grazie ancoooooooraaaaaa!!!!

 

Ninni Cangiano

Keep the faith alive!!

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