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20 Set

Scala Mercalli – Intervista con il batterista Sergio Ciccoli In evidenza

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Dopo avere recensito il C.D “New Rebirth” dei Scala Mercalli (voto 3,5/5)  ho deciso di comune accordo con il batterista Sergio Ciccoli, unico rimasto della formazione originale, di approfondire le tematiche del disco e di entrare in profondità nella storia della longeva formazione marchigiana.

C) Ciao Sergio. Ben arrivato su www.allaroundmetal.com. Se sei d’accordo partirei con le domande.

Ciao Corrado, grazie dell’ospitalità sul Allaroundmetal. Si vai partiamo pure!

C) Non ti chiedo di tracciare per filo e per segno la storia dei Scala Mercalli visto che hai formato la band nel 1992 e in 25 anni di cose ne sono successe parecchie. Vorrei però che, per lo meno, segnalassi gli eventi che ritieni più importanti per la crescita e lo sviluppo del gruppo.

Partiamo allora dal 1992, l’anno di esordio, quando la scossa Metallico Tellurica è nata: eravamo giovani, quasi tutti diciannovenni e tanta voglia di diffondere un po’ di Heavy Metal, fatto con passione nostrana, diversi mesi di prove e i primi live che, ovviamente, come il primo amore, non si scordano mai. Da lì a poco abbiamo effettuato la registrazione del primo demo tape 95/96 HellBringer in analogico e bobina, una realtà che oggi pochi credo possano ricordare (in studio si suonava dritti dall’inizio alla fine e non si sistemava niente con il computer).

Grandi responsi anche dall’estero e qualche proposta seria per registrare un album, ma, a causa di una  formazione instabile, si è passati al rimpasto line up andando avanti con il successivo demo tape “Gargoyles” 98/99, altro bel successo di critica e stampa (circa 700 demo-tape venduti solo in Italia per posta e molti altri spediti all’estero). Purtroppo però, poco prima di realizzare l’album, la formazione ha incontrato delle difficoltà, qualcuno si è distaccato un po’ dal genere e quindi altri cambi e ricerca di sostituti più motivati. Solo con l’avvento di Christian, che è il nostro attuale cantante dal 2002, siamo riusciti a lavorare con più determinazione producendo così nel 2003 l’Ep “My Daemons”, nel 2005 l’album d’esordio “12th Leverl”, nel 2009 “Border Wild” e 2 anni fa “New Rebirth”. Anche se in ogni album qualche pezzetto era stato sostituito, avevamo ormai ingranato bene e macinato molte esperienze da non perdere così più troppo tempo tantoché, negli ultimi 15 anni, abbiamo supportato in Italia e all’Estero molte band da Blaze , Shaaman , Lacuna Coil, Exodus, Wasp , Tarja ecc: tutte esperienze che ci hanno fatto crescere molto sia a livello personale che sotto il punto di vista artistico musicale.

 

C) La discografia dei Scala Mercalli è formata da due demo, un E.P. e tre C.D. Puoi dire a me e ai lettori che non vi conoscono se il vostro sound è cambiato nel corso del tempo o se avete mantenuto intatte le vostre coordinate musicali?

Diciamo che a livello di suoni  siamo evoluti di pari passo con la tecnologia, quindi negli anni produzioni sempre più buone. A livello di composizione siamo rimasti sempre fedeli alla linea, nel senso che il nostro genere Heavy Metal, anche se un po’ influenzato dallo Speed e dal Thrash, è sempre rimasto tale, perché è quello che siamo, ci sentiamo e sappiamo fare meglio!! Spero che l’unica differenza che si possa notare nell’arco di tutti questi anni è che i nostri pezzi risultino agli ascoltatori, sempre migliori a livello di arrangiamento, idee e maturati sotto l’aspetto tecnico e compositivo!

C) Nella mia recensione ho tirato in ballo nomi come Running Wild, Queensryche e Picture. Trovi che ci siano delle affinità musicali tra voi e le band che ho citato o preferisci essere avvicinato ad altri nomi della scena Hard and Heavy?

Sicuramente le band che hai citato ci hanno influenzato molto in quanto hanno fatto e fanno parte dei nostri ascolti e questo come hai notato, si riscontra nei nostri lavori, ma,  per far capire qualche sfumatura in più, devo aggiungere qualcosa: su alcuni dei nostri pezzi citerei anche Iron Maiden,  Megadeth, Manowar, Dio e un pizzico di Helloween.

 C) Che metodo di composizione usate per i brani? Decidete tutto in maniera collegiale o, vista la tua esperienza, hai un ruolo preponderante e tieni per te l’ultima parola?

Decidiamo tutto insieme e, anche se sono il più grande e con qualche anno di esperienza il più, ho sempre preferito che tutti i membri della band siano totalmente partecipi ad ogni brano. Quando componiamo infatti, le idee vengono da tutti e  le sviluppiamo sempre in sala prove. Secondo il mio parere infatti, lavorando in questo modo, vengono fuori canzoni più complete dato che ognuno di noi, essendo specializzato e competente dello strumento che suona, può migliorare il brano in composizione. Il fine ultimo non è di far evidenziare più o meno uno strumento, ma far sì che il messaggio arrivi chiaro e completo a chi ascolta.

C) Esiste un video che spiega perché avete dedicato a Giuseppe Garibaldi una canzone e spiega il vostro coinvolgimento nelle tematiche del Risorgimento. Potresti farci un breve sunto di quello che è (anche) il leit motiv di “New Rebirth” e dei suoi 13 pezzi?

Abbiamo deciso di parlare del Risorgimento perché riteniamo che, in questo difficile periodo storico che stiamo attraversando, sia importante ritrovare quei valori di Unità Nazionale che purtroppo, sembra si stiano perdendo. Notiamo infatti che, tra quegli anni in cui siamo nati come Nazione ed oggi, ci siano molte similitudini: allora eravamo politicamente e geograficamente divisi in diversi piccoli Stati, dominati soprattutto dalle potenze straniere con la forza delle armi. Ai tempi d’oggi, non è più possibile attuare una guerra di conquista fatta con le armi, così, consapevoli di questo, i “tiranni di oggi” ci stanno distruggendo attraverso il dominio economico (debito pubblico, banche e poteri politici corrotti sono tutti parte dello stesso “sistema di conquista”, volto ed interessato a renderci schiavi delle potenze straniere). Noi crediamo che, ricordare come i nostri avi, da nord a sud, hanno lottato e sacrificato la vita contro i “tiranni di allora” per renderci liberi e uniti, possa aiutare a farci ritrovare la forza per lottare oggi, di nuovo, tutti insieme contro, come dicevo, i “tiranni di adesso”. Possiamo ancora salvare la nostre radici e la nostra amata Patria!

C) Nelle foto “di scena” indossate spesso delle divise rosse. Mi piacerebbe sapere se l’idea vi è venuta prima di comporre “ New Rebirth” o se è stata una conseguenza e, ancora, chi ve le ha fornite?

Quando abbiamo scelto di trattare il Risorgimento, abbiamo deciso di adeguare anche il nostro look alle tematiche che avremmo trattato. Quindi, ispirandoci alle divise risorgimentali dei corpi di armata che hanno unificato il Paese, abbiamo creato cinque uniformi diverse: quelle dei chitarristi Clemente e Luca sono ispirate rispettivamente al 26° battaglione dei Bersaglieri e agli squadroni da guerra dei Carabinieri a cavallo, quelle rosse, la mia e quella di Giusy sono invece rispettivamente ispirate all’artiglieria garibaldina e alla cavalleria garibaldina. Quella di Christian infine è tratta da un reparto di volontari cittadini che poi si unirono a Garibaldi chiamato Battaglione della Morte (per sottolineando la loro fedeltà fino alla morte per la Patria). I disegni li abbiamo ricavati da documenti storici ufficiali e la realizzazione e stata a cura della Sartoria Turtù che è delle nostre parti.

C) Curiosità personale: come mai il disco è uscito per un’etichetta spagnola (l’Art Gates Records N.D.A.)?

Perchè l’Art Gates Records ci ha fatto un’ottima proposta, la migliore a noi pervenuta. Conoscendoci prima del disco, vedendoci live in qualche piccola turnee europea , hanno notato che il nostro genere anche dalle loro parti,  era ben apprezzato. Abbiamo così avuto molte buone recensioni non solo dal nord e est Europa ,ma moltissime anche dai paesi spagnoli e dell’America Latina. Speriamo un domani di poter tornare in Italia anche se sappiamo bene che qui le etichette per moltissimi motivi che tutti conosciamo (alte Tasse e SIAE in cima alla lista) fanno fatica a reggere!

C) Sono passati due anni dall’uscita di “New Rebirth”. Ora, a bocce ferme, se dovessi tracciare un bilancio tra vendite, e accoglienza del disco da parte di pubblico e addetti ai lavori, cosa ti senti di dire?

Oggettivamente mi sento di dire che abbiamo fatto notevoli passi avanti , moltissime recensioni ci sono arrivate da tutto il mondo tutte positive con una media generale di 8/10. Le vendite sono state buone considerando le difficoltà del periodo, grazie anche alla nostra attività live molto intensa, circa 40 date in Italia in 2 anni e numerose richieste dall’estero che stiamo cercando di soddisfare nonostante abbiamo tutti un secondo lavoro. Senza considerare poi i passaggi TV che, anche se sporadici, ci hanno permesso di apparire in diversi emittenti regionali e nazionali, non solo in Italia ma anche in alcuni paesi all’estero, specialmente in America Latina. Abbiamo avuto anche un importante appoggio da numerose radio con passaggi e interviste e dalle Web Zine che, come tu sai, sono uno dei veicoli più importanti per le band underground! Il discorso delle tematiche poi ci ha avvicinato anche alle istituzioni culturali che si impegnano a diffondere la cultura del Risorgimento in Italia. Siamo stati invitati a parlare della nostra musica anche in alcuni classi delle scuole medie, credo probabilmente sia stata la prima volta per una metal band in Italia, e la collaborazione sta continuando. Direi quindi che, tirando le somme, il disco in due anni ha fatto il suo lavoro, che non è solo di far crescere la band, ma soprattutto di diffondere un messaggio che possa essere il più utile possibile a tutti!

C) Il 30 maggio 2017 tu, Giusy Bettei (BS), e Christan Bartolacci (CH) siete stati invitati alla scuola media Soprani di Castelfidardo. Puoi raccontarmi come è nata questa esperienza e come l’avete vissuta?

Tutto è iniziato da una mail che ci hanno inviato alcuni ragazzi della 2° B della “Scuola Media Soprani” di Castelfidardo scrivendoci se potevamo mandar loro il testo della canzone “September 18, 1860,” in quanto era loro molto piaciuta e l’avevano inserita all’interno di un loro progetto scolastico. Ovviamente abbiamo accettato molto volentieri! Da lì a poco poi la loro insegnate , molto colpita dalle tematiche che avevamo trattato, ci ha invitato a scuola per parlare con i suoi alunni, anche se siamo potuti andare solo in tre perchè purtroppo sia Cristiano (il nuovo chitarrista che ha sostituito Luca)  e  Clemente erano impegnati in maniera irremovibile a lavoro. Anche se in formazione ridotta, quando siamo arrivati a scuola, abbiamo ricevuto un’accoglienza grandiosa da parte degli studenti con i quali abbiamo discusso sia di storia del Risorgimento che di Heavy Metal, così come dalle insegnati di classe. Quest’ultime hanno inoltre capito come anche il nostro genere musicale ha molto da dare per l’educazione e la formazione positiva delle menti degli studenti, come qualsiasi altra forma d’arte! L’esperienza poi si è conclusa improvvisando un piccolo concerto in acustico utilizzando gli strumenti della scuola con gli alunni delle diverse classi disposti tutti intorno a noi: esperienza molto divertente e  ammetto, anche molto emozionante, soprattutto quando li abbiamo sentiti partecipi nel cantare alcuni nostri ritornelli. Stiamo lavorando per far sì che questa collaborazione scuola - band possa proseguire il più possibile.

C) Ho visto che negli ultimi tempi è aumentata la vostra attività concertistica. Vi appoggiate a qualche agenzia/management, fate tutto da soli, oppure il nome è una garanzia e le date arrivano in maniera facile? Sarebbe un caso più unico che raro.

Diciamo che è un po’ l’unione di tutte e tre le cose in quanto qualche agenzia ci ha aiutato a trovare alcune date,  il nome della band che ormai gira da anni è discretamente conosciuto e quindi, per questo motivo anche qualche locale ci contatta, ma soprattutto è grazie all’aiuto di amici metalheads conosciuti negli anni che ci danno una mano a trovare contatti e così possiamo fissare date un po’ ovunque.

 

C) Si parla spesso di una scena italiana che per alcuni esiste mentre per altri è inesistente o estremamente frazionata, di mancanza di pubblico ai concerti, di difficoltà varie nel fare arrivare la musica al di fuori del circuito Heavy Metal. Qual è la tua idea/posizione su queste tematiche?

La scena Metal Italiana secondo il mio parere è molto viva e piena di potenzialità, perché vediamo che i numeri nei grandi festival o per i grandi nomi ci sono perciò gli ascoltatori sembrano non mancare! Anche a livello di band direi che siamo vivi e vegeti rispetto ai miei tempi. I gruppi validi sono aumenti e sono pieni di musicisti sempre più professionali. Una cosa importante che manca invece è l’appoggio dei grandi media TV e radio, che sappiamo tutti, sono pilotati da gente che non vuole la concorrenza sul mercato del Metal. Ma un’altra cosa che oggi secondo me frena lo sviluppo adeguato delle band italiane e soprattutto quelle underground è il fatto che molto spesso manca quell’entusiasmo da fan che nei famigerati 80’s era il “pane quotidiano”. Questo vuol dire che sì, bisogna impegnarsi a studiare lo strumento, ma è anche vero che bisogna avere molta attitudine per questo genere , quindi oltre che a suonare devi supportare la scena: vai a sentire i concerti delle altre band, compra cd, magliette o merchandising, perchè supportare la scena Metal in generale, fa crescere anche la tua band. Questo sistema che sperimento quotidianamente insieme a molte band Metal della nostra penisola è molto proficuo in quanto aiuta far crescere tutti nella maniera opportuna! Se ti senti troppo Rock Star, credo che il Metal non faccia al tuo caso..…whimps and posers leave the hall…”

C) Chiudo l’intervista nel più classico dei modi chiedendoti quali sono le prossime mosse degli Scala Mercalli, dove è possibile acquistare i vostri dischi e come è possibile rintracciarvi nel mondo di Internet? Grazie per il tempo che mi/ci hai voluto dedicare.

Le prossime mosse sono: preparare le canzoni per il prossimo album, già qualcosa abbiamo fatto e molto è ancora da fare, ma siamo in “fucina a battere forte sull’incudine” e poi continuare a suonare il più possibile soprattutto nei posti dove non siamo ancora arrivati. I nostri Cd si possono trovare invece nei negozi Metal sopravvissuti, in internet, tramite la nostra etichetta, sulla pagina FB della band o dal sito www.scalamercalli.com, ma il mio consiglio è di acquistarli ad un nostro live, così potrete decidere se prenderlo dopo che avrete testato se meritiamo la vostra fiducia!! Ringrazio tantissimo te Corrado per lo spazio che mi/ci hai dato e che dai al Metallo Italiano. Ringrazio tutti quelli che hanno avuto la pazienza di leggere l’intervista e mi raccomando… Non Dimenticate Mai “When we are united , When they fight for the right ideals … everything is possible.”

Ultima modifica il Mercoledì, 20 Settembre 2017 19:43
Corrado Franceschini

Oltre 50 anni di età e più di 35 anni di ascolti musicali.

Sito web: it-it.facebook.com/people/Corrado-Franceschini/100000158003912
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