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09 Mar

Rhapsody Reunion: Intervista a Luca Turilli In evidenza

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Poco prima che iniziasse la serata in quel di Roma, noi di Allaroundmetal.com abbiamo avuto l'occasione di incontrare nuovamente Luca Turilli. Ragazzi io ci ho davvero provato a convincerlo di continuare a portare avanti almeno il discorso dei LT's Rhapsody, ma non c'è niente da fare, il nostro Luca Turilli sembra proprio intenzionato a cambiare strada alla fine del tour del ventennale dei Rhapsody. Quindi preparate i fazzoletti e buona lettura! 

 

Ciao Luca, sebbene tu abbia fatto un’intervista per il nostro portale solo qualche mese fa con il mio collega Federico Orano in quel di Vinci, noi due sono circa dieci che non ci sentiamo. E son cambiate un sacco di cose.

Caspita dieci anni, come passa il tempo! (Ride ndr.) Be, dieci anni fa, insieme ai Rhapsody siamo riusciti per un pelo a sopravvivere, artisticamente ed economicamente, ad un lungo periodo negativo per la nostra carriera (la famosa diatriba legale con la casa discografica di De Maio ndr.), e siamo tornati sul mercato con un album (“The Frozen Tears Of Angels” ndr.) che personalmente considero uno dei miei preferiti, insieme al primo “Symphony…” ed a “Power Of The Dragonflame”.

Si, sono cambiate parecchie cose: la mia decisione di proseguire da solo, la nascita dei LT’s Rhapsody e adesso questa celebrazione del ventennale, questo tour d’addio ai nostri fans, di nuovo insieme a Fabio Lione e Alex Holzwarth

 

Se dovessi fare un bilancio di questi vent’anni in musica?

Ti direi che dal punto di vista artistico abbiamo avuto molte soddisfazioni. Abbiamo lavorato tanto, abbiamo investito tanto. Purtroppo, molti dei nostri investimenti non sono andati come o dove volevamo. Gli unici investimenti economici di cui non mi pento o che non rimpiango affatto, sono quelli spesi per arricchire e migliorare il più possibile la resa sonora degli album dei Rhapsody. Fin dal primo disco abbiamo davvero investito un mucchio di denaro, per cercare di avere la miglior produzione possibile. Ora, riascoltando dischi come “Legendary Tales” o lo stesso “Symphony…” sento che abbiamo fatto un ottimo lavoro.

 

Le vostre case discografiche vi hanno aiutato in questo, immagino. Te lo chiedo perché appunto i tempi sono cambiati ed anche il rapporto tra label e band.

So che oggi per le giovani band è difficile andare avanti, in cambio di un mondo ormai connesso, che ha ridotto molto la distanza tra musicisti e musicisti, e tra musicisti e addetti ai lavori, le case discografiche per intenderci, chi comincia adesso, deve cavarsela per lo più da solo nella quasi totalità dei casi, almeno per quel che riguarda la produzione dei dischi.

Purtroppo il mercato musicale è crollato, soprattutto per l’avvento del download illegale, che anche per i Rhapsody è stata una vera batosta. Il crollo delle vendite dei dischi ha portato un sacco di problemi. Aggiungici che rispetto a vent'anni la gente va molto meno anche ai concerti, e puoi avere un quadro di ciò che vivono dei musicisti come noi: non tanto sconosciuti da poter usare il file sharing a nostro favore, per farci conoscere ad esempio; ne delle rockstar milionarie a cui una diminuzione delle vendite dei dischi non poteva arrecare un grosso danno economico.

Le case discografiche ci hanno aiutato certo, ma a noi non bastava mai, quindi ci abbiamo sempre messo del denaro di tasca nostra per raggiungere il livello di suono che avevamo in mente. All'inizio è stata più dura, ma non pensare che con gli anni sia stato più semplice. Per darti un’idea, pensa che il mio “Prometheus” è costato 110000 euro di produzione, la Nuclear Blast in gran parte ha contribuito, ma diverse decine di migliaia di euro le ho aggiunte io.

 

Veniamo al presente. Come è nata l’idea del tour d’addio? Ve lo hanno chiesto o lo avete cercato voi?

Ci hanno chiesto di riunirci, e di fare un tour. Sinceramente ero abbastanza titubante: io ero immerso nei miei progetti con i LT’s Rhapsody, dall’altra parte c’era Fabio e Alex (Staropoli) che portavano avanti il progetto Rhapsody Of Fire, sinceramente non vedevo l’utilità di un tour. Poi ho realizzato che eravamo al ventennale della nostra carriera e di uno dei nostri lavori più amati: “Symphony Of Enchanted Lands”. Ci siamo così sentiti, ed abbiamo deciso di dare un senso più profondo a tutto questo. Ci siamo detti: “Celebriamo i nostri lavori, celebriamo i Rhapsody e facciamo che tutto questo sia il nostro più caloroso addio ai nostri fans”. Volevamo dare in questo modo la possibilità a tutti i ragazzi che non si aspettavano il mio split dai Rhapsody Of Fire, di vederci di nuovo insieme. O anche per i più giovani, di vederci insieme dal vivo per la prima volta. La cosa importante è che questa esperienza sia la conclusione di un ciclo, e che poi si passi ad altro. 

 

Vi aspettavate questo feedback così positivo da parte dei vostri fans? O questo successo del tour vi ha spaziato in qualche modo?

In particolare in Sud America è stato un qualcosa di inaspettato. Siamo dovuti tornare all'inizio di quest’anno per una seconda manciata di date, perché molti fans la prima volta son rimasti a bocca asciutta, e c’era una grande richiesta di qualche altra data. E’ una cosa che non può che farci piacere e renderci orgogliosi. Anche in Europa abbiamo già un paio di date sold out, ma qui il mercato è ormai diverso rispetto a quando abbiamo iniziato. Anni fa c’erano migliaia di persone agli spettacoli, adesso se arriviamo a settecento, ottocento persone, lo consideriamo un grande risultato. E’ tutto in continuo cambiamento.

 

Un cambiamento che però vede l’Italia puntualmente come fanalino di coda, o sbaglio?

Per quanto negli anni siamo stati molto apprezzati anche qui da noi, non possiamo certo negarlo, in Italia siamo effettivamente meno conosciuti ed abbiamo meno persone alle nostre serate. In un paese come ad esempio l’Ungheria, abbiamo almeno il triplo di gente ai nostri show. E’ un qualcosa con cui abbiamo convissuto, in vent'anni ne abbiamo viste tante, e comunque abbiamo avuto molte sorprese da ogni parte del mondo, e ne siamo felici.

 

Una data del “Farewell Tour” è stata molto particolare, parlo della celeberrima crociera metal, il “70000Tons Of Metal”. Come è andata?

Non sono un grande amante delle crociere, incominciamo da questo. Ed il fatto che sia un tipo di esperienza un po’ d'élite, nel senso che non tutti si possono permettere questo tipo di concerto, non mi entusiasmava più di tanto. Ma gli altri della band volevano parteciparvi, quindi lo abbiamo fatto. Per dirla tutta, io mi sono poi vissuto la crociera sostanzialmente con l’influenza, in cabina (ride). Influenza a parte, ci siamo comunque divertiti, è un’esperienza particolare, questo si. Ricordo che era pieno di metal band estreme, quindi dalla mattina alla sera si ascoltavano soprattutto questi screaming pazzeschi. Non sono un grande amante di questo tipo di musica, quindi compensavo mettendomi Adele a tutto volume nelle cuffie.

 

Ehm Adele???

Si, si la mia cantante preferita ormai da anni (Eh niente, qui ho capito che lo abbiamo perso ndr)

 

Ok Adele a parte, tu e i Rhapsody avete comunque toccato anche i lidi più estremi del metal, prendi “Reign Of Terror” ad esempio

Si è vero, ma il nostro black pensalo più come la rabbia degli angeli, o la rabbia di Gesù nel tempio. Volevamo creare un messaggio positivo, veicolandolo attraverso un tipo di musica più violenta del nostro standard. Era un modo per dire che anche se uno suona black metal, non è per forza vero che debba parlare solo di diavoli o cose simili. Era un momento della saga particolare, ed è stato il momento giusto per sperimentare anche quel tipo di sonorità, che però non rientrano principalmente nei miei gusti musicali.

 

A questo punto ci devi aggiornare sulla musica che ti piace ascoltare al momento

La musica classica rimane la mia preferita, ma amo ogni tipo di musica, io ascolto Adele, ma anche Gianni Morandi o Al Bano. Adoro i Muse ad esempio, ma anche il jazz. Ti dico ciò che sinceramente non riesce ad appassionarmi ancora: il reggae ed il blues. Al momento non sono proprio legato a questa tipologia di musica.  

 

Prima hai accennato a “Prometheus”, com’è finita con il famoso Grammy Award?

E’ finita che alla fine hanno selezionato l’album dei Kraftwerk al posto del nostro, quindi in questo senso è stata un po’ una delusione. Ma “Prometheus” rimane un disco che mi ha aperto molte porte, grazie all'interesse di un produttore come Chris Heil, che ha lavorato con i più grandi nomi del rock, (David Bowie, Scorpions, Brian Adams, Zucchero), che ha voluto remixarloo in Dolby Atmos, mettendo in contatto la nostra musica con la Yamaha. Ed è proprio grazie a questa apertura, a questi nuovi contatti importanti, ora ho la possibilità di realizzare molti progetti.

 

Ti va di parlarci un po’ di questi progetti?

Per ora non dico niente, se non quello che ho in mente con il ritrovato amico Fabio Lione. Anni fa l’ho lasciato come un ottimo cantante, ora l’ho ritrovato come un cantante ancora migliore di quello che era. Lo avete sempre sentito come cantante heavy metal, poi con “Lamento Eroico” abbiamo toccato anche la parte più potente della sua voce, quella lirica. Ma ti assicuro che Fabio ha talmente tante sfumature nella sua voce, ed ha talmente tanto talento, che ti stimola a creare e trovare sempre nuovi aspetti musicali su cui usarla. Quindi avevo proprio in mente di creare con lui un progetto hard rock, una sorta di symphonic rock alla Queen. Ovviamente i Queen più epici e creativi, pensa a “Innuendo” o “The Show Must Go On” ad esempio.

 

Ci stai dicendo che con questo tour metti definitivamente fine alla tua carriera da musicista metal, o c’è speranza di ascoltare un nuovo disco insieme ai tuoi Rhapsody, quelli con Alessandro Conte?

Il futuro dei LT’s Rhapsody era legato al Grammy, non avrebbe avuto senso mettere fine ad un discorso come quello, dopo aver vinto un premio del genere. Visto che così non è stato, voglio seguire ciò che sento davvero. Ed in questo momento non mi interessa più parlare di una band o di metal. Ho voglia di essere libero, di non andare appresso a delle etichette che in realtà neanche capisco fino in fondo. Quand'è che un album suona metal? O power metal? Negli anni mi sono fatto un nome come autore, ed ora ho abbastanza possibilità di collaborare ai più svariati progetti musicali in questa veste. E’ così che voglio andare avanti. Non voglio più portare avanti solo un certo tipo di musica. Sono interessato ad un progetto musicale che mi prenda il cuore, a cui possa dedicarmi per un periodo e poi passare magari a qualcosa di completamente diverso. Non voglio legare il mio nome a quello di una band, perché in quel caso devi portare avanti tutto un discorso musicale che non ti lascia molti margini. Non sono più così giovane, voglio scegliere cosa è meglio per me da tutti i punti di vista, cercando di non sbagliare ovviamente, seguendo quello che mi ispira di più in un determinato istante.

E quindi per ora non penso di continuare l’avventura dei LT’s Rhapsody con Alessandro Conti, ma lui è uno dei più bravi cantanti e artisti che abbiamo in Italia, e sono sicuro che diverrà sempre più grande, anche senza me ed i Rhapsody. Adesso ha partecipato ad un album incredibile insieme a Fabio Lione, e poi non so se hai sentito che lavoro ha fatto con “Re-Animated” dei suoi Trick Or Treat? E' fantastico! (L’ho sentito si, ho anche il loro poster autografato ndr.)   

 

Però, tornando ai Rhapsody, quelli delle due saghe fantasy. Be non vi siete mica fermati nel 2001 con "Power Of The Dragonflame". Non pensi che arriverà anche il ventennale per "Symphony II" e che potreste celebrare tutta la seconda parte della vostra carriera, fino a "From Chaos To Eternity"?

No, la reunion era per celebrare i primi Rhapsody, quella senza il (of Fire) per intenderci. Andramo avanti finché ce lo chiederanno con questo tour, pur che si faccia entro i prossimi mesi, perché poi sia io che Fabio dobbiamo tornare a dedicarci ai nostri impegni, lui ora canta con gli Angra ed ha altre cose in ballo, io pure. 

 

 

Abbandonerai  anche tutto il discorso filosofico e simbolico dei tuoi testi che hai cominciato con “Ascending To Infinity” e proseguito con “Prometheus”?

No no, quelli rimangono. Sono legato ad un certo tipo di visione del mondo, non connessa con la tecnologia, la routine e lo stress della vita quotidiana. Attraverso quei testi dipingo il mio mondo, più spirituale, in contatto con la natura e con il vero io interiore.

 

Ok Luca, rimarrei a parlare con te per tutta la serata, ma le occhiatacce che mi sta facendo il vostro manager mi suggeriscono che è tempo di salutarci. Le ultime parole a te e speriamo di rivederci per un’altra intervista anche se il progetto non sarà targato Rhapsody o non rientrerà nell'ambito dell'heavy metal.

Ringrazio tutti i fans che ci sono stati vicini in questi vent'anni. Abbiamo avuto tante difficoltà ma anche tante soddisfazioni. Se non fosse per l’affetto dei nostri fans, come anche per quello di voi giornalisti che ci avete dato voce, non saremmo qui oggi. Quindi grazie di cuore a tutti voi!

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