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13 Set

Korpiklaani: Intervista con Sami Perrtula In evidenza

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L’ultima volta che ho intervistato i Korpiklaani è stato ai tempi di “Karkelo”. Da quel momento, la band ha avuto dei cambiamenti di line-up ed ha cercato di non rimanere sempre e per forza una band solo festaiola. “Kulkija” è forse il disco più sperimentale del gruppo, ne parlo con il fisarmonicista Sami Perrtula

 

Ciao Sami, e benvenuto su Allaroundmetal.com. Direi di cominciare subito a parlare del vostro nuovo album “Kulkija”. Per prima cosa, che significa esattamente “Kulkija” e quali sono i temi portanti delle canzoni?

Sami: “Kulkija” significa “vagabondo”. L’idea generale era quella di cercare di descrivere il mondo attraverso gli occhi di un viaggiatore.

 

Da “Manala” in poi, direi che avete passo dopo passo cambiato molto il vostro approccio musicale. In particolare mi sembra che “Kulkija” sia ad oggi il vostro album più sperimentale, e che mantenga un mood abbastanza malinconico, che già si è sentito negli ultimi album, ma qui si è rafforzato. Quali diresti che sono le principali differenze tra “Kulkija” ed i vostri lavori precedenti.

Sami: Hai perfettamente ragione. Ci sono un sacco di elementi qui che probabilmente non ti aspetti dai Korpiklaani. Abbiamo optato per un range più ampio di sfaccettature musicali, un nuovo equilibrio tra folk e metal. Questa volta gli strumentisti folk suonano davvero folk, non rendono solo il senso folk di una partitura che a tutti gli effetti potrebbe essere suonata dagli strumenti più tipici del metal. Direi che ogni strumento qui si presenta esattamente per quello che deve essere.

 

C’è un modo in cui decidete ome un album dei Korpiklaani debba suonare o è tutto frutto dell’ispirazione del momento?

Sami: Non badiamo a questo genere di cose, componiamo il nuovo materiale, ci approcciamo a questo ed ascoltiamo il risultato, ciò che la canzone ci trasmette. Sono felice di come siamo riusciti a far avere a “Kulkija” così tante sfumature. Ogni canzone è unica nel suo genere e penso che l’ascoltatore possa sentire chiaramente questo aspetto. Quando abbiamo iniziato a registrare il disco, volevamo un suono il più possibile naturale, niente di artificioso o forzato. Quest’idea ha dato ad ognuno di noi piena libertà di esprimerci al meglio.

 

Allora ti va di raccontarci come avete affrontato il lavoro in studio? Se non sbaglio avete scelto un nuovo produttore, giusto?

Sami: Si questa volta abbiamo optato per Janne Saksa, conosciuto soprattutto per il lavoro che ha fatto come produttore dei Turisas. C’era un’atmosfera molto distesa, e ti dirò che ogni volta che vedo il lavoro che devono affrontare i produttori in studio, non posso far altro che ammirarli per la loro pazienza. Abbiamo usato molti dei primi take che abbiamo registrato, proprio perché volevamo un risultato il meno possibile artificioso. Penso che in questo modo sia uscita molto bene la voce di Jonne, il suo cantato su “Kulkija” è davvero buono.

 

Sembra che ne abbiate abbastanza delle drinking song alla “Beer Beer” o “Vodka”, è solo una parentesi o sentiremo ancora quei ritmi scanzonati in futuro?

Sami: In realtà c’è  una drinking song in “Kulkija”, è “Juomamaa” che sta per_ “Drinking Land”. In pratica siamo passati dal particolare al generale, la gioia dello bere come fenomeno globale. Insomma il nostro problema con l’alcol ha aggiunto un altro step verso il traguardo universale.

 

L’artwork è come al solito molto suggestivo, ci dici cosa rappresenta e chi lo ha disegnato?

Sami: E’ sempre opera di Jan Yrlund, che ha già disegnato le altre nostre copertine. Probabilmente molti dei nostri fans avranno notato che non c’è il nostro vecchio amico con le corna. E’ perché abbiamo voluto rappresentare un paesaggio (un classico paesaggio rurale finlandese durante la stagione estiva), dal punto di vista dell’ascoltatore. Insomma è come se gli occhi del “vagabondo”, fossero gli occhi di ognuno di voi

 

Continuiamo a parlare della parte visiva. Raccontami un po’ del vostro video girato per “Henkselipoika”

Sami: E’ stato divertente. Abbiamo deciso di girare il video in maniera classica, noi che suoniamo da qualche parte, ed una storia che si evolve da un’altra parte. Abbiamo fatto due giorni di riprese, uno per noi, l’altro per la storia. Markku Kirves ha già girato per noi il video per il brano “Rauta” (contenuto in “Manala” ndr). E’ stato bello creare un tipo di video differete, dopo tutto questo tempo. Ultimamente abbiamo girato diversi video per dei brani abbastanza seriosi: “Rauta” avevo questo suo senso sciamanico, “ämmänhauta”, riguardava le usanze finlandesi. E’ rigenerante quindi avere una canzone più ritmata che parla di come sia entusiastico fare sesso dopo una lungo periodo ehehe…

 

Che ne pensi invece dei lyric-video che negli ultimi anni ormai sembrano andare per la maggiore anche tra band affermate come la vostra?

Sami: Penso che i lyric video esistono semplicemente perché le label non sborsano abbastanza soldi per permetterti di di girare dei video “veri”.

 

L’ultima volta che vi ho intervistato, mi avevate detto che i Korpiklaani scrivevano soltanto i testi in inglese, e che c’era un autore esterno per i testi in lingua madre, che ormai rappresentano la totalità delle vostre canzoni? E’ ancora così la faccenda?

Sami: Si, è Tuomas Keskimäki che ha scritto la maggior parte dei nostri testi, ed anche stavolta ha fatto un gran bel lavoro. Anche Jonne scrive un paio di testi ad album, e di norma parlano di alcol, argomento in cui è specializzato.

 

 “Kulkija” è un album di 14 canzoni per più di 70 minuti di musica. Molti giovani musicisti, ma anche molti produttori o in generale (quelli del settore), dicono che l’era del full-lenght è finita, e che al giorno d’oggi è meglio per le band produrre singoli o al massimo un Ep, che costano di meno per il gruppo che ormai si deve auto produrre tutto la maggior parte delle volte, ma anche per chi compra il prodotto. Personalmente trovo terribile questo punto di vista, che ne pensi tu?

Sami: Io sono dalla parte degli album. E’ davvero triste quello che sta succedendo all’industria musicale. Dove sono finiti i tempi quando mettevamo da parte i soldi per comprarci un disco, che poi custodivamo come fosse un tesoro? Quando leggevamo tutti i testi, ed eravamo interessati a sapere i nomi dei tizi che cantavano quei testi e di chi aveva prodotto quel lavoro. A me mancano molto quei tempi. Le cose cambiano, ci adattiamo, ma speriamo davvero che le persone li fuori si godano il nostro lavoro dall’inizio alla fine, come se fosse un viaggio.

 

Sono abbastanza sicuro che a breve comincierà il vostro tour di supporto a “Kulkija”. Vi vedremo in Italia? Magari a Roma?

Sami: Inizieremo con un tour in Russia e poi andremo negli Stati Uniti. Agli inizi del 2019 continueremo con il tour, che toccherà tutta Europa. L’11 marzo saremo a Milano con Turisas e Trollfest. Forse più in la torneremo per altre date in Italia, ma per ora la nostra agenda è davvero piena.

 

Grazie Sami, direi che è tutto. Grazie per il tuo tempo, augurando a te ed ai Korpiklaani il meglio, ti lascio al solito l’ultima parola per i lettori di Allaroundmetal.com

Sami: Grazie a voi. Ragazzi ci vediamo in giro e siate pronti a folkeggiare insieme a noi!

Ultima modifica il Venerdì, 14 Settembre 2018 23:36

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