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28 Gen

Marco Garau dei Derdian ci parla della sua band e di ciò che dobbiamo aspettarci in futuro In evidenza

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Abbiamo incontrato Marco Garau, tastierista dei Derdian, dopo che il loro ultimo album autoprodotto “DNA” è entrato nella classifica dei migliori dischi del 2018 della nostra webzine. Eccovi il resoconto della nostra chiacchierata.

 

AAM: Ciao Marco, è ormai qualche mese che avete rilasciato “DNA”, il vostro ultimo album, quali sono stati i responsi della stampa e delle vendite finora?

M.G.: Ciao Ninni, diciamo che i riscontri sono stati abbastanza positivi su entrambi i fronti, soprattutto se si considera che oggi giorno è diventata un’impresa sia arrivare all’utente finale con un prodotto come il nostro, che vendere dischi, a meno che non ci sia dietro un’operazione di marketing ben finanziata associata ad una distribuzione massiccia, che come ben sai purtroppo non ci riguarda direttamente se non in alcuni lidi come il Giappone. Comunque posso dire che ci riteniamo abbastanza soddisfatti.

 

 

AAM: Siete entrati nella top10 del 2018 di allaroundmetal.com (per quanto mi riguarda, infatti, “DNA” è stato il miglior disco dell’anno); ogni volta vi confermate a livelli eccezionali, quanto è difficile rimanere costanti a questi standard qualitativi?

M.G.: Beh, innanzitutto grazie mille per la fiducia! Cercare di fare sempre meglio è l’obiettivo numero 1 di ogni artista, ma purtroppo non è così facile quando ogni mattina alle 6 suona la sveglia per andare a lavorare. Personalmente ti posso dire che io ho sacrificato tutto quanto della mia vita per portare avanti il mio sogno nel poco tempo libero che ho e cercare di mantenere uno standard qualitativo elevato, perché in questo genere se sbagli anche una sola volta rischi di prendere mazzate dalla critica… e poi rialzarsi in piedi non è affatto facile.

 

 

AAM: Continuo a sorprendermi come, vista la qualità della vostra musica, da anni siete costretti all’autoproduzione. Possibile che nessuna label vi faccia quella proposta “che non si può rifiutare” di cui parlavamo nella scorsa intervista? Siamo sempre sommersi da immondizie musicali e poi roba di valere come i vostri dischi restano autoprodotti.....

M.G.: Sono d’accordo con te sul fatto che le grandi etichette discografiche continuano a proporre una serie di dischi al limite dell’imbarazzante quando in giro per il mondo si trovano decine di gruppi che sarebbero sicuramente in grado di sfornare prodotti superiori, ma se la devo dire tutta, dato che parecchia gente ci fa la stessa domanda, vorrei precisare una volta per tutte che firmare un contratto con una casa discografica non sono tutte rose e fiori come molti si immaginano. Noi ci siamo basati sia sulla nostra esperienza con la Magna Carta, che era si una indipendente, ma comunque di un certo calibro, che su storie di vita vissuta di altre bands… E abbiamo deciso di intraprendere questa strada. Infatti, quando firmi un contratto, devi scendere a tutta una serie di compromessi che nel 99% dei casi vanno a favore delle label, devi rispettare determinate regole, sottostare alle loro richieste e alle loro tempistiche per poi rimanere con un prodotto finale, magari con ottima visibilità nel periodo d’uscita dell’album, ma poi se vai a vedere…. zero guadagni, diritti d’autore sottratti, etc… etc…

L’autoproduzione ha sicuramente i suoi contro, ma ti posso assicurare che ha anche diversi pro e oggi giorno è una soluzione molto valida. Basti pensare che noi non abbiamo mai visto 1 solo € di royalties da Magna Carta per i 2 dischi prodotti da loro, mentre con i dischi autoprodotti abbiamo raggiunto tranquillamente cifre a 4 zeri.

 

 

AAM: Questa volta ho notato diverse influenze che sono entrate nel vostro sound, ad esempio c’è un po’ di blues in “Elohim”, qualcosa di neoclassico in “Part of this world” e molte più tastiere che in passato. Come mai queste variazioni sul tema?

M.G.: Tornando al discorso di prima, oltre a cercare di mantenere un livello di songwriting abbastanza alto, noi cerchiamo sempre di introdurre qualche elemento innovativo all’interno delle nostre tracce, anche perché facciamo un genere che è stato battuto e ribattuto più volte da molte altre band. Questa volta abbiamo inserito una parte in swing, in passato un tango…la prossima volta metteremo un Valzer e così via!

 

 

AAM: Avete anche realizzato una canzone in doppia versione, spagnolo (“Ya nada cambiara”) ed inglese (“Nothing will remain”); come mai questa scelta? Ed a quando una canzone in giapponese, visto che siete più conosciuti da quelle parti che altrove?

M.G.: Ya Nada Cambiara è stata un’idea studiata a tavolino perché, avendo molto seguito in America Latina, abbiamo pensato che l’avrebbero apprezzata, ed infatti ti posso confermare che è stato proprio così! La canzone cantata in Giapponese a dir la verità è stata inserita come Bonus Track proprio nella Japanese Edition di DNA, ci siamo fatti tradurre la traccia intitolata “Never Born” e con non poche difficoltà Ivan l’ha cantata. Su Youtube è facilmente reperibile la versione Live presentata in occasione del tour dell’anno scorso.

 

 

AAM: Chi ha realizzato l’artwork dell’album e dove sono state effettuate le registrazioni?

M.G.: Per far sì che il nostro prodotto fosse ancor di più autoprodotto, l’artwork è stato realizzato da Dario, il nostro chitarrista, che di fatto lavora come grafico. Le registrazioni come al solito sono avvenute singolarmente in Home-Recording o in studi personali, mentre il disco è poi stato mixato al Moon House studio di Milano da Danilo Di Lorenzo.

 

 

AAM: A proposito di registrazioni, c’è qualche aneddoto che vuoi raccontarci, qualche episodio simpatico da mettere in evidenza occorso durante la preparazione dell’album?

M.G.: Più che episodio simpatico direi imbarazzante hahaha…. dato che credo siamo l’unica band in grado di stravolgere la struttura di un pezzo in fase di registrazione, quando ormai il disco è praticamente finito. La traccia Destiny Never Awaits infatti ha un intro di piano classico ma, in origine, prevedeva un intro suonato strumentale che non so come avessimo solo pensato di inserire…. Dire che faceva cagare è un complimento. Per fortuna ci abbiamo messo una pezza sopra!

 

 

AAM: Sinceramente non ricordo se nelle passate interviste avevo mai chiesto nulla sul processo compositivo in casa Derdian, ti va di svelarci come nasce una vostra canzone? Chi scrive le musiche e chi si occupa dei testi?

M.G.: Principalmente io ed Enrico siamo i 2 compositori principali, sia per quanto riguarda le musiche, che per i testi, ma poi ognuno degli altri ragazzi lavora sull’arrangiamento e introduce modifiche a volte anche abbastanza significative. Io ed Enrico lavoriamo in un modo molto simile a livello di songwriting, nel senso che tutti e 2 partiamo scrivendo una linea vocale e costruendoci intorno poi tutta la struttura musicale. Molti compositori lavorano invece al contrario, ovvero scrivendo prima la musica o addirittura il testo e costruendoci alla fine sopra la linea vocale.

 

 

AAM: Ivan Giannini è ora diventato il cantante dei Vision Divine; quanto questo influirà sui Derdian? La vostra line-up rimane stabile o ci sono cambiamenti? In altre parole, ci ritroviamo nella stessa situazione precedente a “Revolution Era”, oppure Ivan si dividerà tra le due bands?

M.G.: Per quanto riguarda l’ingresso di Ivan nei Vision Divine non dovrebbe apportare nessuna modifica alla nostra Line-Up, è ovvio che per lui è stata una grande opportunità, ma ha esplicitamente espresso la sua volontà di rimanere anche al microfono dei Derdian, quindi avanti così senza troppi patemi.

 

 

AAM: Sostanzialmente la vostra formazione è sempre rimasta stabile, cantante a parte, quale sarebbe il segreto per rimanere così coesi? Sempre se un segreto esiste....

M.G.: Non c’è nessun segreto in particolare, se non una grande passione in comune per la musica. Non ti nascondo che, come tutti, anche noi abbiamo attraversato periodi molto difficili durante i quali siamo arrivati addirittura sull’orlo di sciogliere la band, ma poi la passione per la nostra musica ha prevalso ed eccoci ancora qui a rompervi le palle.

 

 

AAM: Argomento live. Credo di aver avuto anni fa davvero una grande fortuna ad aver assistito ad un vostro concerto. Perchè è così arduo vedervi on stage? Puoi svelarci se avete in programma qualche serata live nel 2019?

M.G.: Sarò molto schietto e sincero su questo argomento… Purtroppo in Italia non abbiamo mai avuto un grande feeling in ambito live…. Forse non siamo mai stati furbi nel farci le giuste conoscenze, indispensabili per suonare dal vivo qui… ma siamo sempre stati una band che si fa abbastanza gli affari proprio e non ci è mai piaciuto fare “comunella” …. Ma se siamo arrivati a suonare in Giappone davanti a 800 persone che cantavano i nostri pezzi con un disco autoprodotto, e sempre con un disco autoprodotto siamo arrivati a firmare un contratto con la King Records (credo che sia il primo e unico caso, se non erro……) io penso che la colpa non sia solo nostra sinceramente. Ci piace pensare che da qualche parte nel mondo ci sia ancora un po’ di meritocrazia, ma nel nostro Belpaese latita da anni….

Al momento non abbiamo niente in programma, anche se non ti nascondo che ci piacerebbe molto portare la nostra musica in giro per i palchi…. Suonare tutta la vita in cameretta non è molto appagante…..

 

 

AAM: Guardando al futuro, state già lavorando su nuovo materiale? In caso affermativo, cosa ci puoi rivelare su un eventuale successore di “DNA”?

M.G.: In questo momento stiamo ultimando le nuove creazioni che andranno a comporre il prossimo capitolo della saga…. Dalla mente perversa di Enrico, infatti, Throglor si ritroverà catapultato nel futuro, ed è così che la New Era Saga si fonderà con quella di DNA. Quindi vi invito a tenere le antenne alzate nei prossimi mesi!

 

 

AAM: Se qualcuno volesse acquistare i vostri dischi autoprodotti, vogliamo aiutarlo indicando come fare?

M.G.: Certamente, sul nostro sito ufficiale www.derdian.com potete trovare lo shop con tutti i prodotti in catalogo, altrimenti per il formato elettronico i nostri cd si possono acquistare su quasi tutti gli store digitali (iTunes, Google Play Music, Amazon, etc…..)

 

 

AAM: Credo di essermi dilungato anche parecchio. Ti ringrazio per la disponibilità e concludo come consuetudine lasciando uno spazio a tua disposizione per aggiungere un tuo saluto ai lettori di allaroundmetal.com ed ai fans dei Derdian.

M.G.: Un ringraziamento allo staff di Allaroundmetal.com per il tempo dedicato e in particolare a te che da anni ci supporti a pieno regime, e ovviamente un saluto a tutti i lettori che ci seguono, vi invitiamo a rimanere sintonizzati perché altre sorprese arriveranno presto! Ciao!!

Ultima modifica il Lunedì, 28 Gennaio 2019 19:55
Ninni Cangiano

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