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14 Set

Francesco Ferraro, il nuovo bassista dei Freedom Call, ci parla del nuovo album della band e non solo... In evidenza

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Francesco Ferraro, il nuovo bassista dei Freedom Call, si è intrattenuto con noi di allaroundmetal.com per parlare del nuovo album della band tedesca “M.E.T.A.L.” e di tanto altro... eccovi il resoconto della nostra chiacchierata.

 

 

AAM.: Ciao Francesco e benvenuto qui su allaroundmetal.com! Bel salto dai Vexillum ai Freedom Call, come sei riuscito a farlo?

F. Ciao a tutta la redazione di allaroundmetal.com, grazie per questa opportunità! Si, bel salto davvero. E' quel tipo di salto che sogni sempre e che non credi fino in fondo che possa succedere. E invece eccomi qui. Come è successo chiedi...la metto semplice con un riassunto: Chris era in tour con il suo solo album “Chasing the Sun” e aveva invitato noi Vexillum al suo show al Circus (a Scandicci, vicino Firenze). Ci dice che i Freedom Call sono rimasti senza bassista e io alzo la mano. Chris mi prende sul serio e di conseguenza anche io mi prendo sul serio. Eccoci. Poco tempo dopo ero a fare lo shooting di presentazione della nuova line up.

 

 

AAM: Hai pensato a trasferirti in Germania o continuerai a vivere qui in Italia?

F.: Al momento continuerò a vivere qui in Italia. Firenze mi piace e ho un sacco di motivi per restare. Sicuramente ci ho fatto un pensiero, anzi, anche più d'uno. Il motivo principale sarebbe per la semplicità burocratica con cui un musicista può sbarcare il lunario, mentre in Italia siamo ancora legati a leggi vecchie e mai riviste che non aiutano assolutamente. Comunque, mentre continuerò a pensarci, sto cercando di imparare il tedesco. E' un primo passo, no?

 

 

AAM: A proposito di Vexillum, adesso come farai con loro? La band non si sente in giro da anni... sai se bolle qualcosa in pentola?

F.: Con i Vexillum stiamo lavorando. Come rispondo a chi di solito mi chiede informazioni: “Abbiamo trovato traffico per strada, ma stiamo arrivando.” In realtà abbiamo avuto un piccolo stop per via di diverse situazioni personali, ma abbiamo sempre continuato a lavorare fuori dai radar, non abbiamo mai smesso. Siamo tornati sul palco quest'estate al Malpaga Folk&Metal Fest e sicuramente ci faremo vedere almeno un altro paio di volte prima di fine anno. Inoltre posso confidarvi in anteprima che i lavori di pre-produzione del nuovo album sono terminati e che stiamo studiando il modo migliore di presentarlo al pubblico.

 

 

AAM: Come ci si sente a prendere il posto di un pezzo di storia dei Freedom Call come Ilker Ersin?

F.: Non è certamente facile. Sarà sempre un termine di paragone al quale io in primis faccio riferimento. Ma sia la band che i fans mi hanno aiutato molto in questo, mi hanno accolto come Francesco, non come quello che ha preso il posto di Ilker. Ed è una bella sensazione.

 

 

AAM: Quanto c’è di Francesco Ferraro in questo “M.E.T.A.L.”?

F.: In “M.E.T.A.L.” c'è tutto il mio cuore e tutta la mia passione. Il pacchetto era già pronto e perfettamente funzionante quando mi sono unito alla carovana, non aveva senso modificare nemmeno una virgola. Tutto quello che ci ho messo di mio sarà quello che metterò ogni data sul palco.

Ah, e c'è la carta dell' “Ace of the Unicorn”, quella si, l'ho disegnata io.

 

 

AAM: Solitamente i Freedom Call hanno sempre avuto testi molto positivi; di cosa parlano i testi di “M.E.T.A.L.” e chi si è occupato della loro stesura?

F.: I Freedom Call sono la band metal più felice del mondo, e i testi rispecchiano a fondo quest'indole. In M.E.T.A.L. lyrics e canzoni sono state scritte da Chris e Lars e sebbene affrontino diverse tematiche, sono tutti inni al non lasciarsi sopraffare dalle avversità, al non essere spaventati da tempi bui, al cogliere le occasioni, al leggere i segni della vita e, soprattutto, alla musica, linguaggio universale che mette in sintonia e unisce persone differenti e provenienti da ogni parte del mondo. E il pensiero positivo di fondo fa da legante a tutte queste chiavi di lettura.

 

 

AAM: Credo che questo nuovo album sia uno dei migliori che i Freedom Call abbiano mai realizzato. Sei d’accordo con questa mia affermazione ed, in caso affermativo, quali credi siano i suoi punti di forza?

F.: Molte recensioni sono concordi nell'affermare che questo album abbia qualcosa di speciale. Per me lo è sicuramente e per cause di forza maggiore non posso ovviamente essere obiettivo. Chris mi ha parlato molto della visione che aveva quando ha iniziato a lavorarci, ed era una visione d'insieme. Credo che tutto stia lì. Questo album è nato per essere così come è uscito, in un momento in cui, probabilmente, gli ascoltatori sono nello stato d'animo giusto per goderselo al massimo.

 

 

AAM: Ci racconti qualcosa delle registrazioni? Dove avete realizzato l’album e c’è qualche episodio simpatico di cui vuoi metterci al corrente?

F.: Le registrazioni sono state lunghe e con diverse basi di appoggio, non c'è un unico luogo che possa affermare di aver dato i natali all'album. Più che episodio simpatico, direi che è stato veramente emozionante il momento in cui abbiamo registrato i cori perchè è stata la prima volta che tutta la nuova line up si è trovata nello stesso momento nello stesso luogo per lavorare tutti insieme all'album.

 

 

AAM: E’ anche il primo album con Timi Breideband alla batteria, ci parli di lui?

F.: Tim è un grande. Sebbene sia più giovane di me ha molta più esperienza da musicista professionista. Si adatta facilmente ad ogni situazione ed è un animale da palcoscenico che fa spettacolo mentre suona tutto alla perfezione. Si è subito creata una sintonia sia sul palco che fuori.

 

 

AAM: State preparando un tour per promuovere il nuovo disco ed, in caso positivo, puoi rivelarci se e quando verrete a suonare in Italia?

F.: Certo! Le date sono già state annunciate e io vi invito personalmente a venirci a trovare! Abbiamo ben quattro appuntamenti a novembre: 7/11 a Milano al Legend, 8/11 a San Donà di Piave (VE) al Revolver, 9/11 a Roma al Wishlist e 10/11 a Scandicci (FI) al Circus.

A questo punto non ci sono molte scuse valide per mancare.

 

 

AAM: Avete realizzato due video per i singoli estratti dall’album, cosa ci racconti di queste esperienze?

F.: Per “111” l'idea era un lyric video, ma non volevamo che fosse semplicemente un testo che scorresse su uno schermo durante la canzone. Quindi, tra sala prove e studio di registrazione, sono state carpite delle riprese e Ingo le ha montate magistralmente creando un lyric video che non sembrasse un lyric video.

Per “M.E.T.A.L.” il lavoro è stato molto differente. Ha richiesto più giorni di riprese, più cambi d'abito, più persone a lavorare alla sua realizzazione sia sul posto che in fase di montaggio. Tutto era studiato nei minimi particolari. E' stato emozionante vederlo prendere forma.

Soprattutto aver visto Daniel e Timmi che man mano creavano questa sinergia in questa scena in cui suonavano la batteria insieme è stato veramente da brividi.

 

 

AAM: A proposito di video, ce ne sarà un terzo ed, in caso affermativo, puoi svelarci quale brano è stato scelto?

F.: Mi spiace deludere, ma al momento non è previsto un terzo video. Sebbene sia stato rilasciato il singolo “Spirit of Daedalus” questi non è accompagnato dal videoclip. Ma sai mai che arrivino sorprese particolari o idee dell'ultimo momento.

 

 

AAM: Adesso una domanda che mi piace porre sempre alla prima intervista per le nostre pagine. Mi sveli quale musicista o band è stato determinante per convincerti ad imparare a suonare il tuo strumento? In altre parole, quali bassisti sono fonte d’ispirazione per Francesco Ferraro?

F.: Questa è facile. Ho deciso che avrei imparato a suonare e che avrei suonato il basso dopo aver visto Marco Hietala sul palco con i Nightwish dell'epoca di “Once”. Era una figura carismatica e imponente, volevo poter diventare come lui.

Aver iniziato subito con una band (i Vexillum) che portava sul palco pezzi propri ha fatto sì che io sviluppassi un mio modo di suonare, senza avere il tempo di studiarmi o seguire stili di altri bassisti, anche se nel corso degli anni ho comunque conosciuto e ascoltato veramente tanti bravi bassisti da non poter dire di non esserne stato influenzato in un modo o nell'altro.

 

 

AAM: Se un giovane bassista ti chiedesse un consiglio su come intraprendere la carriera di musicista, cosa ti sentiresti di rispondere?

F.: Eh eh, e qui invece la domanda è difficile, perchè io ho iniziato a suonare in tarda età, non posso fare confronti con un me giovane che inizia a suonare e valutarne i differenti passi. Posso però consigliare sicuramente di studiare lo strumento, di trovare compagni d'avventura (perchè difficilmente questa è una strada che si percorre da soli) che ci mettano lo stesso ardimento e la stessa dedizione e di suonare, suonare, suonare. Stare sui palchi, capire cosa significa suonare con un pubblico e per un pubblico. Osare e non aver paura.

 

 

AAM: Credo di essermi dilungato anche fin troppo; concludo ringraziandoti per la disponibilità e lasciandoti uno spazio per un tuo messaggio ai lettori di allaroundmetal.com.

F.:  Tranquillo, anzi, mi sa che mi sono dilungato più io con le risposte, sebbene abbia cercato di contenermi. Se mi dai il via, faccio fatica a smettere di parlare.

Che dire, grazie a tutti voi che siete arrivati in fondo a questa intervista, avete dimostrato ottima tenacia. Spero di vedervi a Novembre o nelle date future, vi aspetto per una birra e per due chiacchiere con chiunque ne abbia il piacere. A presto!

Ultima modifica il Sabato, 14 Settembre 2019 18:37
Ninni Cangiano

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