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09 Mag

Il ricordo di Alex Ruffini nelle parole del fratello Martino. In evidenza

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Chissà Quante volte avrò osservato gli scatti di Alex Ruffini, il fotografo del Rock morto per cancro il 18-06-2019 a 51 anni. Quando non si riesce a associare le immagini al volto di che le ha impresse il quadro generale della persona rimane incompleto. Per questo motivo ho deciso di realizzare un’intervista con Martino Ruffini, uno dei tre fratelli di Alex. Volevo farvi conoscere l’animo, il carattere, e la sofferenza, di un uomo che ha lasciato in quelli che lo hanno conosciuto una grande eredità sia come persona che come appassionato di musica.

C) Ciao Martino. Benvenuto sulle pagine di www.allaroundmetal.com. Grazie per avere accettato l’invito a parlare di tuo fratello Alex.

M) Ciao Corrado, Grazie a te per avermi inviato a parlare di mio fratello Alex.

C) La prima domanda è scontata ma inevitabile. In che tipo di famiglia siete cresciuti tu, Alex, e gli altri due fratelli? I vostri genitori vi hanno supportato nelle vostre scelte e, soprattutto, hanno supportato Alex quando ha deciso di dedicarsi all’arte della fotografia?

M) siamo cresciuti in una famiglia numerosa, amanti della musica, da mio papà che ascoltava l’opera, a mia mamma che era “ costretta” ad ascoltare un po' tutti i generi che piacevano a noi figli.. la musica che ci univa però era sicuramente il Rock & Roll. Come, penso facciano tutti i genitori, hanno cercato di supportarci e a volte “sopportarci” in tutte le nostre decisioni. L’arte di Alex è nata con il tempo ed è stata supportata da tutti noi.

C) Alex ha cominciato ad appassionarsi prima alla musica, alla fotografia, oppure le due passioni sono andate di pari passo?

M) si è appassionato prima alla musica, con i suoi amati KISS, poi ha cominciato a disegnare, cosa che gli riusciva molto bene, e da li grazie al professore di tecnica si è appassionato alla fotografia.
È riuscito ad unire le sue due più grandi passioni, Musica e Fotografia.

C) Puoi dirmi qual era l’attrezzatura fotografica con la quale lavorava Alex e se cambiava dallo scatto live a quelli in studio o in posa?

M) l’attrezzatura che utilizzava, era soprattutto l’immaginazione, lui aveva bene in mente come doveva far posare l’artista, il mettere a proprio agio le persone e la fantasia per creare l’ambiente perfetto.
la macchina fotografica era semplicemente il mezzo per immortalare l’immaginazione, la fantasia e l’umanità di Alex.

C) Quale era la sua band preferita, quella che preferiva fotografare, e quale era il lavoro che considerava meglio riuscito?

M) la sua band preferita… i soli e grandi KISS. Non ha mai fatto differenze su chi fotografare… e non ha mai avuto preferenze, ogni artista gli regalava qualcosa di unico.


C) Immagino che la vita di Alex sia stata costellata di aneddoti: ti raccontava mai qualcosa sulle sue avventure e sulle band che incontrava? Ti ha mai parlato delle difficoltà che ha incontrato durante il suo percorso lavorativo?

M) Alex mi ha sempre raccontato tutti i suoi aneddoti, ed io ho sempre ascoltato con molta attenzione e reverenza i racconti dei grandi del Rock. Mi reputo fortunato perché grazie ad Alex mi è capitato spesso di poter girare per Venezia con lui e con gli artisti che accompagnava, da Eric Sardinas e tutto il gruppo, Cori Clark e molti altri. Un aneddoto che mi ha colpito riguarda Steve Vai, erano in giro per venezia e quando è stato il momento di fare la foto session, Steve era già pronto con la chitarra in mano, ma Alex l’ha bloccato e gli ha fatto un bellissimo primo piano. Steve è stato molto sorpreso di questa richiesta perché tutti gli altri fotografi chiedevano altre pose. Ma Alex è riuscito a dare valore alla persona prima ancora che musicista. Dopo aver visto lo scatto, ne ha voluta una copia da appendere a casa. E in una videochiamata con Steve, Alex ha visto che era appena in bella mostra in soggiorno.
Un altro aneddoto è stato quando doveva fotografare Geoff Tate,  Alex come sempre con molto rispetto si presenta, ma Geoff lo conosceva già, e gli ha detto “mi sento onorato di essere fotografato da te”.
ce ne sarebbero mille altri ma probabilmente non basterebbe un libro.
Difficoltà ne ha trovate molte soprattutto all’inizio della sua carriera fotografica, ma con dedizione e pazienza è riuscito ad entrare nel cuore degli artisti. Non nego che con qualche artista ha avuto anche qualche screzio.. ma cosa vuoi sono cose del mestiere..

C) Alex non ha mai voluto nascondere la sua malattia e ne ha fatto un motivo di forza. Mi puoi dire quando e come ha scoperto di essere ammalato di cancro, quanto è durata la sua battaglia, e quale spirito l’ha accompagnato fino alla fine?

M) dopo molti mesi dove non si riusciva a capire come mai stesse male, è andato a fare una visita a Treviso da uno specialista con un grande amico Sandro Mariuz, il quale dopo gli esami gli ha dato la notizia.  Quel giorno lo ricordo bene, ci siamo sentiti e ha sganciato la bomba. Una doccia fredda anche per me! Da li è cominciata la sua battaglia, che ha affrontato a testa alta senza mai nascondersi. È sempre stato un guerriero, ha affrontato la “chemio Dance” e i dolori con grande forza, senza voler pesare sul prossimo, ma ha cercato sempre fino alla fine di vivere una vita piena di gioia. Perché Alex amava la vita.

 

 

C) Alex stesso aveva fondato il progetto di sensibilizzazione e raccolta fondi Cancer, Drugs & Rock n’ Roll: vuoi dire a chi non lo conosce di cosa si tratta? E’ stato aiutato da qualcuno a realizzare questo progetto?

M) tutto è partito da lui, perché quando andava in ospedale e parlava con i medici e con gli infermieri, tutti gli dicevano che i fondi per la ricerca del tumore al pancreas erano pochissimi, così si è chiesto perché con la mia arte non posso fare qualcosa di buono pure io? ed è così che sono cominciate le mostre e le raccolti fondi per l’ospedale Borgo Roma di Verona e al convivio dell’ospedale.

C) Dopo la sua morte il progetto è andato avanti con concerti e mostre: puoi elencare quelle che sono state le iniziative inerenti Cancer, Drugs & Rock n’ Roll? Chi è stato che si è occupato di organizzarle e quali risultati hanno ottenuto?

M) abbiamo fatto il rock’n’roll the sea al Redentore 2019, rock,
      mostra fotografica al Brudstock 2019, grazie al nostro amico Alessandro Perzolla che ci ha messo in contatto con l’organizzazione dell’evento, e che sono stati gentilissimi  e disponibili con noi;
      mostra fotografica all’interno della Fiera Campionaria a Padova 2019, grazie a Sara Milani e Nick di Frog Amps e Luca Sfriso che ci hanno dato la possibilità di essere ospiti di questo evento, e sempre grazie a loro nel 2018 anche al Guitar Show di Padova;
      mostra fotografica a settembre 2019 grazie all’ospitalità di Adriana Micconi alla Bocciofila della Giudecca;
      evento Rocking Theatre ad Ottobre 2019 al teatro Aurora, ci tengo a ringraziare tutti i gruppi che hanno partecipato e tutte le persone che hanno aiutato.
     evento grazie ai Wordogs, siamo stati ospiti dell’evento all’Alcatraz di Milano;
    evento grazie ai SAD, siamo stati ospiti dell’evento SAD Symphony and Matallica al teatro Comunale di Vicenza ;
    evento organizzato da noi in collaborazione con il revolver Club, Geoff Tate Greatest hits for Alex Ruffini’s Birthday bash.
    mostra fotografica a Gennaio 2020 grazie all’ospitalità di Lindsey Coleman Fornasier a The Room in Piazza San Marco;
    mostra fotografica a Febbraio 2020 grazie all’ospitalità dell’associazione S.A.L.E. Docks ai Magazzini dei Sali a Venezia.
  Grazie a tutte queste mostre, siamo riusciti a consegnare ad AVAPO VENEZIA  un assegno di € 1700 e grazie alla raccolta fondi sul Sito € 1440 sempre per AVAPO VENEZIA.

C) Ho letto che è in progetto la pubblicazione di una raccolta di figurine a tema Heavy Metal/Rock. Puoi darmi i dettagli di questa iniziativa?

M) questo è un progetto che sta creando e gestendo Frank Paulis,( membro del direttivo di Cancer Drugs) appena avremmo tutte le notizie ti dirò ogni dettaglio;

C) Avete in mente altre cose per ricordare la figura di Alex? Avete del merchandising? Se si dove è possibile acquistarlo?
M) Abbiamo moltissime cose in mente e in ballo per ricordare Alex, il momento storico però non è dei migliori per sbilanciarmi in date o eventi in programma… posso solo dirti che in programma ci saranno almeno due grossi eventi, tra cui il KISS DAY … sappi solo che nonostante tutto non ci siamo fermati e siamo sempre all’opera e appena finito questo momento, torneremo più carichi di prima.
Per tutto quello che sono foto e merchandising, lo si trova ai vari eventi .

C) Grazie per il tempo che mi hai concesso. Lascio a te le ultime parole di questa intervista.

M) ci tengo molto a ringraziare tutte le persone che aiutano e credono in quello che Alex ha creato, l’associazione Cancer drugs & rock’n roll.  Un ringraziamento ai gruppi che hanno suonato nei vari eventi, gli sponsor, chi ci segue e a tutti i ragazzi del direttivo che si prestano per far si che tutto vada avanti.
Grazie a te per avermi dato la possibilità di questa intervista.

 

Ultima modifica il Lunedì, 11 Maggio 2020 10:53
Corrado Franceschini

Oltre 50 anni di età e più di 35 anni di ascolti musicali.

Sito web: it-it.facebook.com/people/Corrado-Franceschini/100000158003912
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