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17 Set

Intervista agli Holy Knights In evidenza

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Eccovi il resoconto della nostra chiacchierata con Dario Di Matteo, voce e tastiere dei siciliani Holy Knights, dopo il loro come-back con l’album “Between daylight and pain” uscito da poco per Scarlet Records.

 

N.: Ci sono voluti 10 anni per avere finalmente il successore del vostro splendido debut “Gate through the past”, cosa è successo in tutti questi anni e perché abbiamo dovuto aspettare così a lungo?

D.: Intanto ciao a tutti!

Dopo l'uscita di Gate through the past ognuno di noi è stato impegnato in altri progetti con altre band, pertanto abbiamo messo da parte gli Holy Knights e l'eventuale stesura del secondo disco. In realtà dopo un paio d'anni, in coincidenza dell'entrata di Simone Campione nella band, abbiamo iniziato a scrivere qualcosa insieme, senza avere inizialmente nessuna aspettativa. In realtà, seppur lentamente, tante idee iniziarono a prendere forma.

 

 

N.: La formazione iniziale prevedeva 5 persone; adesso siete rimasti in 3, pensate di “reclutare” qualche nuovo membro, anche in vista di eventuali date dal vivo? Con gli altri ex-membri (tra l’altro all’epoca tutti usavate degli pseudonimi...) siete rimasti in contatto ed, in caso positivo, di cosa si occupano adesso?

D.: Dunque, in fase di composizione siamo due, io e Simone. Sicuramente per gli eventuali concerti suoneranno con noi anche i "vecchi" membri Federico alla seconda chitarra e Syl al basso, coi quali appunto siamo in ottimi rapporti! Loro hanno portato avanti i loro studi, ma non suonano in band inedite. La faccenda degli pseudonimi è semplice: per il primo disco avevamo scelto di usarli per rendere il disco più, come dire, internazionale. Adesso, dopo 12 anni, abbiamo preferito dare più importanza alla sostanza che all'apparenza!

 

 

N.: Come avviene il processo compositivo all’interno degli Holy Knights, insomma chi si occupa di liriche e musiche, è un lavoro di squadra o c’è solo qualcuno di voi che fa tutto?

D.: Come accennato prima, scriviamo tutto Simone ed io. Ci troviamo fantasticamente insieme, siamo incredibilmente complementari in tutto ciò che riguarda la composizione, per cui stiamo in studio, in quanto siamo anche soci di uno studio di registrazione, e lì portiamo avanti la composizione, con tutti i mezzi che uno studio può offrire.

 

 

N.: Quali artisti hanno avuto un’importanza fondamentale nella tua formazione di musicista e quali sono state le band che ti hanno influenzato e ti hanno convinto ad iniziare a suonare il tuo strumento?

D.: Personalmente canto da sempre, e suono il piano da quando avevo 15 anni, per diletto, prima cover di altre band come Queen, Scorpions; successivamente, approfondendo gli studi, ho iniziato a suonare musica classica, finché poi non ho conosciuto band come Rhapsody, Stratovarius, che mi hanno ispirato per la composizione dei brani degli Holy.

 

 

N.: Qualcuno tra voi è impegnato anche in altri progetti con altre bands. Quale priorità rivestono gli Holy Knights rispetto agli altri impegni?

D.: Claudio è impegnato con CrimsonWind & Trinakrius, con i primi e in fase di pre-produzione sul secondo cd e contano di entrare in studio tra fine anno ed inizio 2013, con i secondi invece a breve inizierà a registrare il nuovo album; Simone (sempre su Scarlet)  pubblicherà il nuovo lavoro con i Thy Majestie tra poche settimane, per quanto riguarda la priorità, diciamo tutte e 4 le band hanno lo stesso valore.

 

 

N.: Non ho avuto a disposizione i testi dell’album, ti va di parlarcene? C’è forse un filo conduttore tra loro, oppure ognuno è indipendente dall’altro?

D.: Un filo conduttore c'è, ed è la mia vita! Nel senso che, abbiamo un po’ abbandonato le tematiche fantasy che trattavamo nel primo disco, dando più spazio a tematiche introspettive, che rispecchiano la vita e le difficoltà quotidiane/esistenziali. Questi anni di inattività purtroppo sono intrisi di problemi personali, sopraggiunti successivamente al primo disco, pertanto le tematiche del secondo non potevano che riguardare tutto questo...

 

 

N.: Immagino ci sarà qualche pezzo del disco a cui sei particolarmente affezionato, ti va di svelarci quale e perché?

D.: In qualche modo il primo, e l'ultimo (della versione Europea), in quanto legati entrambi a qualcosa che riguarda Simone e me. Ricordo bene il giorno che Simone mi portò gli accordi del ritornello di Mistery e mi disse: "vedi un po’ se ti viene in mente qualcosa...", mi chiusi in studio e dopo qualche ora andai al suo box con una prova della melodia che avevo trovato; ci sembrò geniale! L'ultimo brano invece è stato un esperimento, ci piaceva molto e speravamo che, pur sembrando un po’ diverso dal resto del disco, potesse piacere quanto piaceva a noi!

 

 

N.: Dove e come si sono svolte le registrazioni di “Between daylight and pain”?

D.: Naturalmente al nostro studio, ovvero il Dabliurec studio recording di Palermo! Abbiamo fatto una pre-produzione durata qualche anno in coincidenza della stesura dei brani, poi abbiamo preso un "foglio di lavoro" nuovo e abbiamo iniziato dalla batteria e tutto il resto...come si fa sempre....

 

 

N.: Come siete entrati in contatto con la Scarlet Records, dopo aver pubblicato il vostro primo disco con Underground Symphony?

D.: Dopo aver finito le registrazioni del disco abbiamo iniziato a mandare un promo alle etichette del settore che pensavamo potessero essere interessate al nostro genere; abbiamo da subito avuto un riscontro positivissimo, ricevendo interesse da etichette note e con grandi potenzialità di vendita, ma poco soddisfacenti in termini di contratto. Anche Scarlet si è interessata e obbiettivamente è stata da subito molto corretta nei termini.

 

 

N.: Nell’edizione giapponese, sul mercato già da qualche mese, c’è anche una bonus track intitolata “Resolution”, ce ne parli un po’? A me è sembrata una specie di sigla per cartoni animati, l’avete scritta voi, oppure è una cover?

D.: AHAHAHAH è una cover! Come sapete i giapponesi sono più contenti se nella versione del disco per l'oriente si aggiunge una traccia a loro dedicata; ci hanno proposto questo brano in quanto sigla di apertura del Gundam, robot famoso nella loro terra; la proposta era di ri-arrangiarla e cantarla in inglese; poi, mosso da non so quale assurdo impulso ho provato a cercare sul web i fonemi originali giapponesi, ma nel nostro alfabeto...trovati, l'ho cantata in lingua originale...non vi dico l'entusiasmo della label!

 

 

N.: Mi ha incuriosito particolarmente la copertina del vostro disco, cosa rappresenta? Non mi sembra lo stile di Diego Ferrarin (autore della copertina del debut album), potete rivelarci chi l’ha disegnata?

D.: La copertina è disegnata da Sandro Di Girolamo, un nostro amico conterraneo dalla mano magica! Gli abbiamo spiegato di cosa avevamo bisogno, di come riassumere le tematiche del disco e lui ha capito perfettamente come accontentarci. Rappresenta due facce della stessa medaglia, il bene e il male, gli opposti, come la prospettiva possa cambiare ciò che si osserva... che è appunto quello che trattiamo nei testi del disco.

 

 

N.: Capitolo live. Di solito per una band emergente qui in Italia è un problema riuscire ad organizzare qualcosa; riusciremo ad avere qualche esibizione live degli Holy Knights? Avete già in programma qualche data?

D.: In programma ancora no. Stiamo iniziando a capire come organizzarci per l'anno prossimo; chi suonerà lo sappiamo già, il dove e come è da vedere; dipende anche da come gli ascoltatori accoglieranno il disco ;-)

 

 

N.: Lì da voi in Sicilia c’è un fermento di ottime bands in campo power, dai Metatrone ai Thy Majestie (tornati anche loro con un nuovo album), passando per Noble Savage ed Ancestral, o i Crimson Wind di Claudio... ce ne sarebbe insomma da organizzare un bel festival, che ne dici?

D.: L'idea di organizzare un festival è tenuta in considerazione da molti nel settore, proprio perchè il meridione è patria di tante band che negli ultimi dieci anni hanno fatto parlare molto bene di loro... sono certo che l'anno prossimo si concretizzerà qualcosa.

 

 

N.: Ecco proprio a proposito di futuro, cosa ci riserveranno gli Holy Knights adesso? Dovremo aspettare ancora molto per un nuovo album?

D.: Difficile prevedere il futuro; sono però certo che avere realizzato questo disco ci ha dato una scossa che mancava; quindi non posso far altro che augurarci che vada bene e che ci dia la carica per un terzo disco... di cui c'è già qualcosa di scritto... qualche strofa e ritornello moooolto belli!

 

N.: Parti per un lungo viaggio e puoi portare con te solamente tre dischi della tua collezione (con esclusione naturalmente dei vostri), quali scegli?

D.: Oddio...difficilissimo, dico: Greatist hits 1 dei Queen, la nona sinfonia di Beethoveen, e il meglio di Tchaikovsky!

 

N.: Concludo come sempre l’intervista lasciando uno spazio a vostra disposizione per aggiungere quello che desiderate venga letto dai lettori del nostro sito.

D.: Un saluto a tutti i lettori di allaroundmetal.com, date un ascolto al nostro lavoro e sostenete il metal made in Italy

 

 

 

Ultima modifica il Lunedì, 17 Settembre 2012 19:24
Ninni Cangiano

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