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22 Lug

Sette anni di Fosch Fest: intervista con Roberto Freri In evidenza

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Oggi comincia il Fosch Fest, evento che da 7 anni frequento e che ogni anno non manca di regalarmi molte emozioni musicali e non. Il clima di divertimento, la gente divertente e ubriaca in giro: tutto basta a trasformare quel di Bagnatica in una meta di pellegrinaggio per centinaia di persone che ogni anno arrivano da tutta Italia e, perché no, da tutta Europa. Ho avuto l'occasione di fare due chiacchiere con il buon Roberto Freri, l'organizzatore dell'evento. Buona lettura!

D: Ciao Robi e benvenuto su Allaroundmetal! Siamo arrivati alla settimana edizione del Fosch fest... Emozionato?
R: Innanzitutto, ciao ragazzi, e un saluto ai vosti lettori! Emozionato?! Certo! Come sempre! Ogni anno è una nuova emozione ed è proprio quello il bello!

D: Avendolo frequentato sin dall'inizio: come siete riusciti a mantenere buoni i rapporti con l'amministrazione comunale? C'è effettivamente un guadagno per il paese?
R: Beh sicuramente c'è la predisposizione da parte dell'amministrazione di voler andare d'accordo con noi e viceversa, e credimi non è poco, stessa predisposizione che trovi negli abitanti di Bagnatica. Poi dopo che hai superato lo scoglio delle primissime edizioni, col loro forte impatto sulla routine del paese, la gente comincia ad abituarsi e i problemi forse diventano sempre meno. Se ci sia effettivamente un guadagno per il paese...non mi piace fare i conti in tasca alla gente, di sicuro portare migliaia di persone che vengono da fuori, ed hanno le loro esigenze in un paese così piccolo, può essere un'ottima occasione per guadagnare, sicuramente vari esercenti sono rimasti soddisfatti, ma andando oltre il mero guadagno economico e la troppa importanza che si dà oggigiorno al vil denaro, c'è sicuramente da guadagnare da un punto di vista umano. Il paese guadagna visibilità, che non fà mai male, molti ragazzi anche dopo essere diventati adulti ricorderanno con piacere i bei giorni passati in quel paesino in provincia di Bergamo, inevitabilmente il paese finisce nei ricordi di molta gente, e questa secondo me è una cosa bellissima. Viene data la possibilità di conoscere ed interagire con gente che viene da tutta Italia e anche dall'estero, e questa è sicuramente occasione di arricchimento personale, e ti dà modo di renderti conto che aprirti un po' anche verso giovani e meno giovani, magari barbuti e dall'aspetto, passami il termine, "un po' barbaro" non è poi così negativo, anzi! Magari ci si rende conto, avendone la prova provata, che il vecchio proverbio "l'abito non fa il monaco" sia effettivamente veritiero, può aiutare le persone a non fermarsi davanti alle apparenze e fare un passo in avanti verso la "civiltà" che magari ad oggi non è facile trovare in certe zone d'Italia, ma è più consueto trovare nel nord europa per esempio, dove la gente addirritura ti ospita a casa sua. In conclusione, direi che in un modo o nell'altro il guadagno c'è!

D: Che previsione di affluenza avete?
R: Difficile a dirsi, noi ci aspettiamo una grande risposta di pubblico, sia per la qualità e l'importanza del bill, sia per come è strutturato il festival, ovvero cercando di mantenere prezzi popolari, offrendo del buon cibo, cucina tradizionale a km 0, dell'ottima birra artigianale, dall'ambiente famigliare alle piccole e grandi innovazioni e miglioramenti che ogni anno cerchiamo di introdurre. Fare grandi numeri al giorno d'oggi in Italia è difficile per molti motivi, che forse non è il caso di star qui ad elencare adesso, anche perchè poi alla fine son sempre gli stessi che vengono menzionati un po' da tutti.
Fare previsioni è sempre molto difficile, e molto spesso si sbaglia e finisci con l'amaro in bocca, quindi limitiamoci a parlare di aspettative: il numero massimo di persone che possiamo ospitare, secondo le leggi attuali, commissioni varie ecc. è di 5000 persone, inutile dire che il sogno di ogni organizzatore è centrare il sold out. Dal canto nostro ripeto, niente previsioni, ma aspettative sicuramente alte.

D: Chef e birra artigianale... Come mai puntare sulla qualità del prodotto anziché, come ci si potrebbe aspettare da un evento così grosso, sulla quantità?
R: Perchè innanzitutto non è sempre vero che qualità escluda quantità.Secondo noi è molto importante offrire, oltre alla buona musica, cibo e birra di qualità; tutto quello che c'è di contorno al discorso puramente musicale deve essere di qualità. Una persona si ferma da noi per 3 giorni, è normale che non stia 72 ore sotto al palco, anche se c'è qualcuno che quasi quasi lo fa ehehe! deve bere, mangiare, svagarsi con qualcosa che non sia solo il concerto. Per cui a questo punto è doveroso fornirgli questi servizi al meglio delle tue possibilità. Una buona birra è sempre meglio di una pessima birra, o sbaglio!? Se riesci a mantenere i prezzi sotto una certa soglia sicuramente avrai offerto qualità, ma avrai di ritorno la quantità nei consumi, se un piatto è buono lo mangi volentieri e magari fai il bis, se la birra è buona magari te ne bevi un paio in più. A mio modesto parere, la qualità di un evento del genere, va misurata anche in relazione a quello che offre aldilà della sola musica.

D: Molte persone si sono lamentate per questo cambio di direzione in favore del thrash e del death metal, come risponderesti?
R: Beh io personalmente ascolto un sacco di musica: il metal tutto o quasi, ma anche altri generi, l'importante è che sia buona musica innanzitutto e che mi piaccia. Detto questo mi riesce difficile immaginare come qualcuno possa lamentarsi di un'offerta musicale più ampia! noi abbiamo spiegato più volte i motivi che ci hanno spinto in questa direzione: In primis c'è la volontà di aprirsi ed ampliarsi proprio per principio: secondo noi chiudersi a guscio, può portarti qualche minimo vantaggio, ma non è la scelta giusta. Possiamo ampliare la nostra offerta e di rimando, il nostro pubblico, non è obbligato ad ascoltarsi tutti i concerti! (anche se farebbe bene a farlo puramente per sola cultura personale, sia mai che scopri che un genere che non ti ispira e che invece finisce col piacerti... e parlo per esperienza!) Se invece uno proprio certe band non le sopporta, si ascolta i gruppi che preferisce e mentre suona il gruppo non gradito, e qui mi riallaccio alla risposta precedente, può usufruire dei servizi che offriamo: dal rilassarsi bevendo una buona birra, al cogliere l'occasione di mangiare qualcosa intanto che aspetta il prossimo gruppo a lui più congeniale, fare un giro nel mercatino, parlare e conoscere gente... Un festival è un insieme di cose, non è solo musica; Sicuramente è la parte più importante, ma non la sola. Noi volevamo alzare il livello e per farlo dovevamo aprire ad altri generi, le band folk/viking/pagan di un certo livello le abbiamo fatte quasi tutte, se vuoi alzare l'asticella inserisci qualche band di altri generi, anche se una buona dose di band stile "vecchio FoschFest" c'è sempre e sempre ci sarà; così facendo, eviti anche di diventare ripetitivo nel corso delle varie edizioni. Detto questo, uno si informa sul festival e fa le sue valutazioni, noi non obblighiamo nessuno, chi gradisce viene, chi non gradisce presenzierà ad altri eventi.

D: Come fate, nonostante tutto, a mantenere il costo del festival così basso e comunque presentare una qualità alla pari di altri grandi festival europei?
R: Bella domanda, ce lo chiediamo sempre anche noi! ehehe! Scherzi a parte, credo che alla fine sia lo spirito di fondo, cioè fare le cose per pura passione e non per fini di lucro. Semplicemente l'idea è sempre stata quella di rientrare nelle spese e non di guadagnare per forza. Stare qui a tradurre questo concetto applicato a tutti gli aspetti tecnici e materiali dell'organizzazione dell'evento sarebbe oltremodo tedioso, per cui diciamo che è questo concetto di base che ci permette di farlo.

D: Pensi che il Fosch sia diventato un evento di valore internazionale?
R: Non lo so, sicuramente un po' di visibilità all'estero l'abbiamo avuta, cerchiamo di promuovere l'evento anche oltre i nostri confini, e la buona affluenza di stranieri al nostro evento lo dimostra. Sicuramente il gap con i grossi festival europei è ampio, noi di anno in anno cerchiamo di ridurlo, speriamo che col tempo, quando mi auguro ci intervisterai di nuovo, a questa stessa domanda potremo risponderti: "Si, decisamente!"

D: È presto per parlarne, ma proverete a portare qualcosa di più underground nelle prossime edizioni?
R: Hai detto bene, è presto per parlarne! Se ti riferisci a band più o meno emergenti, direi che puoi trovarne molte già ora nel nostro bill, non a caso abbiamo deciso di allestire un secondo palco, l'Underground Stage, dedicato interamente a questo tipo di realtà.

D: Continuerete con la formula "primo giorno gratuito, gli altri a pagamento"?
R: In tutta onestà adesso non posso rispondere a questa domanda, è troppo presto per dirlo e non vorrei fare dichiarazioni che poi vengono smentite dai fatti. Le uniche dichiarazioni che posso fare sono quelle d'intenti, ovvero la nostra volontà è quella di venire incontro ai fans il più possibile, quindi tenere un prezzo basso e/o lasciare un giorno gratuito è sicuramente nelle nostre intenzioni, però prevedere il futuro è impossibile.

D: Quante persone sono impegnate nella realizzazione dell'evento e quanti volontari vi supportano ogni anno?
R: Allora oltre ai 3 veri e propri organizzatori, quelli che ci mettono la faccia e il rischio, che sono Sergio, Silvia ed Elena, siamo un 5 o 6 che seguono la vera e propria organizzazione sotto tutti gli aspetti fin dall'inizio, e aggiungici un 50/60 persone che lavorano durante l'evento, diciamo che oltre ai 3 giorni di concerti, ci lavorano anche una settimana prima per allestire e una dopo per smontare.

D: Avete iniziato ad organizzare degli eventi paralleli al festival: piccoli concerti etc... Amplierete il discorso per assicurare una serie di eventi annuali?
R: Si! Qui posso risponderti con sicurezza. L'idea è proprio quella. Cerchiamo di organizzare sempre più eventi e cercheremo di dare una certa continuità alla cosa, sia organizzandoli noi in prima persona, sia co partecipando con altri alla realizzazione degli stessi...è doveroso dire che sono più Sergio, Silvia ed Elena che se ne occupano, non prendiamoci meriti che non abbiamo.

D: Infine ti chiedo un saluto per i nostri lettori e per tutti quelli che verranno al Fosch!
R: Innanzitutto è d'obbligo un grazie a tutti i vostri lettori, sia quelli che verranno al Fosch, sia quelli che hanno semplicemente dedicato un po' del loro tempo a leggere quest'intervista, per altro ad un personaggio poco meritevole di tanta attenzione come il sottoscritto. Vi saluto calorosamente e vi aspetto al Fosch Fest, dove vi divertirete partecipando al massacro che si prospetta!

Ultima modifica il Venerdì, 22 Luglio 2016 13:15
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