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13 Mar

Uno dei migliori dischi del 2016 è Forsaken dei Noveria. Il loro leader Francesco Mattei ha risposto alle nostre curiosità! In evidenza

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Forsaken” segna il ritorno sulle scene dei Noveria che si confermano band top a livello mondiale con un disco potente come un macigno ma con irresistibili aperture melodiche ed un tocco progressivo. Non potevamo farci mancare questa intervista con la band romana.



Ciao Ragazzi bentornati sulle nostre pagine. Aspettavo con impazienza il vostro ritorno e Forsaken non ha per niente deluso le attese anzi pian piano è cresciuto ascolto dopo ascolto fino a non poterlo più togliere dallo stereo. Direi che abbiamo fatto un passo avanti rispetto al vostro già superlativo debutto. Ci spieghi come è nato il nuovo album?

Innanzitutto ti ringraziamo per le belle parole dedicateci in apertura! Siamo sempre a darci dentro nel cercare di migliorare sia come musicisti, sia come compositori. Questo nostro ultimo lavoro è nato in un momento per me personalmente difficile...scrivevo un riff e ne scartavo due. Suonavo una melodia e non riuscivo a farmela piacere...Guardando indietro il problema ero principalmente io e la mia eccessiva autocritica (ce ne vuole un pò, ma in maniera sana)...ahah! Alla fine per portare a termine il lavoro ho dovuto impormi una scadenza, senza la quale è altamente possibile che “Forsaken” rimanesse ancora in fase di preproduzione tutt’ora! Non dirlo in giro però eh!

Fortunatamente ho avuto il supporto creativo di Julien, la nostra new entry alle tastiere durante la stesura dell’intero disco mentre, al contrario, su Risen avevo in pratica già scritto tutti i brani addirittura prima di formare la band. Questa volta invece abbiamo lavorato in co-writing con tutti i membri della band e siamo fieri del risultato. Se la musica non piace a noi, non facciamo uscire nemmeno una nota!



Tra l'altro Forsaken è un concept album. Puoi spiegarci brevemente di cosa tratta la storia che sta dietro il disco?

Certamente. Purtroppo un paio di anni fa abbiamo avuto una grave predita in famiglia: una persona cara è venuta a mancare a causa di un cancro molto aggressivo. L’evento è stato traumatizzante e mi ha recato non pochi disturbi...in primis perché eravamo coetanei ed in fundo perchè un genitore non dovrebbe mai seppellire suo figlio, è un’ingiustizia totale. Insomma, la rabbia e la frustrazione che provavo di fronte a quella situazione così pesante mi stava consumando ogni energia e non riuscivo a pensare ad altro.

Abbiamo deciso di creare il concept del nuovo album intorno alle emozioni che attraversa una persona alla quale si diagnostica una malattia terminale, come una dedica a tutte le persone che sono state portate via da questo male. Per me era anche un modo per elaborare ciò che era successo, e spero che il nostro lavoro possa essere in qualche modo d’aiuto anche per qualcun altro che si trova in una situazione analoga.

Abbiamo basato il concept di Forsaken sulla teoria di cinque stadi dell’elaborazione del lutto della dottoressa Elisabeth Kubler-Ross: Negazione, Rabbia, Contrattazione, Depressione,Accettazione.



Per quanto riguarda il songwriting sfogliando il booklet si notano spesso i nomi di Spreutels e Andersson, puoi spiegare ai nostri lettori di chi si tratta?

Julien è una fonte inesauribile di idee musicali. Appena gli mandi un riff lui già sa che tipo di atmosfere crearci intorno! Come ti dicevo prima, l’apporto di Julien è stato fondamentale per la fase di composizione, tant’è che i brani strumentali su Forsaken, Lost e Isolate, sono tutta opera sua.

Il resto dei pezzi è il risultato di un co writing molto stimolante per entrambi!

Johanna Andersson è un pò la “regista” dei Noveria ed oltre ad essere un’ottima cantante, ci da una mano sulle linee vocali e sulla scrittura dei testi. Essendo Finlandese, ha una padronanza totale della lingua Inglese, così ci affidiamo a lei per quanto riguarda la stesura delle lyrics in modo da non risultare “beceri” nell’esprimere dei concetti in un’altra lingua.



Torniamo al vostro debutto. Siete contenti dei riscontri ricevuti, della promozione e delle vendite? Quali sono stati i paesi dai quali avete ricevuto un maggior responso?

Assolutamente si. Secondo tutti noi Risen è un debutto che molte band vorrebbero avere...sia chiaro che non voglio mancare di rispetto a nessuno! Ma obiettivamente è un disco suonato bene, con dei pezzi tamarrissimi e cantabili...poi ovviamente...De Gustibus...ma tutti noi ancora adesso troviamo sempre lo stesso piacere di prima nel riascoltarlo. Le vendite sono state buone considerando che siamo una band piombata dal nulla.

Fortunatamente di riscontri positivi nella critica ne abbiamo avuti un pò in tutto il globo in maniera piuttosto omogenea ed anche in posti per noi impensabili tipo la Nuova Zelanda.

Ovviamente Italia, Francia ed Olanda in testa!



Il power/prog è un genere esploso prepotentemente negli ultimi anni, ma poche band riescono a farsi riconoscere sul serio e voi siete tra queste. Quali credi siano gli ingredienti essenziali che vi han permesso di eccellere creando un sound abbastanza personale e riconoscibile?

Ti ringrazio per il complimento! Dal mio punto di vista credo che i punti cardine siano molteplici. In primis il nostro cantante Frank Corigliano, che è molto agile ed ha un timbro non proprio canonico per questo genere. In secundis a tutti noi piace contaminare le nostre composizioni con la parte più “estrema” del metal, quindi vai di Arch Enemy, Fear Factory, Children of Bodom, Dimmu Borgir e giù di lì che però sono band che non fanno uso di voci “pulite”.

Abbiamo un beat un pochino più veloce rispetto agli standard del genere, facciamo largo uso delle accordature ribassate con drop vari ed a tutti piace usare loop di ritmi elettronici tipici delle sonorità Industrial. Credo che la nostra forza sia nell’equilibrio tra questi mondi. Ahh, poi conoscere l’armonia e la teoria musicale non fa sicuramente male alle composizioni! ;)

In futuro abbiamo in programma di estremizzare ancora di più alcuni di questi elementi quindi ne sentirete sicuramente delle belle!



Uno dei miei pezzi preferiti del nuovo disco è senza dubbio la semi ballad “When everything falls” che potrei ascoltare e cantare all'infinito. Ci puoi svelare qualche aneddoto dietro questo pezzo?

Sono contento che ti piaccia, è un brano a cui tutti siamo molto affezionati. A me personalmente smuove spesso qualche lacrima. E’un pezzo molto coraggioso e decisamente fuori dai nostri standard, in quanto molto lento e Meshuggoso a tratti. Il fulcro del brano secondo me, si trova però nella parte centrale, ovvero Il duetto tra Frank e Johanna che va a rappresentare la protagonista della nostra storia mentre parla alla sua metà di come potrebbero essere andate le cose se il cancro non si fosse manifestato...che sarebbe stato bello vivere ogni momento della vita insieme fino alla fine, ma che purtroppo per forza di cose non sarà possibile. Tutto sfugge tra le dita...

Pensare quel frangente di vita mi mette tristezza. Durante le registrazioni di Frank in quella sezione sono dovuto andare a nascondermi al bagno per non farmi vedere che piangevo. E’ successo così e non sempre riesco a tenermi le emozioni dentro.

 

E' sempre difficile suonare in Italia ma pensate di riuscire a promuovere maggiormente in sede live i vostri pezzi? Sarebbe carino vedervi anche al nord per qualche data.

Si è vero, non è semplice muoversi qui in penisola. Abbiamo già fatto delle ottime date tra Roma, Svizzera, Belgio e Olanda dove è andato tutto molto bene! Sicuramente all’estero c’è più interesse per la nostra realtà.

Per il nord Italia ci siamo mossi a partire da Agosto prima che il disco fosse mixato ma non siamo riusciti a fare breccia purtroppo. Ma siamo sicuri che ci sarà occasione per suonare a Milano e dintorni. Vi terremo aggiornati!



Molte giovani band decidono di investire in promozione andando in tour con gruppi importanti per mettersi in mostra e conquistare nuovi fans. Cosa ne pensate di questa tendenza e pensate di fare qualcosa di simile in futuro?

Credo che oggi la tendenza sia questa, ma è un’arma a doppio taglio. Da una parte è vero che con il budget giusto si va in tour con i propri idoli, ma non sempre la visibilità viene in primo piano. Suonare 25 minuti come opener per una band importante con altri tre act magari alle 18:00 non è il massimo e quindi il rischio di investire un tot di soldi a vuoto c'è. Da non sottovalutare anche il rischio di rientrare dal tour e sciolgiere la band a causa dei vari malcontenti interni al gruppo o peggio a causa di bancarotta.

Siamo del parere che le cose devono essere fatte con i giusti tempi, cogliendo le giuste occasioni e non prendendo tutto quello che ti capita giusto per... Siamo sicuri che prima o poi la giusta occasione si presenterà per noi.

 

La Scarlet Records ha recentemente perso alcuni nomi importanti del proprio roster come DGM, Hell in the Club e Secret Sphere. Pensate di poter diventare la nuova band di punta dell'etichetta?

Tutte quelle che mi hai nominato sono band eccezionali e con un nome alle spalle. Credo che punta o non punta, l'importante sia continuare a fare ottima musica guadagnando il rispetto dei nostri fans e lasciare questo tipo di giudizi a chi di dovere. Conosco personalmenti molti dei ragazzi delle band sopracitate e sono tutti ragazzi stra in gamba e meritevoli del loro successo.

Scarlet è sicuramente affezionata a noi e sta spingendo la nostra musica molto bene in giro per il globo. Ci troviamo bene a lavorare insieme e ci si interfaccia spesso per trovare le giuste soluzioni per creare hype ed attenzione verso la nostra band.

 

Le vostre copertine sono sempre molto oscure, rispecchiando in parte il vostro sound. Ci spiegate un po' come vengono realizzate?

Si è vero, la componente "dark" è molto presente nei nostri brani quindi di conseguenza anche le cover devono andare di pari passo. Spesso nel genere "prog power" non sempre è così e le copertine tendono ad essere sempre un pò stereotipate. Sicuramente è un nostro tratto distintivo matenere questa venatura oscura anche nelle grafiche.

La cover solitamente prende vita direttamente dal grafico che decidiamo di contattare...gli diamo magari un paio di linee guida da seguire, lasciandogli però carta bianca sulla realizzazione del tutto. Fortunatamente è andata sempre bene e sia Simone Bertozzi che Gustavo Sazes hanno fatto degli ottimi lavori. La cover di Forsaken è stata scelta tra le migliori 10 cover dell'anno 2016 insieme a colossi come Testament. Credo sia venuta bene...ahah!

 

Bene grazie del tempo che ci avete dedicato e complimenti ancora. Speriamo di vederci presto per qualche live infuocato!

 

Assolutamente! Ti ringraziamo di cuore per lo spazio concessoci presso il vostro portale e speriamo di incontrarci magari ad uno dei nostri concerti per farci due chiacchiere davanti ad un paio di birre! Un abbraccione a tutti! You Rock! ;)

Ultima modifica il Lunedì, 13 Marzo 2017 14:57
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