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È sempre bello poter intervistare una band giovane e raccogliere i pareri sulla scena musicale moderna. Per questo è stato un piacere intervistare Juuso Soinio dei Battle Beast, chitarrista tra i membri fondatori, al Circolo Colony lo scorso 8 marzo. Buona lettura!

D. Ciao Juuso e benvenuto su Allaroundmetal.com! La prima cosa che volevo chiederti è: come va il vostro tour da headliner? Vi trovate bene con i Majesty e i Gyze?
R. Assolutamente, è un tour molto duro per date e viaggio, ma abbiamo già diversi concerti in sold out... Una cosa davvero sorprendente per noi! Oltretutto stiamo trovando sempre nuovi fan, sempre più calorosi sia per i Majesty che i Gyze che... Beh, per noi! *ridiamo*
D. È bello vedervi headliner: la prima volta che vi ho visti eravate di spalla a Sabaton e Delain. Com'è, oggi, essere la band più attesa e come sta rispondendo il pubblico ai pezzi del nuovo disco?
R. In realtà questo è il nostro secondo tour da headliner, il primo lo abbiamo fatto con Unholy Savior, ma devo confessarti, che paragonato a quello, questo è molto meglio! Abbiamo un po' più di cianfrusaglie tecniche rispetto all'ultima volta, e anche il budget è più grosso. Tutte queste cose, inclusa la crew, sono molto meglio: sommato anche il fatto che molti show sono sold-out direi che per noi è tutto un buon segno.

D. Penso anche che molto sia dovuto a Bringer of Pain, che ho trovato un disco davvero eccellente sotto molti punti di vista. Cosa è cambiato per voi dopo l'ultimo album, oltre, ovviamente, al chitarrista solista?
R. Si, il nostro chitarrista è cambiato, ma anche il songwriting e tutta la struttura della band è cambiata: ognuno di noi ha fatto qualcosa per questo album, Janne, il nostro tastierista, ha finalmente aperto il suo studio personale dove registriamo le nostre cose, con una qualità molto alta perché ora è un vero professionista. Secondo me la produzione è migliorata parecchio rispetto ai nostri album precedenti: ognuno di noi è riuscito a mettere qualcosina in più di sé stesso. Non dovrei dirlo, ma in quando musicista sono felicissimo del nostro lavoro!
D. Penso anche io che il disco sia molto bello, soprattutto perché si sente come vi siate divertiti a scriverlo. Ma cosa ha portato in più Joona al sound dei Battle Beast?
R. Tantissimo. Penso che sia comunque la persona che ha più preparazione in termini tecnici dal punto di vista musicale. In Finlandia è addirittura diplomato in una delle migliori università su questo tema! Ne sa parecchio, ma ha anche una grande esperienza maturata insieme ai Brymir, l'altro gruppo che ha insieme a Janne. Quindi è un ottimo elemento sia per quanto riguarda la registrazione di un disco che per tutto il resto: sicuramente ci ha portato moltissima conoscenza e preparazione in tutti gli strumenti. Molte delle canzoni che ci sono sul disco nascono dai suoi riff, quindi penso che il suo ingresso nella band sia stato assolutamente positivo.

D. Un'altra cosa che ho notato di Bringer of Pain è che non vi vergognate assolutamente di essere pop: avete addirittura messo una canzone come Dancing With The Beast verso la fine del disco! Per questo volevo chiederti: pensi che a volte i metallari si prendano troppo sul serio con menate tipo "Aaaah il metal deve rimanere trve e poco contaminato"? *ridiamo*
R. Penso che in qualunque campo o ideologia alcune persone prendano le cose troppo seriamente. Noi invece pensiamo che sia meglio la via di mezzo, soprattutto nell'arte dove ci vuole sempre un riciclo di idee. Parlando appunto di Dancing with the Beast: ti assicuro che ci abbiamo pensato parecchio prima di decidere se metterla o meno, ma penso che alla fine abbiamo fatto bene perché come traccia ci sta benissimo. Insomma, mettendo solo pezzi metal durissimi gli altri non avrebbero svettato così... Con pezzi come King for a Day o come Dancing with the Beast almeno gli altri pezzi sembrano ancora più duri! *ridiamo* Quindi, in breve, se c'è gente che si prende troppo sul serio sono affari loro: noi facciamo così!
D. Avete rilasciato due video, uno di questi mi ha particolarmente colpito: ci parli di Familiar Hell e del perché l'avete resa in quel modo?
R. La canzone è scritta da Janne, e il testo è un po' politico... Nel senso che spesso capita che le persone camminino attraverso la loro vita con gli occhi chiusi, senza vedere cosa c'è all'esterno. Il senso è che la protagonista del video, prima di svegliarsi, vive la sua vita secondo degli standard a cui è attaccata e che le sembrano sicure: vive un familiar hell quando all'esterno potrebbe esserci un outer heaven. Poi il concetto è rimarcato da come molti si rifugino nella vita sui social. Alla fine del video la protagonista, che poi sarebbe Noora, rompe le catene e comincia una nuova vita.

D. Dal tuo punto di vista come chitarrista, cosa è stato per voi avere firmato un contratto con la Nuclear Blast?
R. Questa è una bella domanda: con il mercato di oggi molti si affidano allo streaming e pubblicano loro stessi la loro musica, senza curarsi di avere un'etichetta, che diventano via via sempre più... Indefinite. Ma, per noi, come molte metal band, l'etichetta è importante per questioni come la stampa del disco, i contatti e l'organizzazione dei tour con le altre band... Ma soprattutto per il marketing per cui hanno un bel budget. Secondo me è su questo che avere l'etichetta è importante: i nostri canali di marketing sono piccolini, ma con loro ora ci conoscono in tutto il mondo! Dal punto di vista della produzione loro ci hanno semplicemente dato il budget e ci hanno detto "Fate un bel disco" *ridiamo* Alla fine gli abbiamo mandato il master ed eravamo tutti preoccupati... Quando ci hanno risposto "Bel lavoro" eravamo felicissimi. La NB si comporta molto bene con noi, ci aiuta a lavorare e ci lascia campo libero sul songwriting!
D. Ultima domanda: i Battle Beast sono una band "giovane", quale sarebbe il palco su cui più di tutti vorresti suonare?
R. Se ci penso così al volo l'unica cosa che mi viene in mente è la Wembley Arena di Londra! O il Rock in Rio... Sarebbe la cosa più bella che posso immaginarmi ora. Oh insomma, la più grande che ci sia! *ridiamo*
D. Ti ringrazio Juuso, spero che il vostro sogno di suonare in una arena gigante si possa avverare!
R. Ci spero anche io, grazie mille!

Potete leggere il report della serata a cura del nostro Federico cliccando qui.
Gallery fotografica del concerto cliccando qui.

Pubblicato in Interviste

Sabaton @ Alcatraz (04/02/2015)

Mercoledì, 11 Febbraio 2015 09:36

L'annuncio a poco meno di una settimana dal concerto che i Sabaton avrebbero occupato il palco grande dell'Alcatraz con il loro gigantesco carro armato non poteva che attirarmi ancora di più. Così martedì scorso mi sono bardato pronto a combattere per il tour di Heroes. Per l'occasione la band svedese era accompagnata dai power metallers Delain e dai finnici Battle Beast. Una serata, insomma, all'insegna del power in un bel po' di sue declinazioni!

Devo dire che non mi aspettavo uno show così esplosivo dai Battle Beast. Una buona mezz'oretta di tamarrissimo heavy/power ci accompagna in questo opener di, devo dire, altissimo livello.

Ovviamente gran parte della scaletta è dedicata a Unholy Savior, l'ultimo lavoro in studio della band, da cui vengono estratte l'immancabile Madness e un altro paio di pezzi. Grande partecipazione del pubblico e divertimento a pacchi (non ho visto nessuno annoiarsi) su Black Ninja e sulla finale Out of Control, che scatena i coraggiosi arrivati sul luogo prima dell'apertura dei concerti.

Un bellissimo opening act, con una Noora Louhimo che dà il meglio di sé, applaude e fa scatenare il pubblico su ogni pezzo, supportata degnamente dai suoi compari Janne Björkroth (tastiera a tracolla) e Anton Kabanen (chitarra solista).

 

Dopo un veloce cambio di palcoscenico salgono sul palco i Delain, per l'occasione accompagnati dalla chitarrista Merel Bechtold, visti gli impegni di Timo Somers con i suoi progetti solisti. Per la gioia di tutti i maschietti quindi una donna in più sul palco, tenuto alla grande da Charlotte Wessels.

Quello che era nato come progetto solista del fondatore dei Within Temptation, Martijn Westerholt, oggi è una band che ha ormai all'attivo quattro album. Rimessosi completamente dal brutto incidente della scorsa estate anche Otto Schimmelpenninck si mostra sul palcoscenico e dà il via con i suoi colleghi a un ottimo show che non ci ha risparmiato applausi e salti, con una scaletta che ha privilegiato il masterpiece We are the others, nonostante qualche estratto anche dagli altri album.

Charlotte ormai è abituata a calcare palchi e lo si vede dal coinvolgimento con cui tiene l'Alcatraz in pugno, insieme a un ottimo lavoro di scambi tra chitarrista e bassista, che dialogano sapientemente sul palco quasi come la turnista facesse parte della band da parecchio tempo.

Alla fine, su Not Enough, sale sul palco anche il buon Anton dei Battle Beast, che si cimenta in un duetto con la Bechtold prima del gran finale su We are the others. Decisamente un bell'antipasto prima della portata principale della serata!

 

Mentre ci facevano entrare per prepararci alle foto non potevo credere a quello che stavo vedendo: due tecnici vestiti da GUASTATORI stavano allestendo il mastodontico palcoscenico dei Sabaton. Il tutto mimando pose da guerriglieri in missione segreta. Già in quel momento iniziavo a capire dove saremmo andati a parare con la tamarraggine del concerto. E i Sabaton non deludono mai: su The Final Countdown degli Europe il pubblico inizia già ad agitarsi, per poi esplodere totalmente quando dopo The March to War attacca l'esplosiva Ghost Division.

Joakim Brodén e Pär Sundström irrompono sul palco travolgendo l'Alcatraz, fomentando l'esaltazione generale e sparandoci subito dopo la devastante opener un pezzo dal nuovo Heroes: To Hell and Back. Ero molto curioso di sentire come sarebbero state le canzoni del disco dal vivo e devo dire che gli svedesi non deludono: Soldier of 3 Armies scatena un mosh ferocissimo e subito dopo la band decide di giocare con il pubblico facendoci scegliere in che lingua cantare Gott Mit Uns (in svedese, alla fine), facendoci fare le flessioni su The Art of War e suonando a sorpresa Swedish Pagans che non era in scaletta!

Non c'è che dire: nonostante il cambio di line-up del 2012 i Sabaton sono rimasti gli stessi ragazzini scanzonati e poweroni, tant'è che quando è il momento di suonare The Lion from the North i nostri fanno salire sul palco un ragazzino che ne aveva pubblicato la cover su youtube e fanno fare la parte di chitarra a lui!

L'Alcatraz è ormai completamente in delirio quando la tripletta Uprising, Far from the Fame e 40:1 chiude il concerto prima degli encores. Nel frattempo i nostri reclutano nella loro armata anche un bimbo dalle prime file, a cui regalano bacchette, maglietta, plettro e occhiali da sole.

E cosa poteva aprire l'ultima parte se non Night Witches, il primo pezzo di Heroes? Ad annunciarcelo nientemeno che due aquile di metallo che sbucano da dietro il palcoscenico e si alzano sopra un pubblico ormai scatenato. La serata si chiude saltando su Primo Victoria e pogando come disperati su Metal Crüe.

Setlist:

  1. The Final Countdown (Europe song)
  2. The March to War (intro)
  3. Ghost Division
  4. To Hell and Back
  5. Carolus Rex
  6. Soldier of 3 Armies
  7. Gott Mit Uns (in svedese)
  8. The Art of War
  9. 7734
  10. Swedish Pagans
  11. Resist and Bite
  12. Dominium Maris Baltici (intro)
  13. The Lion From the North (feat. Tristan)
  14. Uprising
  15. Far from the Fame
  16. 40:1
  17. (Encores) Night Witches
  18. (Encores) Primo Victoria
  19. (Encores) Metal Crüe

 

Insomma, me ne sono uscito dall'Alcatraz assolutamente soddisfatto e mi sono anche permesso una foto con i Battle Beast. Un'emozione per la prima volta poter fare le foto sotto al palco del noto locale milanese, per la quale devo ringraziare la Nuclear Blast e la possibilità che mi ha dato nel partecipare al concerto. We're the masters of the world!

Gallery completa (facebook).

 

Pubblicato in Live Report

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