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Piero Pizzorni

Piero Pizzorni

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Ruxt: mai dire che il Metal è morto!

Lunedì, 10 Aprile 2017 18:12 Pubblicato in Interviste

1.   Il vostro disco è stato accolto davvero molto bene, siete soddisfatti?

SIAMO MOLTO SODDISFATTI PER COME E’ STATO RECEPITO IL NOSTRO LAVORO. ONESTAMENTE PENSAVAMO CHE IL RITORNO AD UN GENERE CLASSICO HARD ROCK POTESSE ESSERE CONSIDERATO COME UN PASSO INDIETRO E QUINDI CI ASPETTAVAMO DELLE CRITICHE. QUESTA SCELTA E’ STATA INVECE ACCOLTA POSITIVAMENTE E SICURAMENTE HA CONTRIBUITO A FARE APPREZZARE IL LAVORO IN PARTICOLARE A TUTTI QUEI NOSTALGICI DEGLI ANNI 80.

 

2.   Siete una band dedita all’Hard Rock, quali sono stati i vostri maestri?

CREDO SI POSSA ASSOLUTAMENTE ASCOLTARE TRA I NOSTRI PEZZI L’INFLUENZA DI GRUPPI STORICI COME BLACK SABBATH, RONNIE DIO, DEEP PURPLE, ZEPPELIN E GOTTHARD.  INCONSCIAMENTE IO PERSONALMENTE SONO IMPREGNATO DI QUESTE SONORITA’ E I PEZZI CHE ESCONO HANNO SICURAMENTE QUESTO TIPO DI INFLUENZE.

 

3.   Chi ha disegnato la cover? Che cosa significa?

LA COPERTINA E’ STATA REALIZZATA DA FEDERICO DI PANE.  UNO DEI TEMI DEL DISCO E’ LA VOGLIA DI LIBERTA’ E DI USCIRE DAI VORTICI IMPOSTI DALLA SOCIETA’ CHE CI RISUCCHIANO ED IMPRIGIONANO GIORGIO DOPO GIORNO IMPEDENDOCI DI ESSERE NOI STESSI.  IL PERSONAGGIO NELLA COPERTINA SIAMO TUTTI NOI.  OGNI GIORNO AD INDOSSARE IL NOSTRO RUOLO CONDIZIONATI DA QUESTA SOCIETA’ CHE CREA SOLO DISTRUZIONE INTERIORE. QUESTA E’ LA METAFORA DELLA COPERTINA.

 

4.   Il vostro sogno nel cassetto?

SOGNI NEL CASETTO NE ABBIAMO SEMPRE TANTI. DI PER SE IL POTER ESPRIMERE LA PROPRIA MUSICA E RENDERLA DISPONIBILE AGLI ALTRI E’ GIA’ UN SOGNO. CI PIACEREBBE POTER ESSERE APPREZZATI PER QUELLO CHE COMPONIAMO E SCRIVIAMO NEI NOSTRI TESTI.

 

5.   La vostra intenzione è quella portare in sede live “Behind The Masquerade”? Quant’è difficile suonare oggi?

ABBIAMO GIA’ FATTO UNA PAIO DI APPARIZIONI LIVE MA OGGI E’ VERAMENTE DIFFICILE POTER TROVARE DEGLI SPAZI ADEGUATI DOVE POTER SUONARE. CI PIACEREBBE MOLTISSIMO POTER PRENDERE PARTE A QUALCHE BEL FESTIVAL MA CREDO SI DEBBA FARE ANCORA UN PO’ DI STRADA E PUBBLICARE UN SECONDO LAVORO.

 

6.   E’ già pronto nuovo materiale, a quando il prossimo album Ruxt?

SI E’ GIA’ PRONTO.  LA PRE-PRODUZIONE E’ TERMINATA. STIAMO ULTIMANDO I CANTATI E MIXEREMO IL TUTTO PRIMA DELL’ESTATE. IN AUTUNNO VORREMMO FAR USCIRE IL SECONDO ALBUM.

 

7.   Soddisfatti della collaborazione con Diamonds Prod?

SI MOLTO. E’ STATO TUTTO MOLTO FACILE ED ABBIAMO COLLABORATO SENZA ALCUN PROBLEMA.

 

8.   Siete una band di Genova, che situazione vive la vostra città?

PURTROPPO UN VERO DISASTRO. MA PENSO E CREDO CHE NON SIA UN PROBLEMA SOLO GENOVESE ANCHE SE SO CHE QUI IN LIGURIA LA SITUAZIONE E’ ORMAI VERAMENTE PESANTE. I LOCALI HANNO CHIUSO QUASI TUTTI E SPAZI ESTERNI PER CONCERTI SONO LIMITATI.  LE OCCASIONI SONO RARISSIME E SOFFRIAMO MOLTISSIMO QUESTA SITUAZIONE.  RICORDO COSA ERA GENOVA NEGLI ANNI 80 E QUANTE OCCASIONI AVEVAMO PER POTER SUONARE DAL VIVO. PURTROPPO E’ CAMBIATO IL MONDO, IL MODO DI PERCEPIRE LA MUSICA E DI CONSEGUENZA L’ASCOLTATORE FINALE. 

 

9.   I ragazzi giovani ascoltano musica sempre più di corsa, non credete sia andata persa quella passione di una volta?

MI RICOLLEGO A QUELLO CHE DICEVO SOPRA.  IL RITUALE DELL’ASCOLTO DEL VINILE SUL PIATTO NON ESISTE PIU’.  L’ASCOLTO ATTENTO DI OGNI BRANO POSSIBILMENTE IN CUFFIA E’ FINITO. L’ASCOLTO E’ DISTRATTO, VELOCE, DI FRETTA SU PIATTAFORME COME YOUTUBE. I GIOVANI NON VOGLIONO SOLO ASCOLTARE MA ANCHE VEDERE. DA QUI L’ESIGENZA NOSTRA DI DOVER FARE DEI VIDEO E DI PUBBLICARLI PERCHE’ L’ASCOLTO DEL SEMPLICE CD NON BASTA PIU’.  LA PASSIONE E IL CULTO DELLA BAND E DELL’ASCOLTO DEL DISCO SI E’ PERSA PURTROPPO E DI CONSEGUENZA LO SPIRITO CRITICO DELLE PERSONE A CUI PUOI PROPORRE QUALSIASI COSA SENZA CHE SIANO IN GRADO DI VALUTARE APPIENO IL VALORE DELLA BAND.

 

10.                Internet sì o no?

NEI TEMPI ODIERNI DIREI INTERNET SI.   SENZA QUELLO NON AVREMMO PIU’ ASCOLTI E NON SAPREMMO VERAMENTE COME PROPORRE LA NOSTRA MUSICA.

 

11.                Quali dischi portate sull’isola deserta?

DOMANDA DIFFICILE.  DIREI : THE SONG REMAINS THE SAME DEGLI ZEP, MADE IN JAPAN DEI DEEP PURPLE, THE LAST IN LINE DI RONNIE DIO, STILL GOT THE BLUES DI GARY MOORE E G DEI GOTTHARD.

 

12.                A voi le ultime parole, grazie della chiacchierata.

CHE DIRE. INTANTO GRAZIE PER L’INTERVISTA E PER L’OPPORTUNITA’ CHE CI DATE DI PUBLICCIZARE IL NOSTRO LAVORO.  NON INVENTIAMO CERTAMENTE NULLA DI NUOVO MA GIA’ CERCARE DI MANTENERE VIVO QUEL GENERE CLASSICO DEI TEMPI E’ UN QUALCOSA DI INNOVATIVO. ASCOLTATE IL NOSTRO LAVORO E DIVERTITEVI.  GRAZIE ANCORA

 

 

 

 

Aleph: intervista a Dave, voce/chitarra della band

Martedì, 29 Novembre 2016 15:06 Pubblicato in Interviste

Risponde Dave, voce e chitarra della band. 

 

Il disco è fuori da qualche mese, quali sono le vostre sensazioni, è stato accolto bene?

      Direi di si. Abbiamo avuto ottime recensioni, e il nome della band è tornato a farsi sentire dopo qualche anno di stand-by dovuto a cambiamenti nella formazione. Anche il pubblico ha recepito il “messaggio”.

 

Penso che all’interno della vostra musica ci siano diverse sfumature, come vi definite?

 La descrizione, più che l’etichetta, che abbiamo condiviso è “Dark Death Metal", che riassume piuttosto bene le nostre intenzioni e che ci sgancia un po’ dalla sfera progressive. Naturalmente questo aspetto rimane, ma non deve condizionare l’ascoltatore, non deve dar l’idea che l’aspetto tecnico sia dominante nella nostra musica.

 

Il death metal è un genere che ha detto tutto o ci sono ancora speranze?

 No! Certo, più gli anni avanzano più è difficile aggiungere novità e freschezza a un genere che ha iniziato a prender forma trent’anni fa…ma ritengo che esso offra ancora svariate soluzioni creative. Noi siamo qui a testimoniarlo. Con tutto l’amore per l’old school, ti dico che andare avanti è indispensabile. Dell’old school bisogna aver marchiata a fuoco addosso l’attitudine.

 

    Non siete certo dei ragazzini, anzi, gli Aleph sono ormai una band consolidata…è più difficile oggi o ieri, suonare metal in Italia.

 A mio avviso è più complesso oggi, quanto meno per bands che vogliono ambire a qualcosa in più del locale-con-gli-amici. Servono soldi (parecchi) e amicizie (giuste). Come in qualsiasi ambito nel nostro Paese.

 

  Internet ha, almeno in parte, cambiato il mondo, si tratta di solamente un avvento positivo o c’è anche un lato oscuro e quindi negativo?

 Internet fa risparmiare tempo e qualche soldo, informa in tempo reale. Ma si campava lo stesso anche senza stare incollati a uno schermo 24/h. Questo per chi fruisce della musica. Per chi la fa è più dura, non ci guadagni un cazzo al di sotto di certi numeri, anzi… ogni avanzamento tecnologico comporta dei cambiamenti nel comportamento delle persone e internet è stato veramente epocale.

 

A quale band credete di avvicinarvi particolarmente?

 Celtic Frost, Mercyful Fate/KD, Slayer, Morbid Angel…

 

Anche per voi il tutto è partito nel garage sotto casa?

                     Non proprio nel garage, ma non siamo lontani da quel tipo di realtà!                                                            

 

Quanto c’è di horror nella vostra musica? E perché, siete particolarmente affascinati da tutto ciò?

 Ce n’è molto! Dall’intro dei concerti (dove Profondo Rosso incontra Wes Craven) all’atmosfera dei brani puoi sentire la passione verso questo genere, dagli anni 60 in su! Ci affascina il lato oscuro, nascosto della normalità… e il cinema horror è lì a ricordarcelo.

 

Le vostre mogli, fidanzate, famiglie, cosa dicono della vostra musica, sono fans della band, o altro?

 Diciamo che apprezzano quanto facciamo, la dedizione alla musica.

   

                La scena metal nostrana, sembra essere più che mai viva, quali sono le vostre band preferite, quelle di oggi, quelle di ieri.

Direi Death SS, Evil Wings, Il Segno del Comando, Bulldozer, Necrodeath, Eldritch…

 

Poichè siete una band attiva da diversi anni, la voglia è rimasta quella dei bei tempi, oppure ci sono momenti di stanca?

 

La voglia è la stessa! Abbiamo mogli, compagne, bambini, ma la passione e la voglia di migliorarci sempre e comunque è rimasta inalterata.

 

Grazie ragazzi dell’intervista, lascio a voi le ultime parole.

 Grazie alla redazione di AllAroundMetal! Ci vedremo presto on the road, e con una formazione killer! Hypnos dei thrashers milanesi Hellstorm si è unito agli Aleph e dall’inizio del prossimo anno saremo ancor più letali!

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