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27 Lug

COLONY OPEN AIR PalaBrescia (Brescia) – 22 luglio 2017 In evidenza

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Innanzituto credo sia doveroso riconoscere agli organizzatori del Festival  una costanza ed una perseveranza assolutamente fuori dal comune. Con tutti i problemi e le avversità incontrate (l'annullamento' del tour europeo dei Morbid Angel a una settimana dal festival, l'imposizione di "bizzarre" ordinanze e lo stravolgimento dei piani di sicurezza imposti dalle Autorità locali nonché il cambio di ubicazione avvenuti il giorno prima dell'evento) chissà quanti avrebbero gettato la spugna. Dunque complimenti e massima stima e appoggio a Roberto e a tutto lo staff del Colony! Come conseguenza di tutti questi impedimenti dell'ultima ora, praticamente tutti i gruppi saranno costretti ad accorciare  la propria set list: peccato anche se, a mio modesto avviso, l'esito globale della giornata sarà assolutamente positivo.

Superati i severi controlli al cancello di entrata, dove molti hanno dovuto abbandonare o riportare nelle proprie auto, "armi improprie letali" tra cui cinture, collane e bracciali borchiati, alle dodici e trenta tutto è pronto per cominciare. Aprono le danze i mitici SKANNERS che con oltre trent'anni di onorata carriera sono uno dei pilastri più solidi e affidabili del metal nostrano. Dal vivo sono assolutamente irresistibili e, trascinati dall'istrionico e simpaticissimo Claudio Pisoni alla voce, danno vita ad uno show fenomenale. Meglio di così non si poteva partire. Rabbiosa e aggressiva l'esibizione dei bresciani IN.SI.DIA: giocano in casa e nonostante il pubblico non sia ancora sufficientemente numeroso, danno il massimo e ottengono un consenso totale. Dieci minuti per il cambio di palco ed è la volta degli inglesi HELL, band che per varie ragioni non è mai riuscita a suo tempo (si parla degli anni 80) a incidere un disco e che solo dopo la reunion avvenuta agli inizi del nuovo millennio ha pubblicato due ottimi lavori. Lo spettacolo che propongono è sempre di grande impatto sia per l'immagine oscura e spettrale del gruppo sia per la sinistra teatralità del cantante David Bower con le immancabili lenti a contatto rosse e la corone di spine. Band tecnicamente molto preparata e show ineccepibile. Bower grande cantante e grande performer (sanguina, scende tra il pubblico, si flagella…davvero un bel tipo). C'era molta aspettativa per gli olandesi ASPHYX che non deludono. Tre quarti d'ora circa di headbanging cadenzato, atmosfere pesanti e, durante 'Vermin' e 'Candiru', primo serio moshpit della giornata. Dal Giappone una band leggendaria, i LOUDNESS capitanati dal virtuoso chitarrista Akira Takasaki e dal cantante Minoru Niihar aprono con la leggendaria 'Crazy Nights' dall'altrettanto leggendario "Thunder In The East". Bravissimo anche se a mio avviso nervoso e forse un po' emozionato il primo, più disinvolto e casinaro il cantante, appena claudicante ma con una carica e un'energia contagiosa. I DEATH ANGEL finiranno con l'avere una setlist ancor più ridotta rispetto alle altre band a causa della loro scelta di utilizzare, quindi montare, il proprio impianto. Il risultato è un buon suono, pogo e circle pite, insomma uno show tostissimo ma molto breve. Mark Oseda sempre grande frontman e trascinatore. Altra band storica di culto che vedo per la prima volta sono i DEMOLITION HAMMER, fautori di un thrash diretto, tiratissimo, senza compromessi. I newyorchesi non sono proprio degli sbarbatelli ma hanno un carica brutale davvero invidiabile. La loro discografia è piuttosto ridotta (tre album editi tra il '90 e il '94) e sono in tanti quelli che sembrano conoscerla alla perfezione. Ancora cori e pogo selvaggio.

Altra grande band che gli amanti delle sonorità ottantiane aspettavano con ansia sono i canadesi EXCITER. La formazione è quella originale con John Ricci alla chitarra, Allan Johnson al basso e Dan Beehler batteria e voce. Show perfetto sotto tutti i punti di vista. Cuore, potenza e determinazione: siamo in molti a pensare che forse avrebbero meritato un posto più alto in scaletta. Massicia la partecipazione di tutti i metalheads presenti che, corna e pugni al cielo cantano a squarciagola "Violence & Force", eavy Metal Maniac" o la conclusiva "Long Live The Loud".
Semplici, sanguigne, dirette ed estremamente efficaci le composizioni dei
SACRED REICH, ennesima banda culto riunitasi recentemente. Thrash classico, potente e senza orpelli, show davvero trascinante. A causa di qualche problema tecnico Phil Rind deve chiedere in prestito il basso al collega dei Demolition Hammer che ringrazierà calorosamente. Nonostante l'immagine paciosa e bonaria di Rind (che farà un breve discorso contro il presidente Trump tacciandolo di ignoranza, stupidità e chi più ne ha più ne metta) lo show che dirige è pesantissimo e scatena un pogo esagerato. Apprezzata da tutti anche la cover di 'War Pigs' dei Black Sabbath.
I
WHINTERSUN mi piacciono parecchio anche se non mi sembrano particolarmente in linea con il cartellone della giornata e, purtroppo, lo dimostra il diradarsi del pubblico. In ogni caso ho trovato i finlandesi in grande forma e in grande forma anche il magnetico Jari Maenpaa con la sua voce tagliente. Dopo due false partenze dovute a problemi tecnici, iniziano con la lunghissima 'Awaken From The Dark Slumber (Spring)', purtroppo penalizzata da suoni terribili. Suoni che fortunatamente migliorano durante lo svogersi dell'esibizione e che consentono al gruppo di farsi apprezzare e recuperare il pubblico che in principio latitava. Ottimo lavoro svolto da entrambi i chitarristi sia a livello musicale che scenico. E' giunta l'ora dei KREATOR, vera istituzione del thrash metal made in Europe. Ogni concerto dei tedeschi è una battaglia, sopra e sotto le assi, in sala, dove numerosi metalheads si vedono volare e surfare sopra le teste dando da lavorare allo staff della security. Setlist piuttosto lunga, probabilmente l'unica band cui è stato concesso di suonare l'intera scaletta prevista. Partono a bomba con 'Hordes Of Chaos', 'Phobia', e 'Satán Is Real' dall'ultimo album "Gods Of Violence"del quale suoneranno parecchi pezzi. La discografia è decisamente lunga e cercano di pescare un po' da ogni lavoro: quindi vai con 'Phantom Antichrist', 'Total Death’, 'Pleasure To Kill'. Ottimo show e solito muro sonoro a cui ci hanno abituato. Mille Petrozza, sempre molto concentrato, ha uno sguardo tranquillo e allo stesso tempo minaccioso...decisamente poco rassicurante. Set list molto buono e suoni decenti, come immaginavo non hanno deluso.

 

In conclusione, cartellone di grandissimo interesse e gran bel festival. Tante bellissime bancarelle di vinili, cd e letteratura musicale. Ottima le birre, stolta l'ordinanza che vietava di bere all'interno della sala ma me ne sono fatto una ragione.

Qualche problema c'è stato ma mi dissocio completamente dalle polemiche e dai post lamentosi letti a fine giornata: chi voleva divertirsi poteva farlo e io mi sono divertito un casino.

 

Testo e foto: Cesare Macchi

 

 

Ultima modifica il Giovedì, 27 Luglio 2017 12:18
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