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07 Apr

Folkstone Release Party "Diario di Un Ultimo" @ Live Music Club (MI) 30/03/2019

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Quant'è bella giovinezza,

che si fugge tuttavia!
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza!”

 

Trionfo di Bacco e Arianna (o Canzona di Bacco)

Lorenzo il Magnifico (Lorenzo de' Medici)

 

 

Una strofa che riassume a pieno lo spirito del live dei Folkstone.
Passano gli anni, anagrafici e musicali, ma la voglia di far festa rimane!

Quello che racconteremo qui di seguito, è (probabilmente) uno dei più importanti release party e concerti della band bergamasca; nuovo album, stile più maturo, sonorità ricercate e cambi di line-up importanti, incidono anche sulla resa dal vivo.

 

La data scelta è quella del 30 Marzo 2019 e, come vuole la tradizione, la presentazione del nuovo lavoro si è tenuta presso il Live Music Club (MI). Diario di Un Ultimo, uscito l'8 Marzo 2019 e licenziato via Folkstone Records, ha riscosso fin da subito pareri positivi sia dal pubblico che da una buona parte della critica musicale (qui trovate la nostra recensione ndr.). Il “primo impatto” è stato positivo: la crescita musicale, testuale e di contenuti, è stata notata ed apprezzata da entrambe le parti. Non essendo un lavoro dal “facile ascolto”, necessitante di più riflessione per quanto concerne la comprensione di testi e significati intrinsechi, si pensava che sarebbe stato davvero ostico da rendere live: nulla di più sbagliato.


 La setlist proposta, consta di ben venticinque brani, dà vita ad uno spettacolo coinvolgente, emozionante e con qualche piccola “sorpresa” inaspettata. I pezzi nuovi si “incastrano” magnificamente con quelli vecchi, riuscendo a mantenere costante l'adrenalina del momento. La serata si apre con due Live premiere: “Diario di Un Ultimo” ed “I Miei Giorni”; davvero “azzeccatissima” la scelta di quest'ultima, già divenuta “inno ufficiale” del pubblico. Durante la prima parte del concerto le “novità” si alternano di due a due” ai vecchi classici tant'è che, successivamente, verranno proposte “Nebbie” e “Frerì”. Questa “mossa strategica” risulta davvero l'asso vincente della serata, non solo perché in grado di presentare buona parte del nuovo materiale, ma anche perché permette di mantenere sempre alto il livello di interesse e partecipazione del pubblico. Una scaletta studiata ad hoc, dove nulla è lasciato al caso: ben congeniata e volta sia a presentarsi a nuovi fans sia ad accontentare la “vecchia guardia”. I brani citati pocanzi sono alcuni tra i “cavalli di battaglia” dei Folkstone, immancabili in qualunque scaletta e che, probabilmente, costituiscono l' “ossatura” dei live. A questi seguiranno :“Escludimi” e “Simone Pianetti”, due canzoni di forte denuncia sociale; essi esprimono musicalmente la “libertà di essere” di ognuno di noi, spesso, fortemente osteggiata da chi vede “diverso” colui che si distacca dalla massa. Nel corso della serata, tratti da Diario di Un Ultimo, troveremo: “Astri”, “La Maggioranza” (quest'ultima diventa il pretesto per un concitato monologo di Lore contro il “Family Day” di Verona ed il suo retrogrado pensiero ndr.), “Elicriso (C'era un Pazzo)”, “Naufrago” e (la bellissima ndr.) “Fossile”. La scelta è ricaduta su brani dalla forte presa musicale e che, spulciando online, risultano essere anche quelli che più hanno colpito il pubblico; “Elicriso (C'era un Pazzo), ad esempio, in sede di live, rende tangibile (ancora più che su disco) l'azzeccato duetto tra Lorenzo Marchesi e Roberta Rota. La serata procede tra i classici e scanzonati discorsi, momenti “scherzosi” e canzoni del vecchio repertorio come: “Non sarò Mai” e “Mercanti Anonimi”, fino a quelli tratti da Ossidiana come: “Scntilla” e “ Dritto al Petto”. La vera sorpresa della serata è stata la presenza sul palco di Andrea Locatelli; guest tanto apprezzata su “Un'Altra Volta Ancora”, ha fatto rivivere fasti e fervori del tour passato. La parte finale dello show è tutta “sudore e pogate”: il pubblico si scalda con “Omnia Fert Aetas”, voga su “Prua Contro il Nulla”, si “legna” con “Anime Dannate” e, l'abbraccio finale, è lasciato a “Con Passo Pesante”. Nel mezzo di questa splendida chiusa, troviamo la nuova “Fossile”; l'atmosfera si fa accorata, tanto da stringersi gli uni agli altri. La sensazione è quella di essere avvolti da un invisibile abbraccio che, metaforicamente, traspare dal toccante duetto di Lore e Roby; ad accompagnarli troviamo, in veste del tutto eccezionale, Luca Bonometti alla chitarra acustica. Il coro alla frase: “E quindici milioni di miliardi” degli astanti, è la conferma che Diario di Un Ultimo ha già fatto breccia nei cuori del fans.

 

 

In conclusione, possiamo affermare che questo release party sia stato l'ennesimo grande successo targato Folkstone. La risposta del pubblico è stata ben oltre le aspettative e, nonostante il cambio di line up che ha visto l'uscita di due membri storici, la qualità non risulta intaccata. Il nuovo arrivato Marco Legnani e l'ospite della serata Gianka (Barbarian Pipe Band ndr.), sebbene un po' sommessi e distaccati con il pubblico (probabilmente per timidezza), si sono rivelati degli ottimi polistrumentisti, capaci di affrontare questa nuova avventura.
La nuova formazione in sede di live sì è mostrata in grado (musicalmente) di reggere il paragone con la precedente anche se, forse, pecca di un mancato affiatamento con le nuove figure; tutta questione di “rodaggio”. Lo show è stato emozionante, ha visto partecipi i fans accorsi in massa e tecnicamente quasi ineccepibile; qualche problema al microfono, non ha scoraggiato la band. Ottima la prova canora di Roberta Rota che mostra un sempre più deciso impegno e miglioramento nello studio canoro, il quale le ha permesso di acquisire maggiore spazio sia in duetti che in solo.

Dopo quindici anni di attività e decine di concerti, i Folkstone riescono ancora a calcare il palco con maestria, coinvolgendo i fans non solo attraverso la loro musica ma, soprattutto, mediante il contatto diretto con essi. Se Diario di Un Ultimo racconta di una società moderna votata all'odio ed alla emarginazione, nei live la sensazione è tutt'altra: la percezione di inclusione, amicizia e divertimento, fanno sì che, come cantano i Nostri, “nessuno indietro mai!”.
Il peregrinare di ognuno, simile ad un naufrago in balia della tempesta chiamata vita, trova la propria quiete approdando nella musica della band bergamasca.
Come detto all'inizio: non c'è età che tenga, quando arrivano i Folkstone è sempre ora di “fare baracca”!

Ultima modifica il Lunedì, 08 Aprile 2019 22:13
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