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09 Giu

5-05-2019 Little Villains + Binge Drinkers @ Splinter Club – Parma. In evidenza

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E’ inevitabile: ogni qual volta che esce qualcosa che riguarda i Motorhead, sia come gruppo che come progetto parallelo di uno dei componenti, la cosa finisce nelle mie mani e io, da vecchissimo fan di Lemmy & co. sono felicissimo. Avevo recensito il C.D. “Philthy Lies” (rimane il mistero se scrivere il titolo così oppure “Phylthy Lies” n.d.r.) dei Little Villains, gruppo formato da Phil Taylor e James Alexander Childs, affibbiando alla band 3,5/5. Venuto a conoscenza del fatto che il quartetto, con un altro batterista ovviamente, sarebbe venuto a Parma per una data allo Splinter Club, non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione di essere presente al concerto per raccontarvelo. Partenza alle 19.00 da Reggio Emilia sotto una pioggia che, pur avendo imperversato tutto il giorno, non accennava a smettere. Arrivo al locale giusto in tempo per l’apertura e noto che non c’è nessuno che si accinge a entrare. Sapevo che l’affluenza sarebbe stata scarsa dato che la sera prima c’era stato un altro concerto, il giorno stesso c’era un festival in zona e che, oltre alla pioggia, era anche domenica ma nessuno…?! Non so se ringraziarvi per avere reso la mia esperienza di cronista unica o bacchettarvi per la mancata presenza ma, tant’è, è andata così. Entro grazie all’accredito ricevuto dalla band. Il locale è ancora semi buio ma il palco è sistemato.

Chiedo se è possibile salutare i Little Villains e Gabriele, uno dei gestori dello Splinter, mi dice che la band si sta rilassando ma si può fare. Mi presento e, dopo quattro chiacchiere amichevoli con il quartetto e uno scatto fotografico effettuato nel piccolo camerino, torno fuori.

 

E’ il momento di conoscere il gruppo di supporto e, visto che non c’è nessuno, la cosa riesce facilmente. Simone, basso e voce dei Binge Drinkers, band modenese che aprirà la serata, mi fa una breve storia del gruppo e mi parla dell’E.P. “Rock n’Roll Odissey” uscito nel febbraio 2019. Passano i minuti tra un sorso di birra e altre ciarle sino a che viene il momento di salire sul palco. Quando accadono cose di questo genere: mi riferisco ad un locale con poche persone, consiglio a tutti i gruppi di prenderla come una prova generale per i prossimi concerti. Fortunatamente i Binge Drinkers non si sono abbattuti e, caricati dal tifo fatto dai Little Villains presenti a bordo palco, hanno cominciato il loro breve set.

Il terzetto ha dimostrato di essere compatto e lo ha fatto a suon di musica dura e “quadrata”. Non è facile mettere a fuoco la proposta dei Binge Drinkers. Molto spesso si ha a che fare con l’Hard Rock, Grunge, in qualche momento spunta fuori un’anima Punk alla Blink 182 e, infine, spunta fuori una componente Southern (retaggio della prima formazione n.d.a.). Un batterista che picchia sodo e che non potrebbe fare altrimenti dato che proviene da esperienze Thrash, un chitarrista minimale e dai soli non invadenti ma al servizio della musica, nonostante qualche imprecisione, e un basso potente, hanno condotto in porto una prova difficile ma abbastanza soddisfacente. Mi riservo di andare a vedere il gruppo quando si esibirà da headliner e sono sicuro che troverò una band più motivata. Se proprio devo dare un consiglio direi a Simone di trovare un cantante dalla voce “ruvida” che possa rappresentare al meglio i suoi testi.

Setlist Binge Drinkers:

On The Run

Bad Seed

Freedom Of Pain

Astray

Hangover

Breve attesa per il cambio palco ed è ora di vedere all’opera i Little Villains. L’inizio è veramente folgorante. L’inedita “Butcher Bird” è una botta di energia sparata a suon di Rock e condita con sudore e divertimento. James e compagni propongono una musica semplice ma sono dei professionisti e questo lo si capisce al volo. La seconda track in scaletta (“Running Around”) conferma in pieno la buona forma dei quattro e mi invita a roteare la testa a mo di headbangin’.

“Traitor” viene eseguita con perizia e l’energia profusa non accenna a diminuire: vi ricordo che i Little Villains stanno suonando di fronte a sei persone, staff del locale compreso. Dopo “In his Blood” James decide, a sorpresa, di dedicarmi “Enemy”, e accompagna la dedica con alcune parole; mi riservo di chiedere di cosa parla il brano in sede d’intervista. Parte la tirata “Messerschmitt” e la “botta d’energia” non accenna a diminuire. Si arriva alla strumentale “Mush” e se fino ad ora ho messo in luce l’aspetto professionale dei quattro americani, posso soffermarmi a parlare anche del loro aspetto goliardico. Il chitarrista Owen Childs, dall’aspetto il più giovane del gruppo, approfitta, grazie all’assist di Simone dei Binge Drinkers, della pizza sfornata dai gestori dello Splinter e se ne caccia in bocca un pezzo continuando a suonare. La voglia di divertirsi e la verve di Owen dimostrano che il futuro della musica è in buone mani.

 

Si approda all’anthem “In The Head” e la mia testa ricomincia a muoversi con un posato headbangin’. Siamo agli sgoccioli e i piccoli villani si apprestano al commiato con “The Last” (in realtà non so se questo è il titolo esatto n.d.a.). A chiudere il set, come si suole dire breve ma intenso, arriva l’alternative sound di “Attack”. Che altro aggiungere? I Little Villains non stupiscono con effetti speciali ma gettano in pasto al pubblico i loro riff corposi e il loro Rock vario. A me va bene così e mi spiace per quanti si sono persi uno show più che gradevole.  

Setlist Little Villains:

1. Butcher Bird

2. Running Around

3. Traitor

4. In his Blood

5. Enemy

6. Messerschmitt

7. Mush (instrumental)

8. In the Head

9. The Last

10. Attack

 

Ultima modifica il Domenica, 09 Giugno 2019 19:22
Corrado Franceschini

Oltre 50 anni di età e più di 35 anni di ascolti musicali.

Sito web: it-it.facebook.com/people/Corrado-Franceschini/100000158003912
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