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Frantic Fest 2019, Day 2 - 16/08/2019 In evidenza

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Sono circa le 13:00 quando scendo dalla collina dove alloggio verso il Tikitaka Village, in vista della seconda giornata del Frantic Fest 2019. Una seconda giornata in cui scende in campo la Nera Fiamma in diverse forme atmosferiche, vista la presenza nella line up di Saor, Gaerea, Selvans e Primordial. A completare la lista di gruppi: The Haunting Green, Midnight, Messa ed i leggendari Voivod.

Prima di partire con il report band per band, c'è da dire che è anche nei momenti che precedono l'inizio degli spettacoli che si vede, una volta di più, l'organizzazione certosina del festival abruzzese, con l'area ristoro perennemente aperta, il CineMarcio - il terzo giorno han messo su Laura non c'è, film ispirato alla canzone di nek che vede nel cast persino Amadeus... non potete capire che merda! - ed una foltissima presenza di pubblico già in loco (non solo chi ha usufruito del camping), che si divide tra le zone d'ombra del Tikitaka Village ed il vicino Ipermercato Oasi, fonte di refrigerio primaria nelle ore più calde.

Ma arriviamo ora al live report del secondo giorno del Frantic Fest: si va!

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Disclaimer "fotografico": a causa di problemi tecnici (scheda di memoria non funzionante e non ne ho trovata un'altra da comprare) non ci sarà per quest'edizione un album fotografico della manifestazione. Ma sulla pagina del Frantic Fest potete trovare le magnifiche immagini di Benedetta Gaiani - The Hurricane Photography e Daniele Di Egidio.

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THE HAUNTING GREEN
Ho avuto già modo di dirlo in altre sedi: The Haunting Green sono stati per me la grandissima sorpresa della giornata! Il duo friulano porta sullo small stage del Frantic la propria proposta Experimental Doom, in cui possiamo trovare elementi che spaziano tra il Doom/Death, il Post-Metal ed il Drone. È un'esibizione 'pachidermica' quella di Cristiano Perin (voce e chitarra) e Chantal Fresco (voce e batteria), in cui i nostri danno spazio, nella mezz'ora a loro disposizione, a brani del loro debut album "Natural Extinctions", tra i quali mi è piaciuto particolarmente "The Void Above" - "il pezzo triste", come ha annunciato la stessa Chantal -. Di certo non un modo particolarmente allegro per cominciare la giornata, ma comunque un'opening di tutto rispetto che ha saputo da subito coinvolgere il pubblico in perenne crescita.

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SAOR
"We're Saor, from Scotland. And it's fucking warm here today!". Si presentano così gli scozzesi Saor alle 18 circa dando il via ai concerti anche al Main Stage. E finalmente ho avuto la possibilità di vedere dal vivo la creatura di Andy Marshall, autore con i suoi compagni di stage di una prova altamente impattante sul piano emotivo. Tra plumbee atmosfere e passaggi Folk i Saor si sono dimostrati una band dalla tenuta del palco impressionante, riuscendo a tenere incollati su di sé gli occhi (e le orecchie) della platea. Uno show, quello dela band britannica, che personalmente credo mi rimarrà nella memoria per lungo tempo: assolutamente sublimi.

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GAEREA
Se immagini naturalistiche e tradizioni scozzesi son stati portati davanti ai nostri occhi dai Saor, con i portoghesi Gaerea il discorso si fa decisamente diverso. Il quintetto di Oporto porta a Francavilla al Mare un vortice di oscurità e negatività, un buco nero di misantropia che aleggia sulle note della misteriosa entità portoghese. Con i loro ormai inconfondibili cappucci a coprire i loro volti, i Gaerea hanno preso possesso dello stage lasciando il segno con una prestazione maiuscola che surriscaldato notevolmente il già non poco caldo Tikitaka Village. Quello del quintetto è stato un vero e proprio rituale alchemico, guidato dall'imponente presenza scenica del vocalist e che ha avuto il proprio apice, a mio avviso, con la bellissima "Void of Numbness", brano che chiude l'Ep eponimo con cui i Gaerea hanno debuttato nel 2016. Impressionanti ed ipnotici, la band portoghese non ha deluso le altissime aspettative che avevo su di loro.

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MIDNIGHT
Signori miei, che spettacolo! Mi ripeto: CHE SPETTACOLO! E ancora: C-H-E S-P-E-T-T-A-C-O-L-O! Sono le 19:40 quando, anche lui incappucciato, si presenta sul palco Athenar accompagnato da Commandor Vanik e SS: il feroce spettacolo dei Midnight può avere inizio! E credo si sia intuito già da quest'uso smodato di punti esclamativi - cosa che faccio di rado -, che lo show della band di Cleveland mi ha esaltato oltre ogni ragione. Tre completi pazzi che hanno riversato ondate di violenza Black/Speed scatenando finalmente il pubblico dopo un'inizio dedicato principalmente a suoni più pesanti ed atmosferici. La spiccata attitudine motorhediana che si unisce ad un sound figlio dei vari Venom, Speedwolf e Toxic Holocaust - quest'ultima band in cui Athenar ha militato come bassista live - ha fatto sì che quello dei Midnight risultasse tra i migliori tre spettacoli in quest'edizione del Frantic Fest. Nemmeno il tempo di cominciare - con "Penetratal Ecstasy" se non sbaglio - che il pogo si è subito fatto selvaggio ed il crowd surfing continuo per l'intera durata del concerto, con Commandor Vinik che ha contribuito. Quaranta minuti di mazzate totali chiusi con Athenar e Vinik a strappare le corde a basso e chitarra per lanciarle al pubblico... e con l'enorme desiderio che ricominciassero tutto da capo! Non li avevo mai visti live, me ne avevano parlato benissimo, ma ciò a cui ho assistito è andato al di là di qualsiasi cosa potessi aspettarmi: MAGNIFICI!

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SELVANS
Con il calare della sera, giustamente calano i Lupi abruzzesi: arriva sul palco la band di casa, i Selvans. Con la solita teatrale e carismatica guida di Haruspex, i nostri mettono in piedi il loro solito - e splendido - spettacolo fatto di atmosfere folkloristiche, dominando la scena grazie all'esperienza cresciuta a dismisura nei cinque anni di attività della band. Anche sul palco del Frantic Fest, i Selvans dimostrano come il loro Atmospheric Folk/Black Metal sia una garanzia di assoluta qualità, dimostrando anche come sia meritata la caratura internazionale che il progetto ha raggiunto. Con uno concerto incentrato soprattutto sull'ultimo, bellissimo "Faunalia", Haruspex e soci si confermano come una delle più interessanti realtà europee della nuova ondata Atmospheric Black.

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PRIMORDIAL
Sono da poco passate le 21:30 quando il Main Stage è inondato da fredde luci blu e nell'aria si staglia una musica dal sapore irlandese; salgono sul palco i musicisti ed alla fine lui: A.A. Nemtheanga. Ha inizio uno dei main event del Frantic Fest 2019 con i Primordial. E grazie a loro ho potuto assistere ad uno dei più memorabili concerti della mia vita, tanto che ancora oggi, a distanza di cinque giorni, faccio fatica a mettere in fila i pensieri su quanto vorrei dire sul loro show. I Primordial sono così: musicalmente sono tutto sommato abbastanza "semplici", ma è con le atmosfere dal sapore gaelico che riescono a giocare sul piano emozionale. Da ogni nota traspare il loro orgoglio di provenire dalla Repubblica d'Irlanda, nella loro musica si sente il dolore e la rabbia di un intero popolo guidato da Michael Collins all'indipendenza agli inizi del '900. E poi c'è il signor Alan Averill, con la sua voce dall'estensione mostruosa che tutto sommato poco ha a che spartire col Black Metal ma è che il perfetto completamento delle sonorità dei Primordial, ma soprattutto: in 25 anni ormai di concerti praticamente mai ho visto un cantante prendere possesso della scena semplicemente con la sua presenza, grazie ad un carisma che esce fuori da ogni suo minimo gesto o espressione, mentre incita il pubblico, mentre scherza con loro tra un pezzo e l'altro, mentre dà voce alla sua Irlanda con la sua ugola... Mentre i ragazzi nelle prime file cantavano con loro i pezzi, ho visto nei loro sguardi un misto di esaltazione e... e un'emozione che non saprei ben definire. Ed è ciò che sentivo in me durante il concerto dei Primordial: e questa la magia primaria della band irlandese. Highlight del festival al pari degli Aborted, senza alcun dubbio.

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MESSA
Tocca ai veneti Messa chiudere la giornata sullo Small Stage e per drome-doomsters anche uno dei compiti più ingrati, trovandosi nel mezzo tra Primordial e Voivod. Ma la band di Cittadella è sembrata non soffrire affatto di alcun timore reverenziale, ammaliando la nutrita platea grazie ad una proposta che, nonostante la relativa giovane età della band, pone i Messa probabilmente tra le più interessanti realtà del panorama Doom con voce femminile. Si nota sin dalle prime note, infatti, come la qualità di scrittura dei nostri sia già estremamente matura tra una vena di Doom settantiano ed i pesantissimi fraseggi Drone. Ai Messa il rischio che la loro esibizione potesse passare in sordina, invece grazie alla loro cifra artistica nettamente ragguardevole la band padovana riesce a passare a pieni voti l'esame. Considerato che purtroppo li conoscevo poco, altra gran bella sorpresa di questa giornata.

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VOIVOD
Dicevamo nel primo report che sono state le bands più datate a dare le maggiori soddisfazioni in questi giorni: potevano fare eccezione i Voivod? Ovviamente no, che domande. Anche se er certi versi è stata una performance dalla doppia faccia quella della leggenda canadese, capace sì di scatenare il pubblico sui pezzi più vecchi, dal taglio più prettamente Thrash, mentre più pesanti sono stati da digerire i momenti in cui è stato dato spazio alle ultime release, "The Wake" in primis, con i loro cervellotici passaggi Progressive. Ma ciò non toglie che i Voivod abbiano saputo far divertire la smisurata platea sotto al loro palco, e questo grazie anche al fatto che sono stati loro per primi a divertirsi come ragazzini sullo stage: bastava anche solo vedere la faccia di Denis "Snake" Bélanger, che con la sua verve dimostrava tranquillamente 20-25 anni in meno di quelli che ha. Nell'ora e 1/4 di show, i Voivod hanno dato una feroce scorsa alla loro carriera, tra grandi classici ed il giusto spazio attribuito all'ultimo "The Wake", portando a casa una prestazione maiuscola e chiudendo il sipario ai concerto del secondo giorno. Poi come la prima sera: dj set, alcool, cibo, ore piccole... Aaahh, ma quanto cazzo è bello il Frantic?

 

Leggi il report del primo giorno

Leggi il report del terzo giorno

Ultima modifica il Martedì, 27 Agosto 2019 19:41
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