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Nile + Hate Eternal + guests @ Largo Venue, Roma - 20.09.2019 In evidenza

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Live report a cura di Pasquale De Micco

Evento:
A Vile Desolate Sands Tour 2019

Bands:
NILE
HATE ETERNAL
Vitriol
Omophagia

Data e location:
20.09.2019 @ Largo Venue, Roma

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Venerdì 20 settembre a Roma si respirava aria di morte e distruzione: nella splendida location del Largo Venue si è consumata una vera e propria carneficina sonora con quattro gruppi di tutto rispetto. A partire dai co-headliner del "A Vile Desolate Sands Tour 2019", i leggendari Nile, prossimo d'uscita su Nuclear Blast del nuovo album "Vile Nilotic Rites" ed un'altra leggenda della scena Death mondiale, gli Hate Eternal del "padrino" Erik Rutan. Mentre ad aprire due giovani formazioni che tanto si stanno facendo notare: la "new sensation" Vitriol, appena lanciati su Century Media con "To Bathe from the Throat of Cowardice", ed i tech-death metallers svizzeri Omophagia, il cui ultimo album "646965" è recentemente uscito su Unique Leader Records.

Traffico in uscita da Napoli, traffico in entrata a Roma, e purtroppo non faccio in tempo ad arrivare per gustarmi le esibizioni delle prime due band, Omophagia e Vitriol. Da sensazioni raccolte in giro, sembra che tanto la brutale tecnica degli svizzeri che la potenza di Kyle Rasmussen e compari abbia non poco colpito il pubblico presente.

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HATE ETERNAL

Entro nel locale durante il cambio palco, il pubblico è alquanto sfoltito, ma pian piano inizierà ad affollare il locale.

Tutto pronto, la formazione capitanata da Erik Rutan - uno dei "padri fondatori" del Death Metal più brutale - fa sentire la propria presenza sul palco aprendo sulle note di "Bringer of Storms", seguita a ruota dalla partenza esplosiva di "Behold Judas". L'impatto col muro sonoro è da subito devastante: il lavoro di John Longstreth dietro ai fusti è decisivo ed assolutamente ben eseguito. Il setlist prende a piene mani un po' da tutta la lunga carriera della band floridiana, con solo due brani però dall'ultimo grandioso "Upon Desolate Sands: la title-track e "Nothingness of Being". Con lo scorrere dello show, si crea l'immancabile circle pit e vengo più volte trascinato nel pogo: ormai il pubblico è preso, fino a letteralmente scatenarsi in conclusione di concerto, con due brani iconici della band: "I, Monarch" e "King of All Kings".

 

Mi ritengo pienamente soddisfatto dello show, il giusto mix di tecnica e violenza devastante che contraddistingue la band. E con un Erik Rutan in forma smagliante!

Setlist:
- Bringer of Storms
- Behold Judas
- Catacombs
- Powers that Be
- Haunting Abound
- The Stygian Deep
- Upon Desolate Sands
- Nothingness of Being
- I, Monarch
- King of All Kings

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NILE

Si passa infine ad una band che non ha bisogno di presentazioni: i Nile! Se volete una lezione di storia sull'Antico Egitto e non avete la possibilità di avere a disposizione Zahi Hawass, allora potete affidarvi ad occhi chiusi a Karl Sanders.

Lo show si apre con "Sacrifice Unto Sebek", seguita dalla leggendaria "The Blessed Dead", e le intenzioni sono subito chiare: DEVASTO! La band di Mr. Sanders non lascia nulla al caso in materia di potenza sonora, atmosfere catacombali e tecnica, personalmente mi ritrovo incantato davanti al palco. La serata va avanti ed arriva il momento di un loro classico: l'annuncio di "Kafir!" manda il pubblico in estasi, resa appieno dal moshpit che nel frattempo si è creato.

L'alternanza di voci tra Sanders, Brad Parris ed il nuovo acquisto Brian Kingsland rende tutto estremamente suggestivo, senza contare ovviamente la loro immensa bravura con gli strumenti. Una band davvero unica nel suo genere. Encomiabile, come sempre, il lavoro di George Kollias dietro le pelli, sarebbe ormai scontato parlare della bravura, della tecnica, della velocità e della resistenza di un vero e proprio mostro sacro come lui. 

Ma non finisce qui: i nostri 'egittologi estremi' stanno presentando in questo tour il loro prossimo disco "Vile Nilotic Rites", da cui abbiamo già potuto ascoltare il singolo "Long Shadows Of Dread". E proprio questo brano viene proposto in maniera perfetta, impeccabile, insieme ad altri estratti in anteprima come la title-track e "Snake Pit Mating Frienzy", che fanno ben sperare per questo nuovo lavoro.

Con un salto indietro nel tempo finisce la presentazione del nuovo materiale, e sull'attacco di "The Howling of the Jinn" il circle pit si anima di nuovo per poi 'rallentare', se così si può dire, su "Sarcophagus". Il concerto si conclude nel migliore dei modi sulle note di "Black Seeds of Vengeance", lasciandoci tutti carichi di adrenalina ed istinti primordiali.

I faraoni hanno di nuovo regalato uno splendido show ai loro fan e, come se non bastasse, il buon Sanders si concede al pubblico per qualche chiacchiera, autografi e foto. 

 

Setlist:
- Sacrifice Unto Sebek
- The Blessed Dead
- Kafir!
- Call to Destruction
- Long Shadows of Dread
- In the Name of Amun
- The Fiends Who Come to Steal the Magick of the Deceased
- Vile Nilotic Rites
- Snake Pit Mating Frienzy
- The Howling of the Jinn
- Sarcophagus 
- 4th Arra of Dagon
- Black Seeds of Vengeance

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Considerazioni finali:

La serata è stata devastante, esattamente come ci si aspetterebbe da un concerto Death Metal con la D e la M maiuscole. I suoni erano ben curati, l'esperienza è stata nel complesso eccellente e quasi mi sembra che sia finita troppo presto. 

Mi spiace soltanto essere arrivato in ritardo per le prime due band.

Ultima modifica il Martedì, 01 Ottobre 2019 17:55
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