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22-02-2020 Kalidia + Constraint dal vivo al Condor Club di Rubiera. In evidenza

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Avevo segnato da tempo sull’agenda la data dei Kalidia + Constraint al Condor club di Rubiera ma non avevo messo in conto che questa occasione mi avrebbe portato ad un triplo piacevole e faticoso “lavoro”. Andiamo con ordine. Era da parecchio tempo che non assistevo ad un concerto Metal e i tempi erano oramai maturi. Al Condor Club di Rubiera, quindici chilometri da casa mia, si prospettava una serata niente male con gli headliner toscani Kalidia e, a supporto, i modenesi Constraint. La tentazione di fare un live report era forte e, grazie all’espressa richiesta di Mirco, D.J. di K Rock, emittente radio di Scandiano, la tentazione si è trasformata in occasione. Dopo un rapido scambio di messaggi tra Mirco e Elisabetta Simonetti ci siamo accordati per una serata full immersion comprendente Interviste alle due band nelle figure di Beatrice Bini, cantante dei Constraint, e Nicoletta Rossellini, cantante dei Kalidia, oltre all’immancabile live report dell’evento. Alle ore 20.15, in perfetto orario, la mia amica Nayenne che farà  le fotografie per le interviste e io entriamo nel locale. Ero stato al Condor quando era situato a Modena ma non ero mai stato a Rubiera. Ciò che colpisce subito l’occhio è il palco disposto ad angolo mentre una zona più defilata, garantisce una certa tranquillità per chi vuole sedersi  o bere qualcosa. Questo nella sala Metal visto che esiste anche una sala Dark. Dopo i convenevoli e i saluti si organizzano le interviste (le leggerete a parte). Non resta che rilassarsi e aspettare. Con l’arrivo delle pizze (un ringraziamento speciale va a Cristian, padrone del Condor Club) si ha modo di socializzare meglio con lo staff. Primo concerto: arriva sul palco il sestetto dei Constraint.

Beatrice, che durante l’intervista aveva una voce flebile, dimostra di possedere un cantato che poggia su basi liriche offrendo una performance intensa e, per certi versi,  “evocativa”. I Constraint hanno presentato una vasta selezione di brani, sei su dieci in scaletta, che andranno a comporre il nuovo lavoro “Tides Of Entropya” alternandoli con tre pezzi dall’album “Enlightened By Darkness” più il singolo “The Big (B)end”.

Il gruppo fa un grande uso delle tastiere e, avendo un background Gothic, non poteva essere altrimenti. Un ruolo preponderante è assegnato al violino che, molto spesso, fa le veci della chitarra. Per ascoltare il primo intervento in solo della stessa, difatti, si è dovuto aspettare il terzo brano “Eerie Euphoria”. La batteria è risultata potente e dal tratto preciso anche se, in alcuni momenti del concerto, ha rischiato di “falsare” l’atmosfera. Devo dire che il fonico con il suo mixer “palmare”, ha rimediato passeggiando avanti e indietro per migliorare il suono: in un ambiente stretto e con tanti musicisti non è sempre facile. Il pubblico presente: quaranta unità circa in questo primo step, ha mostrato di gradire sia i vecchi pezzi come “The Ending Of Time” sia i nuovi come“Omniscent Oblivion”.

Il tempo gioca a favore dei Constraint visto che hanno cominciato a fare musica da giovanissimi e, se avranno la costanza, potranno sfruttare le occasioni che troveranno sul loro cammino per portare il loro discorso musicale in giro per l’Italia.

Mentre si approntano piccoli cambiamenti sul palco il disk jockey spara musica Metal a tutto volume dalle casse e i presenti ne approfittano per fare quattro chiacchiere e bersi una birra. Arriva il momento dei Kalidia.

 

Il set inizia con quattro pezzi estrapolati dal C.D. “The Frozen Throne” del 2018. La differenza fra le cantanti dei due gruppi si nota subito: più “assorta” e concentrata Beatrice, più sciolta e desiderosa di coinvolgere la gente Nicoletta.

Prima del terzo pezzo, “Circe’s Spell”, viene invitata sul palco Federica Lanna (Sleeping Romance; ora anche nei Volturian). La performance che ne esce, se pure non precisa al millesimo, offre l’occasione per vedere all’opera due ragazze che hanno una buona sintonia, lo si vede dai loro sguardi, e hanno voglia di far capire che le donne sanno essere coinvolgenti tanto quanto i maschi quando fanno squadra.

Il melodic Power Metal dei Kalidia risulta interessante in quanto è capace di inserire diversi elementi che cambiano il ritmo e non annoiano: valgano per tutte “Circe’s Spell” e “Lies’ Device”. Se il tutto fosse giocato su quello che io chiamo “palla avanti e pedalare”, leggasi doppia cassa tipicamente Power, il discorso prenderebbe un’altra piega. Invece la commistione di velocità e atmosfera, unite alla perizia strumentale, fanno la differenza.

Con sette brani dall’ultimo disco e cinque da “Lies’ Device” del 2014 i Kalidia portano a termine una performance veramente coinvolgente per il pubblico: settanta unità circa alle quali si uniranno altre nel prosieguo della serata. Mi piace sottolineare altri due aspetti del concerto. Dopo due terzi del set è stato inserito un solo di batteria: cosa abbastanza inusuale per una band giovane dato che è più un retaggio della mia epoca (anni sessanta/settanta). Niente di trascendentale, se pur ben eseguito, ma è servito a spezzare l’atmosfera e a permettere a Nicoletta di riprendere energie. Il secondo aspetto riguarda la Black Sails Crew, ovvero la fan base dei Kalidia, che è stata chiamata sul palco per premiare i tre vincitori dei biglietti estratti in una lotteria che ha permesso di vincere C.D.’s e birra. Sono piccole cose ma servono a premiare chi si è sobbarcato dei chilometri per vedere in azione i propri beniamini.

Rimane solo il tempo per fare gli ultimi saluti e ringraziamenti e si va verso il meritato riposo. A volte mi chiedo se ha ancora senso a 57 anni girare per concerti ma la risposta arriva da serate “intense” come quella vissuta al Condor Club.

foto: copyright di Roberta - Nayenne e Corrado Franceschini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultima modifica il Martedì, 24 Marzo 2020 09:18
Corrado Franceschini

Oltre 50 anni di età e più di 35 anni di ascolti musicali.

Sito web: it-it.facebook.com/people/Corrado-Franceschini/100000158003912
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