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Luca Turilli's RHAPSODY Live @ Klub Nová Chmelnice, Prague (22/01/2016) In evidenza

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E' il 22 Gennaio, sono a Praga e Luca Turilli e i suoi Rhapsody sono qui questa sera, al club Nová Chmelnice, per portare il Prometheus Cinematic Tour nell'unica data “invernale” in repubblica Ceca (la band ci tornerà questa estate per presenziare al Masters of Rock festival).

La venue è veramente piccola per gli standard a cui i Rhapsody sono abituati dalle nostre parti (se ci stanno 400 persone probabilmente è già un miracolo), e di conseguenza anche lo stage non è tra i più spaziosi. Lo stesso Luca Turilli mi confida di come questa sera lo show potrebbe non essere dei migliori a causa di un sound non all'altezza (“una ciofeca” citando il maestro triestino) e appunto a causa del non ampio spazio a disposizione sul palco, cosa di cui Turilli stesso soffre in quanto, durante lo show, necessita sufficiente spazio per muoversi, per trasmettere quella grinta, quell'energia e quella passione che (secondo me) nessun'altro è in grado di trasmettere.

 

Sono le 19.45 circa, mi trovo in primissima fila (il locale è sprovvisto di barriere tra palco e pubblico) e sul palco salgono gli Asylum Pyre, band francese dedita a un discreto melodic metal che purtroppo non può essere giudicato appieno, a causa appunto di un sound confuso (colpa del locale certo, ma la mia posizione sicuramente non aiuta). I 5 francesi (tra cui anche Pierre-Emmanuel Pélisson, ex Heavenly) ce la mettono tutta, ed escono di scena dopo 45 minuti di concerto sotto gli applausi di un pubblico non ancora gremito.

La seconda band a salire sullo stage sono gli Iron Mask di Dushan Petrossi. Qui la musica cambia, il gruppo capitanato dal virtuoso belga non è sicuramente l'ultimo arrivato e il pubblico, ora un po' più numeroso, lo dimostra accogliendo il quartetto in maniera molto positiva. Da notare come la band in questo tour di supporto ai Rhapsody presenti il nuovo cantante Artur Almeida.
Il sound, ora è leggermente migliorato, e brani come Holy War, Like a Lion in a Cage e Feel the Fire scaldano l'atmosfera al punto giusto prima dell'ingresso in scena dei Rhapsody.

 

21.40: le note dell'intro Nova Genesis risuonano nel locale ceco. E' arrivato il momento da tutti atteso, è arrivato il momento dei Rhapsody! L'ingresso in scena dei nostri, affidato al classico Knightrider of Doom, è accolto da un enorme boato del pubblico, ora molto numeroso.
I suoni (dalla mia posizione) non saranno perfetti, ma si nota comunque un notevole miglioramento rispetto a quanto sentito con i gruppi precedenti.

I 6 musicisti dimostrano subito dal primo pezzo in scaletta di essere in grandissima forma. Rubano la scena in particolare il mastermind triestino alla 6 corde e il fenomenale Alessandro Conti al microfono. In questo genere, 2 musicisti con pochissimi (se non senza) rivali.

La scaletta si rinnova rispetto all'Ascending to Infinity Tour, mantenendo sempre una certa varietà con pezzi classici dei Rhapsody, pezzi della “nuova era” e un paio di chicche dalla discografia solista di Turilli.
Tra i tanti pezzi suonati, War of the Universe penso sia stata la sopresa più gradita. E' stata un'emozione immensa poter sentire dal vivo un altro pezzo estratto da Prophet of the Last Eclipse (secondo disco solista di Turilli, nonchè mio album preferito di sempre)

Le videoproiezioni (ancora più curate rispetto al precendente tour) non sono più una sorpresa, lo sono invece la presenza della soprano Emilie Ragni e del tenore Riccardo Cecchi come coristi, i quali migliorano la resa di pezzi come Unholy Warcry, Prometheus, Demonheart, Dawn of Victory e altri ancora.
Turilli e Leurquin alle chitarre svolgono un lavoro egregio. Chi conosce i Rhapsody, sa che moltissimi assoli sono constituiti da diverse linee di chitarra (una sorta di trademark di Turilli), e riuscire ad assistere a uno show in cui questi sono riprodotti esattamente come su disco è per me sempre un gran piacere (strizzo l'occhio ai Rhapsody of Fire, i quali non otterrano mai lo stesso eccezionale risultato con il solo De Micheli, per quanto indiscutibilmente bravo sia).

Dopo quasi 1 ora e mezza di concerto, Turilli e soci chiudono il set regolare con Dawn of Victory (cantata a gran voce da tutti). Ma c'è ovviamente tempo per sentire un paio di bis: la notevole Ascending to Infinity (preceduta dall'intro Quantum X) e l'intramontabile Emerald Sword (intonata a squarciagola, neanche a dirvelo, da tutto il locale).

Tirando le somme, non esagero se definisco la serata indimenticabile. Lo show è stato davvero impressionante, tutti i musicisti sul palco hanno dato anima e cuore per la realizzazione di uno show che rischiava di non essere tra i migliori. Luca e soci si sono divertiti sul palco di Praga, e soprattutto, hanno fatto divertire.
Tra non molto i Rhapsody calcheranno anche i palchi nostrani di Bologna, Roma e Milano. Dunque, se ne avete l'opportunità, vi consiglio fortemente di non perdervi questo “Cinematic Evening”.
Lo garantisco, sarà indimenticabile anche per il pubblico italiano.

(Foto di Lucie Podaná)

LINE UP:
Alessandro Conti: Voce
Luca Turilli: Chitarra
Dominique Leurquin: Chitarra
Patrice Guers: Basso
Alex Landenburg: Batteria
Van Eymery: Tastiere
Emilie Ragni: Cori (Soprano)
Riccardo Cecchi: Cori (Tenore)

 

SETLIST:
- Nova Genesis (Ad Splendorem Angeli Triumphantis) (intro)
- Knightrider of Doom
- Rosenkreuz (The Rose and the Cross)
- Land of Immortals
- Aenigma + War of the Universe
- Ira Divina + Unholy Warcry
- Son of Pain
- Prometheus
- Drum Solo (basato sul tema di Game of Thrones)
- Il Cigno Nero
- The Astral Convergence (Dominique Solo)
- The Pride of the Tyrant
- Tormento e Passione
- Demonheart
- Bass Solo
- Of Michael the Archangel and Lucifer's Fall pt. 2 - part V: Of Psyche and Archetypes (System Overloaded)
- Dark Fate of Atlantis
- Of Michael the Archangel and Lucifer's Fall - Chapter 2: Fatum Mortalis (finale)
- Dawn of Victory

Encore:
- Quantum X + Ascending to Infinity
- Emerald Sword

Ultima modifica il Giovedì, 11 Febbraio 2016 11:53
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