A+ A A-
07 Apr

Live Report: Amorphis@Orion - Ciampino (RM) 30 Marzo 2016 In evidenza

Vota questo articolo
(0 Voti)

La serata all’Orion di Ciampino inizia con particolare anticipo, l’orario proibitivo ha fatto perdere a molti, compreso me, sia i Poem che i Textures. Quando arrivo nel locale sono circa le 21:00 ed il palco è già quasi pronto per l’entrata in scena degli Amorphis, che avverrà da li a poco. 

Come è successo ultimamente, anche questa volta purtroppo l’Orion è mezzo vuoto, e Roma si dimostra essere nuovamente una data fallace per la band di turno che ci viene a suonare.

Inoltre, una cosa a cui a mia memoria non ho mai assistito prima d'ora in un concerto metal, per tutta l’esibizione degli Amorphis non è scattato neanche un accenno di pogo, me li aspettavo per brani come “The Dark Path” o “The Four Wise Ones”, perlomeno per “On The Rich And Poor” o “Drowned Maid”, invece niente.

Non che i ragazzi presenti non abbiano accolto con calore la band, ma di certo i finlandesi hanno dovuto faticare per creare quel contatto magico tra pubblico e musicisti, che dovrebbe avvenire quasi in automatico durante un live. Non capisco infatti se sia colpa dell'ora legale ormai scattata da un pezzo, oppure del giorno infrasettimanale, di certo non deve essere stata una serata indimenticabile per Joutsen ed i suoi. 

La band, da parte sua, è stata ineccepibile nella propria esibizione, di un'eleganza tutta nordica, sia durante i pezzi più radiofonici che quelli più duri, ma continuo a pensare che le chitarre fossero un po’ troppo depotenziate, ottime per pezzi più catchy come “House Of Sleep”, ma forse ci voleva più incisività durante la fantastica “Drowned Maid” ad esempio, nella quale è tornato a cantare il chitarrista, ma anche growler storico degli Amorphis, Tomi Koivusaari, che ha duettato con l'ottimo Joutsen. Un gran bel momento, ma qui, come del resto anche in altri brani, i fantastici giri melodici maideniani delle chitarre uscivano poco, troppo nascoste, peccato.

Molti pezzi sono stati presi dall’ultimo riuscitissimo album “Under The Red Cloud”, forse il più bel disco degli Amorphis dai tempi di “Silent Waters” e “Skyforger”. Particolarmente sentita da Tomi, che incita il pubblico a cantare insieme a lui, la buona “Death Of A King”, durante la quale non si poteva non essere rapiti dall'effetto sitar della chitarra di Esa Holopainen. Ma il momento di maggior coinvolgimento per tutti è stato quello di “My Kantele”, masterpiece indiscusso dei nostri.

Ovvio che soprattutto un "vecchietto" come me, avrebbe preferito ascoltare anche altri pezzi storici, tratti dai due dischi dell’epoca d’oro della band: “Tales…” ed “Elegy”, magari al posto di alcune canzoni più radiofriendly degli ultimi tempi, ma dopotutto è difficile accontentare tutti, e la band finnica ha cercato di pescare un po’ da tutto il suo repertorio, eccezion fatta per gli album più fuori contesto del loro catalogo: “Am Universum” e “Far From The Sun”.

Alla fine ho assistito ad un buon concerto, non eccessivamente lungo (decidete da voi se sia una cosa positiva o meno), con l'accoppiata "Silver Bride" e "Smoke" che scatenano gli animi (un filo troppo morenti) durante l'encore, dell'ahimè esiguo pubblico romano.

SETLIST

- Under The Red Cloud

- Sacrifice

- Bad Blood

- Sky Is Mine

- The Wanderer

- On Rich And Poor

- Drowned Maid

- Dark Path

- The Four Wise Ones

- Silent Waters

- My Kantele

- Hopeless Days

- House Of Sleep

ENCORE

- Death Of A King

- Silver Bride

- Smoke

Ultima modifica il Giovedì, 07 Aprile 2016 22:27
Devi effettuare il login per inviare commenti

releases

L'esordio degli Alcotopia lascia solo intravedere buone potenzialità
Valutazione Autore
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Un esordio con i controfiocchi per i Reternity
Valutazione Autore
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Nusquama - Horizon ontheemt
Valutazione Autore
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Ruler, una vera e propria bomba heavy metal!!
Valutazione Autore
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Half Life, un gruppo da tenere d'occhio
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Dalle ceneri dei Darksun, ecco i Reveal
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Autoproduzioni

Imago Imperii, una promettente band italiana
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Metal molto tecnico e complesso in questo secondo album degli americani The Odious
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Esordio dei Voldt: appassionati di tecnica fatevi avanti!!!
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Nuovi esponenti del metal cantato in italiano: debutto per gli Arioma!
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Opeth ed Agalloch (e non solo) s'incontrano nel grandioso operato degli Atlas Entity
Valutazione Autore
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Dispnea, black depressivo da Napoli, un grande inizio!
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

partners

No tabs to display

allaroundmetal all rights reserved. - grafica e design by Andrea Dolzan

Login

Sign In

User Registration
or Annulla