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Korpiklaani + Moonsorrow + Skálmöld @ Alcatraz Milano (02/11/2016)

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Posso andare a raccontarla in tanti modi, ma è innegabile che il folk metal sia stato uno dei miei primi approcci a questa musica e che molte cose le abbia imparate da qui. Per questo, grazie a Vertigo e Shining Production, mercoledì 2 sono riuscito ad andare all'Alcatraz di Milano per godermi una tripletta dai paesi nordici: in apertura gli islandesi Skálmöld, fautori di un viking/folk metal molto orecchiabile, successivamente le esibizioni da co-headliner dei Moonsorrow e dei Korpiklaani.

Ad aprire la serata c'è appunto la band islandese che avevo già visto al Fosch Fest di quest'anno. Complice il fatto che non faccia caldo fino allo scioglimento dei neuroni come a Bagnatica riesco a godermi molto meglio la band di quanto non avessi fatto in estate: Snæbjörn Ragnarsson e soci riescono a portare ben otto pezzi per un buon 45 minuti di live, passando da un disco all'altro della band me concentrandosi principalmente sull'ultimo Vögguvísur Yggdrasils, che ha riscosso anche il parere positivo del nostro Gianni Izzo. Il pubblico, io compreso, si prende molto bene e passa un'opener act di ottimo livello.

Non nascondo che sono stato all'Alcatraz principalmente per la band di Ville Sorvali. Con Jumalten Aika i Moonsorrow sono stati capaci di tirare fuori dal cilindro un ennesimo macigno di disco ed ero assolutamente curioso di sentire i pezzi di questo album dal vivo.

Non vengo deluso: la "cortissima" (in meri termini di quantità) scaletta include la title-track, Ruttolehto, Suden Tunti e la finale Ihmisen Aika, più altri estratti dalla discografia dei finnici, che di fronte a un Alcatraz mediamente pieno si divertono un mondo. Vedere i Moonsorrow dal vivo è un'esperienza che non mi capitava dal 2012... Dove però erano tutti sullo sbronzo andate.

Stasera non va così e anzi, la presenza scenica e la bellezza dei pezzi c'è tutta, specialmente sulle vecchie glorie come Rauniolla. Ville e soci sono in ottima forma e non perdono l'occasione per scherzare col pubblico tra una canzone e l'altra, anche se il momento più bello del concerto è stato quando sul palco è salito Jonne Järvelä per cantare le sue parti in Ruttolehto. Un concerto da ricordare per davvero (e se non l'avete ancora fatto andate a comprarvi il disco).

A fine serata sale sul palco "quel che resta" dei Korpiklaani. Sarà circa la sedicesima volta che li vedo e sinceramente rimpiango un po' i bei vecchi tempi di quando li avevo visti durante il tour di Tales along this Road... Questa sera si ripete il teatro del Fosch Fest, con uno Jonne in difficoltà vocalmente parlando, ma che quantomeno è ancora capace di attizzare la folla come si deve.

Suonano principalmente i brani provenienti dagli ultimi due album, Noila e Manala, per la maggior parte tutti in finlandese. Il pubblico di folkettoni si prende subito bene e comincia a pogare furiosamente, mentro io riparo da lontano una volta soddisfatta la mia voglia di vedere i Moonsorrow.

Quantomeno non manca A man with a Plan, ultimo singolo che inizialmente aveva preso bene anche me, e le finali Vodka e Beer Beer sono quanto di più si possa chiedere ai Korpiklaani di adesso.

Tutto sommato è stata una bella serata all'insegna della birra e della Finlandia, vera protagonista di questo tour, che ci ha mostrato sia la sua anima più atmosferica che quella più caciarona. La domanda però rimane: i Korpiklaani torneranno mai a fare dischi belli come una volta? Peccato abbiano così sfigurato, ai miei occhi, di fronte ai loro compaesani...!

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