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Labyrinth live @Druso (BG) 11/03/2017 In evidenza

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Dopo averli visti all'opera un mesetto fa in occasione del Frontiers Metal Festival, non potevano perderci l'ultima occasione di rivivere le emozioni di quel disco che ha segnato la nostra vita e che risponde al nome di Return to heaven denied. I Labyrinth sono in forma come ai tempi migliori come dimostrano anche i brani in anteprima dal  nuovo e prossimo ormai disco in uscita con i due nuovi innesti già ben inseriti e pronti a fare la differenza. Ma partiamo da Sabato dove una volta giunti in quel di Bergamo e aver riempito la pancia ci siamo diretti al Druso un bel localino accogliente. Pubblico presente e carico per ascoltare i grandi Labyrinth ma concerto che tarda ad iniziare. Si dovrà attendere oltre un'ora rispetto all'orario annunciato, un pò troppo onestamente. Ma si parte con i musicisti che salgono sul palco, niente ingresso spettacolare dopotutto i Lab hanno sempre puntato più alla sostanza che all'apparenza. Partono le note di Moonlight e l'atmosfera ė subito magica. Il pubblico canta, la band ė carica come una molla. John Macaluso ed il suo drumming furioso mette il turbo ai brani mentre le tastiere di Oleg sono leggermente nascoste, peccato. Subito pelle d'oca coi solos di chitarra della coppia Olaf/Andrea mentre Roberto... ė su un altro pianeta, dobbiamo ancora capire quale. Dopo la meravigliosa New horizons si torna indietro a No Limits con la bella title track.  A differenza dello show al Live di Trezzo qui la band ha deciso di non suonare tutto d'un fiato RTHD ma di intervallarlo con altri estratti della discografia. Così dopo le acclamatissime Night of dreams e Lady lost in time parte Chapter One da Sons of thunder. Spettacolare come sempre Heaven Denied song che a mio parere rappresenta al meglio il sound labyrinth. In the shade e Sailors of time sono gli altri brani presi qua e la, mentre la potente Thunder e la ballatona strappalacrime  Falling Rain ci accompagnano verso la fine dello show.  Peccato che un problema tecnico obbliga uno stop forzato di oltre una mezz'oretta dove Roberto cerca un pò di intrattenere il pubblico come può. Die for freedom ė il pezzo che chiude il disco ed il concerto tra gli applausi dei presenti sempre più convinti di aver ritrovato una band pronta a riprendersi il proprio posto di spicco all'interno del panorama mondiale.

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