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Tomi

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Avantasia: il Moonglow World Tour riempie l'Alcatraz

Sabato, 06 Aprile 2019 11:19 Pubblicato in Live Report

Si dice sia difficile fare un lavoro "bene al 100%" in egual misura al "male al 100%". 

Pertanto, mi sento di credere che la sera di domenica scorsa all'Alcatraz io abbia potuto assistere ad uno di quei casi vicini all' impossibile, in cui la scala di valutazione avrebbe dovuto toccare la perfezione del 200%.

 

Sto ovviamente parlando del concerto degli AVANTASIA per la tappa italiana a Milano, tenuta lo scorso 31 marzo.

Un concerto a dir poco strepitoso, durante il quale la guida e la potenza della Metal Opera per eccellenza hanno rapito e trascinato i 3000 accorsi ad acclamare il buon Tobias Sammet e la sua schiera di big.

 

Sono le 19.00 circa, quando cominciamo ad entrare con un leggero ritardo dovuto ad un ennesimo controllo di sicurezza, e mi ritrovo magicamente fronte palco, un palco completamente oscurato dal velo che ci separerà ancora per poco da quello che posso definire lo spettacolo del 2019. Almeno sinora. Ma sono piuttosto certo che, per il sottoscritto, il podio è stato già bello che assicurato.

 

L' ora e trentacinque minuti che ci dividono dall'incipit scorrono in fretta, tra le chiacchiere dei molti volti noti che mi circondano, quando echeggia la Sinfonia No.9 di Beethoven, e tutto l'Alcatraz spara un boato di trepidazione: sulla intro della opener "Ghost in the Moon", il velo cade e gli Avantasia risplendono in tutta la loro magnificenza!

Oltre 10 minuti di brano, scelta che per nessun altro potrebbe essere così perfetta, e si capisce che la band è in forma strepitosa, con un Tobias Sammet autore di una performance che non sbava nemmeno a volerlo.

Il pubblico è alle stelle, e più volte il buon Folletto di Fulda lo percepisce, ringraziando e ricordando che questo calore è il motivo per cui Avantasia continuerà a frequentare la capitale Lombarda durante i propri tour.

 

Si passa a "Starlight" e "Book of Shallow" , sulle note delle quali entra il primo ospite, Ronnie Atkins, che ipnotizza per le sue vocalità così coinvolgenti, e si lancia in un duetto con la new entry Adrienne Cowan, durante il 3° brano, rivelando un cantato graffiato della giovane performer, etichettata dal buon Sammet poco dopo come " la donna dai 20'000 timbri vocali".

 

Ed ecco partire le note di "The Raven Child", singolo del nuovo "MOONGLOW", durante le quali non si fa attendere uno degli ospiti più rinomati del combo, lo "Striking Viking" Jorn Lande, che con la sua voce meravigliosa, ci trasporta anche sulla mia amata "Lucifer", brano semplicemente perfetto targato "Ghostlights".

 

Supportati dai potenti cori di Herbie Langhans ( in una condizione a dir poco splendida, rispetto allo scorso tour, forte sulle basse ed IMMENSO sui brani "kiske-iani"), la stessa Adrienne Cowan, e Ina Morgan, gli Avantasia ci lanciano su "Alchemy" ed "Invincible" dove un altro splendido "Geoff Tate"  ci regala una esibizione magistrale, ben supportato dalle tastiere di "Michael Rodenberg", vero perno degli arrangiamenti della serata.

 

E' il momento di "Reach out for the Light", e il pubblico sembra rimpiangere il grande assente, l'onnipotente Michael Kiske, ma ci pensa Oliver Hartmann, chitarrista e compositore da 10 e lode a fugare ogni tristezza, duettando con Tobias sulle parti dedicate alla voce degli Helloween: rimango letteralmente basito sentendo quanto vengano fedelmente riproposte tali sezioni, da un Olli Hartmann che si conferma come il grande talento che ci aspettavamo.

Le battute, su un palco con Sammet, non si sprecano, e gli intermezzi divertenti fanno più spesso capolino, finendo per coinvolgere anche il "rullo compressore" della batteria, Felix Bohnke, nascosto dentro un (cito) acquario per batteristi, il produttore e "genio delle sei corde" Sascha Paeth, ed il bassista André "The Tickler" Neygenfind, ma lo show non cala mai di ritmo, e ci ritroviamo letteralmente travolti da brani come "Dying for an Angel" o la stupenda cover di "Maniac", sulle quali appare un Eric Martin sugli scudi, a far cantare l'indomito pubblico meneghino.

Potremmo chiedere di più? Se non fossimo ad un concerto degli Avantasia direi di no, ma non è il nostro caso, ed ecco Bob Catley apparire dalla stupenda coreografia per avvolgerci con "The Story ain't Over" e Lavender".

Spazio a brani che hanno scritto la storia di questo progetto, quali "The Scarecrow", "Promised Land", "Twisted Mind" e la omonimo "Avantasia", e il locale subisce seri danni da "entusiasmo", ma questo non ferma il genio tedesco e via con "Let the Storm descend upon you" con un Lande da brividi (come sempre), "Master of the Pendulum" (Atkins), "Shelter from the Rain" (Langhans) e "Mystery of a Blood red Rose" (Catley) e la magnifica "Lost in Space".

 

Dopo un breve stop che permette il siparietto del Encore (del quale NESSUNO era contrariato o sorpreso), si chiude con la paradisiaca "Farewell" ed un medley tra "Sign of the Cross" e " The Seven Angels", sulle quali fanno capolino tutti gli ospiti del tour.

 

Dopo più di tre ore di spettacolo, gli Avantasia salutano Milano, con la promessa di un ritorno, sottolineando la gratitudine avuta nei confronti del pubblico italiano, come sempre degno di un super progetto come quello ideato dalla mente diabolica di Tobias Sammet.

 

 

Concerto Perfetto. Anche se più persone non sarebbero riuscite ad entrare, chi si è perso il "Moonglow World Tour", ha fatto davvero un errore.

TRICK OR TREAT: Lo splendido esordio del "Re-Animated Tour".

Mercoledì, 14 Febbraio 2018 17:59 Pubblicato in Live Report

Da dove cominciare?? Non è facile per me (e chi mi conosce lo sa bene) riuscire a tirare le fila di una esperienza con i Trick or Treat, band che seguo, stimo e supporto da ormai più di 10 anni.

Cercherò di non sembrare troppo melenso (e non sarà facile, visto che mi dicono essere anche San Valentino...).

 

 

Ricevetti la chiamata dai Trick or Treat circa un mese fa, per partecipare alle serate del 9 febbraio al Vox di Nonantola e del giorno seguente, al Legend Club di Milano, e si può ben immaginare quale sia stata la mia reazione. Negli anni ho imparato che i concerti della Band modenese sono  una garanzia di coinvolgimento, e, come da programma, nemmeno questa volta i 5 emiliani ci hanno deluso.

 

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9 febbraio - Nonantola (MO)

 

Arrivo al Vox Club intorno alle 19. Non ero mai stato in questa venue, e me ne rammarico: locale di prim'ordine, struttura adatta a eventi importanti e personale già disponibile a servire nonostante l'apertura fosse fissata per l'ora e mezza successiva.

Assisto ad un soundcheck preciso, veloce ed efficace ma si sa, i Trick ormai sono musicisti navigati, e sanno esattamente come muoversi. I ragazzi sono contenti, e si vede, mostrando lo sguardo di chi non vede l'ora di portare Live quel "RE-ANIMATED", quell'album cosi atteso, quel sogno cosi sudato e quella scommessa vinta con così tanto orgoglio...

Parliamoci chiaro: i TRICK OR TREAT hanno fatto qualcosa di epocale, auto-producendo (anzi, CO-producendo con i propri fans, come amano sottolineare loro stessi) un album che sembrava un azzardo, quasi uno scherzo, per una band che ormai si è affermata come realtà attiva; il risultato lo conosciamo bene tutti quanti, e l'enorme successo che ha avuto "Re-Animated" è l'ennesima conferma che i nostri hanno saputo nuovamente vedere oltre. Mi sarei aspettato, quindi, una naturale "ansia" o una certa tensione prima della consacrazione con il Live di quella sera, ma come al solito, i loro sorrisi non facevano trasparire che soddisfazione e voglia di dare ancora di più.

 

Finito il soundcheck, è tempo del "MEET & GREET" con i Raisers, i veri sostenitori di questo progetto, ed è proprio ora che cominciano fare capolino gli ospiti della serata; in un secondo mi trovo a bere le prime (...di una lunga serie...) birre di rito insieme a Giacomo Voli, Michele Luppi, Fabio Dessi ed i membri dei Deathless Legacy: l'atmosfera è rilassata, amichevole ma, si sente, carica a mille e lo show si prospetta una bomba.

 

Arrivano le 21 e, di rientro da una ottima cena (grazie Giacomo..;)) il piazzale antistante il Vox mi regala lo spettacolo più bello di sempre: un FIUME di persone pronte ad inneggiare la band, facce note e volti nuovi, ma di sicuro molte di più di quante ne potessi sperare...alla faccia di chi dice che la scena è morta, il 9 febbraio sono TUTTI accorsi a celebrare la Musica nel senso più vero del termine.

 

Le circa 6/700 persone sottopalco devono attendere poco prima che si abbassino le luci e parta un intro in cui la voce di "UAN" (...troppi ricordi...) presenta quello che sarà un vero tuffo nel passato, preludio all'ingresso dei TRICK: Carichi come molle, e capitanati da un ALLE CONTI vestito con Maschera e Mantello di BATMAN, fanno irruzione sulle note dell'omonima sigla... ed è già tripudio!

La folla si mostra all'altezza della situazione ed il ritornello echeggia tra le pareti del Vox con volumi "giganteschi", quel "..è l'uomo pipistrello" è cantato da tutti i presenti ed Alle potrebbe tranquillamente evitare di cantare, perchè è letteralmente sovrastato dai presenti!!

 

Finita tra i meritati applausi di rito,  è il momento per  "I 5 SAMURAI" durante la quale resto stupito dalla capacità della band di rendere potenti i pezzi su disco ed ancora più potenti gli stessi dal vivo: la coesione tra il basso di Leo e la batteria di Luca (Setti) la fanno da padrone,  la complicità di Guido e Luca (Venturelli) è trascinante, ed il tutto, unito alle magistrali Tastiere di Alessio Lucatti (VISION DIVINE/ DEATHLESS LEGACY), presente quasi sempre sul palco, a dar manforte, e sul disco stesso, fa si che i brani risultino un misto tra i ricordi d'infanzia dati dalla melodia originale, e la potenza del Power Metal a firma TRICK OR TREAT.

 

Come si dice? chi ben comincia è già a metà dell'opera, vero?? Neanche un minuto di pausa con le presentazioni e le battute di Alle (che in questi 2 giorni si mostrerà davvero a suo agio nel coinvolgere e divertire il pubblico anche con scherzi e gags) e parte l'epicissima KEN IL GUERRIERO con il potentissimo Fabio Dessi (ARTHEMIS/ HOLLOW HAZE) come ospite: la resa è perfetta, e le due voci sembrano nate per fondersi assieme. Un brano spettacolare, che già sta ottenendo il titolo di più apprezzato dai moltissimi fans che continuano a pubblicare online le loro reazioni al disco.

 

Si passa ad un brano più affine agli anni '90, ed è il momento di introdurre un altro ospite: sale sul palco DANNY METAL, lo Youtuber che con le sue capacità tecniche da "metallarone" ha saputo crearsi una enorme fan base, coverizzando online i brani più disparati, da "andiamo a comandare" di Rovazzi (unica versione che riesco ad ascoltare di questa "canzone") alla ben più apprezzata "Il principe di Bel Air" (sigla dell'omonimo telefilm, per restare in tema anni 90...). 

Sapevo che Danny era un musicista coi controc****i, ma dal vivo rende ancora di più: la sigla di BEYBLADE METAL MASTERS suonata insieme ai Trick è qualcosa che non dovrebbe mancare nella discografia di ogni rocker che si rispetti.

 

Chi ha detto "Jeeg Robot d'acciaio"??

Uno dei brani in assoluto più riusciti, con uno degli ospiti più attesi: tra le ovazioni del pubblico, e le lacrime agli occhi del sottoscritto, GIACOMO VOLI (Rhapsody of Fire/Teodasia) sale sul palco!!
Il brano è già figo, di per sé, ammettiamolo...ma cazzo, ragazzi!!! I 2 attuali front men delle formazioni a nome "Rhapsody" (senza nulla togliere al ben noto Fabio nazionale, sia BEN CHIARO, impegnato nel tour di Reunion con parte della formazione storica) hanno SPACCATO!!! Probabilmente i Delfini transitanti nell'adriatico avranno avuto le "orecchie che fischiavano" vista l'entità e la potenza degli acuti tirati su JEEG ROBOT!!!

Prestazione MAGISTRALE, che attendevo con ansia e che mi ha RAPITO!!! Orgoglio Nazionale!!

 

Si spengono le luci, ed è il momento di fare un passo indietro, con l'intro vocale di DEVILMAN, singolo uscito in promozione per l'intero album: sul palco sale la "spaventosa" Steva, Front-woman degli Horror Metallers DEATHLESS LEGACY, band che accompagnerà i Trick la sera seguente al Legend, e l'apoteosi sale ai massimi! Il brano, catchy quanto basta e cattivo al punto giusto, è terreno fertile per la vocalità dura e ruvida di Steva, capace di adattare la canzone ad un genere "più cupo" e renderlo davvero figo, per non parlare delle  sue innate doti di intrattenitrice, che regalano al pubblico lo spettacolo che si aspettavano. Non c'è che dire, i Trick or Treat, con queste ultime 2 guests hanno dimostrato la loro versatilità per aver fuso così bene il loro sound con 2 eccellenti cantanti che solitamente spaziano in lidi più "pesanti". La perfezione!

 

Il pubblico apprezza molto la presenza di Steva, così il Vocalist ALLE la invita a restare sul palco per il brano successivo, "JEM E LE HOLOGRAMS", canzone che più di ogni altra aspettavo di sentire, essendo, per il sottoscritto, il tripudio delle sonorità anni '80: su disco la canzone è magistralmente interpretata da SARA SQUADRANI (Ancient Bards), ma la nostra Steva non è certo da meno, ed insieme ad ALLE ci regalano un tuffo nel passato, con headbanging obbligatorio sulle note che accompagnano il famosissimo "..JEM! Canto sempre con passione...".

 

Concedetemi un minuto, perchè qui assumo il doppio ruolo di giudicante e giudicato...: mentre finisce il brano, abbandono il "sottopalco" e corro verso il backstage, mentre nella mia testa continuo a ripetere "...che serata della madonna, sono costretto ad offrire ai Trick birre per sempre, per questa occasione...".

Salgo sul palco, e lo spettacolo più bello del mondo mi si para davanti agli occhi: un mare di amici e metallari, con lo sguardo pieno, intenti a godersi quello che i Trick gli hanno regalato. E' per me un onore poterli accompagnare, e la loro "storica" cover di ROBIN HOOD fa il resto...non ho, ovviamente, molto da dire in merito, se non che se il pubblico si è divertito sotto il palco la metà di quanto io mi sono divertito sopra, allora è stato grandioso.

I Trick hanno fatto centro. Di nuovo.

 

Saluti di rito, battute a non finire, risate e (ennesima) birra di rito e si passa a PEGASUS FANTASY, brano già proposto dai Modenesi durante il loro scorso tour in Giappone insieme agli amici Secret Sphere: brano di per se già adatto ad un riarrangiamento power, impreziosito dal cantato in giapponese di Alle. 

Una "chicca" che, chi acquista il disco, può apprezzare in duetto con la cantante nipponica ERABU YURIE dei Rakshasa.

 

Ci siamo, questo era il momento che tutti aspettavamo, il cosiddetto "Clou" della serata...Alle, indossando uno Scouter perfettamente in tema, invita il Super Ospite GIORGIO VANNI mentre risuona "WHAT'S MY DESTINY, DRAGONBALL", e le fondamenta stesse del locale hanno subito la vibrazione data dal boato del pubblico: tutti, letteralmente, tutti i presenti hanno cantato a squarciagola la sigla del cartone animato delle "Sfere del Drago", e la magistrale interpretazione della band + ospite ci fa pensare "Ma come abbiamo fatto, sinora, senza una cosa del genere"???

 

Purtroppo il tempo è tiranno, ed è già ora dell'ultimo brano, DAITARN III, altro caposaldo della nostra infanzia, interpretato in modo sublime dalla combo Power Metal unita alla vocalità di uno dei musicisti Rock più completi in assoluto: MICHELE LUPPI (Whitesnake/ Secret Sphere).

Il casino è tangibile, il concerto totalmente apprezzato ed il duetto LUPPI/CONTI è qualcosa che chi non ha sentito non può nemmeno lontanamente immaginare.

I Trick or Treat chiudono una delle loro interpretazioni live migliori di sempre ed il pubblico inneggia ad un bis, purtroppo non concesso, a causa dei tempi in scaletta.

 

La band, come sempre, però, non si tira indietro per gli autografi e le foto di rito, qualche battuta, ulteriori (!!!) birre (sempre di rito, eh..), ed i fan accorsi si assicurano una serata splendida, fatta di musica, amicizia e sostegno. 10/10

 

Si fanno le 3, circa, ed arriva per me il momento di tornare in albergo. Domani si parte per Milano.

 

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10 febbraio - Milano

Stanco per il poco sonno (e probabilmente per le POCHE birre), con una maledettissima febbre che mi ha perseguitato dal mattino (e che perdura curiosamente ancora oggi, lasciandomi il tempo di dedicarmi a questo report dal letto...), arrivo al LEGEND intorno alle 19.

 

L'entourage è già operativo, e a fare gli onori di casa trovo il buon Fulvio Trinca, vecchio amico sin dai tempi dei Clairvoyants.

Purtroppo il mio stato d'animo è minato da quella che si rivelerà una influenza coi fiocchi, ma non sia mai che io mi tiri indietro se c'è da far casino! (...oddio, in effetti ero un po' più spento del solito, ma che volete...l'età avanza..).

Soundcheck e Cena sfuggono veloci, mentre le circa 300 persone cominciano ad avvicinarsi al locale: stasera la serata sarà ancora più potente, con i toscani Deathless Legacy ad aprire le danze.

Durante l'affluenza, c'è tempo per i fans "locali" di ritirare il Cd acquistato durante la fortunata campagna MusicRaiser, e con l'occasione possono scattare foto con i propri beniamini, far firmare i poster e fermarsi al banco Merch per non farsi scappare le ultime novità di entrambe le Band all'opera quella sera.

 

Anche a Milano i volti noti non mancano: ho modo di riabbracciare e salutare un sacco di "addetti ai lavori", tra cui un ottimo cantante che, dopo anni, sono finalmente riuscito a ritrovare, il bravissimo GABRIELE BERNASCONI (Mirrormaze/Ex Clairvoyants), segno che, ancora una volta, quando i Trick or Treat chiamano, il pubblico risponde, e risponde bene!

 

In un lampo si fanno le 22.30 e si comincia con l'Horror Metal dei DEATHLESS LEGACY: in 2 parole, UNO SPETTACOLO!

 

Chi di voi non avesse ancora avuto l'occasione, deve assolutamente correre ad un live di questo gruppo, perchè dire che ne vale la pena è poco; la band, che presenta il 4° lavoro studio "RITUALS OF BLACK MAGIC" (Scarlet Records), fonde sonorità Dark ad una presenza scenica magistrale, dove le melodie, sapientemente orchestrate in egual misura dai membri Alex Van Eden(Alessio Lucatti- Tastiere), Frater Orion (Batteria), Set. Bones (Chitarra) e C-AG1318 (Basso e Backing Vocals), si amalgamano con il recitato/cantato di Steva, coadiuvata dalla superba performance teatrale di Anfitrite, sviluppando un vero e proprio spettacolo a 360°, dove l'esoterismo e l'occulto rimangono i temi a farla da padrone, rendendo il prodotto personale e coinvolgente.

Il pubblico, presente e "spremuto" dentro il LEGEND sin dalle prime note, è convinto, ed i Deathless portano a casa una serata perfettamente riuscita.

 

Dopo circa un'ora di concerto, è il momento dei Trick or Treat.

Non mi dilungherò nuovamente sulla scaletta, perchè si tratta pressoché della stessa della sera precedente (ovviamente), ma vorrei concentrarmi sul pubblico: di nuovo, infatti, la presenza c'è stata, il coinvolgimento pure, e questi sono segnali che indicano che la nostra scena è davvero ancora (fortunatamente) viva; significa che abbiamo i mezzi per sostenerci; che sia perchè i Trick or Treat abbiano saputo fare "l'alchimia giusta", unendo la musica ad una infanzia mai abbandonata, o che sia perchè ormai siano una band affermata, il  risultato non cambia: il popolo "metal" è forte se è unito, e quel calore che ho visto in questi due giorni dobbiamo saperlo portare a tutti i livelli, perchè la realtà italiana è grande e forte, ma, soprattutto, è INVIDIATA da tutti gli altri.

 

Stessa Intro, ed un ALLE ancora più in forma (...ma è possibile?? comincio a dubitare che sia umano...) fanno partire una seconda serata bollente, ma dopo la Opener "BATMAN" si passa subito al "piatto forte", con GIORGIO VANNI che spiazza tutti salendo sul palco per la sua sigla "What's My destiny Dragonball", accompagnato da ALLE che non abbandona il solito Scouter!

Ringraziamenti ed applausi seguono l'uscita di GIORGIO, che si rivela molto a suo agio anche con queste sonorità più "rock", sia come presenza scenica che come interpretazione, lasciandosi sfuggire non pochi sorrisi e atteggiamenti di chi si è davvero divertito: i Trick hanno di nuovo centrato il bersaglio, che sia l'inizio di un nuovo "genere" del Metal??

 

Cambio scena, e si parte con la sequenza "Ken il Guerriero", "I 5 Samurai" e  "Beyblade Metal Masters", purtroppo stasera senza special guests, ma con una resa spaziale sapientemente gestita dai 5 musicisti, intervallati dalle ormai immancabili battute di Alle con il pubblico, segno del fatto che da entrambi i lati del palco c'è voglia di interazione, ed è un bene!

 

Al momento del singolo DEVILMAN, però, tornano sul palco Steva ed Alessio, e il pubblico sembrava non aspettare altro: il ritmo del brano fa letteralmente saltare i presenti a ritmo, e anche qui, gli ospiti sono invitati a restare sulle note di "Jem e le Holograms".

 

Anche per stasera arriva il mio turno, e, con febbre abbondantemente "allungata" da un particolare e curativo succo di malto locale,  salgo insieme ai miei beniamini per dar vita a "Robin Hood" : il pubblico risponde all'unisono, le mani battono, le teste si muovono...la visione del palco insieme ai Trick or Treat è un' esperienza che non auguro a chi non è in grado di gestire la voglia di fare casino!!

 

Rapido cambio palco, e salta fuori una nuova special guest annunciata: sulle note di "Pokemon - oltre i cieli dell'avventura" ecco arrivare Marco Pastorino (Temperance), che ottimamente si destreggia tra le melodie di una sigla che ha segnato i più giovani (come giustamente cita ALLE: se vi vedo cantare tutti i brani vecchi, allora vuol dire che siamo tutti della stessa epoca!"...), e che viene anche invitato a restare sul palco per duettare sulla successiva "Pegasus Fantasy", cantata da Alle con indosso una dettagliata riproduzione dell'elmo del Cavaliere di Bronzo (...o d'oro, a seconda della serie anime...) per le strofe in Giapponese, ed in Italiano per le parti di Marco, mandando letteralmente in visibilio il folto pubblico.

 

Ed anche stasera si giunge al termine, e, come (nuovamente) di rito, tutti gli ospiti salgono sul palco per l'esecuzione della finale DAITARN III, con il pubblico a farla ancor da padrone, cantando  a decibel illegali ogni singola nota.

 

La serata è finita ( così come le birre) e dopo le foto con i Trick or Treat ed i Deathless Legacy, anche il pubblico milanese può rientrare a casa consapevole di aver partecipato a qualcosa di nuovo, qualcosa di coraggioso, qualcosa che è perfettamente riuscito:

 

I Trick or Treat hanno di nuovo colpito nel segno, e lo hanno fatto con una (concedetemelo..;) ) "freccia d'oro". Hanno saputo unire e riunire, hanno saputo creare qualcosa di  nuovo, stringendo l'occhio a qualcosa di classico, e lo hanno fatto senza assolutamente snaturarsi. Ci hanno fatto rivivere uno dei periodi migliori del nostro tempo, e lo hanno fatto rendendo il risultato odierno.

 

Andiamo fieri di questa band, che ha osato e ne coglie i meritati risultati: oggi come oggi, non è né facile né usuale ottenere quanto, per loro, è, ormai la normalità.

 

W Alle, Guido, Leo, Luca Setti e Luca Venturelli...

 

W i TRICK OR TREAT! 

Ho sempre trovato molto difficile introdurre un'esperienza con poche parole..soprattutto quando si tratta di quel tipo di esperienza che aspetti per una vita, e che, al momento della sua effettiva realizzazione, stenti a credere che si stia davvero verificando.

 

Ennesimo esempio di professionalità, simpatia ed umiltà, lo staff All Around Metal è orgoglioso di presentarvi il chitarrista e co-fondatore dei Metallers Tedeschi EDGUY, Mr. JENS LUDWIG!

 

Buona Lettura!!!

Tomi

 

 

 

T: Ciao Jens! Grazie per essere qui con noi. Per me è un grande onore trovarmi nuovamente a chiacchierare con te.

 

J: Ciao e grazie a tutti i lettori. Sono molto felice di scambiare 4 chiacchiere con AAM.

 

T: Partiamo subito: EDGUY, una band che, per quanto mi riguarda, ha rivoluzionato il concetto di Live SHOW, giunge ai mitici 25 anni di carriera! Come ci si sente ad aver ottenuto un cosi importante risultato?

 

J: Beh, benissimo! Siamo molto orgogliosi di essere ancora carichi e pronti dopo il quarto di secolo, ancora con la nostra formazione originale! Ci reputiamo fortunati, e sappiamo che non sono molti i gruppi che, alla nostra età, possono già guardarsi indietro e vedere quanta strada è stata fatta come Band.

Siamo davvero fieri di ciò, e non vediamo l'ora di dimostrarlo sui palchi che ci aspettano per il Monuments Tour!

 

T: Come reputi siano cambiate le cose nell'arco di questi 25 anni? Come si è evoluta la scena Metal dal 1992 ad oggi, secondo la tua esperienza?

 

J: Moltissimo! Quando iniziammo con gli EDGUY era tutto più "a portata" della scena Rock, la gente ascoltava molto la musica e si interessava a scoprire i generi! Noi abbiamo sempre cercato di seguire i nostri gusti e aumentare le nostre caratteristiche, cercando di non pensare troppo a cosa il pubblico si aspettasse, ma preferendo suonare ciò che ritenevamo "nostro". Oggi come allora c'è chi tende a farti seguire l'andamento dei "gusti", ma oggi come allora mi sentirei di dire che è fondamentale dare retta al proprio istinto e fare ciò che ti fa stare bene. E su questa linea anche gli EDGUY continueranno ad andare avanti.

 

T: E' bello sentire che dopo 25 anni gli EDGUY sono ancora la band pronta a far rockeggiare i propri fans come se fosse il primo tour! Ed ora MONUMENTS, una raccolta ed un tour il cui nome è già tutto un programma!

 

J: (Ride) Si, il titolo rispecchia perfettamente ciò che avevamo in mente! MONUMENTS sarà una specie di raccolta del Meglio del Meglio degli EDGUY, i brani che crediamo descrivano in maniera completa l'evoluzione che il nostro stile ha forgiato nel corso di questi anni. Ma ci saranno anche 5 brani nuovi, brani che mi piacciono molto e che credo siano piuttosto emblematici.

 

T: Come Nasce MONUMENTS? puoi parlarci di Artwork e ciò che si cela nel 

"Making of" ?

 

J: Tutto nasce dalle idee di Tobi. Artwork e Titolo dovevano rispecchiare ciò che questo Venticinquesimo anniversario significa per ognuno di noi: MONUMENTALE era davvero il termine che calzava meglio!! ahahah

Riguardo le grafiche, volevamo far trasparire sia la nostra vena più divertente che qualcosa di più Dark, più duro. 

La scelta dei brani, invece, devo ammettere che è stata la parte più difficile, perchè chiaramente, quando arriva il momento della cernita, devi per forza fare una selezione, anche se vorresti sempre mettere qualcosa in più (RIDE).

In ogni caso, sono convinto che la selezione fatta sia vincente.

 

T: MONUMENTS è anche il nome del Tour che supporterà l'uscita di questa raccolta. Personalmente non vedo l'ora di vedervi in Italia, ma so che toccherete moltissime città per celebrarlo..

 

J: Si,esatto. Abbiamo in programma qualche festival e poi il Tour vero e proprio che vedrà molti appuntamenti tra cui anche uno show a FULDA, previsto per il 3 di ottobre.

Per l'Italia, invece, l'attesa sarà inferiore, visto che siamo molto felici di suonare al Metalitalia Fest il prossimo 9 settembre: è sempre stupendo venire nel vostro magnifico paese!

 

 T: Dobbiamo aspettarci qualche sorpresa? Suonerete anche i nuovi brani?

 

J: (Ride) Beh, ovvio!! ahahahah

Scherzi a parte sarà uno show MONUMENTALE, appunto, con gli EDGUY pronti a farvi divertire!

In setlist presenteremo i Classici Edguy, e anche 1 o 2 canzoni presenti nel nuovo disco, per circa 1.30 di show.

 

T: Benissimo! Magari il pubblico italiano vi farà venire voglia di registrare lo show, e mettere cosi in cantiere un nuovo DVD, stavolta girato nel bel paese..

 

J: Magari! Il pubblico italiano ci da sempre moltissima carica ed una energia stupenda!

Sarebbe bellissimo poter registrare un nuovo DVD in Italia, magari un giorno succederà,vedremo!

 

T: ..E invece, un nuovo Album per gli EDGUY è già in cantiere? Intendo, un album "standard", con ulteriori nuovi brani per i vostri devoti fans..

 

J: In realtà non abbiamo ancora pianificato nulla, a riguardo. E' probabile, ma ora penso sia prematuro parlarne, siamo davvero troppo presi ed eccitati per celebrare il 25° anniversario, e, per ora,  dedicheremo le nostre energie per renderlo spettacolare!

 

T: Molto bene, Jens. Siamo arrivati all'ultima domanda e, essendo chiaramente di parte, ho voluto anche inserire qualcosa riguardo la tua recente collaborazione con un gruppo Italiano, gli SkeleToon...:): il tuo apporto sulla title track di "Ticking Clock" è stato letteralmente magistrale..

 

J: Ahahahaha, si esatto. Sei abbastanza di parte, direi!!!

E' stato molto divertente, era un po' di tempo che non collaboravo con altre bands come ospite ed ho trovato molto interessante l'idea. Mi sono trovato molto bene a lavorare con voi. 

 

T: Bene Jens, il nostro tempo è finito, quindi ti ringrazio a nome di tutto il vostro pubblico Italiano, ribadisco che non vediamo l'ora di vedere gli Edguy di nuovo in Italia, e lascio a te le ultime parole per i lettori di All Around Metal.

 

J: Grazie a voi! Grazie per il supporto che ci date da 25 anni, grazie per l'energia che ci trasmettete e grazie per rendere gli EDGUY ciò che sono. Ci vediamo a Settembre!!!

 

 

 

  

Intervistare mostri sacri del Power Metal come "I Bardi" può essere l'esperienza più ambivalente della vita: ti senti grande per poter scambiare quattro chiacchiere con chi è stato artefice della tua crescita (non solo musicale) e allo stesso tempo, minuscolo di fronte all'aura divulgata dall'enorme umiltà che solo un vero Artista sa trasmettere:

AllAround Metal vi presenta ANDRE' OLBRICH, chitarrista della grandiosa band BLIND GUARDIAN.

Buona lettura!!

 

T: Ciao Andrè, Benvenuto su AAM!

Iniziamo subito con le domande calde: il 7.7 è prevista l'uscita del "Live Beyond the Spheres", cosa dobbiamo aspettarci?

 

A: Il miglior spettacolo possibile per i Blind Guardian in sezione live! Siamo molto contenti di questa release ed il triplo CD/DVD conterrà solo il meglio delle nostre riprese Live. Abbiamo registrato circa 3 Live per ogni brano scelto, durante i nostri 15 shows selezionati, cercando di tenere più versioni possibile. Siamo molto soddisfatti della resa finale.

 

T: Ottime notizie, quindi!!

E non solo riguardo il nuovo Album, ma anche per il vostro prossimo concerto in Italia, giusto? (Intervista avvenuta circa 2 settimane prima del Battlefield Metal Fest, n.d.r.)

 

A: Sì, esatto! Il tour è iniziato ufficialmente il 16 giugno scorso, ma, come al solito, non vediamo l'ora di approdare anche in Italia: abbiamo avuto un ottimo feedback sinora, specialmente negli U.S.A., dove non ci aspettavamo un simile risposta, ma devo dire che l'Italia è sempre un evento che attendiamo con impazienza! Sarà un bellissimo Live, con Bands e location davvero speciali!

 

T: Come avete preparato lo show? Qualche aneddoto particolare?

 

A: Direi di no, se non il grande impegno per preparare uno show degno di tale nome: abbiamo lavorato duramente durante le prove per garantire ai nostri Fans uno spettacolo completo e coinvolgente. Siamo sicuri di aver fatto un buon lavoro, ma il risultato positivo è dato anche dal fatto che abbiamo delle sensazioni stupende regalateci proprio dal pubblico e, questo, ripaga completamente ogni sforzo fatto.

 

T: Facciamo un salto nel passato, e parliamo di Thomas Stauch: collaborerete ancora insieme in futuro? Siete sempre in buoni rapporti?

 

A: Thomas è sempre stato un ottimo collaboratore e musicista, ormai, però sono molti anni (circa 10) che non lavoriamo assieme e non penso che succederà di nuovo, ma questo è dovuto alle scelte valutate ampiamente e serenamente in passato. Abbiamo ancora un ottimo rapporto, ma si limita al livello umano, cosa, peraltro, fondamentale, per aver permesso le nostre collaborazioni passate.

 

T: Il 2017 sancisce il 33° anno di attività per i Blind Guardian: una carriera invidiabile e ambita! Possiamo aspettarci, da fans, una riedizione di vecchie glorie come "Battalion of Fear"?

 

A: Ma certo! In effetti è in programma la riedizione sia di "Battalion of Fear" che di "Follow the Blind", i quali, con tutta probabilità vedranno la luce già nel 2018.

Siamo ovviamente felici di poterci voltare e vedere 33 anni di carriera, per una band che ci ha coinvolto letteralmente al 100%.

 

T: Come sono cambiate le cose dal 1984?

 

A: Tantissimo. A tutti i livelli. Vedi, quando iniziammo, il periodo era florido, chi ascoltava questo genere era capace di acquistare anche 20/30 album al mese, e viveva la musica nel modo più puro. Poi negli anni '90 arrivò il Grunge e ci fu una netta inversione di tendenza. C'era chi, addirittura, diceva che il Metal era morto, ma a noi non importava: anche se ci dicevano che eravamo destinati al crollo, noi abbiamo sempre cercato di suonare solo quello che ci piaceva, guardando l'evoluzione del genere ma senza piegarci al mero volere commerciale. Ci sembrava semplicemente la scelta più giusta, perché se non ami ciò che fai, non vai da nessuna parte. E siamo molto fieri del percorso sostenuto.

Alle nuove generazioni di gruppi che vivono la scena odierna, quindi, mi sentirei di dare lo stesso consiglio: amate ciò che fate, e fatelo senza imporvi troppi limiti esterni. Anche questo è adattamento.

 

T: E invece, cosa ci dici di qualche nuova release inedita? I Blind sono pronti per entrare di nuovo in studio?

 

A: Certo! Anzi, posso anche darti qualche anticipazione: sarà sempre la Nuclear Blast a pubblicare il nostro nuovo album, che è in fase di scrittura proprio in questo periodo. Avremo l'uscita dell'album ORCHESTRALE, al quale stiamo lavorando da tanto tempo, presumibilmente a fine 2018, e, ad un anno da questo, penso potremmo far uscire un nuovo album inedito. Non mi sento di darti un periodo esatto, ma direi che entro il 2020 saranno pubblicati sia l'album orchestrale (Hansi ha appena finito le parti vocali, e l'orchestra vera e propria la registreremo in Luglio) che il nuovo Disco.

 

T: Bene, Andrè, devo dire che è stato un vero piacere averti con noi. Come a solito, noi di AAM  ti vogliamo ringraziare per il tempo accordatoci, e lasciamo l'ultima parola a te, da dedicare ai nostri lettori.

 

 

A: Sono io a ringraziarvi. Siamo carichissimi e pronti a dar "battaglia" al prossimo "Battlefield Metal Fest", nel vostro bellissimo paese! Ci vediamo sotto al palco!

 

 

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