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Corrado Franceschini

Corrado Franceschini

Oltre 50 anni di età e più di 35 anni di ascolti musicali.

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Poco dopo le prove dei modenesi Constraint per il concerto a supporto dei Kalidia al Condor Club di Rubiera ho avuto modo, grazie a Elisabetta Simonetti, di intervistare la loro cantante Beatrice Bini. Quello che vi apprestate a leggere è il risultato di sedici minuti di chiacchiere faccia a faccia tra lei e me seduti sul divanetto adiacente al palco.

 

C) Ciao Beatrice. Ben arrivata sulle pagine di www.allaroundmetal.com

B) Ciao Corrado, grazie per l’interesse e per l’opportunità che mi offri per far conoscere meglio i Constraint.

C) Come prima cosa ti chiedo di tracciare in sintesi la storia dei Constraint.

B) Siamo nati nel 2011 come Symphonic Metal Band di covers. Nel 2012 abbiamo inciso il primo demo “Illusion Of A Dream” con tre pezzi inediti; avevamo circa 15/16 anni e nel 2016 abbiamo registrato il primo C.D. “Enlightened By Darkness”. Successivamente abbiamo cambiato formazione stabilizzandoci e abbiamo preso musicisti più motivati per rendere il progetto più professionale. Essendo i musicisti più preparati, il progetto si è spostato su coordinate più Progressive e, dal 2016 in poi, abbiamo fatto solo concerti e composto nuovi pezzi. Nel giugno 2019 è uscito il nostro nuovo singolo “The Big (B)End”. A marzo 2020, invece, uscirà il nuovo album “Tides Of Entropy” (Nel frattempo è uscito - 23 marzo 2020 n.d.a.).

C) La vostra produzione in nove anni ha portato all’uscita di un demo, un C.D. e un singolo. Quella di “centellinare” le uscite è stata una vostra scelta o in questo lasso di tempo avete trovato delle difficoltà di qualche natura?

B) E’ stato dovuto alla nostra storia e cioè al grosso “buco” dovuto al cambio di formazione. Abbiamo dovuto trovare i giusti componenti, provarli, trovare la giusta sintonia fra tutti e trovare il metodo di composizione. La definirei una necessità più che una scelta.

C) Chi è che si occupa delle musiche e chi dei testi all’interno dei Constraint e in quale maniera lavorate avendo per così dire una formazione “Allargata”?

B) Questo è un concetto particolare. So che suona strano sentirlo dire ma componiamo tutti assieme. A volte parte una melodia da me e gli altri costruiscono l’arrangiamento. Altre volte il pezzo parte dal chitarrista, io ci metto la melodia, e ognuno sviluppa l’arrangiamento con il suo strumento. Ognuno mette le sue idee per quello che è il suo ruolo/strumento e cerchiamo mettere tutto in sinergia. Dei testi, invece, mi occupo io. Dato che il testo è dettato dalla mia linea vocale deve essere un tutt’uno. Non affiderei mai le stesure dei testi a chi non le canta perché io in una parola, e in una frase, sento già la melodia della musica e viceversa. Sono due cose altamente correlate.

C) Nel 2020 uscirà il vostro nuovo album “Tides Of Enthropy”. Ci puoi dare qualche anticipazione? Uscirà sulle piattaforme digitali o anche in forma fisica?

B) Il nuovo album uscirà in forma fisica. Abbiamo fatto una campagna di “crowdfunding” per cui c’è già stata una sorta di pre ordine. “Tides Of Entropy” è un album autoprodotto visto che siamo abbastanza attaccati ai nostri pezzi; magari più avanti, quando saremo ancora più maturi e con più esperienza, potremmo valutare l’idea di trovare un’etichetta discografica.

C) Ho visto su Youtube un clip della cover di “Slave” dei Leprous. Puoi dirmi come mai avete scelto quella band e quel pezzo in particolare?

B) I Leprous hanno un tipo di sonorità che, non vorrei dire un’eresia, si può avvicinare in qualche modo al sound del nuovo album. E’ una band Progressive ma ha queste atmosfere molto melodiche e, soprattutto, la voce del cantante si avvicina al mio modo di cantare. Usa molte risonanze di testa, falsetti, e alterna parti molto potenti ad altre melodiche. Direi che attualmente ci rappresentano più i Leprous che i Nightwish; band alla quale venivamo associati perché Symphonic Metal.

C) Visto il tuo ruolo centrale di cantante pensi che per lo più la band venga identificata con la tua figura e, nel caso, questo rappresenta un vantaggio o uno svantaggio?

B) Questa cosa capita quasi sempre nel senso che la gente identifica il cantante perché la voce è la cosa più diretta che arriva al pubblico. Tutti capiscono e riescono a seguire la melodia vocale mentre non tutti hanno il background e la competenza musicale per seguire gli strumenti. E’ un fenomeno che si trova maggiormente nella Pop Music ma che è presente anche nel Metal. Anche la chitarra ha un ruolo importante ma il cantante è quello che ci mette la faccia. A mio avviso è un vantaggio perché la gente si ricorda del cantante che, anche per come è posizionato sul palco è come un punto di riferimento. Ciò non significa che il ruolo degli altri viene sminuito. Lo svantaggio può essere rappresentato dal fatto che i musicisti si sentono relegati in secondo piano ma, come detto, non è così.

C) Cosa si deve aspettare da voi chi viene ad un vostro concerto? Quali emozioni volete suscitare? Usate costumi o effetti particolari?

B) Costumi no. Abbiamo un look molto “sobrio” e non ci piace avere richiami e fronzoli tipici del Gothic perché, oramai, sono caduti in una sorta di stereotipo. Le band di quel genere hanno detto tutto. A noi piace “astrarci” da questi clichès.

Riguardo agli effetti speciali; fino a che non avremo una disponibilità economica sufficiente o un tipo di fama che ce lo permetterà, eviteremo di usare cose che potrebbero risultare “dozzinali”, di poca qualità, oppure pacchiane/ridicole.

Cosa vogliamo suscitare? Io vorrei creare un ambiente introspettivo visto che tutto ciò che scrivo è legato a delle emozioni e delle evocazioni. Non c’è una storia; è più qualche cosa di poetico che vuole lasciare libertà interpretativa al pubblico. Vogliamo creare un’atmosfera dove uno possa vedere se stesso; “scavarsi” dentro e trovare una sorta di catarsi. E’ quello che si trova anche nella tragedia greca: il senso di purificazione, mutamento, improvvisazione, riflessione. La usica deve portarti in un mpondo al di fuori della realtà e quotidianità. Scrivo anche per questo; creare mondi.

C) Avete del Merchandising? Dove è possibile acquistarlo? Quali sono i vostri contatti on line?

B) Certo che abbiamo del merchandising; abbiamo Il vecchio e il nuovo C.D., il nostro plettro, e altri piccoli gadgets. Siamo presenti su tutti i maggiori social: Facebook, Instagram, Youtube e, se volete ordinare qualcosa, basta che seguite il link presente sul nostro Facebook.

C) Grazie per il tempo che mi hai concesso per questa intervista. Saluta pure come vuoi.

B) Grazie a te per la considerazione e un saluto a tutti i lettori di www.allaroundmetal.com

Strike Avenue: "Antiresurrection" è il nuovo singolo.

Martedì, 24 Marzo 2020 10:31 Pubblicato in News

Riceviamo e pubblichiamo.

E' con grande piacere che abbiamo deciso di pubblicare il singolo di "Antiresurrection" proprio ora, rimodulando i nostri piani. La pubblicazione di questo video non era programmato per questo periodo, ma a ridosso dell'uscita del nuovo album, il quinto, ed ora in fase di ultimazione. La decisione è stata presa per sentirci vicini a tutti voi in un momento così difficile, dove per noi il messaggio principale è #iorestoacasa #musicaacasa.

E con "Antiresurrection" cogliamo l'occasione di celebrare i nostri 12 anni di attività: https://youtu.be/TFlmtciwTpM 

 

Avevo segnato da tempo sull’agenda la data dei Kalidia + Constraint al Condor club di Rubiera ma non avevo messo in conto che questa occasione mi avrebbe portato ad un triplo piacevole e faticoso “lavoro”. Andiamo con ordine. Era da parecchio tempo che non assistevo ad un concerto Metal e i tempi erano oramai maturi. Al Condor Club di Rubiera, quindici chilometri da casa mia, si prospettava una serata niente male con gli headliner toscani Kalidia e, a supporto, i modenesi Constraint. La tentazione di fare un live report era forte e, grazie all’espressa richiesta di Mirco, D.J. di K Rock, emittente radio di Scandiano, la tentazione si è trasformata in occasione. Dopo un rapido scambio di messaggi tra Mirco e Elisabetta Simonetti ci siamo accordati per una serata full immersion comprendente Interviste alle due band nelle figure di Beatrice Bini, cantante dei Constraint, e Nicoletta Rossellini, cantante dei Kalidia, oltre all’immancabile live report dell’evento. Alle ore 20.15, in perfetto orario, la mia amica Nayenne che farà  le fotografie per le interviste e io entriamo nel locale. Ero stato al Condor quando era situato a Modena ma non ero mai stato a Rubiera. Ciò che colpisce subito l’occhio è il palco disposto ad angolo mentre una zona più defilata, garantisce una certa tranquillità per chi vuole sedersi  o bere qualcosa. Questo nella sala Metal visto che esiste anche una sala Dark. Dopo i convenevoli e i saluti si organizzano le interviste (le leggerete a parte). Non resta che rilassarsi e aspettare. Con l’arrivo delle pizze (un ringraziamento speciale va a Cristian, padrone del Condor Club) si ha modo di socializzare meglio con lo staff. Primo concerto: arriva sul palco il sestetto dei Constraint.

Beatrice, che durante l’intervista aveva una voce flebile, dimostra di possedere un cantato che poggia su basi liriche offrendo una performance intensa e, per certi versi,  “evocativa”. I Constraint hanno presentato una vasta selezione di brani, sei su dieci in scaletta, che andranno a comporre il nuovo lavoro “Tides Of Entropya” alternandoli con tre pezzi dall’album “Enlightened By Darkness” più il singolo “The Big (B)end”.

Il gruppo fa un grande uso delle tastiere e, avendo un background Gothic, non poteva essere altrimenti. Un ruolo preponderante è assegnato al violino che, molto spesso, fa le veci della chitarra. Per ascoltare il primo intervento in solo della stessa, difatti, si è dovuto aspettare il terzo brano “Eerie Euphoria”. La batteria è risultata potente e dal tratto preciso anche se, in alcuni momenti del concerto, ha rischiato di “falsare” l’atmosfera. Devo dire che il fonico con il suo mixer “palmare”, ha rimediato passeggiando avanti e indietro per migliorare il suono: in un ambiente stretto e con tanti musicisti non è sempre facile. Il pubblico presente: quaranta unità circa in questo primo step, ha mostrato di gradire sia i vecchi pezzi come “The Ending Of Time” sia i nuovi come“Omniscent Oblivion”.

Il tempo gioca a favore dei Constraint visto che hanno cominciato a fare musica da giovanissimi e, se avranno la costanza, potranno sfruttare le occasioni che troveranno sul loro cammino per portare il loro discorso musicale in giro per l’Italia.

Mentre si approntano piccoli cambiamenti sul palco il disk jockey spara musica Metal a tutto volume dalle casse e i presenti ne approfittano per fare quattro chiacchiere e bersi una birra. Arriva il momento dei Kalidia.

 

Il set inizia con quattro pezzi estrapolati dal C.D. “The Frozen Throne” del 2018. La differenza fra le cantanti dei due gruppi si nota subito: più “assorta” e concentrata Beatrice, più sciolta e desiderosa di coinvolgere la gente Nicoletta.

Prima del terzo pezzo, “Circe’s Spell”, viene invitata sul palco Federica Lanna (Sleeping Romance; ora anche nei Volturian). La performance che ne esce, se pure non precisa al millesimo, offre l’occasione per vedere all’opera due ragazze che hanno una buona sintonia, lo si vede dai loro sguardi, e hanno voglia di far capire che le donne sanno essere coinvolgenti tanto quanto i maschi quando fanno squadra.

Il melodic Power Metal dei Kalidia risulta interessante in quanto è capace di inserire diversi elementi che cambiano il ritmo e non annoiano: valgano per tutte “Circe’s Spell” e “Lies’ Device”. Se il tutto fosse giocato su quello che io chiamo “palla avanti e pedalare”, leggasi doppia cassa tipicamente Power, il discorso prenderebbe un’altra piega. Invece la commistione di velocità e atmosfera, unite alla perizia strumentale, fanno la differenza.

Con sette brani dall’ultimo disco e cinque da “Lies’ Device” del 2014 i Kalidia portano a termine una performance veramente coinvolgente per il pubblico: settanta unità circa alle quali si uniranno altre nel prosieguo della serata. Mi piace sottolineare altri due aspetti del concerto. Dopo due terzi del set è stato inserito un solo di batteria: cosa abbastanza inusuale per una band giovane dato che è più un retaggio della mia epoca (anni sessanta/settanta). Niente di trascendentale, se pur ben eseguito, ma è servito a spezzare l’atmosfera e a permettere a Nicoletta di riprendere energie. Il secondo aspetto riguarda la Black Sails Crew, ovvero la fan base dei Kalidia, che è stata chiamata sul palco per premiare i tre vincitori dei biglietti estratti in una lotteria che ha permesso di vincere C.D.’s e birra. Sono piccole cose ma servono a premiare chi si è sobbarcato dei chilometri per vedere in azione i propri beniamini.

Rimane solo il tempo per fare gli ultimi saluti e ringraziamenti e si va verso il meritato riposo. A volte mi chiedo se ha ancora senso a 57 anni girare per concerti ma la risposta arriva da serate “intense” come quella vissuta al Condor Club.

foto: copyright di Roberta - Nayenne e Corrado Franceschini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Self Disgrace: Il 7 marzo uscirà “Fetus in Fetu”

Domenica, 16 Febbraio 2020 18:27 Pubblicato in News

Riceviamo e pubblichiamo:

I SELF DISGRACE sono lieti di annunciare la data di pubblicazione del secondo album “FETUS IN FETU” via Malevolence Records . Registrato e prodotto da Bratt Sinclaire ai Mixaglia Studios in Lecco, sarà disponibile dal 7 Marzo 2020. Bratt Sinclaire ha lavorato con grandi artisti fin dagli anni ‘80, come i Bulldozer, Jennifer Batten (Michael Jackson), Billy Sheehan (Mr. Big), Kiko Loureiro (Megadeth/Angra), ecc...

Le prevendite per il nuovo cd cominceranno a breve e non sarà solo disponibile via Malevolence Records negli USA/Nord America: https://malevolencerecords.bandcamp.com 
Ma sarà anche disponibile attraverso Bandcamp in Italia/Europa: https://selfdisgrace.bandcamp.com/releases 

In questo modo speriamo di tagliare costi ridicoli di spedizione e tempo che equivale a un servizio migliore! 

E inoltre ovviamente Fetus in Fetu sarà anche disponibile in digital download e streaming su tutte le maggiori piattaforme come iTunes , Spotify , Google Play, Amazon Music UK , Deezer , ecc.

Tracklist:
1. DELIVERANCE
2. NEVER BORN
3. THE MANSION
4. IN THE NAME OF
5. WAR
6. IN CHAINS
7. CRUEL TRIBULATION

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