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Federico Orano

Federico Orano

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Il tanto atteso giorno dello SPAZIOROCK FESTIVAL è arrivato. Atteso perchè non si vedeva una line-up così, per questo genere, da molti anni, probabilmente da quel Rockin' Field datato 2008 e la scena power italiana ha risposto presente con un Live Club di Trezzo pienissimo. Un vero e proprio party, una celebrazione del genere si potrebbe dire visto che oltre all'esibizione delle band la cosa superlativa era uscire nella parte esterna del locale tra uno show e l'altro e scambiare quattro chiacchiere con vecchi amici e tanti musicisti e addetti ai lavori. Insomma non ci si poteva aspettare di meglio da una giornata all'insegna del power metal.

 

Ma andiamo con ordine visto che alle 16 precise parte il FRIULI COMBO POWER METAL ATTACK con i giovani OVERTURES. Ma giovani non lo sono più diciamoci la verità. La band di Michele Guaitioli ormai calca palchi importanti da anni, pubblica dischi di altissimo livello... insomma non chiamiamo più gli Overtures una promessa ma una grande band in ascesa ma già affermata nel genere. "Artifacts" è il nuovo loro disco da cui vengono estratti tre brani. Favolosa la title track  e "Repetance" . Peccato che nei primi due pezzi i suoni non fossero perfetti e che il tempo per la band con più figaggine del festival (merito di Nicoletta e  Alessia, le due coriste, non tanto di Michele e soci eheh) non ha potuto proporre niente dal favoloso "Entering the maze", penultimo loro disco, e la chiusura come al solito è affidata alla power song "Fly Angel". Tanta voglia di rivederli presto con una scaletta completa!

L'altra band friulana sono gli ELVENKING. Che peccato avere solo un assaggio della loro musica. Si poteva valorizzarli un pò di più (avrebbero sfigurato dopo gli Iron Savior? Io non credo) ma pazienza, con una line up così è normale che alcuni gruppi siano più sacrificati. E forse la band ha risentito di questo. Non che abbia suonato male ci mancherebbe ma li ho visti più in palla altre volte soprattutto Damna che ha anche dovuto combattere con alcuni problemi al microfono. Ma nonostante tutto il loro show è stato pieno zeppo di energia con "Divided heart", "The Loser", "The Scythe" e "Elvenlegions". 

Una pausa brevissima, tempo di una birretta, ci separa dai DOMINE. Che band quella di Enrico Paoli.. E' pazzesco quello che i Domine rappresentano per il metal italiano. Non fanno un disco da anni ma il pubblico li acclama come degli eroi. Questa è pura energia che credo si tramuterà presto in ispirazione per entrare in studio.. Il loro show è pura potenza con una setlist mozzafiato scelta a pennello, visto anche il tempo a disposizione, prediligendo i brani  più brevi e in your face come "Thunderstorm", "The Hurrican Master", "Dragonlord" e "The Ride of the Valkyries". Morby fa tremare i muri e saluta tutti tra le note di "Defender"!

Salgono sul palco gli IRON SAVIOR di Piet Sielk che ci regalano una quarantina di minuti di puro power metal teutonico; riff potenti e ritornelli da cantare quelli della band di amburgo che suona compatta come un macigno e il pubblico apprezza. Difficile arrivare a suonare dopo che i Domine hanno incendiato il palco ma la band tedesca fa il suo lavoro egregiamente con brani come "Way of the blade" e "Gunsmoke" dall'ultimo disco e "Starlight", "Condition Red" e l'inno "Heavy metal never dies" dal passato.

Qualche problema alla chitarra di Mister TURILLI ed un pò di ritardo accumulato in precedenza fa ritardare l'inizio dell'esibizione dei RHAPSODY che si vedranno costretti per questo a tagliare almeno un paio di brani dalla scaletta. Peccato perchè il gruppo di Alle Conti sembrava in palla nonostante la stanchezza accumulata dal recente tour in Sud America in compagnia dei Primal Fear. Scaletta classica per questo tour ma ridotta con "Il cigno nero" e "Rosenkreuz" ad aprire le danze, le immortali "Land of Immortals" e "Unholy Warcry" a scaldare il pubblico e la favolosa "Tormento e passione" per emozionare i presenti. E poi "Demonheart" a chiudere lo show visto che nonostante le continue richieste di Luca e di tutta la band, l'organizzazione è rimasta irrimovibile sulla fine dello show. Peccato..

Il pubblico non ha gradito molto la rinuncia ad un paio di inni targati Rhapsody ma se ne dimentica presto appena salgono sul palco i POWERWOLF. Li ho visti di recente al Leyendas del Rock e sapevo cosa aspettarmi dai lupi tedeschi. uno show superlativo il loro sia perchè i brani si adattano alla grande in sede live sia perchè i 5 musicisti sono davvero bravi ad esaltare il pubblico. E il pubblico italiano che li ha scoperti da poco (mentre in Germania e nell'Europa dell'est la band riempie gli stadi già da qualche anno) si dimostra molto preparato cantando a squarciagola gli inni metallici di "Blessed & Possessed", "Amen & Attack" e "Sacred & Wild". Dal loro piccolo grande capolavoro "Bible of the beast" vengono estratte le solite "Resurrection by Erection" e "Werewolves of Armenia" mentre il finale vede altre super song come "Sanctified With Dynamite" e "We drink your blood". I Powerwolf ci sanno fare ed escono soddisfatti tra gli applausi di un pubblico italiano che li ha supportati alla grande.

Ancora elettrizzati dai Powerwolf arriva l'ora degli STRATOVARIUS. Li vedo così per la terza volta in pochi mese. E onestamente mi sarei aspettato la solita scaletta, buona eh, ma senza grosse sorprese. E invece? E invece dopo la breve intro parte a gran sorpresa una immensa "Speed of light" e subito dopo "Eagleheart", "Phoenix", "SOS", "My Eternal Dream" e "Against the Wind" ma fin qui tutto secondo i piani più o meno. Ma gli Strato di un Kotipelto in formissima ci piazzano altre sorprese che hanno fatto impazzire tutti i presenti. Come non perdere la voce su "Paradise" ad esempio? Ma quello che proprio non mi aspettavo è "Will the Sun Rise?"; WOW! Capisco che la band farà qualche data in Finlandia suonando per intero "Episode" ma non mi aspettavo che ripescasse alcuni brani storici anche per l'occasione. In realtà visto l'andazzo mi stavo abituando bene e già mi gustavo una chiusura con "Forever" e "Father time"...  E invece dopo "Shine in the Dark" e "Black diamond" la band mi ha accontentato solo a metà con la storica ballata "Forever", naturalmente per la gioia di tutto il pubblico. "Umbreakable" (che non riesce a piacermi, sarà per quella tastierina o per quel refrain un pò zuccheroso mah...) e la storica "Hunting high & low" chiudono uno show davvero favoloso per il quintetto finnico.

Sette esibizioni per oltre 8 ore di musica che sono volate. Una giornata intensa e splendida a Trezzo per un festival che speriamo, diventi impegno fisso negli anni a venire. C'è stato qualche problema con i suoni in alcuni show soprattutto per le prime band ma tolto questo, non possiamo che fare i complimenti all'organizzazione. Spaziorock e l'agenzia Truck me hard, che hanno curato l'evento, meritano tutti i nostri applausi per aver fatto riaccendere la fiamma del power metal in Italia!

ps. Mi chiedo solo, ma tutti questi fans del power metal dove sono di solito quando ci sono degli ottimi concerti con 40-50 persone ad assisterli? 

*Foto a cura di Dario Onofrio per Allaroundmetal.com*
Gallery completa qui.

Nightwish + Temperance @Palabam - Mantova (12 Sett 2016)

Lunedì, 19 Settembre 2016 13:49 Pubblicato in Live Report

"Lunedì sera a Mantova si può!". Questo hanno esclamato molti fans del power metal sinfonico quando hanno saputo del ritorno dei Nightwish in Italia per un nuovo mini tour prima di una lunga pausa, come ha dichiarato recentemente il leader Tuomas Holopainen

 

Non un Palabam strapieno quello che abbiamo visto ma, tenuto conto appunto del giorno particolare di inizio settimana lavorativa, non si può che essere soddisfatti della partecipazione che ad occhio direi che si è attestata attorno alle 2-3 mila presenza. Ad aprire la serata sono i TEMPERANCE che conosciamo benissimo ormai, visti diverse volte live e pronti all'imminente nuovo lavoro in studio, "The earth embraces us all", recensito proprio in questi giorni nel nostro sito. La band ha un'oretta a disposizione e ne approfitta per presentarci alcuni brani nuovi, su tutti "Unspoken Words" e "Revolution" che funzionano bene e naturalmente diversi pezzi dei loro precedenti album come "Mr White", "Deja vu". Peccato per i volumi un pò bassi e continuo ad insistere, la mancanza di una tastiera in formazione per non usare troppe basi registrate.

 

Anche loro piuttosto puntuali i NIGHTWISH  entrano in scena verso le 21 e ci regalano oltre 2 ore di grande power metal sinfonico. Uno show davvero ottimo con uno schermo ad alta risouzione alle spalle che lancia immagini in continuazione ed i 5 musicisti in grande forma, un pò stanchi forse ma che si dimostrano grandi professionisti e super musicisti. Tutto perfetto quindi? No, a dire la verità non ci ha convinto molto la scaletta, troppi brani recenti sia dal deludente "Imaginarium" sia dall'ultimo buono ma non eccelso "Endless Forms Most Beautiful". Insomma pezzi come "Last ride of the day" e "My walden" (ma anche le stesse "I Want My Tears Back" e "Storytime") non hanno il diritto di stare in una setlist che invece tiene fuori brani come "Wishmaster", "Ever Dream", "The kingslayer" o comunque ogni brano dai dischi storici come "Once", "Wishmaster", "Oceanborn", "Century child" e "Dark passion play". Per fortuna la presenza di "Bless the child" e soprattutto le superlative "The Poet and the Pendulum" e "Stargazers" hanno ricompensato il costo del biglietto. Grandissima la prestazione di Floor che ha convinto anche i fans più sfegatati di Tarja, anche se in "Sleeping sun" la storica singer finlandese un pò ci è mancata. E un punto a favore dei Nightwish va per il fatto di aver evitato l'inutile uscita di scena prima di farsi richiamare per il bis. Il loro show è stato tutto filato senza inutili pause. La conclusione con la lunghissima "The Greatest Show on Earth" (leggermente tagliata) è stata molto coraggiosa e inusuale, solitamente si cerca di chiudere con brani veloci e d'impatto. Una scelta interessante ed apprezzabile. 

 

Insomma una gran serata che ci rimanda a casa soddisfatti anche se con un pò di amaro in bocca.

 

SETLIST:

Roll Tide (Hans Zimmer song)

Shudder Before the Beautiful

Yours Is an Empty Hope

Bless the Child

Storytime

My Walden

Élan

Weak Fantasy (Preceded by a Dawkins' narration)

7 Days to the Wolves

The Siren

The Poet and the Pendulum

I Want My Tears Back

Nemo

Stargazers

Sleeping Sun

Ghost Love Score

Last Ride of the Day

The Greatest Show on Earth 

 

Nella splendida cornice del Teatro Romano di Verona, si è svolta una serata davvero interessante all'insegna della musica cristiana, con protagoniste due band come i piemontesi Reale ed i siculi Metatrone. Una serata un pò atipica se vogliamo con il pubblico seduto comodamente ad ascoltare i brani proposti dalle band. Ma bisogna dire che i presenti, di tutte le età, sono stati parecchio partecipi con applausi e qualche coretto, lasciandosi coinvolgere.

Non conoscevo i Reale, autori di un rock con testi in italiano e naturalmente tematiche legate alla bibbia, Gesù etc.. E la band torinese ci ha fatto una buona impressione, con alcuni brani niente male e certe soluzioni azzeccate e non banali. Io ci aggiungerei una bella tastiera e magari qualche riff per ottenere un sound più Aor o alla Pooh, ma son gusti personali. La performance dei Reale è stata positiva; interessanti le parole del leader e singer del gruppo durante lo show per presentare i brani raccontandoci delle sue esperienze. Meritati gli applausi finali mentre non aspettavamo altro che la salita sul palco degli attesissimi Metatrone.

Sono circa le 23 quando salgono sul palco i Metatrone. Mi erano sfuggiti la scorsa estate quando per un imprevisto mi son perso il loro show sempre in terra veronese. Stavolta non potevo mancare. "Paradigma" è un disco che adoro ed il nuovo "Eucharismetal" non è da meno, anzi è uno dei migliori dischi dell'anno per quanto mi riguarda. E così la band conquista pian piano il pubblico attraverso l'oretta di tempo che ha a disposizione. Una platea per gran parte non abituata a queste sonorità e Don Davide e Stefano Calvagno scherzano proprio su questo durante le pause (chissà cosa passava per la mente di qualche presente durante i momenti cantati col growl di Don Davide). Ma la band ha suonato  davvero alla grande partendo forte con l'opener del nuovo disco "Alef Dalet Mem".

E' la sessione ritmica a impressionare con Dino Fiorenza autentico mattatore col suo basso e Salvo che spara la doppia cassa a tutta velocità. Come non emozionarsi con "Uomo", brano meraviglioso. Si pesca ancora dall'ultimo lavoro con "Molokai" e la superlativa "Wheat and weeds". Jo Lombardo intanto dà sfoggio di tutto il suo talento facendo  tremare il teatro con i suoi acuti stratosferici. Il singer siciliano per eccellenza si dimostra perfetto dal vivo e gran punto di forza della band. Stefano e Don Bruno spesso prendono in mano il microfono per introdurre i brani e quando vengono proposte "Latest news from light" e "In spe resurrectionis" non possiamo che agitare la testa! Il tempo vola in questi casi e senza accorgercene si arriva alla fine della serata tra i tanti applausi e le foto di rito con dei disponibilissimi Metatrone che a fine show erano già sotto il palco a ricevere i complimenti di tutti i presenti. E mi ha fatto piacere vedere che molti hanno scoperto la band proprio in questa occasione e si sono fermati per complimentarsi con Don Bruno e compagni. 

Un applauso gigante a chi ha organizzato questa serata. Nel centro di una splendida città come Verona è arrivata la musica che ci fa impazzire. Un pò come i Maiden a Trieste qualche mese fa. Sarebbe bello poterlo ripetere molto più spesso e in tante altre città. E speriamo di rivedere presto i Metatrone dalle nostre parti!

LEYENDAS DEL ROCK 2016 @Villena (Alicante) 10-13 Agosto

Mercoledì, 31 Agosto 2016 12:17 Pubblicato in Live Report

Altro anno, altro Leyendas del Rock. Lo storico festival estivo spagnolo diventa sempre più imperdibile grazie ad una line up che si incontra  raramente in giro. Ma quello che più conta è l'atmosfera rilassata e positiva che avvolge la 4 giorni spagnola, con aria di festa e tanta gente che si diverte passando le proprie giornate tra musica, birra, relax. Il meteo a Villena quest'anno è stato clemente ed il caldo torrido non si è visto anzi di notte faceva anche freschino. Si perchè i concerti qui finiscono alle 5 di mattina che non pensiate di andare a letto presto, anzi molte super band hanno proprio il compito di chiudere le serate.

MERCOLEDI'

La partenza del Mercoledì è come sempre affidata alla giornata gratuita del festival ma quest'anno l'organizzazione ha esagerato inserendo gli eroi (almeno in patria) dei WarCry, band che attira tantissima gente. E se l'ingresso è aperto a tutti ed il gruppo di Oviedo esordiva con il proprio show accompagnato da un'orchestra di oltre 50 musicisti allora capite bene che l'affluenza di 22 mila persone era più che prevedibile. Ma andiamo con calma perchè ad aprire le danze ci sono gli [In Mute] band valenciana di death metal/hardcore che come ben sappiamo, ci sa fare alla grande con la straordinaria Steffi alla voce che come sempre sprigiona immensa carica. Riff spaccaossa e scream per una band che dal vivo riesce a far esplodere tutto il proprio potenziale. Passa veloce l'esibizione degli [In Mute] ed è già tempo di un'altra band iberica che sta facendo molto parlare di sé: i Lords of Black di Ronnie Romero. E le curiosità erano su come suonavano i pezzi dal vivo dell'ottimo "II" uscito qualche mese fa e sulla voce di Ronnie. In entrambi i casi direi che la band viene promossa. I pezzi sono potenti e convincono anche in sede live mentre il singer sudamericano si dimostra superlativo. La band di Tony Hernando (ex Saratoga) convince appieno con brani come "Merciless" e "Everything you're not". Dopo di lor arriva l'unica band estera della giornata, i Fear Factory. La band americana per ben un'ora e venti ha ripercorso la propria carriera con un occhio allo storico "Demanufacture" per la felicità dei propri fans. Uno show potente per la band d'oltreoceano che non ha deluso le aspettative. Tocca al piatto forte della serata, i WarCry. Tanta attesa e un mare di gente per assistere all'esibizione sinfonica della band asturiana. Victor e soci puntano su una scaletta più soft proponendo molte lente come l'immancabile "Nana" e la favolosa "El amor de una madre" (e qui ho rischiato la lacrimuccia) ma anche l'innaspettata "La vida en un beso". Non mancano per fortuna anche i pezzi più potenti e veloci. A mio parere riuscitissima in questa versione orchestrale la power song "Aire" e le bellissime "Alma de conquistador" e "Contra al viento". A chiudere lo show non poteva mancare ovviamente "Hoy gano yo" anche se un paio di brani non inclusi in scaletta mi sarebbero piaciuti come "Quiero oirte" e "El guardian de Troya". La giornata metallica continua con due band che in Spagna hanno un certo seguito ma che onestamente faccio un pò fatica ad apprezzre e parlo dei Mojinos Escozios e dei El reno renerdo. Due band goliardiche una specie di nanowar of Steel iberici, che il pubblico spagnolo apprezza parecchio, basti pensare che i primi festeggiavano i 25 anni di carriera. Si chiude così la prima giornata del festival. Una giornata che ci ha fatto respirare di nuovo l'atmosfera del Leyendas incontrando cari amici e che ricorderemo per molto tempo soprattutto grazie all'esibizione dei WarCry.

GIOVEDI'

Il secondo giorno di leggenda finalmente apre le porte anche al palco "Mark Reale - Riot Stage". Partono i D-A-D con il loro hard rock classico ma anche tecnico e potente e ci fanno una buona impressione seguiti dai Dragonforce con Alessio Garavello (ex Arthemis, ex Power Quest, A new tomorrow) al microfono a sostituire il malato Mark Hudson. Ottima prestazione del nostro singer (anche se da qualche anno trasferitosi a Londra) e della band in generale che va a pescare indietro nella propria discografia in una specie di best of. Intanto nel palco "piccolo" i Bombus ci sparano un hard rock con voce ruvida e chitarroni potenti, niente male insomma. Ma sono gli Skyclad a vincere il premio di miglior band di queste prime ore della giornata. Chiamati all'ultimo, salgono sul palco senza troppi ghirigori, vestiti come per andare a fare la spesa (a differenza di molte altre band folk che pensano più all'aspetto che alla musica), ma riescono a coinvolgere e far divertire tutti i presenti. Sono la storia del folk e restano ancora dei grandi portando a scuola tutte quelle band nate dopo di loro e che stanno ottenendo gran successi. Ci perdiamo qualche band proprio nel Mark Reale Stage per dare un occhiata veloce e più che sufficiente ai Korpiklaani (cosa dicevamo a proposito delle band folk un pò sopravvalutate?) e per goderci lo show degli Stratovarius. Una band in forma (già vista a Trezzo qualche mese fà) che fa cantare tutti i presenti sulle note di "Black diamond", "Sos" e "Hunting high and low". Ci sarebbe stata bene una "Forever" e tanti altri brani storici della band ma pazienza. Tempo una decina di minuti partono gli Uriah Heep dell'altra parte e che show per questi vecchietti! La band inglese si dimostra in gran forma e dà vita ad uno dei concerti migliori della giornata, non abbiamo dubbi! "Sunrise", "Look at yourself", "July morning", "Gypsy"... quanti brani storici che abbiamo riascoltato! Bravissimi tutti da Bernie Shaw al microfono a Mich Box. Tocca poi agli Steel Panther e cambiamo un pò genere. Il loro show lo fanno eccome gli americani, e dimostrano di saper suonare (bellissimo e spettacolare l'assolo di chitarra di Satchel). Poi perdono un sacco di tempo a giocare con il pubblico, a chiamare qualche ragazza sul palco però fa parte del loro show e ci può stare. Andiamo a fare un giretto al palco B; Salvador Dominguez raccoglie consensi con la sua band dove ripropone pezzi storici della sua carriera di chitarrista spagnolo con i Banzai. Il pubblico canta e l'atmosfera dello show è molto positiva mentre l'attempato guitarman ci delizia con ottimi solos. In attesa dei Tokyo Blade veniamo informati che la band inglese ha perso l'aereo e non si presentaterà. Ci pensa Martino ad informare tutti i presenti. Mannaggia a loro... per fortuna dall'altra parte gli Anthrax suonano come Dio comanda ed il loro thrash metal è potente e raffinato. Gran bello show quello di Joey Belladonna e company con il singer americano superlativo! A seguire troviamo gli At The Gates, non proprio il mio genere preferito ma una band da rispettare che ha scritto pagine di storia per questo stile musicale. Il loro, per quello che ho potuto seguire, è stato uno show preciso e naturalmente potente. Insomma non hanno deluso le attese dei numerosi fans presenti. Intanto è stato caldissimo lo show dei Badana nel palco Mark Reale; il terzetto spagnolo con il proprio heavy metal coinvolge i numerosi presenti per una bella esibizione mentre in contemporanea il singer spagnolo per eccellenza Leo Jimenez si esibisce nel palcoscenico principale con diversi brani estratti dall'ultimo disco solista e altre song della sua carriera. Non abbiamo seguito nell'interezza la sua esibizione ma quel poco ci è piaciuto eccome grazie alla sua ugola e a musicisti molto preparati con i quali si è circondato. Ultimi sgoccioli per la prima giornata con i Crisix autentica rivelazione thrash metal internazionale che ha infiammato il palco piccolo mentre altrettanto positivi sono stati gli Hamlet con il singer J Molly scatenato che ha cantato tre songs in mezzo al pubblico tenuto in piedi dai fans, stratosferico! Che finale infuocato: Crisix e Hamlet, due band nazionali che sanno come muoversi on stage! Tempo di riposo e con i piedi doloranti ci dirigiamo pian piano verso il letto perchè ci aspettano due giorni altrettanto validi! 

VENERDI'

Infatti se la prima giornata è stata a dir poco infuocata, dalla seconda e la terza ci si aspetta anche di meglio. Addirittura il Venerdì ci presenta alcune sorprese extra; oltre alla solita esibizione acustica nel centro di Villena ad orario di pranzo, che stavolta vede esibirsi gli Eluvetie, la novità dell'anno è l'installazione di un nuovo palchetto a ridosso del camping per scaldare la giornata con un paio di band verso le 14. Ed il primo giorno non si poteva mica mancare all'appuntamento coi giovani ma carichi Ciclon! La band madrilena ha dato alle stampe due ottimi dischi di classic heavy metal e vederli dal vivo è stato davvero superlativo. I brani dei Ciclon sono perfetti on stage e la giovane band  cerca anche di fare un pò di spettacolo con un mostro che ogni tanto sale sul palco interpretando le varie songs della band, e non potevano mancare le hits "Basta ya", "Caballero del rock" e "Salvaje". Dopo due chiacchiere cn la band e un paio di birroni in compagnia ci dirigiamo a passo spedito verso l'area concerti perchè questa giornata inizia come meglio non si può con il power teutonico dei Grave Digger da una parte e dopo una mezz'oretta l'heavy granitico dei Centinela nell'altro palco. Dura scegliere così dopo l'inizio dedicato a Chris Bolthendahl e soci, dopo l'anthem Excalibur, ci spostiamo per assistere allo show della band di Albacete. Come sempre un super José Cano sugli scudi con i suoi compagni a macinare riff e a battere forte nella sessione ritmica. Insomma sempre compatti, sempre potenti, i Centinela ci han regalato un gran show che non poteva che chiudersi con "Como un huragan". Se i Dark Tranquillity han svolto bene il loro compitino senza farci esaltare troppo, devo dire che gli Skindred si sono dimostrati delle belle bestie da palcoscenico. La loro musica un misto di reggae, hip hop e metal si adatta bene all'ambiente live dove riescono ad esplodere tutta la loro potenza. Non una musica che mi ascolterei volentieri a casa ma davvero coinvolgenti dal vivo. Certo che dall'altra parte i Leize han messo a ferro e fuoco il Mark Reale stage con il loro hard rock/heavy metal melodico. E' tempo intanto di Udo che in questo caso suona a nome DIRSCHNEIDER e ripercorre a quanto pare per l'ultima volta i successi degli Accept. Trovata commerciale? Credo di si ma pazienza, riascoltare i pezzi storici della band tedesca con la voce originale e ancora in gran forma nonostante l'età fa più che piacere. "Metal heart" e "Screaming for a love-bite" sono l'heavy metal teutonico e la chiusura non poteva che essere con "Balls to the walls". Tempo di qualche foto e gli Eluvetie ci hanno già annoiato e poi di là ci sono i Tygers of Pan Tang. Le tigri sono belle affamate e suonano con gran carica. Magari i suoni non sono stati perfetti ma il loro show non si può che decretare molto positivo. Tra le migliori prestazioni della giornata, poco da fare! Mi perdo completamente i Flotsam & Jetsam, qualcuno mi insulterà ma è così. Riesco ad assistere all'intero show dei Children of Bodom che suonano bene con tanta carica e potenza ma senza esaltare più di tanto. Finchè arriva uno dei momenti più attesi della 4 giorni spagnola, l'arrivo degli Avantasia di Tobias Sammet. Lo show della maxi band tedesca è senza dubbio di primissimo livello. Come non esaltarsi con pezzi entrati nella storia del power metal come "Reach out for the light", "The scarecrow", "Farewell", "The story ain't over" e molte altre... come non perdere la testa come un adolescente quando facevano il loro ingresso sul palco certi nomi come Michael Kiske, Jorn Lande, Erik Martin e nonno Catley? Insomma un grande show che resterà impresso nei grandi ricordi del festival. Ma la serata è lunga, molto lunga. Se i Mayhem suonano nella completa oscurità tanto che far foto è praticamente impossibile, gli Atlas danno vita ad un grande concerto nel palco piccolo. la band recensita recentemente su queste pagine, propone un hard rock robusto ma anche molto melodico e dal vivo si sono dimostrati esaltanti. Mi sbilancio ma anche se non ho potuto assistere al loro show intero, è stato un dei migliori momenti del festival. Meno convinceti a mio avviso i Bella Bestia, band sempre spagnola, che propone un hair rock/heavy metal tra Poison e Kiss. Buona scenografia ma a primo impatto un songwriting un pò banale. Meglio spostarsi al main stage per il barone, i Baron Rojo. La storica band spagnola però non ci ha convinti del tutto. I brani sono riproposti bene ma un pò senza anima. La sensazione è che i musicisti sul palco stessero svolgendo il compitino senza metterci troppo cuore. Peccato. Ci siamo divertiti lo stesso con brani storici come "Resistirè" e "Baron Rojo". Tutt'altra cosa l'esibizione dei Saurom e qui siamo senza dubbio di fronte a una delle migliori show del Leyendas 2016, se non il migliore in assoluto! Miguel e compagni alle 3,30 di mattina hanno fatto cantare, saltare, danzare un folto pubblico con il loro folk rock/metal. Una scenografia maestosa con saltinbanchi, giocolieri, draghi, che si alternavano sul palco oltre che 3 coristi, e una chitarra acustica. Insomma uno show creato alla perfezione e song come "Cambia el mundo", "Dracum nocte", "El circulo juglar" e molte altre ci hanno stregato. Non a caso al termine dello show il pubblico ha continuato ad acclamare la band per un bis che sfortunatamente non ci poteva essere, ma che emozioni e che giornata!

 

SABATO

Il tempo vola a Villena? No la realtà è che va avanti come a Lecco o a Padova ma sembra passare in fretta viste le giornate intense, le forti emozioni, le grandi esibizioni, il bel contorno. Il Sabato al Leyendas però rimarrà impresso anche per aver abbandonato la birra del festival, un pò troppo gassata per buttarci su un buon calimocio, in versione vino+aranciata. Non proprio il top ma anche sti spagnoli mica sono perfetti! E con un bel litro di calimocio si da inizio alle danze con la musica dei Delain dell'interessante Charlotte. Una band che è cresciuta a mio parere negli ultimi dischi e che dal vivo ha fatto il suo senza eccellere. Belli potenti invece i Wolfheart dall'altra parte. Il loro death metal è davvero un pugno in faccia, tenete d'occhio questa band! Non perdiamo troppo tempo di fronte agli Ensiferum, ma ci si prepara ai Powerwolf. Un altro degli show migliori del festival arriva infatti quando salgono sul palco i lupi tedeschi. Il loro power/heavy metal che già funziona da Dio (in questo caso proprio da Dio) su disco, dal vivo è ancora meglio. Insomma uno show da 10 e lode con "resurrection by erection", "Sanctified by dynamite", "Blessed & possessed", "Amen & attack" e molte altre. Ma qui non si scherza; fanno appena in tempo a finire i Powerwolf che sale sul palco un certo Michael Romeo. Avete capito bene, Michael Romeo e i suoi Symphony X. Certo altro genere, una musica meno coinvolgente in sede live rispetto ai Powerwolf, ma uno show perfetto con musicisti di incredibile tecnica. Russen Allen entra con la maschera e canta alla perfezione. Si toglie la maschera e canta ancora alla perfezione. Che mostro.. che band! A seguire i Nazareth che ammetto conoscevo poco, ma hanno dato vita ad uno show niente male davvero. Queste band storiche dimostrano di non perdere la voglia di suonare dal vivo, un pò come gli Uriah Heep del giorno prima. E qui scatta l'indecisione della vita. Helloween o Dare? Dare o Helloween? Trovo un compromesso ma con un occhiolino verso la band inglese molto più difficile da vedere dal vivo. E lo show dei dare è favoloso con tanta gente ad assisterli e tanti brani pescati dal loro immenso debutto "Out of silence" ma anche dal loro nuovissimo e splendido "Sacred ground". Emozioni vere con la voce calda e intensa di Darren e la chitarra di Vinny Burns. Degli Helloween vediamo solo il finale con una manciata di brani tra i quali "I want out". Ma la band non sembra in formissima anche se bastano alcuni dei loro successi per far divertire i presenti. Gli Equilibrium riempiono lo stage più piccolo e lo devastano in potenza sonora mentre Tarja fa il suo nel palco principale. Bellissima la regina finlandese da vicino, una personalità unica che ti lascia estasiato. Il suo show però non ci esalta colpa dei brani più che altro. I Venom cambiano rotta per la gioia dei metaller più estremi. Ma noi siamo impegnati a vedere gli Ars Amandi che incendiano il Mark Reale Stage con un grande show. Bravi davvero! Con gli Angelus Apatrida ci si avvicina al finale. La band spagnola è dura come una roccia e sprigiona la propria potenza sui presenti aprendo le porte all'ultima band del festival, i Lujuria. Il loro show è spettacolo, una vera festa e la giusta chiusura di questo grande festival con anche l'organizzatore Marcos a salire sul palco.

 

Un'altra edizione del Leyendas del Rock che se ne va. Ma tante emozioni che restano. E ora inizia già l'attesa per le band che faranno parte della dodicesima edizione con la certezza che noi faremo di tutto per esserci ancora!

 

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