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Federico Orano

Federico Orano

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Durante la Festa dell'Unicorno a Vinci, in occasione del live dei Rhapsody Reunion, abbiamo avuto l'occasione di incontrare Luca Turilli per un'interessante intervista tra passato e futuro dei Rhapsody e del chitarrista triestino.

 

Ciao Luca è un piacere ritrovarti. Questa nuova avventura coi Rhapsody Reunion vi sta portando in giro per il mondo e le prime date vi hanno dato grosse soddisfazioni. Cosa ci puoi raccontare di questo inizio? Qualche particolare sui fans sudamericani da sempre molto attaccati alla band?

E' stato fantastico e quasi inaspettato per certi versi anche perchè dopo tanti anni, lo split e ora la reunion per il ventennale non ci aspettavamo tutto questo affetto.

Tra l'altro è incredibile perchè all'inizio neanche lo sapevo fosse questo l'anno del ventennale, quando mi è stato proposto di fare qualcosa ho risposto “Non so, vediamo, ora ho la mia band”... Ma poi ho detto siamo nel 2017 cosi ho parlato con Fabio e ci siamo messi d'accordo. Peccato che Alex non abbia partecipato.. ci dispiace non averlo con noi e così c'è stata questa decisione presa a tavolino di non prendere un tastierista per questo tour, come forma di rispetto. Comunque abbiamo sempre avuto il 90% delle tastiere in samples. Chiaro che per la presenza fisica ci dispiace comunque tornando al discorso di prima è stato un successone dappertutto, sold out ovunque.. il Sud America ci ha sempre considerati benissimo, ma ci siamo trovati con più gente di quanta ne avevamo prima. L'effetto reunion è stato formidabile quindi ora continuiamo finchè c'è interesse, pensiamo di andare avanti fino a Marzo del prossimo anno. Ci siamo mossi tardi tra una cosa e l'altra e così quando abbiamo deciso di intraprendere questa avventura comunque, nonostante l'assenza di Alex, abbiamo perso qualche festival. Però c'è l'interesse di qualche promoter così probabilmente finiremo con qualche club show europeo per terminare il tour. E così finirà tutto.

 

 

Ecco appunto, proprio qui ti volevo. Non c'è la possibilità come per successo per i Rage con Peavy di portare avanti entrambe le band: coi Rhapsody Reuniun facendo dischi in stile primi Rhapsody e coi LT Rhapsody continuare il tuo sound cinematografico?

No perchè il concetto è proprio di celebrare questo genere che ci ha dato tanto in questi anni ma adesso io faccio altre cose. Poi questo non vuol dire che non lavorerò più con Fabio anzi ritengo Fabio uno dei più grandi cantanti in circolazione e sento che c'è interesse per qualche nuovo progetto con lui, ma parliamo di cose nuove, parliamo di progetti di rock sinfonico alla Queen, voglio fare qualcosa di diverso con lui. Lo vedo più come un cantante alla Freddie Mercury che gli puoi comporre qualsiasi cosa.

Ma il genere che andiamo a celebrare stasera no, ora sto componendo altre cose, sarebbe come un ritorno al passato, come un passo indietro

Abbiamo dato quello che abbiamo dato in questo genere, il massimo che potevamo dare e adesso ci poniamo verso altri orizzonti.

I fans a volte vorrebbero la ripetizione di certe cose ma l'artista se è un vero artista parla attraverso l'arte. Sai per ogni album passano 2-3 anche 4 anni, per cui ora che comincio ad essere adulto ti rendi conto che ogni disco è un passo importante della tua vita, non come da giovane che pensi di essere immortale, quindi dosi le cose, le calcoli bene per cui ogni album che voglio fare deve soddisfare il mio cuore e la mia anima altrimenti non ha senso perdere 5 anni di vita per qualcosa in cui non credo e che faccio solo per fare un piacere a qualcuno. E' qualcosa che fai per te stesso altrimenti se facessi musica commerciale farei qualcosa alla David Guetta per intascare soldi, per far contenti tutti invece no. Poi sei contento se il tuo prodotto piace a tanta gente però l'artista deve sempre soddisfare il proprio cuore e la propria anima.

 

Si celebrano 20 anni di Rhapsody. Ti saresti mai aspettato all'inizio di ottenere così tanto successo, di influenzare un'intera generazione. Noi siamo cresciuti con “Legendary tales” e “Symphony of enchanted lands”, ci avete segnato l'adolescenza e tutta la vita.

Questo è bellissimo, sai all'inizio siamo venuti su partendo dalla realtà piccola triestina e poi passando subito trasversalmente all'estero senza passare per conoscenze o per il mercato italiano. Non avevamo nessun contatto siamo partiti da ragazzini ascoltando i dischi di Helloween, Blind Guardian etc e copiando dai loro booklet gli indirizzi delle case discografiche per spedire i nostri demo. Roadrunner Records e tutte quelle grandi case discografiche e su 20 pacchetti abbiamo ricevuto solo due risposte, tanti sono anche tornati indietro perchè probabilmente abbiamo anche sbagliato qualche indirizzo. Due manager tra l'altro ci hanno risposto, uno era Limb e un altro manager. Noi scegliemmo Limb che era relazionato ad alcune band che amavamo in quel periodo e così abbiamo cominciato. Ci è arrivato questo contratto via fax. Eravamo eccitatissimi con questo foglio che si materializzava davanti ai nostri occhi (all'epoca naturalmente non c'era internet) con qualche frase importante. Quindi siamo entrati subito in questa realtà importante di botto e cosi non ci siamo neanche goduti il fatto di questo successo. Poi all'inizio anche a livello contrattuale non godi del successo economico è più uno sfruttamento.. ci può stare un po' come nei talent show che ci sono ora. Trovano il talento, investono su di te però all'inizio sei sfruttato. Se riesci poi a mantenere la tua nomea, la tua fama nonostante il primo contratto allora puoi esplodere come abbiamo alcuni casi nazionali, vedi Mengoni e tanti altri resistiti al fattore talent. Per noi è stato così all'inizio quando ci hanno detto avete venduto 70 mila copie nelle prime 3 settimane col primo album noi dicevamo “Boh, è bene o male?”. Sapevamo di questi Helloween che vendevano milioni di copie con i Keepers.. Poi col secondo album dove abbiamo raggiunto 200mila copie in poco tempo abbiamo capito che stava succedendo qualcosa anche perchè poi i giornalisti come te cominciavano a parlare di noi dicendo che nascevano tante band influenzate dal nostro sound etc.. Vuol dire che la voce si sparge, così ad un certo punto abbiamo detto “qualcosa di buono stiamo facendo”.

 

 

Quindi già dai primi tempi, quelli dei Thudercross, la vostra idea era quella di creare questo sound sinfonico ed epico?

Epico! Perchè noi venivamo dagli Helloween per la melodia e Manowar per l'epicità.. Sai agli inizi, ai tempi dei Thundercross ero addirittura io il cantate ma avevamo già alcuni pezzi come “Land of immortals”. Onestamente inizialmente io ascoltavo Duran Duran, Pet Shop Boys. neanche ascoltavo l'heavy metal. Poi sono arrivati gli Europe. Addirittura pensa questo aneddoto, all'inizio ascoltando “The final countdown” questo pezzo splendido ed epico, quando arrivava l'assolo dicevo “Ma cos'è questa cosa che rovina il brano, peccato” E adesso lo considero uno dei più grandi assoli in quello stile. Quindi gli Europe son stati fondamentali per noi e a seguire il passaggio agli Helloween era quasi scontato viste le loro melodie. Sono passato così all'heavy metal, eravamo giovani, l'età un po' da ribelle cosi mi sono avvicinato a King Diamond, Metal Church, Crimson Glory... però mi sono innamorato subito dopo dei Manowar per la loro epicità. Perchè mi attraeva questa grandiosità, il Valhalla, la mitologia nordica già dai tempi della scuola. Così trovare una band che aveva questi testi e questa epicità era il massimo. E poi nonostante a quei tempi amassi solamente i cantanti che andavano altissimo (Kiske, Midnight..) adoravo Eric Adams. Per cui ero influenzato dai Manowar e dalle colonne sonore come Conan, anche se a quei tempi non c'erano gli effetti speciali di oggi, però rendevano. Questa combinazione ci gasava. Poi ho capito nel tempo che questa ricerca dell'epicità nella mia musica è quasi una risposta ai grandi quesiti della creazione: “Da dove vengo?” “dove andiamo?”... con la musica epica e sinfonica entri quasi in contatto coi misteri della creazione, non so come dire.. ti senti in contatto col significato della vita, dell'esistenza e l'ho capito negli anni perchè ho sempre adorato questi narratori nei film e certi elementi epici e trionfali. E poi i nostri testi son sempre stati un inno alla vita e a madre natura. Io vivo a Trieste tra il mare e la collina.. in mezzo alla natura, un posto bellissimo dove mi son sempre sentito in contatto con la natura. E questi elementi hanno sempre ispirato la discografia Rhapsody dagli esordi fino ad ora... anche se ora faccio altre cose. Siamo nati spontaneamnete in questa direzione. Non mi è mai piaciuta una band senza tastiere o qualcosa che non dia un di più rispetto al classico sound rock'n'roll formato da basso-batteria-chitarra-voce.. Ora mi piacciono i Muse che anche se sono classicheggianti hanno molte orchestrazioni, quindi capisci che mi piacciono queste sonorità alla Queen...

 

Per creare questo sound epico vi siete rivolti ai Gates Studios di Sasha Paeth o è stata una scelta imposta dalla vostra etichetta?

Il suono si era già creato nei demo. Quando ci ha contattato Limb era il 93 fino al 98 noi facevamo dei demo per lui creando il sound tipico dei Rhapsody. E devo dire che siamo stati fortunati perchè quando siamo entrati nei Gates Studios se non fosse stato per Limb che ci appoggiava non sarebbe mai uscito il nostro primo disco e addirittura i Rhapsody non sarebbero mai esistiti. Perchè quando siamo arrivati e abbiamo ascoltato il lavoro di Sasha, lui si era preso la libertà di cambiare qualcosa rispetto i demo e sapavamo che faceva cosi con altre band. Ci aveva levato tutta la doppia cassa e buona parte dell'orchestrazione dicendo “questa cosa non potrà mai funzionare” ora te lo direbbe anche lui scherzando, è un amico. All'inizio era lui il produttore poi ci siamo arrangiati noi arrivando in studio sapendo cosa volevamo al minimo dettaglio. Ma quella volta eravamo ragazzetti e ci siamo trovati il demo completamente cambiato. E noi non volevamo una cosa del genere. La nostra idea era diversa, volevamo il sound che avevamo creato, cosi è stato fondamentale proprio Limb dopo aver ascoltato il demo di Sasha ha detto “No Sasha preferisco il demo dei ragazzi” e così questa è stata la salvezza di tutto e per questo dirò sempre grazie a Limb. Così Sasha ha detto okey e col tempo si è accorto che funziona.

 

Come nascevano quei brani storici, le orchestrazioni e tutto il resto che poi sono diventate esempio per tante altre band? Come avete fatto ad incidere “Symphony” solamente un anno dopo il debutto?

Nella prima fase Rhapsody non c'erano queste orchestrazioni incredibili come quelle che posso usare ora nei miei nuovi lavori. Oggigiorno coi grandi computer ho tutta l'orchestra a casa, a quei tempi usavamo solamente la tastiera, nota per nota, non esistevano quei software che ci sono ora. E' incredibile cosa puoi fare a casa oggi, io ho uno degli studio più grandi d'Europa, tutti gli strumenti che esistono ad un qualità incredibile. Pensa che sono riuscito quasi a imbrogliare dei musicisti che suonano in una vera orchestra; mescolando varie librerie puoi ottenere il suono perfetto. Ma quella volta ci incontravamo io e Alex e suonavamo nota per nota, passavano giorni, mentre gli altri andavano a divertirsi noi lavoravamo sui brani tutto il giorno chiusi in casa. Abbiamo investito nell'arte che non è poco.

 

Symphony è uscito subito perchè avevamo già dei pezzi pronti, come “Beyond the gates of infinity”, “Dark tower of abyss”, facevano già parte di quei demo che incidevamo per Limb quindi è stato facile uscire subito con un album ad un anno di distanza. Penso questa sia stata anche la difficilta di altre band, perchè nessuno aveva voglia di star li giorno e notte con le tastiere nota dopo nota cercando di replicare il sound di Danny Elfman e di quelle colonne sonore di quel periodo, come il primo Batman di Tim Burton. E' questo che ha fatto la differenza. Malmsteen faceva musica classica suonata con strumentazione moderna, noi volevamo proprio inserire la musica classica e la musica da film e tentare di metterla in questo power metal, come è stato definito, anche se noi non eravamo molto d'accordo con le etichette che ci davano le case discografiche, come hollywood metal, filmscore metal. Comunque li è stata un po' la nascita del symphonic poi pensa che anche tante band black metal erano nostre fans e hanno inserito questa componente sinfonica nei loro dischi. Se pensi agli inizi c'erano davvero tanti fans anche tra le altre band, che ci inserivano nei credits dei loro dischi come ispirazione, addirittura Tuomas dei Nightwish o i Within Temptation... poi alcune hanno fatto strada anche più di noi altre sono scomparse, c'era troppa imitazione. Perchè la regola è che quando una band nuova ha lo stesso sound e non propone niente di più viene schiacciata dalla band madre. Ma se escono troppe band copia viene danneggiata anche la band madre, perchè quando diventa una moda poi la gente critica dicendo “è sempre lo stesso sound etc...” Quindi devi essere bravo e seguire il tuo cuore.

 

Riascoltando oggi quei dischi come li senti?

Beh li ascolti con piacere e col sorriso sapendo che non potevi in quel momento avere i suoni attuali, però ti devo dire che nonostante tutto anche i giornalisti mi dicono che nel 97 siamo stati bravi perchè un disco come “Legendary tales” era già molto professionale per l'epoca se tieni conto che a quei tempi non era facile partire subito così. Per molte band il primo disco era più un demo, vedi i Nightwish.. anche Tuomas considera l'esordio più come un demo, infatti loro partono da Oceanborn. Devo dire che ascoltando Legendary Tales dopo tanti anni mi viene da dire: “non è affatto male”.

 

 

Bene Luca Grazie del tuo tempo. Ti chiederei di chiudere parlando dei tuoi prossimi impegni allora.

Siamo arrivati alla fine di un ciclo. Come detto questo non vuol dire che non lavorerò più con Fabio. Ci siamo amati e odiati in questi 20 anni, ma in così tanto tempo è normale, come succede in ogni famiglia anzi siamo stati bravi a stare uniti e resistere facendo 10 album sulla stessa saga portandoli a compimento dall'inizio alla fine, una saga epica e incredibile. Parlavamo dello split già prima io e Alex ma abbiamo aspettato la fine della saga per poi dividerci in amicizia. Ora sono passati anni . Però artisticamente con Fabio ci siamo sempre trovati bene, lui mi considera un gran compositore io considero lui un gran cantante quindi puoi litigare quanto vuoi ma alla fine l'arte vince sempre. Per cui ora ritrovarci è stato incredibile, il nostro rapporto è ottimo ci troviamo benissimo in questa avventura e così quando le cose vanno bene dici”ma perchè non lavorare ancora insieme?”. Soprattutto dal punto di vista compostivo se un cantante ti stimola come Fabio non c'è niente che ti possa fermare.

 

Per quanto riguarda i LT's Rhapsody quindi cosa mi dici?

 

Per ora siamo in stand by abbiamo questa cosa incredibile dei Grammy Awards, sarebbe un evento storico, incredibile che cambierebbe tantissime cose, ma siccome se ne parla per il 2018 siamo in standby. Intanto mi sto dedicando a questo nuovo progetto commissionato dalla Nuclear Blast che sarà una top priority per il prossimo anno. Sarà il mio primo progettone, particolare, mai fatto fino ad oggi. E' una cosa a cui credo, come dicevamo prima, faccio solo cose a cui tengo ciecamente. Come fare qualcosa con Fabio direi subito, “si lo farei”. Quindi questo progetto è a buon punto sono arrivato alla fine del mio demo, se ne parla per il prossimo anno e poi questi Grammy che potrebbero portare a tutto o a niente. Comunque anche se il sound cambia, questo progetto piacerà al 90% dei miei vecchi fans perchè comunque non potrei fare un lavoro che non abbia la componente sinfonica, è il mio stile, è quello che mi prende l'anima. Gli ultimi anni della vita li prepari all'anima, ho sempre adorato le orchestrazioni ed il segreto è poi usare la chitarra elettrica per dare potenza al sound e maggior impatto all'orchestra sinfonica. Per cui anche se non ci sarà la doppia cassa degli esordi ci sarà sempre la verve, l'energia e l'aspetto sinfonico che mi han sempre caratterizzato.

COLONY OPEN AIR PalaBrescia (Brescia) – 22 luglio 2017

Giovedì, 27 Luglio 2017 02:49 Pubblicato in Live Report

Innanzituto credo sia doveroso riconoscere agli organizzatori del Festival  una costanza ed una perseveranza assolutamente fuori dal comune. Con tutti i problemi e le avversità incontrate (l'annullamento' del tour europeo dei Morbid Angel a una settimana dal festival, l'imposizione di "bizzarre" ordinanze e lo stravolgimento dei piani di sicurezza imposti dalle Autorità locali nonché il cambio di ubicazione avvenuti il giorno prima dell'evento) chissà quanti avrebbero gettato la spugna. Dunque complimenti e massima stima e appoggio a Roberto e a tutto lo staff del Colony! Come conseguenza di tutti questi impedimenti dell'ultima ora, praticamente tutti i gruppi saranno costretti ad accorciare  la propria set list: peccato anche se, a mio modesto avviso, l'esito globale della giornata sarà assolutamente positivo.

Superati i severi controlli al cancello di entrata, dove molti hanno dovuto abbandonare o riportare nelle proprie auto, "armi improprie letali" tra cui cinture, collane e bracciali borchiati, alle dodici e trenta tutto è pronto per cominciare. Aprono le danze i mitici SKANNERS che con oltre trent'anni di onorata carriera sono uno dei pilastri più solidi e affidabili del metal nostrano. Dal vivo sono assolutamente irresistibili e, trascinati dall'istrionico e simpaticissimo Claudio Pisoni alla voce, danno vita ad uno show fenomenale. Meglio di così non si poteva partire. Rabbiosa e aggressiva l'esibizione dei bresciani IN.SI.DIA: giocano in casa e nonostante il pubblico non sia ancora sufficientemente numeroso, danno il massimo e ottengono un consenso totale. Dieci minuti per il cambio di palco ed è la volta degli inglesi HELL, band che per varie ragioni non è mai riuscita a suo tempo (si parla degli anni 80) a incidere un disco e che solo dopo la reunion avvenuta agli inizi del nuovo millennio ha pubblicato due ottimi lavori. Lo spettacolo che propongono è sempre di grande impatto sia per l'immagine oscura e spettrale del gruppo sia per la sinistra teatralità del cantante David Bower con le immancabili lenti a contatto rosse e la corone di spine. Band tecnicamente molto preparata e show ineccepibile. Bower grande cantante e grande performer (sanguina, scende tra il pubblico, si flagella…davvero un bel tipo). C'era molta aspettativa per gli olandesi ASPHYX che non deludono. Tre quarti d'ora circa di headbanging cadenzato, atmosfere pesanti e, durante 'Vermin' e 'Candiru', primo serio moshpit della giornata. Dal Giappone una band leggendaria, i LOUDNESS capitanati dal virtuoso chitarrista Akira Takasaki e dal cantante Minoru Niihar aprono con la leggendaria 'Crazy Nights' dall'altrettanto leggendario "Thunder In The East". Bravissimo anche se a mio avviso nervoso e forse un po' emozionato il primo, più disinvolto e casinaro il cantante, appena claudicante ma con una carica e un'energia contagiosa. I DEATH ANGEL finiranno con l'avere una setlist ancor più ridotta rispetto alle altre band a causa della loro scelta di utilizzare, quindi montare, il proprio impianto. Il risultato è un buon suono, pogo e circle pite, insomma uno show tostissimo ma molto breve. Mark Oseda sempre grande frontman e trascinatore. Altra band storica di culto che vedo per la prima volta sono i DEMOLITION HAMMER, fautori di un thrash diretto, tiratissimo, senza compromessi. I newyorchesi non sono proprio degli sbarbatelli ma hanno un carica brutale davvero invidiabile. La loro discografia è piuttosto ridotta (tre album editi tra il '90 e il '94) e sono in tanti quelli che sembrano conoscerla alla perfezione. Ancora cori e pogo selvaggio.

Altra grande band che gli amanti delle sonorità ottantiane aspettavano con ansia sono i canadesi EXCITER. La formazione è quella originale con John Ricci alla chitarra, Allan Johnson al basso e Dan Beehler batteria e voce. Show perfetto sotto tutti i punti di vista. Cuore, potenza e determinazione: siamo in molti a pensare che forse avrebbero meritato un posto più alto in scaletta. Massicia la partecipazione di tutti i metalheads presenti che, corna e pugni al cielo cantano a squarciagola "Violence & Force", eavy Metal Maniac" o la conclusiva "Long Live The Loud".
Semplici, sanguigne, dirette ed estremamente efficaci le composizioni dei
SACRED REICH, ennesima banda culto riunitasi recentemente. Thrash classico, potente e senza orpelli, show davvero trascinante. A causa di qualche problema tecnico Phil Rind deve chiedere in prestito il basso al collega dei Demolition Hammer che ringrazierà calorosamente. Nonostante l'immagine paciosa e bonaria di Rind (che farà un breve discorso contro il presidente Trump tacciandolo di ignoranza, stupidità e chi più ne ha più ne metta) lo show che dirige è pesantissimo e scatena un pogo esagerato. Apprezzata da tutti anche la cover di 'War Pigs' dei Black Sabbath.
I
WHINTERSUN mi piacciono parecchio anche se non mi sembrano particolarmente in linea con il cartellone della giornata e, purtroppo, lo dimostra il diradarsi del pubblico. In ogni caso ho trovato i finlandesi in grande forma e in grande forma anche il magnetico Jari Maenpaa con la sua voce tagliente. Dopo due false partenze dovute a problemi tecnici, iniziano con la lunghissima 'Awaken From The Dark Slumber (Spring)', purtroppo penalizzata da suoni terribili. Suoni che fortunatamente migliorano durante lo svogersi dell'esibizione e che consentono al gruppo di farsi apprezzare e recuperare il pubblico che in principio latitava. Ottimo lavoro svolto da entrambi i chitarristi sia a livello musicale che scenico. E' giunta l'ora dei KREATOR, vera istituzione del thrash metal made in Europe. Ogni concerto dei tedeschi è una battaglia, sopra e sotto le assi, in sala, dove numerosi metalheads si vedono volare e surfare sopra le teste dando da lavorare allo staff della security. Setlist piuttosto lunga, probabilmente l'unica band cui è stato concesso di suonare l'intera scaletta prevista. Partono a bomba con 'Hordes Of Chaos', 'Phobia', e 'Satán Is Real' dall'ultimo album "Gods Of Violence"del quale suoneranno parecchi pezzi. La discografia è decisamente lunga e cercano di pescare un po' da ogni lavoro: quindi vai con 'Phantom Antichrist', 'Total Death’, 'Pleasure To Kill'. Ottimo show e solito muro sonoro a cui ci hanno abituato. Mille Petrozza, sempre molto concentrato, ha uno sguardo tranquillo e allo stesso tempo minaccioso...decisamente poco rassicurante. Set list molto buono e suoni decenti, come immaginavo non hanno deluso.

 

In conclusione, cartellone di grandissimo interesse e gran bel festival. Tante bellissime bancarelle di vinili, cd e letteratura musicale. Ottima le birre, stolta l'ordinanza che vietava di bere all'interno della sala ma me ne sono fatto una ragione.

Qualche problema c'è stato ma mi dissocio completamente dalle polemiche e dai post lamentosi letti a fine giornata: chi voleva divertirsi poteva farlo e io mi sono divertito un casino.

 

Testo e foto: Cesare Macchi

 

 

I Rhapsody Reniun fanno tappa a Vinci, storico paesino in provincia di Firenze che come ogni anno festeggia la Festa dell'Unicorno dove il centro storico e le vie si colorano in tema fantasy con bancherelle, spettacoli a tema e appunto musica (pagando solamente l'ingresso alla fiera)! Un'atmosfera perfetta per lo show dell'epica band triestina che in questo tour d'addio ritrova sullo stesso palco il duo Luca Turilli e Fabio Lione, per riproporre una scaletta che va a pescare solamente dai primi 4 dischi della band tra cui “Symphony of enchanted land” nella sua totalità.

 

Sono le 21.30 quando la band sale sul palco in orario con un pubblico piuttosto presente. In effetti durante la giornata in giro per Vinci era facile imbattersi in qualcuno con la maglia targata Rhapsody (con o senza “of Fire”). L'intro “Epicus furor” irrompe dalle casse mentre i 5 musicisti salgono sul palco tra i boati del pubblico. Quando partono le note di “Emerald sword” l'esaltazione è alle stelle. Pecca un po' l'assenza di Alex Staropoli o comunque di un tastierista soprattutto dal punto di vista scenico. Il gruppo ha ovviato a questo con parti registrate o rivisitando qualche assolo di tastiera con la chitarra di Dominique Leurquin. I presenti cantano comunque a squarciagola tanto che la voce di Lione si fa quasi fatica a sentire. Ma un po' anche per colpa dei suoni che per tutto il concerto non sono stati perfetti; batteria troppo alta a discapito di voci e chitarre. Tutta d'un fiato inizia “Wisdom of the kings” e anche qui come si fa a non cantare a più non posso? Seguendo la tracklist di “Symphony” si passa a “Eternal glory” altro inno di symphonic metal. Ascoltare dal vivo queste songs così come le successive “Beyond the gates of infinity” e “The dark tower of abyss” ci ha fatto pensare ancora una volta alla grandezza compositiva (ed esecutiva naturalmente) di Luca, Alex e Fabio già 20 anni fa. Forti emozioni con la ballatona “Wings of destiny” e la super title track, entrambe suonate per la prima volta dal vivo nella storia dei Rhapsody. E quest'ultima è stato uno dei momenti migliori dell'intero concerto con un Lione assoluto protagonista.

Vengono riproposte anche “Knightrider of doom”, immortale brano da “Power of the Dragonflame”, e poi altri due pezzi leggendari come “Land of immortals” (peccato unico brano estratto dal debutto “Legendary tales”) e infine “Dawn of victory” prima di salutare il pubblico.

 

Ma naturalmente c'è spazio per il bis e, chiamata a gran voce dai presenti, la band torna sul palco e Fabio carica i presenti prima con “Rain of a thousand flames” e successivamente con “Lamento Eroico”. Sarà “Holy Thunderforce” a far partire i titoli di coda di un concerto sicuramente di alto livello anche se forse si poteva fare qualcosa di più. E' vero che, come ci ha rivelato Luca durante l'intervista che presto leggerete, questo tour è stato organizzato velocemente ma per un tour di addio mi sarei aspettato qualcosa di più dal punto di vista scenico; Luca coi suoi LT Rhappsody ci ha abituati bene con schermo virtuale ed ospiti sul palco, che anche in questo caso non sarebbero stati affatto male per creare un'atmosfera maggiormente epica.

Nota a margine ma che non è passata inosservata, la presentazione di Fabio da parte di Luca Turilli che fa capire il ritrovato rapporto e lascia presagire una collaborazione tra i due in un prossimo futuro... e questo non può che riempirci di gioia!

Infine tanti complimenti e un grazie all'organizzazione della Festa dell'Unicorno per questo show e alla bravissima fotografa Luna La Chimia per gli splendidi scatti che vedete qui.

 

 

Setlist

Epicus Furor

Emerald Sword

Wisdom of the Kings

Eternal Glory

Beyond the Gates of Infinity

Knightrider of Doom

Wings of Destiny

The Dark Tower of Abyss

Riding the Winds of Eternity

Symphony of Enchanted Lands

Drum Solo

Land of Immortals

Vocal Solo

Dawn of Victory

 

Encore:

Rain of a Thousand Flames

Lamento Eroico

Holy Thunderforce

In Tenebris

 

Gargoyles, Angels of Darkness

Alberto Rionda è un grande chitarrista e artista spagnolo che con i suoi Avalanch ha segnato la scena metal della Spagna e dell'America Latina. Quest'anno è tornato con la sua storica band (ma con una formazione completamente rinnovata e piena di grandi musicisti) riproponendo il disco più importante della propria carriera “El angel caido”. Con l'aiuto dell'amico Cesare (sua anche la foto degli Alquimia) siamo andati a intervistarlo per scoprire qualcosa in più su quello che gira attorno ai nomi Avalanch e Rionda.



Ciao Alberto come stai? E' un piacere poterti intervistare. Parliamo subito della tua nuova e allo stesso tempo vecchia avventura, gli Avalanch. Quando hai deciso di ridare vita alla tua storica band e come hai scelto i componenti?

Ciao e grazie, il piacere è mio
L’idea mi è venuta nel dicembre dell’anno scorso durante una conversazione con amici musicisti. Dentro di me sapevo che prima o poi sarei tornato ad occuparmi del mio progetto di una vita, gli Avalanch. Quello che non immaginavo è che sarebbe avvenuto tutto così in fretta e in questo modo. Una volta presa la decisione ho subito chiamato il mio amico Paulo Baron della Top Link Music, probabilmente il miglior professionista spagnolo. Una volta convinto Paulo, mi sono lasciato consigliare e ho seguito le sue idee tra le quali c’era quella di raggruppare una formazione storica proveniente dal metal ispanico. A partire da quell’idea ci siamo messi al lavoro e oggi tutto ciò è realtà.



Hai deciso di finanziare la registrazione del nuovo disco tramite il crowfounding senza il supporto di una casa discografica, come mai questa scelta?

Per vari motivi. Il principale era sapere se potevamo contare sull’appoggio dei fans per la ri-registrazione del Angel Caido, e così è stato. Inoltre è evidente che finanziare un progetto di questo tipo non è per niente facile e questa era una buona soluzione per poter partire.



Ero curioso soprattutto di ascoltare il lavoro di Jorge Salan e credo siete stati bravi a lasciargli alcuni spazi per mettere in mostra il suo talento. Come avete lavorato sulle sue parti soliste?

Quella era proprio l’idea, non solo con Jorge ma con tutta la band. Potenziare tutto ciò che ognuno di loro ha da offrire con il proprio strumento. Con Jorge è stato un vero piacere lavorare. Da che ci conosciamo abbiamo sempre avuto un buon feeling tra di noi e abbiamo avuto modo di dimostrarlo registrando questo album. È un musicista di grande talento e sensibilità ideale per far rendere al meglio ogni canzone. Un privilegio averlo con noi.

 

L'altro membro importante in questo lavoro ė Israel. Non era facile sostituire Victor ma Israel a mio parere ne ė uscito alla grande. Possiamo dire che Israel ti ha fatto accendere la scintilla per tornare a suonare la musica dei tuoi esordi prima con gli Alquimia ed ora con gli Avalanch?

È stato un elemento chiave nella mia carriera di questi ultimi anni e, naturalmente, dei prossimi a venire. Grande talento come musicista, come cantante e come compagno di avventure. Un’estensione di me artisticamente parlando, siamo complementari.

 

"El Angel caido" oltre ad essere il disco che mi ha fatto innamorare del metal spagnolo, ė considerato uno dei classici della scena metal latino americana. Cosa ricordi di quei tempi, dove hai trovato tutta questa ispirazione per scrivere un autentico capolavoro?

Molte grazie! Certo, il tempo lo ha fatto diventare un classico e per questo abbiamo deciso di reinciderlo.
Ricordo che a quei tempi mi chiusi per più di un anno nei miei studi per comporlo e registrarlo. Molte ore di lavoro e moltissimo sforzo. In realtà l’ispirazione non sai mai da dove arriva. Principalmente libri e momenti di introspezione. È fondamentale anche non smettere mai di cercare. L’ispirazione puoi trovarla in qualunque momento, luogo o situazione.

 

Abbiamo seguito la telenovela tra te e Victor... Ci sono state delle svolte? Non ė che magari al Leyendas ci farete la sorpresa e condividerete il palco?

Niente di che, davvero. Io l’ho invitato con tutte le migliori intenzioni a partecipare al concerto di giugno alla Sala Riviera. Non era interessato. Basta, finita lì. Come ho già detto da parte mia la porta rimane aperta. Se volesse partecipare, in qualunque altra occasione, credo che per i fan sarebbe molto bello.

Come mai nella nuova versione di "El angel caido" non hai coinvolto Luis Rojo per disegnare la copertina?

Luis Royo ha fatto una copertina perfetta a suo tempo. L’idea era fare una rivisitazione dell’album e dell’artwork, per questo abbiamo contattao Nekro. Ora abbiamo due grandi copertine!

 

Avete riregistrato El Angel caido e avete immortalato il concerto di Madrid per un DVD Live. Quali sono i prossimi passi dei nuovi Avalanch? Dopo il tour pensi di registrare dei brani inediti? Hai già dei pezzi pronti?

Questa è l’idea. Terminato il tour ci dedicheremo a nuovi pezzi, questo è il nostro vero obiettivo. Vogliamo consolidare una formazione che possa dare il meglio con nuove canzoni e nuovi album per molto tempo

 

Cosa mi dici degli Alquimia? La band continuerà ad esistere?

Questa è l’intenzione anche se al momento, in realtà, Avalanch sta assorbendo tutte le mie energie.

 

In Italia le band spagnole non son mai riuscite a riscuotere successo, anche se i Mago de Oz ci hanno provato, hanno un certo seguito e sono venuti a fare qualche show. Pensi che gli Avalanch potranno un giorno suonare in Italia?

Mi piacerebbe molto! Credo che Avalanch abbia una grande potenziale e sarebbe davvero bello se i nostri fratelli italiani ci dessero la possibilità di fargli conoscere la nostra musica. Speriamo, mi piacerebbe davvero.

 

Qual ė secondo te il disco migliore degli Avalanch e che ne pensi di un disco controverso come Malefic Time Apocalypse a distanza di alcuni anni?

Malefic Time è stato un lavoro del quale vado molto orgoglioso, ci sono grandi canzoni in quell’album.
Tutti gli album degli Avalanch significano molto per me, non potrei sceglierne uno, onestamente.

 

Bene grazie Alberto. Ci vediamo al Leyendas, non vedo l'ora di ascoltarvi anche in acustico. Un forte abbraccio dall' Italia e grazie per le tante emozioni che ci trasmette da sempre la tua musica.

Grazie a te, un abbraccio!

 

 

                     ----------------------------- SPANISH VERSION------------------------------



Hola Alberto, cómo estás? Es un verdadero placer poderte entrevistar . Querria empezar hablando de tu nueva y al mismo tiempo 'vieja' aventura, Avalanch.¿Cuando decidiste de revitalizar tu histórica banda y como elegiste a los integrantes?

Hola. Gracias, el placer es mio.

La idea surgio en Diciembre del pasado año en una conversacion entre amigos del mundo de la musica. Realmente, creo que en el fondo, sabia que algun dia regresaria con el proyecto de mi vida, que supone Avalanch. Lo que no sabia era que seria tan pronto y de esta forma. Una vez decidico a regresar descolgue el telefono y llame a mi amigo Paulo Baron de Top Link Music. Probablemente el mejor profesional e habla hispana. A partir de tener a Paulo en el barco, me deje aconsejar y guiar por sus ideas, una de las cuales era agrupar una formacion historica dentro del metal hispano. A partir de esa idea nos pusimos a trabajar. Hoy dia ya es toda una realidad.





Decidiste financiar la grabación del nuevo álbum a través del crowfounding sin el soporte de un sello discográfico, ¿porque esta elección?

Por varios motivos. El principal era saber si contabamos con la aprobacion de los fans para la regrabacion del Angel Caido, como asi fue. Por otro lado, evidentemente financiar un proyecto asi no es nada facil, asi que era una buena formula para comenzar.





Estaba muy curioso sobretodo de escuchar el trabajo de Jorge Salan y creo que habéis hecho muy buena cosa al dejarle unos espacios para poder mostrar su talento.¿Como habéis trabajado sobre sus partes solistas?

Esa era la idea. No solamente con Jorge, sino con toda la banda. Potenciar todo lo que tienen q ofrecer todos ellos con su instrumento. Con Jorge fue un autentico placer trabajar. Creo que hemos tenido muy buen feeling desde que nos conocimos, y lo pudimos comprobar grabando este album. Es un músico con mucho talento y sensibilidad para dar lo mejor a cada cancion. Todo un lujo.





Otro integrante muy importante es Israel. No era fácil sustituir a Víctor pero creo que Israel ha salido muy bien. ¿Podemos decir que Israel te ha encendido la llama para volver a tocar la musica de tus comienzos, antes con Alquimia y ahora con Avalanch?

Ha sido una pieza clave en mi carrera de estos ultimos años, y por supuesto de muchos mas que estan por llegar. Talento como musico, como cantante, y como compañero de aventuras. Una extension de mi artisticamente hablando. Nos complementamos.



"El Ángel Caído", además de ser el disco que me hizo enamorarme del metal español, es incluso conisderado como uno de los clásicos de la escena metal latinoamericana.¿Que te acuerdas de aquellos tiempos? ¿Donde encontraste toda esa inspiración para crear esa obra maestra?

Muchas gracias. Es cierto. El tiempo le ha convertido en un clasico. Por eso decidimos regrabarlo.

En aquella epoca me encerre mas de un año en mis estudios a componerlo y grabarlo. Muchas horas de trabajo y muchisimo esfuerzo. La inspiracion uno nunca sabe de donde viene realmente. Sobre todo libros y momentos de introspeccion. Sobre todo, uno nunca debe dejar de buscar. La inspiracion puede estar en cualquier momento, lugar o situacion.



Hemos seguido el culebrón entre ti y Víctor...¿hubo novedades o alguna evolución? ¿No estais por si a caso piensando en hacernos una sorpresa  y compartir el escenario en el proximo Leyendas ?

Tampoco fue para tanto. Yo le invite con toda mi buena intencion a participar en el concierto de Junio en La Riviera. No le intereso. No hay que darle mas vueltas. Como ya dije, por mi parte la mano esta tendida a hacerlo en cualquier otro concierto. Creo que para los fans seria muy bonito.



¿Por qué para la portada de la nueva versión de " El Ángel Caído" no has involucrado a Luis Rojo?

Luis Royo hizo una portada perfecta en su dia. La idea era hacer una revision del album y del artwork. Por ello llamamos a Nekro. Tenemos pues dos grandes portadas.





Habéis re grabado " El Ángel Caído" e inmortalado la actuación de Madrid en un DVD en vivo. Cuales son laos próximas pasos de los nuevos Avalanch? ¿Después de la gira intendes grabar canciones inéditas? ¿Tienes ya algún corte listo?

Esa es la idea. Vamos a completar la gira y a trabajar en nuevos temas. Realmente esa es nuestra gran meta. Consolidar una formacion que ofrezca su mejor version con temas nuevos con nuevos albumes y mucha musica por venir.



¿Qué me cuentas de Alquimia? ¿La banda seguirà?

Esa es la idea. Aunque la realidad es que Avalanch esta demandando toda mi atencion a dia de hoy.



En Italia los grupos españoles no han nunca logrado tener éxito. Quizás solo Mago de Oz lo han intentado y en Italia, endonde han tocado algunas veces, tienen unos cuantos seguidores. ¿Crees que Avalanch tocarán algún día en Italia?

Ojala asi sea. Realmente creo que Avalanch tiene mucho potencial y seria genial que nuestros hermanos italianos nos brindaran la oportunidad de mostrarles nuestra música. Seria genial que asi fuera.



¿Cuál es para ti el mejor disco de Avalanch y que opinas de "Malefic Time Apocalypse" después de unos años?

Malefic Time fue un gran trabajo del que me siento my orgulloso. Tenemos grandes canciones en ese album.

Todos los albumes de Avalanch significan mucho para mi, y tienen grandes temas. No podria elegir uno, honestamente.



Bueno, muchísimas gracias Alberto. Nos vemos en el Leyendas, no veo la hora de escucharos también en acústico. Un fuerte abrazo desde Italia y gracias por las  muchas emociones que tu música nos regala siempre. 

 

Gracias a ti. Un abrazo.

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