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Federico Orano

Federico Orano

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Gli Hevidence di Diego Reali (ex DGM) sono tornati in pista con un bel disco come “Everybody's fault”. Siamo andati dal chitarrista e leader della band per scoprire qualcosa di più dietro a questa interessante uscita discografica.

 

Ciao Diego, bentornato sulle scene. Ci son voluti 5 anni dal debutto targato Evidence. Come mai tutto questo tempo e come mai il nome è cambiato in Hevidence?

Ciao e bentrovato a te! Questa lunga pausa è stata una conseguenza di alcuni fattori capitati tutti allo stesso momento, in realtà già da un paio di anni dall'uscita di "there's only ten left", con Andrea, eravamo pronti a rimetterci in moto ma a causa di miei problemi personali e di salute abbiamo dovuto rimandare, risolto tutto abbiamo deciso di riprendere il discorso con calma e lo scorso anno siamo ripartiti con una nuova formazione che vede Emiliano Bonini alla batteria e Corrado Quoiani alla voce...due ottimi musicisti,nonnche' due ottimi amici.

Il cambio del nome e' avvenuto in un secondo momento, dopo la firma con Frontiers, diciamo che per motivi di tutela legale, su richiesta di Frontiers ci era stato consigliato di variare il nome ed abbiamo ritenuto che la H all’inizio potesse andar bene senza snaturare troppo il moniker originale

 

Direi che un passo molto importante per voi è appunto la firma per la Frontiers Records che vi da chiaramente una grande visibilità. Come è nata questa collaborazione?

Mentre registravamo il disco non avevamo la piu' pallida idea di come avremmo proseguito....il mio obbiettivo era di fare un bel avoro che ci soddisfacesse appieno ....e per quanto mi riguarda, metterlo su youtube e farlo girare sarebbe stata una delle ipotesi.

Poi, in fase di missaggio ho deciso di mandare ad Elio Bordi qualche brano e ne e' rimasto entusiasta. Da li a poco la proposta di firmare per Frontiers......ti lascio immaginare la nostra soddisfazione!!!!

 

I brani di “Nobody's fault” sono molto vari, c'è una forte componente hard rock ma anche neoclassica. Per comporre i brani hai seguito un piano prestabilito su come volevi suonasse il disco o ti sei lascato guidare dall'ispirazione?

L'idea era di mettere insieme belle canzoni, potenti ed orecchiabili, che avessero un sound un po vintage il resto è venuto fuori in maniera del tutto spontanea. Le influenze che puoi trovarci dentro fanno parte dei nostri gusti musicali e si sono miscelate naturalmente avendo il disco un suono semplice e diretto.

 

A proposito, come nasce un brano degli Hevidence?

Come tutte le canzoni credo....Qualche accordo e una melodia convincente.

Di solito sul divano a chitarra spenta, cosi puoi iniziare ad immaginare quanto migliorera' quando avra' il suono che ti frulla per la testa!!!!

 

Torniamo indietro nel tempo un attimo, son curioso di sapere come mai lasciasti i DGM, band con la quale stavi riscuotendo ottimi riscontri, con album che ho amato alla follia come ad esempio “Hidden place”?

Non mi sentivo piu' a mio agio perche' non credo andassimo nella stessa direzione. Avevo bisogno di un qualcosa di piu' rock e meno prog, quello che cerchiamo di fare con gli Hevidence è ciò che mi soddisfa maggiormente.

 

Hai continuato a seguire la band? Che ne pensi del nuovo corso dei DGM?

Spaccano il culo ai passeretti!!! per dirla in francese .siamo tutti molto amici ed ho molto rispetto per Simone e approfitto per ringraziarlo ancora per il suo supporto tecnico e non solo, durante la realizzazione di Nobody's Fault

 

Diego, calchi la scena metal da molti anni, cosa ricordi dei primi tempi coi DGM? Com'è cambiata la scena rispetto ad ora?

Ricordo con piacere molte date fatte in nord Italia, dove organizzazione e interesse per il genere erano di gran lunga migliori che qui a Roma e dintorni.

Forse le cose stanno migliorando anche qui e da come mi racconta Andrea ci sono nuove realta' sparse per lo stivale che spero di testare il piu' presto possibile...a tal proposito stiamo cercando di muoverci il più possibile per regalare più di qualche show in giro per il nostro paese e per l’europa.

 

Quindi ance se suonare live in Italia non è così facile, cercherete di promuovere il disco e portare gli Hevidence live per qualche data in giro per l'Italia?

Come dicevo stiamo cercando del nostro meglio per trovarne il più possibile, però non è proprio semplice soprattutto per una band nuova come lo siamo noi. Sempre per via dell’interesse dimostrato nei confronti della musica qui in Italia si fa molta fatica a farsi dare fiducia dai locali, a quanto stiamo vedendo in Europa la risposta è molto più promettente.....a breve comunque avrete aggiornamenti

 

Bene Diego grazie del tempo che ci hai concesso. Ci vediamo on the road, a presto!

 

Grazie a te, a tutto lo staff di AllAroundMetal.com e a tutti i lettori per il supporto agli Hevidence, ci si vede in giro ;)

Frontiers Rock Fest 2017 già 12 bands confermate!

Venerdì, 09 Dicembre 2016 11:55 Pubblicato in News

Torna il gran festival rock organizzato dalla Frontiers Records che come ogni anno riunisce il meglio del mondo hard rock al Live di Trezzo. Le date confermate per il 2017 sono 29-30 Aprile mentre si conoscono già 12 delle 14 band che parteciperanno alla due giorni:  Unruly Child , Crazy Lixx, TNT, Kee Marcello, Palace, One Desire, Cruzh , L.A. GUNS W/Tracii Guns And Phil Lewis , Adrenaline Rush , Eclipse, Lionville and Tyketto.

https://www.facebook.com/frontiersrockfestival/?fref=ts

Trailer dagli Starbynary!

Mercoledì, 30 Novembre 2016 13:21 Pubblicato in News

Al seguente indirizzo potete vedere il primo trailer del nuovo lavoro in casa STARBYNARY!

https://www.youtube.com/watch?v=AJYKvmhBaQw

 

Presto ulteriori info nel sito della band:

www.starbynary.com

Frontiers Music e Live Club sono un'accoppiata vincente lo sa bene chi ha già partecipato ai vari Frontiers Rock Festival negli ultimi tre anni. Era nell'aria che ci sarebbe stata anche una versione “metal” del festival ed infatti la casa discografica partenopea dopo aver messo sotto contratto alcune delle migliori band nostrane in campo power metal (Dgm, Secret Sphere, Trick or Treat e, non finirò mai di ringraziarli, i Labyrinth) ha potuto anche mettere in piedi questo evento di grande spessore.

 

Sette band, tantissimi motivi per non poter mancare a questo festival dove ai gruppi sopra citati si aggiungono i sensazionali Lords of Black dalla Spagna e la combo tedesca Vanden Plas-Primal Fear. Insomma tanta roba e pensandoci un po' potremmo definirlo anche un Power Metal Voice Festival visto la presenza di Tiranti, Luppi, Conti, Basile, Scheepers, Romero ovvero sei dei migliori cantanti del globo terrestre (ma come vedremo anche Andy si è rivelato all'altezza).

 

Ma andiamo con ordine perchè alle 15 precise inizia lo show dei Trick or Treat. L'ultimo loro lavoro, Rabbits Hill pt. 2 a mio parere è forse il disco migliore della loro già importante discografia con una manciata di brani stratosferici. E infatti “Cloudrider”, “United” e la favolosa “The great escape” spaccano dal vivo. I Trick scaldano a dovere il già numeroso pubblico e rispolverano “Girl just wanna have fun” cover piacevolissima e apprezzata da tutti i presenti. Difficile aprire il festival in modo migliore, ho visto dei ToT davvero in forma con i nuovi membri ben inseriti ed una band in palla.

Avevo già avuto modo di vedere all'opera i Lords of Back quest'estate in Spagna e mi avevano fatto un'ottima impressione. La band di Tony Hernando (ex Saratoga) dal vivo trasmette una grande potenza grazie a riff potenti come il granito e la voce portentosa del talentuoso Ronnie Romero. Con brani come “Nothing left to fear”, “Everything you're not” e “Lords of black” la band ha messo a ferro e fuoco il Live di Trezzo uscendo tra gli applausi di un pubblico soddisfatto dalla prestazione del quartetto spagnolo.

Pochissima pausa ed è già tempo della super band romana, i DGM. Da sempre una delle mie band preferite, è la prima occasione per assistere ad un loro concerto da quando è uscito l'ultimo e ottimo “The passage”. Lo show verrà ripreso dalle telecamere così l'atmosfera diventa ancora più carica. Si parte alla grande con “The secret” pezzo mostruoso estratto appunto dal disco uscito da poche settimane. La band è perfetta, ma non occorre neanche dirlo. Cinque grandi musicisti che ormai suonano insieme da anni, una band in costante crescita... insomma i DGM sono dei maestri e la loro performance è intoccabile. L'unica pecca è aver suonato quasi nella sua interezza “The passage” andando a pescare solo due brani dal passato, le immancabili “Reason” e “Hereafter”. “Daydreamer” e “Animal” sono solo un paio dei momenti migliori dello show, per una band che è sempre un piacere per l'anima vedere dal vivo.

Scendono i DGM, salgono i Secret Sphere. La formazione alessandrina fresca di pubblicazione del live album registrato in Giappone, parte puntando forte sull'ultimo “Portrait of a dying heart”. Bisogna aspettare almeno 6-7 brani prima di trovare qualcosa del passato. “Legend” scatena i vecchi fans della band, un brano appunto leggendario. C'è spazio per “The scars that you can't see” mentre nel finale spicca la toccante ballatona “Eternity” e la grandissima “Lady of silence”. Aldo Lonobile ci delizia con i suoi solos e ora restiamo in attesa del nuovo materiale che il grande chitarrista piemontese sta componendo.

C'era curiosità per i Vanden Plas. Band un po' di culto, che non suona spesso dal vivo. La band tedesca è reduce da due ottime release sotto Frontiers naturalmente, i due capitoli firmati “Chroniclos of the immortals”. Ma la scaletta pesca un po' anche dal passato per uno show di gran interesse. Il prog ricercato dei Vanden Plas si discosta un po' dal sound più powereggiante del festival, ma pare che il pubblico abbia gradito. I VP sono precisi dal vivo certo che i loro brani lunghi e sofisticati alla lunga possono un po' assopire parte dell'audience. Detto questo Andy, su cui nutrivo una certa curiosità, si è dimostrato un ottimo singer con il suo timbro molto personale, brani come “Vision 3hee”, “Holes in the sky” e “Christ 0” sono stati davvero piacevoli da ascoltare in versione live. Andy ci ha rivelato a fine concerto che stanno lavorando ad un nuovo lavoro più “vecchio stile” (quindi meno sinfonico) che vedrà la luce l'anno prossimo quindi non resta che attendere.

 

Il momento più atteso della giornata? Senza dubbio si.. tanti sono giunti a Trezzo solo per questo momento. Diversi anche da fuori Italia come un gruppo formato da una decina di ragazzi andalusi con il quale ho cantato per tutto il concerto. “Return to heaven denied” è uno dei dischi più grandi nella storia del power metal melodico. Per quelli della mia generazione è ben più che un capolavoro. In quegli anni 98-99-2000, il mio stereo sputava fuori spesso le note di questo album. In camera tenevo il poster con la band. Mancava poco che tenessi anche il santino di Rob Tyrant nel portafogli.. quindi rivivere quelle emozioni è stato fantastico. Rob con Andrea Cantarelli e Olaf gli unici rimasti di quella formazione storica. Infatti dopo qualche periodo travagliato, qui al Frontiers Metal Fest si presenta anche la nuova formazione dei LABYRINTH con John Macaluso alla batteria che pesta come un animale. E poi il ritorno sulle scene di Oleg Smirnof. E dove c'è Oleg c'è capolavoro, vedi Eldritch e Vision Divine in passato... infine al basso troviamo Nick Mazzucconi. Si parte con “Moonlight”e “New horizons” e tutti a cantare, qualcuno (io compreso) con le lacrime. La band segue la tracklist di Return con “Lady lost in time” (Roberto immenso), “Heaven denied” e “Falling rain”. Ogni nota è al posto giusto, riascoltando anche dal vivo questi brani ci si accorge di quanto immensi siano questi pezzi. Si chiude con “Die for freedom” ma c'è ancora spazio per un paio di brani quindi si pesca “Chapter 1” da quel “Sons of thunder” sempre un po' troppo criticato e poi “In the shade” da “No limits” chiude una performance che resterà negli annali e che potremo presto rivivere su dvd. Non sarà la stessa cosa ma le emozioni non mancheranno lo stesso.

Dopo tutto quello che ci hanno fatto vivere i Labyrinth solo una band di caratura superiore poteva chiudere il festival ancora in salita. I Primal Fear ormai sono una band di quella caratura. Delle macchine da guerra, ogni volta che li vedo dal vivo riescono a trasmettere una carica inaudita. E anche stavolta Ralf e soci sono stati esemplari con i nuovi pezzi (contenuti nell'ultimo “Rulebreaker”) che dal vivo funzionano alla grande. Si parte con “Final embrace” passando tutta la discografia della band fino alle recenti “The end is near”, “Rulebreaker” e “Angel of mercy”. Il bis è tutto per “Fighting the darkness” e “Running the dust”. Applausi applausi e applausi per i PF, una sicurezza sia su disco che dal vivo.

 

Si chiude così una giornata memorabile. Grazie alla Frontiers per averci regalato qualcosa che va oltre un festival; qui si parla di emozioni. Grazie per credere alle nostre talentuose band italiane, come i Labyrinth che senza il supporto dell'etichetta partenopea chissà quando li riavremo risentiti.. La buona partecipazione di pubblico e la soddisfazione generale per un festival riuscito sotto ogni punto di vista, ci dà la speranza che questo possa diventare un appuntamento fisso. Quindi iniziamo pure il fanta FMF pensando alle band che potranno esserci l'anno prossimo (Seveth Wonder con tutto Mercy Falls? Circus Maximus?) e teniamoci liberi per un'altra giornata intensa di grande musica.

*foto a cura di Cesare Macchi*

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