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Federico Orano

Federico Orano

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Nella splendida cornice del Teatro Romano di Verona, si è svolta una serata davvero interessante all'insegna della musica cristiana, con protagoniste due band come i piemontesi Reale ed i siculi Metatrone. Una serata un pò atipica se vogliamo con il pubblico seduto comodamente ad ascoltare i brani proposti dalle band. Ma bisogna dire che i presenti, di tutte le età, sono stati parecchio partecipi con applausi e qualche coretto, lasciandosi coinvolgere.

Non conoscevo i Reale, autori di un rock con testi in italiano e naturalmente tematiche legate alla bibbia, Gesù etc.. E la band torinese ci ha fatto una buona impressione, con alcuni brani niente male e certe soluzioni azzeccate e non banali. Io ci aggiungerei una bella tastiera e magari qualche riff per ottenere un sound più Aor o alla Pooh, ma son gusti personali. La performance dei Reale è stata positiva; interessanti le parole del leader e singer del gruppo durante lo show per presentare i brani raccontandoci delle sue esperienze. Meritati gli applausi finali mentre non aspettavamo altro che la salita sul palco degli attesissimi Metatrone.

Sono circa le 23 quando salgono sul palco i Metatrone. Mi erano sfuggiti la scorsa estate quando per un imprevisto mi son perso il loro show sempre in terra veronese. Stavolta non potevo mancare. "Paradigma" è un disco che adoro ed il nuovo "Eucharismetal" non è da meno, anzi è uno dei migliori dischi dell'anno per quanto mi riguarda. E così la band conquista pian piano il pubblico attraverso l'oretta di tempo che ha a disposizione. Una platea per gran parte non abituata a queste sonorità e Don Davide e Stefano Calvagno scherzano proprio su questo durante le pause (chissà cosa passava per la mente di qualche presente durante i momenti cantati col growl di Don Davide). Ma la band ha suonato  davvero alla grande partendo forte con l'opener del nuovo disco "Alef Dalet Mem".

E' la sessione ritmica a impressionare con Dino Fiorenza autentico mattatore col suo basso e Salvo che spara la doppia cassa a tutta velocità. Come non emozionarsi con "Uomo", brano meraviglioso. Si pesca ancora dall'ultimo lavoro con "Molokai" e la superlativa "Wheat and weeds". Jo Lombardo intanto dà sfoggio di tutto il suo talento facendo  tremare il teatro con i suoi acuti stratosferici. Il singer siciliano per eccellenza si dimostra perfetto dal vivo e gran punto di forza della band. Stefano e Don Bruno spesso prendono in mano il microfono per introdurre i brani e quando vengono proposte "Latest news from light" e "In spe resurrectionis" non possiamo che agitare la testa! Il tempo vola in questi casi e senza accorgercene si arriva alla fine della serata tra i tanti applausi e le foto di rito con dei disponibilissimi Metatrone che a fine show erano già sotto il palco a ricevere i complimenti di tutti i presenti. E mi ha fatto piacere vedere che molti hanno scoperto la band proprio in questa occasione e si sono fermati per complimentarsi con Don Bruno e compagni. 

Un applauso gigante a chi ha organizzato questa serata. Nel centro di una splendida città come Verona è arrivata la musica che ci fa impazzire. Un pò come i Maiden a Trieste qualche mese fa. Sarebbe bello poterlo ripetere molto più spesso e in tante altre città. E speriamo di rivedere presto i Metatrone dalle nostre parti!

LEYENDAS DEL ROCK 2016 @Villena (Alicante) 10-13 Agosto

Mercoledì, 31 Agosto 2016 12:17 Pubblicato in Live Report

Altro anno, altro Leyendas del Rock. Lo storico festival estivo spagnolo diventa sempre più imperdibile grazie ad una line up che si incontra  raramente in giro. Ma quello che più conta è l'atmosfera rilassata e positiva che avvolge la 4 giorni spagnola, con aria di festa e tanta gente che si diverte passando le proprie giornate tra musica, birra, relax. Il meteo a Villena quest'anno è stato clemente ed il caldo torrido non si è visto anzi di notte faceva anche freschino. Si perchè i concerti qui finiscono alle 5 di mattina che non pensiate di andare a letto presto, anzi molte super band hanno proprio il compito di chiudere le serate.

MERCOLEDI'

La partenza del Mercoledì è come sempre affidata alla giornata gratuita del festival ma quest'anno l'organizzazione ha esagerato inserendo gli eroi (almeno in patria) dei WarCry, band che attira tantissima gente. E se l'ingresso è aperto a tutti ed il gruppo di Oviedo esordiva con il proprio show accompagnato da un'orchestra di oltre 50 musicisti allora capite bene che l'affluenza di 22 mila persone era più che prevedibile. Ma andiamo con calma perchè ad aprire le danze ci sono gli [In Mute] band valenciana di death metal/hardcore che come ben sappiamo, ci sa fare alla grande con la straordinaria Steffi alla voce che come sempre sprigiona immensa carica. Riff spaccaossa e scream per una band che dal vivo riesce a far esplodere tutto il proprio potenziale. Passa veloce l'esibizione degli [In Mute] ed è già tempo di un'altra band iberica che sta facendo molto parlare di sé: i Lords of Black di Ronnie Romero. E le curiosità erano su come suonavano i pezzi dal vivo dell'ottimo "II" uscito qualche mese fa e sulla voce di Ronnie. In entrambi i casi direi che la band viene promossa. I pezzi sono potenti e convincono anche in sede live mentre il singer sudamericano si dimostra superlativo. La band di Tony Hernando (ex Saratoga) convince appieno con brani come "Merciless" e "Everything you're not". Dopo di lor arriva l'unica band estera della giornata, i Fear Factory. La band americana per ben un'ora e venti ha ripercorso la propria carriera con un occhio allo storico "Demanufacture" per la felicità dei propri fans. Uno show potente per la band d'oltreoceano che non ha deluso le aspettative. Tocca al piatto forte della serata, i WarCry. Tanta attesa e un mare di gente per assistere all'esibizione sinfonica della band asturiana. Victor e soci puntano su una scaletta più soft proponendo molte lente come l'immancabile "Nana" e la favolosa "El amor de una madre" (e qui ho rischiato la lacrimuccia) ma anche l'innaspettata "La vida en un beso". Non mancano per fortuna anche i pezzi più potenti e veloci. A mio parere riuscitissima in questa versione orchestrale la power song "Aire" e le bellissime "Alma de conquistador" e "Contra al viento". A chiudere lo show non poteva mancare ovviamente "Hoy gano yo" anche se un paio di brani non inclusi in scaletta mi sarebbero piaciuti come "Quiero oirte" e "El guardian de Troya". La giornata metallica continua con due band che in Spagna hanno un certo seguito ma che onestamente faccio un pò fatica ad apprezzre e parlo dei Mojinos Escozios e dei El reno renerdo. Due band goliardiche una specie di nanowar of Steel iberici, che il pubblico spagnolo apprezza parecchio, basti pensare che i primi festeggiavano i 25 anni di carriera. Si chiude così la prima giornata del festival. Una giornata che ci ha fatto respirare di nuovo l'atmosfera del Leyendas incontrando cari amici e che ricorderemo per molto tempo soprattutto grazie all'esibizione dei WarCry.

GIOVEDI'

Il secondo giorno di leggenda finalmente apre le porte anche al palco "Mark Reale - Riot Stage". Partono i D-A-D con il loro hard rock classico ma anche tecnico e potente e ci fanno una buona impressione seguiti dai Dragonforce con Alessio Garavello (ex Arthemis, ex Power Quest, A new tomorrow) al microfono a sostituire il malato Mark Hudson. Ottima prestazione del nostro singer (anche se da qualche anno trasferitosi a Londra) e della band in generale che va a pescare indietro nella propria discografia in una specie di best of. Intanto nel palco "piccolo" i Bombus ci sparano un hard rock con voce ruvida e chitarroni potenti, niente male insomma. Ma sono gli Skyclad a vincere il premio di miglior band di queste prime ore della giornata. Chiamati all'ultimo, salgono sul palco senza troppi ghirigori, vestiti come per andare a fare la spesa (a differenza di molte altre band folk che pensano più all'aspetto che alla musica), ma riescono a coinvolgere e far divertire tutti i presenti. Sono la storia del folk e restano ancora dei grandi portando a scuola tutte quelle band nate dopo di loro e che stanno ottenendo gran successi. Ci perdiamo qualche band proprio nel Mark Reale Stage per dare un occhiata veloce e più che sufficiente ai Korpiklaani (cosa dicevamo a proposito delle band folk un pò sopravvalutate?) e per goderci lo show degli Stratovarius. Una band in forma (già vista a Trezzo qualche mese fà) che fa cantare tutti i presenti sulle note di "Black diamond", "Sos" e "Hunting high and low". Ci sarebbe stata bene una "Forever" e tanti altri brani storici della band ma pazienza. Tempo una decina di minuti partono gli Uriah Heep dell'altra parte e che show per questi vecchietti! La band inglese si dimostra in gran forma e dà vita ad uno dei concerti migliori della giornata, non abbiamo dubbi! "Sunrise", "Look at yourself", "July morning", "Gypsy"... quanti brani storici che abbiamo riascoltato! Bravissimi tutti da Bernie Shaw al microfono a Mich Box. Tocca poi agli Steel Panther e cambiamo un pò genere. Il loro show lo fanno eccome gli americani, e dimostrano di saper suonare (bellissimo e spettacolare l'assolo di chitarra di Satchel). Poi perdono un sacco di tempo a giocare con il pubblico, a chiamare qualche ragazza sul palco però fa parte del loro show e ci può stare. Andiamo a fare un giretto al palco B; Salvador Dominguez raccoglie consensi con la sua band dove ripropone pezzi storici della sua carriera di chitarrista spagnolo con i Banzai. Il pubblico canta e l'atmosfera dello show è molto positiva mentre l'attempato guitarman ci delizia con ottimi solos. In attesa dei Tokyo Blade veniamo informati che la band inglese ha perso l'aereo e non si presentaterà. Ci pensa Martino ad informare tutti i presenti. Mannaggia a loro... per fortuna dall'altra parte gli Anthrax suonano come Dio comanda ed il loro thrash metal è potente e raffinato. Gran bello show quello di Joey Belladonna e company con il singer americano superlativo! A seguire troviamo gli At The Gates, non proprio il mio genere preferito ma una band da rispettare che ha scritto pagine di storia per questo stile musicale. Il loro, per quello che ho potuto seguire, è stato uno show preciso e naturalmente potente. Insomma non hanno deluso le attese dei numerosi fans presenti. Intanto è stato caldissimo lo show dei Badana nel palco Mark Reale; il terzetto spagnolo con il proprio heavy metal coinvolge i numerosi presenti per una bella esibizione mentre in contemporanea il singer spagnolo per eccellenza Leo Jimenez si esibisce nel palcoscenico principale con diversi brani estratti dall'ultimo disco solista e altre song della sua carriera. Non abbiamo seguito nell'interezza la sua esibizione ma quel poco ci è piaciuto eccome grazie alla sua ugola e a musicisti molto preparati con i quali si è circondato. Ultimi sgoccioli per la prima giornata con i Crisix autentica rivelazione thrash metal internazionale che ha infiammato il palco piccolo mentre altrettanto positivi sono stati gli Hamlet con il singer J Molly scatenato che ha cantato tre songs in mezzo al pubblico tenuto in piedi dai fans, stratosferico! Che finale infuocato: Crisix e Hamlet, due band nazionali che sanno come muoversi on stage! Tempo di riposo e con i piedi doloranti ci dirigiamo pian piano verso il letto perchè ci aspettano due giorni altrettanto validi! 

VENERDI'

Infatti se la prima giornata è stata a dir poco infuocata, dalla seconda e la terza ci si aspetta anche di meglio. Addirittura il Venerdì ci presenta alcune sorprese extra; oltre alla solita esibizione acustica nel centro di Villena ad orario di pranzo, che stavolta vede esibirsi gli Eluvetie, la novità dell'anno è l'installazione di un nuovo palchetto a ridosso del camping per scaldare la giornata con un paio di band verso le 14. Ed il primo giorno non si poteva mica mancare all'appuntamento coi giovani ma carichi Ciclon! La band madrilena ha dato alle stampe due ottimi dischi di classic heavy metal e vederli dal vivo è stato davvero superlativo. I brani dei Ciclon sono perfetti on stage e la giovane band  cerca anche di fare un pò di spettacolo con un mostro che ogni tanto sale sul palco interpretando le varie songs della band, e non potevano mancare le hits "Basta ya", "Caballero del rock" e "Salvaje". Dopo due chiacchiere cn la band e un paio di birroni in compagnia ci dirigiamo a passo spedito verso l'area concerti perchè questa giornata inizia come meglio non si può con il power teutonico dei Grave Digger da una parte e dopo una mezz'oretta l'heavy granitico dei Centinela nell'altro palco. Dura scegliere così dopo l'inizio dedicato a Chris Bolthendahl e soci, dopo l'anthem Excalibur, ci spostiamo per assistere allo show della band di Albacete. Come sempre un super José Cano sugli scudi con i suoi compagni a macinare riff e a battere forte nella sessione ritmica. Insomma sempre compatti, sempre potenti, i Centinela ci han regalato un gran show che non poteva che chiudersi con "Como un huragan". Se i Dark Tranquillity han svolto bene il loro compitino senza farci esaltare troppo, devo dire che gli Skindred si sono dimostrati delle belle bestie da palcoscenico. La loro musica un misto di reggae, hip hop e metal si adatta bene all'ambiente live dove riescono ad esplodere tutta la loro potenza. Non una musica che mi ascolterei volentieri a casa ma davvero coinvolgenti dal vivo. Certo che dall'altra parte i Leize han messo a ferro e fuoco il Mark Reale stage con il loro hard rock/heavy metal melodico. E' tempo intanto di Udo che in questo caso suona a nome DIRSCHNEIDER e ripercorre a quanto pare per l'ultima volta i successi degli Accept. Trovata commerciale? Credo di si ma pazienza, riascoltare i pezzi storici della band tedesca con la voce originale e ancora in gran forma nonostante l'età fa più che piacere. "Metal heart" e "Screaming for a love-bite" sono l'heavy metal teutonico e la chiusura non poteva che essere con "Balls to the walls". Tempo di qualche foto e gli Eluvetie ci hanno già annoiato e poi di là ci sono i Tygers of Pan Tang. Le tigri sono belle affamate e suonano con gran carica. Magari i suoni non sono stati perfetti ma il loro show non si può che decretare molto positivo. Tra le migliori prestazioni della giornata, poco da fare! Mi perdo completamente i Flotsam & Jetsam, qualcuno mi insulterà ma è così. Riesco ad assistere all'intero show dei Children of Bodom che suonano bene con tanta carica e potenza ma senza esaltare più di tanto. Finchè arriva uno dei momenti più attesi della 4 giorni spagnola, l'arrivo degli Avantasia di Tobias Sammet. Lo show della maxi band tedesca è senza dubbio di primissimo livello. Come non esaltarsi con pezzi entrati nella storia del power metal come "Reach out for the light", "The scarecrow", "Farewell", "The story ain't over" e molte altre... come non perdere la testa come un adolescente quando facevano il loro ingresso sul palco certi nomi come Michael Kiske, Jorn Lande, Erik Martin e nonno Catley? Insomma un grande show che resterà impresso nei grandi ricordi del festival. Ma la serata è lunga, molto lunga. Se i Mayhem suonano nella completa oscurità tanto che far foto è praticamente impossibile, gli Atlas danno vita ad un grande concerto nel palco piccolo. la band recensita recentemente su queste pagine, propone un hard rock robusto ma anche molto melodico e dal vivo si sono dimostrati esaltanti. Mi sbilancio ma anche se non ho potuto assistere al loro show intero, è stato un dei migliori momenti del festival. Meno convinceti a mio avviso i Bella Bestia, band sempre spagnola, che propone un hair rock/heavy metal tra Poison e Kiss. Buona scenografia ma a primo impatto un songwriting un pò banale. Meglio spostarsi al main stage per il barone, i Baron Rojo. La storica band spagnola però non ci ha convinti del tutto. I brani sono riproposti bene ma un pò senza anima. La sensazione è che i musicisti sul palco stessero svolgendo il compitino senza metterci troppo cuore. Peccato. Ci siamo divertiti lo stesso con brani storici come "Resistirè" e "Baron Rojo". Tutt'altra cosa l'esibizione dei Saurom e qui siamo senza dubbio di fronte a una delle migliori show del Leyendas 2016, se non il migliore in assoluto! Miguel e compagni alle 3,30 di mattina hanno fatto cantare, saltare, danzare un folto pubblico con il loro folk rock/metal. Una scenografia maestosa con saltinbanchi, giocolieri, draghi, che si alternavano sul palco oltre che 3 coristi, e una chitarra acustica. Insomma uno show creato alla perfezione e song come "Cambia el mundo", "Dracum nocte", "El circulo juglar" e molte altre ci hanno stregato. Non a caso al termine dello show il pubblico ha continuato ad acclamare la band per un bis che sfortunatamente non ci poteva essere, ma che emozioni e che giornata!

 

SABATO

Il tempo vola a Villena? No la realtà è che va avanti come a Lecco o a Padova ma sembra passare in fretta viste le giornate intense, le forti emozioni, le grandi esibizioni, il bel contorno. Il Sabato al Leyendas però rimarrà impresso anche per aver abbandonato la birra del festival, un pò troppo gassata per buttarci su un buon calimocio, in versione vino+aranciata. Non proprio il top ma anche sti spagnoli mica sono perfetti! E con un bel litro di calimocio si da inizio alle danze con la musica dei Delain dell'interessante Charlotte. Una band che è cresciuta a mio parere negli ultimi dischi e che dal vivo ha fatto il suo senza eccellere. Belli potenti invece i Wolfheart dall'altra parte. Il loro death metal è davvero un pugno in faccia, tenete d'occhio questa band! Non perdiamo troppo tempo di fronte agli Ensiferum, ma ci si prepara ai Powerwolf. Un altro degli show migliori del festival arriva infatti quando salgono sul palco i lupi tedeschi. Il loro power/heavy metal che già funziona da Dio (in questo caso proprio da Dio) su disco, dal vivo è ancora meglio. Insomma uno show da 10 e lode con "resurrection by erection", "Sanctified by dynamite", "Blessed & possessed", "Amen & attack" e molte altre. Ma qui non si scherza; fanno appena in tempo a finire i Powerwolf che sale sul palco un certo Michael Romeo. Avete capito bene, Michael Romeo e i suoi Symphony X. Certo altro genere, una musica meno coinvolgente in sede live rispetto ai Powerwolf, ma uno show perfetto con musicisti di incredibile tecnica. Russen Allen entra con la maschera e canta alla perfezione. Si toglie la maschera e canta ancora alla perfezione. Che mostro.. che band! A seguire i Nazareth che ammetto conoscevo poco, ma hanno dato vita ad uno show niente male davvero. Queste band storiche dimostrano di non perdere la voglia di suonare dal vivo, un pò come gli Uriah Heep del giorno prima. E qui scatta l'indecisione della vita. Helloween o Dare? Dare o Helloween? Trovo un compromesso ma con un occhiolino verso la band inglese molto più difficile da vedere dal vivo. E lo show dei dare è favoloso con tanta gente ad assisterli e tanti brani pescati dal loro immenso debutto "Out of silence" ma anche dal loro nuovissimo e splendido "Sacred ground". Emozioni vere con la voce calda e intensa di Darren e la chitarra di Vinny Burns. Degli Helloween vediamo solo il finale con una manciata di brani tra i quali "I want out". Ma la band non sembra in formissima anche se bastano alcuni dei loro successi per far divertire i presenti. Gli Equilibrium riempiono lo stage più piccolo e lo devastano in potenza sonora mentre Tarja fa il suo nel palco principale. Bellissima la regina finlandese da vicino, una personalità unica che ti lascia estasiato. Il suo show però non ci esalta colpa dei brani più che altro. I Venom cambiano rotta per la gioia dei metaller più estremi. Ma noi siamo impegnati a vedere gli Ars Amandi che incendiano il Mark Reale Stage con un grande show. Bravi davvero! Con gli Angelus Apatrida ci si avvicina al finale. La band spagnola è dura come una roccia e sprigiona la propria potenza sui presenti aprendo le porte all'ultima band del festival, i Lujuria. Il loro show è spettacolo, una vera festa e la giusta chiusura di questo grande festival con anche l'organizzatore Marcos a salire sul palco.

 

Un'altra edizione del Leyendas del Rock che se ne va. Ma tante emozioni che restano. E ora inizia già l'attesa per le band che faranno parte della dodicesima edizione con la certezza che noi faremo di tutto per esserci ancora!

 

La settantesima data del "The Book Of Souls World Tour" dei Maiden fa tappa a Trieste in una location fantastica come Piazza Unità. Non si poteva certo mancare per rivedere Harris e soci in un'atmosfera davvero molto positiva.

 

E positiva è stata l'organizzazione con accessi veloci, parcheggi a ridosso dell'area concerti a prezzi onesti, insomma ci sono stati tutti i presupposti per godersi al meglio un concerto senza rotture di scatole che a volte purtroppo accompagnano i grandi eventi.

E lo show dei Maiden non ha certo deluso, anzi. E' davvero incredibile la carica che la band inglese riesce ancora a mettere sul palco nonostante l'età che avanza inesorabile. Davanti a 15 mila fans (così riporta Il Piccolo di Trieste) carichi per i loro beniamini, Steve Harris e soci hanno ripercorso la loro intera carriera musicale soffermandosi un pò troppo forse sul nuovo "The book of souls" (ben sei i brani riproposti da questo album) ma senza dimenticare i grandi classici come "Children of the damned" e "The tropper". Le nuove songs hanno avuto un buon impatto, e a mio parere "If eternity shoul fall" e la title track sono senza dubbio i pezzi migliori nel disco e dal vivo. Chiaro che però il cuore dei presenti si è scaldato sul serio con brani come "Hallowed be thy name" e "Fear of the dark", cantate a gran voce da tutti. Peccato per l'assenza di una "Run to the hills" che a mio parere non dovrebbe mai mancare nella setlist ma pazienza, abbiamo apprezzato non poco la presenza di "Powerslave". Janick Gers si è confermato un autentico animale da palco, mentre Steve Harris trasuda dedizione e attitudine in ogni attimo della sua performance. Ma è tutta la band a dimostrarsi impeccabile anche se Bruce in qualche occasione ha fatto un pò fatica. Ma il tour è stato lungo e poi Bruce è Bruce e gli si può perdonare qualcosa. Il singer inglese ha scherzato col pubblico e corso e saltato su e giù per il palco.

Il tempo vola e si arriva già al bis. "The number of the beast" e "Blood brothers" accendono di nuovo l'entusiamo della folla mentre la chiusura è affidata alla favolosa "Wasted years". Quanti ricordi, quante emozioni che riaffiorano ascoltando questi brani con i quali, che si voglia o no, tutti noi siamo cresciuti.

Un concerto da ricordare, uno show che rimarrà indelebile nella memoria di Trieste. E' così tanto difficile portare la musica nel centro delle città in modo che tutti possano ascoltarla? Sono sicuro che qualche ragazzino di Trieste che neanche sapeva chi fosse quella band che suonava in piazza, mentre mangiava il gelato con la mamma, avrà pensato: "però, forte questa musica". Un giorno quel ragazzino sarà uno di noi e racconterà di come è scoccata la scintilla che lo ha fatto innamorare della musica più bella del mondo!

SETLIST:

Intro: Doctor Doctor (UFO song)

If Eternity Should Fail

Speed of Light

Children of the Damned

Tears of a Clown

The Red and the Black

The Trooper

Powerslave

Death or Glory

The Book of Souls

Hallowed Be Thy Name

Fear of the Dark

Iron Maiden

 

Encore:

The Number of the Beast

Blood Brothers

Wasted Years

 

Metal for Emergency 2016- 16 Luglio @Cenate di Sotto BG

Mercoledì, 20 Luglio 2016 13:54 Pubblicato in Live Report

 

Ci sono degli appuntamenti a cui non si può proprio mancare come quando la più figa della scuola ti chiede di uscire (a me non è mai successo però) o quando arriva Luglio ed è tempo di Metal for Emergency.

 

Il festival di Cenate di Sotto ormai è una sicurezza; da diversi anni è riuscito a consolidarsi portando in Italia band di assoluto valore con esibizioni che rimangono ancora nella nostra mente ad esempio ricordo ancora molto bene lo show potente dei Primal Fear di qualche anno fà, i Rhapsody of Fire da pelle d'oca con un Lione in formissima e i Mago de Oz che ritornarono in Italia proprio grazie agli amici di Cenate. Dopo Gamma Ray e co. dello scorso anno, anche stavolta si pesca dalla sempre cara e prolifica  Germania con gli storici Rage. Ma prima della Peavy band l'antipasto è davvero ricco con Teodasia, Trick or Treat e Vision Divine.

 

Curioso di vedere i Teodasia con la nuova formazione, devo dire che tutti siamo rimasti molto soddisfatti. Non conoscevo Giacomo Voli anche se me ne avevano parlato molto bene  e devo dire che è un singer di primo livello, un ottimo mix tra Lione e Luppi. La sua prestazione è stata super e la band lo ha seguito alla perfezione proponendo alcuni brani del passato (cantati dalla voce di Priscilla) e alcuni nuovi pezzi che saranno nel disco di prossima pubblicazione. E speriamo che il nuovo lavoro sia all'altezza del potenziale della band!

I Trick li conosciamo da tempo, li abbiamo visti tutti almeno una volta dal vivo, però piacciono sempre. E poi è appena uscito il nuovo disco "Rabbits hill pt 2" (finalmente!) e così tra qualche brano del passato e qualcosa del nuovo disco, lo show della band emiliana è passato che è un piacere ed Alle tra una battuta e l'altra ha dimostrato ancora una volta il suo valore al microfono. "Evil needs candy too" e "Like Donal Duck" sono ancora irresistibili dal vivo, ma anche i brani più recenti funzionano molto bene come "Premonition" e "Rabbits Hill" o le nuovissime "The great escape", "United" e "Cloudrider". C'è tempo anche per un paio di cover come "Let it go" (da Frozen) e "Never ending story" anche se avrei preferito la loro storica "Girls just wanna have fun".

Tempo di Vision Divine al loro primo show con Mike Terrana alla batteria. Speravamo in una scaletta più "best of" invece troviamo ancora diversi pezzi dall'ultimo ed ottimo "Destination set to nowhere". Bella "God is dead" pescata da "The perfect machine" ed il finale con "Taste of a goodbye" e "Send me an angel" da un disco come appunto "Send me an angel" da sempre sottovalutato e che personalmente adoro. Mike alla batteria nonostante poche prove a disposizione si dimostra superlativo ma quello che più salta agli occhi è l'entusiasmo che un musicista di questa età, che ha suonato in ogni angolo del mondo, ancora riesce a metterci. Come ci dicevano anche i suoi compagni, è come vedere un tredicenne che suona, con una voglia ed una carica infinite. Certo che il suo (immancabile) solos poteva essere un pò più breve magari per recuperare un pezzo da quel capolavoro del 1999 a nome VISION DIVINE ma pazienza sarà per la prossima. I VD sfornano un'ottima prestazione che raggiunge il top durante l'accoppiata "The secret of life" - "Colours of my world". Li rivedremo quest'inverno in giro per l'Italia.

 

I Rage salgono sul palco ed iniziano il loro show senza fronzoli picchiando forte. Ne viene fuori un'esibizione davvero ispirata con gran soddisfazione da parte di Peavy per il calore del pubblico italiano che canta, innalza cori ed è molto partecipe. Le nuove "The devil strikes again" e "My way" funzionano alla grande in sede live e i brani recuperati da "Black in mind" ed "End of all days" caricano il pubblico ad iniziare dalle due title tracks ma anche con "Deep in the blackest hole", song che adoro. Un'ora e mezza abbondante con pochi attimi di respiro, "Down" e "Solitary man" sono  magistrali. Quando si arriva al bis è chiaro che tocca a "Don't you fear the winter" e "Higher than the sky". Quest'ultima durerà quasi una ventina di minuti con tutti i presenti che non smettono di cantare il ritornello con un Peavy quasi incredulo. I suoi ragazzi Rodriguez e Maniatopoulos si sono dimostrati ottimi musicisti ed il sud americano anche ottimo intrattenitore. Magari non saranno Smolski e Terrana ma sanno davvero svolgere il loro compito. Una band affiatata, carica e in forma. Uno show da ricordare!

Ancora una volta un ottimo Metal for Emergency. Ottima atmosfera, suoni davvero molto buoni e organizzazione impeccabile.. grazie e arrivederci al 2017!

ps. Un "Higher than the sky" gigante a Cesare per le foto di questo articolo!

 

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