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Federico Orano

Federico Orano

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Manca poco al 30 Ottobre quando si svolgerà il Frontiers Metal Festival che vedrà esibirsi al LIVE di Trezzo band del calibro di Primal Fear, Vanden Plas, Labyrinth, DGM, Secret Sphere, Lords of Black e Trick or Treat. I Labyrinth con la nuova formazione suoneranno il loro capolavoro "Return to heaven denied" nella sua interezza e registreranno il dvd così come i DGM. Impossibile mancare!

https://www.facebook.com/frontiersmetalfestival/?fref=ts

Il tanto atteso giorno dello SPAZIOROCK FESTIVAL è arrivato. Atteso perchè non si vedeva una line-up così, per questo genere, da molti anni, probabilmente da quel Rockin' Field datato 2008 e la scena power italiana ha risposto presente con un Live Club di Trezzo pienissimo. Un vero e proprio party, una celebrazione del genere si potrebbe dire visto che oltre all'esibizione delle band la cosa superlativa era uscire nella parte esterna del locale tra uno show e l'altro e scambiare quattro chiacchiere con vecchi amici e tanti musicisti e addetti ai lavori. Insomma non ci si poteva aspettare di meglio da una giornata all'insegna del power metal.

 

Ma andiamo con ordine visto che alle 16 precise parte il FRIULI COMBO POWER METAL ATTACK con i giovani OVERTURES. Ma giovani non lo sono più diciamoci la verità. La band di Michele Guaitioli ormai calca palchi importanti da anni, pubblica dischi di altissimo livello... insomma non chiamiamo più gli Overtures una promessa ma una grande band in ascesa ma già affermata nel genere. "Artifacts" è il nuovo loro disco da cui vengono estratti tre brani. Favolosa la title track  e "Repetance" . Peccato che nei primi due pezzi i suoni non fossero perfetti e che il tempo per la band con più figaggine del festival (merito di Nicoletta e  Alessia, le due coriste, non tanto di Michele e soci eheh) non ha potuto proporre niente dal favoloso "Entering the maze", penultimo loro disco, e la chiusura come al solito è affidata alla power song "Fly Angel". Tanta voglia di rivederli presto con una scaletta completa!

L'altra band friulana sono gli ELVENKING. Che peccato avere solo un assaggio della loro musica. Si poteva valorizzarli un pò di più (avrebbero sfigurato dopo gli Iron Savior? Io non credo) ma pazienza, con una line up così è normale che alcuni gruppi siano più sacrificati. E forse la band ha risentito di questo. Non che abbia suonato male ci mancherebbe ma li ho visti più in palla altre volte soprattutto Damna che ha anche dovuto combattere con alcuni problemi al microfono. Ma nonostante tutto il loro show è stato pieno zeppo di energia con "Divided heart", "The Loser", "The Scythe" e "Elvenlegions". 

Una pausa brevissima, tempo di una birretta, ci separa dai DOMINE. Che band quella di Enrico Paoli.. E' pazzesco quello che i Domine rappresentano per il metal italiano. Non fanno un disco da anni ma il pubblico li acclama come degli eroi. Questa è pura energia che credo si tramuterà presto in ispirazione per entrare in studio.. Il loro show è pura potenza con una setlist mozzafiato scelta a pennello, visto anche il tempo a disposizione, prediligendo i brani  più brevi e in your face come "Thunderstorm", "The Hurrican Master", "Dragonlord" e "The Ride of the Valkyries". Morby fa tremare i muri e saluta tutti tra le note di "Defender"!

Salgono sul palco gli IRON SAVIOR di Piet Sielk che ci regalano una quarantina di minuti di puro power metal teutonico; riff potenti e ritornelli da cantare quelli della band di amburgo che suona compatta come un macigno e il pubblico apprezza. Difficile arrivare a suonare dopo che i Domine hanno incendiato il palco ma la band tedesca fa il suo lavoro egregiamente con brani come "Way of the blade" e "Gunsmoke" dall'ultimo disco e "Starlight", "Condition Red" e l'inno "Heavy metal never dies" dal passato.

Qualche problema alla chitarra di Mister TURILLI ed un pò di ritardo accumulato in precedenza fa ritardare l'inizio dell'esibizione dei RHAPSODY che si vedranno costretti per questo a tagliare almeno un paio di brani dalla scaletta. Peccato perchè il gruppo di Alle Conti sembrava in palla nonostante la stanchezza accumulata dal recente tour in Sud America in compagnia dei Primal Fear. Scaletta classica per questo tour ma ridotta con "Il cigno nero" e "Rosenkreuz" ad aprire le danze, le immortali "Land of Immortals" e "Unholy Warcry" a scaldare il pubblico e la favolosa "Tormento e passione" per emozionare i presenti. E poi "Demonheart" a chiudere lo show visto che nonostante le continue richieste di Luca e di tutta la band, l'organizzazione è rimasta irrimovibile sulla fine dello show. Peccato..

Il pubblico non ha gradito molto la rinuncia ad un paio di inni targati Rhapsody ma se ne dimentica presto appena salgono sul palco i POWERWOLF. Li ho visti di recente al Leyendas del Rock e sapevo cosa aspettarmi dai lupi tedeschi. uno show superlativo il loro sia perchè i brani si adattano alla grande in sede live sia perchè i 5 musicisti sono davvero bravi ad esaltare il pubblico. E il pubblico italiano che li ha scoperti da poco (mentre in Germania e nell'Europa dell'est la band riempie gli stadi già da qualche anno) si dimostra molto preparato cantando a squarciagola gli inni metallici di "Blessed & Possessed", "Amen & Attack" e "Sacred & Wild". Dal loro piccolo grande capolavoro "Bible of the beast" vengono estratte le solite "Resurrection by Erection" e "Werewolves of Armenia" mentre il finale vede altre super song come "Sanctified With Dynamite" e "We drink your blood". I Powerwolf ci sanno fare ed escono soddisfatti tra gli applausi di un pubblico italiano che li ha supportati alla grande.

Ancora elettrizzati dai Powerwolf arriva l'ora degli STRATOVARIUS. Li vedo così per la terza volta in pochi mese. E onestamente mi sarei aspettato la solita scaletta, buona eh, ma senza grosse sorprese. E invece? E invece dopo la breve intro parte a gran sorpresa una immensa "Speed of light" e subito dopo "Eagleheart", "Phoenix", "SOS", "My Eternal Dream" e "Against the Wind" ma fin qui tutto secondo i piani più o meno. Ma gli Strato di un Kotipelto in formissima ci piazzano altre sorprese che hanno fatto impazzire tutti i presenti. Come non perdere la voce su "Paradise" ad esempio? Ma quello che proprio non mi aspettavo è "Will the Sun Rise?"; WOW! Capisco che la band farà qualche data in Finlandia suonando per intero "Episode" ma non mi aspettavo che ripescasse alcuni brani storici anche per l'occasione. In realtà visto l'andazzo mi stavo abituando bene e già mi gustavo una chiusura con "Forever" e "Father time"...  E invece dopo "Shine in the Dark" e "Black diamond" la band mi ha accontentato solo a metà con la storica ballata "Forever", naturalmente per la gioia di tutto il pubblico. "Umbreakable" (che non riesce a piacermi, sarà per quella tastierina o per quel refrain un pò zuccheroso mah...) e la storica "Hunting high & low" chiudono uno show davvero favoloso per il quintetto finnico.

Sette esibizioni per oltre 8 ore di musica che sono volate. Una giornata intensa e splendida a Trezzo per un festival che speriamo, diventi impegno fisso negli anni a venire. C'è stato qualche problema con i suoni in alcuni show soprattutto per le prime band ma tolto questo, non possiamo che fare i complimenti all'organizzazione. Spaziorock e l'agenzia Truck me hard, che hanno curato l'evento, meritano tutti i nostri applausi per aver fatto riaccendere la fiamma del power metal in Italia!

ps. Mi chiedo solo, ma tutti questi fans del power metal dove sono di solito quando ci sono degli ottimi concerti con 40-50 persone ad assisterli? 

*Foto a cura di Dario Onofrio per Allaroundmetal.com*
Gallery completa qui.

Nightwish + Temperance @Palabam - Mantova (12 Sett 2016)

Lunedì, 19 Settembre 2016 13:49 Pubblicato in Live Report

"Lunedì sera a Mantova si può!". Questo hanno esclamato molti fans del power metal sinfonico quando hanno saputo del ritorno dei Nightwish in Italia per un nuovo mini tour prima di una lunga pausa, come ha dichiarato recentemente il leader Tuomas Holopainen

 

Non un Palabam strapieno quello che abbiamo visto ma, tenuto conto appunto del giorno particolare di inizio settimana lavorativa, non si può che essere soddisfatti della partecipazione che ad occhio direi che si è attestata attorno alle 2-3 mila presenza. Ad aprire la serata sono i TEMPERANCE che conosciamo benissimo ormai, visti diverse volte live e pronti all'imminente nuovo lavoro in studio, "The earth embraces us all", recensito proprio in questi giorni nel nostro sito. La band ha un'oretta a disposizione e ne approfitta per presentarci alcuni brani nuovi, su tutti "Unspoken Words" e "Revolution" che funzionano bene e naturalmente diversi pezzi dei loro precedenti album come "Mr White", "Deja vu". Peccato per i volumi un pò bassi e continuo ad insistere, la mancanza di una tastiera in formazione per non usare troppe basi registrate.

 

Anche loro piuttosto puntuali i NIGHTWISH  entrano in scena verso le 21 e ci regalano oltre 2 ore di grande power metal sinfonico. Uno show davvero ottimo con uno schermo ad alta risouzione alle spalle che lancia immagini in continuazione ed i 5 musicisti in grande forma, un pò stanchi forse ma che si dimostrano grandi professionisti e super musicisti. Tutto perfetto quindi? No, a dire la verità non ci ha convinto molto la scaletta, troppi brani recenti sia dal deludente "Imaginarium" sia dall'ultimo buono ma non eccelso "Endless Forms Most Beautiful". Insomma pezzi come "Last ride of the day" e "My walden" (ma anche le stesse "I Want My Tears Back" e "Storytime") non hanno il diritto di stare in una setlist che invece tiene fuori brani come "Wishmaster", "Ever Dream", "The kingslayer" o comunque ogni brano dai dischi storici come "Once", "Wishmaster", "Oceanborn", "Century child" e "Dark passion play". Per fortuna la presenza di "Bless the child" e soprattutto le superlative "The Poet and the Pendulum" e "Stargazers" hanno ricompensato il costo del biglietto. Grandissima la prestazione di Floor che ha convinto anche i fans più sfegatati di Tarja, anche se in "Sleeping sun" la storica singer finlandese un pò ci è mancata. E un punto a favore dei Nightwish va per il fatto di aver evitato l'inutile uscita di scena prima di farsi richiamare per il bis. Il loro show è stato tutto filato senza inutili pause. La conclusione con la lunghissima "The Greatest Show on Earth" (leggermente tagliata) è stata molto coraggiosa e inusuale, solitamente si cerca di chiudere con brani veloci e d'impatto. Una scelta interessante ed apprezzabile. 

 

Insomma una gran serata che ci rimanda a casa soddisfatti anche se con un pò di amaro in bocca.

 

SETLIST:

Roll Tide (Hans Zimmer song)

Shudder Before the Beautiful

Yours Is an Empty Hope

Bless the Child

Storytime

My Walden

Élan

Weak Fantasy (Preceded by a Dawkins' narration)

7 Days to the Wolves

The Siren

The Poet and the Pendulum

I Want My Tears Back

Nemo

Stargazers

Sleeping Sun

Ghost Love Score

Last Ride of the Day

The Greatest Show on Earth 

 

Nella splendida cornice del Teatro Romano di Verona, si è svolta una serata davvero interessante all'insegna della musica cristiana, con protagoniste due band come i piemontesi Reale ed i siculi Metatrone. Una serata un pò atipica se vogliamo con il pubblico seduto comodamente ad ascoltare i brani proposti dalle band. Ma bisogna dire che i presenti, di tutte le età, sono stati parecchio partecipi con applausi e qualche coretto, lasciandosi coinvolgere.

Non conoscevo i Reale, autori di un rock con testi in italiano e naturalmente tematiche legate alla bibbia, Gesù etc.. E la band torinese ci ha fatto una buona impressione, con alcuni brani niente male e certe soluzioni azzeccate e non banali. Io ci aggiungerei una bella tastiera e magari qualche riff per ottenere un sound più Aor o alla Pooh, ma son gusti personali. La performance dei Reale è stata positiva; interessanti le parole del leader e singer del gruppo durante lo show per presentare i brani raccontandoci delle sue esperienze. Meritati gli applausi finali mentre non aspettavamo altro che la salita sul palco degli attesissimi Metatrone.

Sono circa le 23 quando salgono sul palco i Metatrone. Mi erano sfuggiti la scorsa estate quando per un imprevisto mi son perso il loro show sempre in terra veronese. Stavolta non potevo mancare. "Paradigma" è un disco che adoro ed il nuovo "Eucharismetal" non è da meno, anzi è uno dei migliori dischi dell'anno per quanto mi riguarda. E così la band conquista pian piano il pubblico attraverso l'oretta di tempo che ha a disposizione. Una platea per gran parte non abituata a queste sonorità e Don Davide e Stefano Calvagno scherzano proprio su questo durante le pause (chissà cosa passava per la mente di qualche presente durante i momenti cantati col growl di Don Davide). Ma la band ha suonato  davvero alla grande partendo forte con l'opener del nuovo disco "Alef Dalet Mem".

E' la sessione ritmica a impressionare con Dino Fiorenza autentico mattatore col suo basso e Salvo che spara la doppia cassa a tutta velocità. Come non emozionarsi con "Uomo", brano meraviglioso. Si pesca ancora dall'ultimo lavoro con "Molokai" e la superlativa "Wheat and weeds". Jo Lombardo intanto dà sfoggio di tutto il suo talento facendo  tremare il teatro con i suoi acuti stratosferici. Il singer siciliano per eccellenza si dimostra perfetto dal vivo e gran punto di forza della band. Stefano e Don Bruno spesso prendono in mano il microfono per introdurre i brani e quando vengono proposte "Latest news from light" e "In spe resurrectionis" non possiamo che agitare la testa! Il tempo vola in questi casi e senza accorgercene si arriva alla fine della serata tra i tanti applausi e le foto di rito con dei disponibilissimi Metatrone che a fine show erano già sotto il palco a ricevere i complimenti di tutti i presenti. E mi ha fatto piacere vedere che molti hanno scoperto la band proprio in questa occasione e si sono fermati per complimentarsi con Don Bruno e compagni. 

Un applauso gigante a chi ha organizzato questa serata. Nel centro di una splendida città come Verona è arrivata la musica che ci fa impazzire. Un pò come i Maiden a Trieste qualche mese fa. Sarebbe bello poterlo ripetere molto più spesso e in tante altre città. E speriamo di rivedere presto i Metatrone dalle nostre parti!

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