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Federico Orano

Federico Orano

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A Villafranca di Verona va in scena l'ultima tappa del lungo tour che ha visto i Folkstone esibirsi su e giù per lo stivale in questo 2012, a supporto dello splendido disco "Il confine", terzo lavoro della band uscito a inizio anno. C'è di più: per l'occasione il gruppo ha deciso di immortalare l'evento registrando un Dvd che testimonierà il successo crescente che i Folkstone stanno ottenendo disco dopo disco.

Inutile dire che un evento del genere ha attirato la marmaglia di fans proveniente dai posti anche più lontani del nostro Paese ed il Palacover pian piano si è riempito, dimostrando l'attaccamento dei fans verso questa band. Così puntuali alle 22.30 Lore e compagni son saliti sul palco circondati da telecamere e obiettivi, per dare inizio all'attesissimo show. Una scaletta speciale era lecito attendersela ed infatti la band va a pescare tutte le songs più celebri per un concerto di quasi 2 ore e mezza di durata per ben 27 songs. Una vera e propria goduria sonora per i seguaci dei Folkstone che se ne sono usciti soddisfatti e senza voce. Si parte con "Il confine" e "Grige maree" estratte dall'ultimo album, ma sono "Aufstand!" e "Non sarò mai" ad infiammare il pubblico, trasmettendo una carica enorme. Seguono "Alza il corno", "Lo stendardo" e la favolosa "Anime dannate", autentico cavallo di battaglia.

Si respira un attimo con "Terra santa" e l'inedito "Respiro avido", singolo registrato e presentato tramite i vari canali internet qualche settimana prima dello show, e già amato dal pubblico. La band è in grandissima forma e chiaramente super carica vista l'importanza della serata e Lore ringrazia ripetutamente tutti i presenti che non fanno mancare il proprio calore con continui cori e canti. "Nebbie", "Folkstone" e "Frerì" fanno scatenare il putiferio prima che la Robi prenda in mano il microfono ed inizi a cantare "Un altra volta ancora", pezzo suonato due volte per un (primo e unico) problemino tecnico durante la prima esecuzione. Il parquet del palacover si muove e sembra quasi crollare sotto i piedi del pubblico che balza al ritmo di rock medievale.

Si prosegue con "Frammenti" che darà il nome al Dvd, "Sgangogatt", unico pezzo estratto dal disco acustico, e l'immancabile "Briganti di montagna". "Luna" e la bellissima "Omnia fert aetas" calmano un attimo gli animi, ma si ritorna presto a saltare con "Nell'alto cadrò", "Simone Pianetti", "Rocce nere", e "In Taberna (in vino veritas)" e dai lati del palco appaiono anche due mangia fuoco che scaldano, in tutti i sensi, la già rovente atmosfera.

I Folkstone escono, ma sono richiamati a gran voce. Il bis è ancora una bolgia con il trio composto da "Longobardia", la meravigliosa "Vortici scuri" in versione acustica (che emozione!), e la classica "Con passo pesante" cantata da tutti i presenti a gran voce.

La band saluta il pubblico tra un montagna di applausi ma promette di scendere poco dopo per continuare la festa in acustico sotto il palco. Basterà attendere una ventina di minuti infatti prima di assistere ad un altro mini show strumentale di cornamuse e percussioni in mezzo alla sala.

Si chiude così una serata splendida, speciale, che rimarrà nella memoria di tutti i fans presenti. Un concerto lungo che riepiloga la carriera ancora breve ma intensa della band, con ottima acustica ed una ricchissima e probabilmente irripetibile scaletta. L'unico piccolo appunto da fare secondo me è sulla location; niente da dire sul Palacover, ci mancherebbe, ma penso che sarebbe stato l'ideale per una band come i Folkstone registrare la serata in un ambiente più medievale, ad esempio un castello. Magari se ne riparlerà tra qualche anno, intanto ci siamo goduti questa serata unica che sarà immortalata in "Frammenti", il Dvd che il gruppo bergamasco pubblicherà il prossimo anno e che sarà un ulteriore passo verso il successo per questa sempre più grande band.


Setlist:

IL CONFINE
GRIGE MAREE
AUFSTAND
NON SARO' MAI
ALZA IL CORNO
LO STENDARDO
ANIME DANNATE
TERRA SANTA
RESPIRO AVIDO
ANOMALUS
OMBRE DI SILENZIO
NEBBIE
FOLKSTONE
FRERI'
UN'ALTRA VOLTA ANCORA
FRAMMENTI
SGANGOGATT
BRIGANTI DI MONTAGNA
LUNA
OMNIA FERT AETAS
SIMONE PIANETTI
NELL'ALTO CADRO'
IN TABERNA
ROCCE NERE


BIS:
LONGOBARDIA
VORTICI SCURI
CON PASSO PESANTE

"Shadows over Lothadruin" è sicuramente uno dei debutti più interessanti dell'anno in corso nell'ambito della scena Power Symphonic Metal e i Wind Rose sono l'ennesima interessante realtà proveniente dalla sempre più imponente scena italiana. Abbiamo avuto l'occasione di scambiare due chiacchiere con la band per scoprire qualcosa di più su questa release. Buona lettura!

Ciao ragazzi, benvenuti su Allaroundmetal.com!

Ciao a tutti i lettori, siamo i Wind Rose e ringraziamo Allaroundmetal.com per averci dato l'opportunità di fare questa intervista!

Partiamo subito con la prima domanda: come avrete letto nella nostra recensione, il vostro disco ci è piaciuto molto ed ho potuto notare un'ottima reazione generale della stampa specializzata, sia in Italia che all'estero. Immagino sarete soddisfatti. Vi aspettavate un'accoglienza così positiva?

Sinceramente le aspettative erano molte sia in italia  che all'estero già dall'uscita del "Demo 2010", il quale aveva già avuto molti riscontri positivi da parte del pubblico e dei vari siti/recensori metal, ma sicuramente non ci aspettavamo l'ottimo risultato fin'ora avuto con le varie recensioni. Siamo molto soddisfatti.

Parliamo un pò di voi. Potete dirci qualcosa sulla storia della band, da dove siete originari, come siete arrivati alla formazione attuale, magari presentandoci anche brevemente i componenti della band?

Possiamo dire che il gruppo di amici che suonano per passione e per divertimento nasce molti anni fa, con con un'adolescenza sicuramente segnata da gruppo prog/metal, infatti nasce quasi come cover band dei Dream Theater.
Durante i vari cambi di lineup, Claudio Falconcini (Chitarra), Federico Meranda (Tastiere) e Daniele Visconti (Batteria) hanno suonato sempre insieme, e solo nel nel 2009 con l'entrata nel gruppo di Francesco Cavalieri (Voce) e Alessio Consani (Basso), decideranno di fondare i Wind Rose.


Iniziamo a parlare più strettamente del disco: la cosa che mi ha colpito maggiormente è stata la sua versatilità. Siete riusciti a suonare molto epici e sinfonici senza cadere nei soliti clichè del genere e questo è un gran punto a vostro favore. Era questo il vostro obiettivo iniziale durante il processo di scrittura dei brani?

Il nostro obiettivo principale era soprattutto conciliare le idee molto eterogenee, abbiamo quasi tutti backgrounds musicali diversi, pertanto non è stato facile all'inizio capirsi ed arrivare ad un punto comune.
Durante il processo di scrittura ci siamo affidati all'istinto e al senso di "musicalità" di alcuni, e ai tecnicismi e finiture di altri, il tutto condito da una passione comune per le tematiche fantasy.


Abbiamo detto che “Shadows over Lothadruin” suona molto personale ma come è normale che sia si possono trovare alcuni riferimenti qua e là, come quelli di Rhapsody e Symphony X ma anche qualcosa di folk e un pò di Blind Guardian. Quali sono quindi le vostre influenze principali?

Come già sono citati nella domanda Rhapsody of Fire, Symphony X e Blind Guardian fanno parte di un gusto musicale comune fra tutti i componenti della band, sicuramente sono gruppi che abbiamo amato e che ci hanno ispirati;
Altri riferimenti più recenti per quanto riguarda la parte orchestrale possiamo trovarli sicuramente nel metal nord europeo, come i Turisas o gli Ensiferum.
Federico sicuramente ha inserito anche qualche assaggio di musica classica essendo stata la sua base di studio negli anni, e Francesco ha influito sulla melodicità delle sue linee vocali provenendo da un mondo prettamente AOR/Melodico anni 80.


Se per le lyrics vi basate sulla storia fantasy di Claudio, cosa ci dite invece della stesura dei pezzi? E' stato un lavoro di squadra o c'è un vero e proprio songwriter principale?

Per quanto riguarda la stesura dei pezzi nel nostro gruppo, come forse in quasi tutti i gruppi, ci sono sicuramente alcuni che "tirano il carro" per quanto riguarda le idee principali, ed altri che non si limitano solo a seguire lo stile ma contribuiscono con le proprie idee e opinioni.

Come è nata questa collaborazione con Cristiano Bertocchi e quanto è stato importante per voi anche a livello di insegnamenti e/o consigli?

Tutto è nato in maniera molto casuale, avevamo un bel festival in Germania a cui partecipare ma ci mancava un bassista;
Cristiano per motivi di lavoro si trovava nelle nostre zone in quel periodo, e così mossi dalla voglia di conoscerlo e di farci sentire lo abbiamo invitato un pomeriggio in sala prove.
Ci siamo trovati subito a nostro agio tutti, sia lui che noi, e così gli abbiamo fatto la proposta per quanto riguarda quella data.
Tutto andò veramente per il meglio, ci siamo divertiti, e Cristiano sentite le nostre bozze e visto il giusto potenziale decise di iniziarci al mondo della musica in modo professionale, consigliandoci sempre per il meglio e seguendoci anche in fase di registrazione e mixaggio.
Sicuramente senza di lui non saremmo partiti col piede e con l'animo giusto, come invece abbiamo fatto.


Se qualcuno sta leggendo questa intervista ma non ha ancora ascoltato nulla di voi, quale pezzo gli consigliereste per capire la vostra proposta e farlo appassionare ai Wind Rose?

Il nostro consiglio è di ascoltarsi "Shadows Over Lothadruin" tutto d'un fiato; concedersi un'ora di puro ascolto e, con un po' di fantasia, lasciarsi trascinare nella penisola di Lothadruin.


Parliamo della promozione del disco. Penso sia necessario supportare delle così buone recensioni con una serie di date dal vivo per far girare e conoscere il nome Wind Rose nell’ambiente. Avete già in programma qualcosa o avete qualche anticipazione da darci?

Verrà rivelato il tutto prossimamente sui nostri canali web ufficiali, quindi state sintonizzati!

Prima dei saluti finali, una piccola provocazione: dove possono arrivare questi Wind Rose?

La speranza è di arrivare all'orecchio di tutti gli amanti del genere e non!
Anche se riserviamo questa risposta al nostro destino, alla nostra tenacia e alla nostra ambizione.


Bene, siamo giunti alla fine. Complimenti per questo bel debutto, speriamo di risentirvi su queste pagine e di vedervi presto in qualche data dal vivo.

Un saluto e un grazie di cuore a chi ci supporta sul web e chi ci segue dal vivo, un benvenuto a tutti i nuovi fan, e un invito per coloro che incuriositi vogliono avventurarsi nel nostro mondo!
Ciao!

BAND:
Francesco Cavalieri (Voce)
Claudio Falconcini (Chitarra)
Alessio Consani (Basso)
Federico Meranda (Tastiere)
Daniele Visconti (Batteria)

Una mattinata primaverile di 11 anni fa, entrando in uno dei miei negozi di dischi di fiducia rimasi colpito da una copertina magnifica, uno splendido angelo di sesso femminile su sfondo azzurro. Afferrai il disco e mi precipitai, di corsa, nella zona cuffie ad ascoltarlo; il metal in lingua spagnola non mi era nuovo grazie a band come Rata Blanca e Mago de Oz. Pochi secondi e sbocciò l'amore; decisi così che 30 mila lire erano ben spesi per un disco del genere! El Angel Caido divenne ed è tutt'ora uno dei miei dischi preferiti di sempre e fece entrare gli Avalanch dritti nel mio cuore.

E' notizia di pochi giorni che il gruppo ha preso una pausa probabilmente definitiva. Ho deciso così di rendere omaggio alla band con questo articolo, perchè in quasi 20 anni di carriera hanno regalato ai propri fans musica di gran classe, marchiando la storia del metal spagnolo e diventando ispirazione per decine di nuove bands, anche se sono sempre rimasti ingiustamente semi sconosciuti nel resto d'Europa.

Avalanch- la storia

Gli Avalanch nascono nel 1988 come un quartetto sotto il nome di Speed Demons, e si dedicavano ad eseguire cover durante le serate nella loro regione di origine, l'Asturias. Nel 1993 il progetto cambierà totalmente; la band decise di passare ad una formazione a 5 membri e cambiò il proprio nome in Avalanch quando, dopo un live show come un segno del destino, il tetto del locale cadde sulle loro teste come una valanga (in spagnolo Avalanche). In quegli anni tramite una piccola etichetta presente in quelle zone, la Vudu Records, esce un primo lavoro, ora fuori catalogo e praticamente introvabile, Ready to the glory. Della grande band che verrà c'era ben poco visto che gli unici due membri sopravvissuti da quel lavoro saranno Juan Lozano (voce) e Alberto Ardines (battería). Solo successivamente entrerà nel gruppo Alberto Rionda, leader, chitarrista e songwriter degli Avalanch negli anni a venire.

 

La llama eterna (Bunker Studios- 1997)



Storia:

Nell'Agosto del 1996 la band si chiude negli studio Bunker di Llanera per registrare quello che è da considerarsi a tutti gli effetti il vero e proprio debutto della band: La Llama Eterna. Cantato in lingua spagnola, l'album fu terminato nella primavera dell'anno successivo e venne pubblicato tramite l'etichetta Bunker Studios (la stessa degli studi di registrazione) ottenendo ottime critiche dalla stampa specializzata Spagnola e Sud Americana. Metal Hammer spagnolo scrive di "una delle migliori band spagnole degli ultmi 20 anni".

Formazione:
Voce: Juan Lozano
Chitarra y Teclados: Alberto Rionda
Chitarra: Roberto García
Basso: Francisco Fidalgo
Battería: Alberto Ardines

Contenuto:

Il disco mette in mostra il gran potenziale della band ma risulta ancora molto acerbo, e anche la produzione non è tra le migliori. Nonostante questo l'album risulta comunque godibile e presenta alcuni pezzi di buonissimo livello compositivo.

Top Songs:
La llama eterna, Vicio letal, Esclavo de la ira, Excalibur, Sigue asi.


Eternal Flame (Underground Symphony- 1998)


Storia:

Nel 1998 la nostrana Underground Symphony trova l'accordo per pubblicare l'album nella versione cantata in inglese e realizza anche un'edizione del disco in doppio cd. L'album sarà distribuito in Europa e Giappone destando un certo interesse. Poco dopo, durante il tour ci sarà un importante cambiamento: Víctor García subentrerà a Juan Lozano diventando il nuovo cantante della band.

Formazione:
Voz y Coros: Juan Lozano
Guitarra y Teclados: Alberto Rionda
Guitarra: Roberto García
Bajo: Francisco Fidalgo
Batería: Alberto Ardines

(Avalanch- 1999)

 

Llanto de un héroe (Flame Records- 1999)


Storia:
Con il passaggio di Victor Garcia al microfono e con l'esperienza maturata dopo l'album di debutto, gli Avalanch sono pronti ad esplodere e “Llanto de un heroe” è il disco che consente alla band di diventare grande e di girare la Spagna per numerosi concerti. La band fa letteralmente rinascere la musica heavy metal in Spagna e riceve numerosi riconoscimenti da tutte le riviste specializzate.


Formazione:
Voce e cori: Victor Garcia
Chitarra: Alberto Rionda
Chitarra: Roberto Garcia
Basso: Francisco Fidalgo
Battería: Marco Alvarez
Tastiera: Ivan Blanco


Contenuto:
Il sound Avalanch si comincia a sentire da questo disco. La band unisce sapientemente il power metal alla musica classica, ricordando un po' lo stile dei brasiliani Angra, e già in questo album sono presenti alcune delle migliori canzoni mai composte dalla band. Inoltre Victor Garcia al microfono dà quella marcia in più che mancava sicuramente nel debutto.


Top Songs:
Torquemada, Pelayo, Vientos del sur, Por mi libertad.


Dias de gloria (Flame Records- 2000)

Storia:
Il primo live album della band arriva già nel 2000 quando la band decide di immortalare il concerto tenutosi a Sala Quattro de Aviles del 18 Giugno del 1999,durante il tour di Llanto de un heroe. Originariamente sarebbe dovuto uscire anche un Dvd di quel live, ma la band non fu soddisfatta della qualità delle riprese e decise di pubblicare solo la versione audio.

 

(Avalanch- 2001)


El angel caido (Flame Records- 2001)


Storia:
Visto il successo e l'interesse ottenuti dal precedente studio album, da Giugno a Dicembre del 2000 la band si chiude nei Bunker Studios per dare anima e corpo al nuovo disco. Nel 2001 esce finalmente “El angel caido”, un'opera ambiziosa, che farà esplodere la Avalanch Mania nella scena metal spagnola. L'album è una sorta di concept dove Rionda parla di temi biblici usando come figura predominante quella dell'angelo caduto dal cielo, come si vede anche nello splendido artwork a cura di Luis Royo. Dopo questo album Alberto Ardines e Victor Garcia verranno allontanati dalla band, rei di aver dato vita ad un progetto parallelo, i Warcry, senza il permesso del resto del gruppo. Le polemiche non finirono presto, visto che Victor aprì una causa contro i suoi ex compagni che si prolungò per molto tempo. Ramon Lage, che già aveva partecipato alla registrazione di alcuni cori, entrerà negli Avalanch come nuovo cantante mentre sarà Marco Alvarez il nuovo drummer. Dopo vari concerti (tra cui il Wacken Open Air), nel 2002 un altro terremoto scosse la band Asturiana: Ivan Blanco e Roberto Garcia decisero di abbbandonare per unirsi anche loro ai Warcry. Dany León alla chitarra e Roberto Junquera alla tastiera divennero i nuovi membri degli Avalanch, una band quindi totalmente rivoluzionata.

 
Formazione:
Voce e cori: Victor Garcia
Chitarra: Alberto Rionda
Chitarra: Roberto Garcia
Basso: Francisco Fidalgo
Battería: Marco Alvarez
Tastiera: Ivan Blanco

Contenuto:

Lo splendido artwork di Luis Royo (che continuerà a collaborare con la band) è l'emblema di un disco come El angel caido, un album magico che proietta la band nell'Olimpo del Heavy Metal Spagnolo. Il disco è un susseguirsi di pezzi meravigliosi che conquistano e ammaliano sin dai primi ascolti grazie a delle melodie vocali e strumentali che solo poche elette bands hanno saputo comporre nell'arco della storia di questo genere musicale. In una parola: CAPOLAVORO!


Top Songs:
Tierra de nadie, El angel caido, Xana, Levantate y anda, Alma en pena, Delirios de grandeza, Antojo de un dios, Las ruinas del Eden.

Los poetas han muerto (Xana Records- 2003)


Storia:
Nonostante gli sforzi legali compiuti da Rionda e company per difendersi dalle accuse degli ex membri della band (che portarono poi alla chiusura del processo penale con l'assoluzione di Rionda), gli Avalanch riescono a pubblicare il nuovo disco a distanza di soli due anni. Los poetas han muerto vede la partecipazione di Andre Matos (voce in "Del cielo a la tierra"), Santi Fano (dagli AngelDark) come voce del male in "Nino" e dell'artista marocchino Jbara in "Madre Tierra", pezzo che presenta influenze nord africane ed un bridge in lingua Araba. La copertina sarà ancora opera del talentuoso Royo. Nello stesso anno la band per la prima volta riesce ad organizzare un tour in Sud America, passando in Brasile, Cile, Messico, Colombia ed Ecuador.

Formazione:
Voce e cori: Ramon Lage
Chitarra: Alberto Rionda
Chitarra: Dany Leon
Basso: Francisco Fidalgo
Battería: Marco Alvarez

Tastiera: Roberto Junquera

Contenuto:
Los poetas han muerto abbandona un pò il genere power metal, iniziando la strada che porterà la band ad un sound più personale e rock oriented, anche se etichettare la musica, soprattutto in questo caso, è alquanto fuoriluogo. Il disco presenta svariate influenze, e si dimostra maturo e fresco. Un capolavoro di metal melodico e nonostante la band abbia osato e rischiato molto, si può dire che Los poestas han muerto riesce a reggere il confronto con il suo immenso predecessore.

Top Songs:
Lucero, Nino, Alborada, Cien veces, Los poetas han muerto, Del cielo a la tierra, Madre tierra, Ecos de vida.

(Avalanch- 2003)

 

Las ruinas del eden (Xana Records- 2004)


Storia:
Nel 2004 la band pubblica Las ruinas del Eden un best of contenente le migliori canzoni della loro storia reinterpretate con la nuova formazione, prima di imbarcarsi in un lungo tour.


Cien Veces (Xana Records- 2005) DVD


Storia:
Il primo Dvd della band vede la luce nel 2005, quando viene ripreso un concerto dal vivo eseguito proprio nella regione dell'Asturias alla festa annuale di San Mateo ad Oviedo.


Mother Earth (Xana Records- 2005)


Storia:
Gli Avalanch non si fermano durante l'anno 2005 e probabilmente nell'intento di conquistare nuovi fans al di fuori della Spagna e dei paesi latini, decidono di registrare e pubblicare Mother earth, una versione del disco Los poetas han muerto in lingua inglese con la cover degli U2, Where the streets have no name, come bonus track.

(Avalanch- 2005)


El hijo prodigo (Xana Records- 2005)


Storia:
Con questo disco è evidente la nuova strada intrapresa dalla band che si sposta definitivamente verso lidi più melodic metal e hard rock. Le melodie restano sempre e comunque riconoscibili ed il songwriting di Rionda fresco ed ispirato. Con El hijo prodigo lgli Avalanch riceveranno moltissimi premi e gireranno oltre che Spagna e Messico anche gli Stati Uniti d'America.

Formazione:
Voce e cori: Ramon Lage
Chitarra: Alberto Rionda
Chitarra: Dany Leon
Basso: Francisco Fidalgo
Battería: Marco Alvarez

Tastiera: Roberto Junquera


Contenuto:
Con El hijo prodigo diventa più chiara la direzione che Rionda, leader della band, vuole intrapprendere. Il sound diventa più melodic metal con spunti hard rock, e si distanzia molto dal power metal degli esordi. Nonostante questo il marchio Avalanch è ben riconoscibile grazie al solito prezioso lavoro alla chitarra dello stesso Rionda che compone dei brani splendidi ed ispirati. La voce di Ramon Lage si integra alla perfezione con il nuovo corso della band.

Top Songs:
Alas de cristal, Aun respiro, La cara oculta de la luna, Papel roto, Mar de lagrimas, El hijo prodigo, Volviendo a casa.


Un paso mas (Xana Records- 2005)


Storia:
Verso la fine del 2005 esce Un paso mas, una raccolta di grandi successi e canzoni inedite. Degno di nota soprattutto il brano El principe feliz, che non è altro che la versione rivisitata e cantata della strumentale e meravigliosa Volviendo a casa contenuta in El hijo prodigo.

(Alberto Rionda- live)


Lagrimas Negras (Santo Grial- 2006) DVD


Storia:
Nell'Ottobre del 2006 gli Avalanch pubblicano Lagrimas Negras che testimonia l'esibizione tenutasi nell'estate al noto Vina Rock Festival.


Muerte y vida (Xana Records- 2007)


Storia:
Nel 2007 esce Muerte y vida, primo disco in studio sotto l'etichetta Santo Grial, e torna Luis Royo a curare l'aspetto grafico dopo la "deludente" copertina del precedente disco.


Formazione:
Voce e cori: Ramon Lage
Chitarra: Alberto Rionda
Chitarra: Dany Leon
Basso: Francisco Fidalgo
Battería: Marco Alvarez

Tastiera: Roberto Junquera

Contenuto:
Probabilmente il disco più potente della loro carriera: Rionda punta spesso su riff granitici e la produzione segue questa linea, con un suono della chitarra ritmica molto heavy. Le melodie restano comunque 100% Avalanch cosi come i splendidi solos di chitarra, inoltre non mancano affatto i brani più lenti e cadenzati dove la band riesce sempre a dare il meglio. Un disco meno hard rock rispetto a El hijo prodigo e più vicino al sound di El angel caido. Pur non essendo probabilmente all'altezza degli ultimi tre spettacolari dischi in studio degli Avalanch, Muerte y vida non delude affatto e resta su altissimi livelli compositivi.


Top Songs:
Angel de la muerte, Pies de barro, Aprendiendo a perder, Otra vida.


Caminar sobre el agua (Santo Grial Records - 2008) DVD

Storia:

Nel Gennaio del 2008 Roberto Junquera annuncia l'uscita dal gruppo per motivi personali così il tour di Muerte y vida continua con un sostituto temporaneo alle tastiere: Mario Fueyo. La sera del 12 Luglio viene ripreso il concerto a Gijon per la Semana Negra, per il Cd+Dvd che uscirà entro l'anno con il nome di Caminar sobre el agua.

(Avalanch- live)

 

El ladron de suenos (Santo Grial Records - 2010)


Storia:
Durante gli impegni live del 2009 Chez Garcia entra a far parte della formazione andando così a sostituire in maniera definitiva Roberto Junquera. Nello stesso anno inizia la registrazione de Ladron de suenos che però vede la luce solo l'anno successivo, anche a causa di altri impegni di Rionda, come il progetto Geysser, ottimo disco di Hard rock melodico (in compagnia di Raman Lage.) oltre che a qualche problema personale. Dopo l'uscita di questo disco la band si imbarcherà in un lungo tour in terra iberica e successivamente tornerà a suonare nelle Americhe.


Formazione:
Voce e cori: Ramon Lage
Chitarra: Alberto Rionda
Chitarra: Dany Leon
Basso: Francisco Fidalgo
Battería: Marco Alvarez

Tastiera: Chez Garcia

Contenuto:
Se con Muerte y vida Rionda ha voluto fare un piccolo passo indietro verso sonorità più metal, con questo disco si prosegue la via intrapresa con El hijo prodigo. La produzione, forse la migliore della loro carriera, è pulita e gli Avalanch non deludono i fans grazie ad alcune canzoni di primissimo livello anche in una lunga e importante carriera come la loro.


Top Songs:
El ladron de suenos, Mil motivos, El hombre solo, Cuatro canciones, Torres en el cielo.


Malefic Time: Apocalypse (2011)


Storia:
Alla fine del 2011 gli Avalanch annunciano il nuovo progetto Malefic Time Apocalypse. Dopo una lunga attesa con tanto di countdown dal sito web ufficiale, vengono svelati i dettagli: la band scriverà la colonna sonora dell'omonomimo libro di disegni creato da Luis Royo e da suo figlio Romulo. Il disco uscito il 5 dicembre 2011, è disponibile in due versioni: la prima contente il disco, la seconda con il libro di illustrazioni allegato. Durante il tour, nelle date di Barcellona e Madrid la band dividerà il palco con i due artisti che durante l'esibizione musicale si dilettarono in alcuni dipinti.

Formazione:
Voce e cori: Ramon Lage
Chitarra: Alberto Rionda
Chitarra: Dany Leon
Basso: Francisco Fidalgo
Battería: Marco Alvarez
Tastiera: Chez Garcia

Contenuto:
Il disco è moderno, Rionda inserisce tante novità nel sound che diventa molto potente e oscuro quasi un incontro tra power metal e black metal seguendo il concept e il lato grafico del libro di Royo. Ma la novità principale è che l'intero disco è cantato in lingua inglese. Pur restando un album di buon livello, personalmente ritengo questo Malefic Time: apocalypse come un piccolo passo indietro della band, che ha spiazzato i fans con questo ennesimo cambio di rotta.


Top Songs:
Malefic Time: Apocalypse, Baal, Lost in Saint Patrick, Spread your wings.

 

 

 

(Avalanch con Royo- live 2012)


Conclusioni

Il tour a supporto di Malefic Time: Apocalypse porta la band a suonare in giro per la Spagna e Sud America. I presupposti della band sono ottimi: spinti da questo nuovo progetto, con la collaborazione di Luis Royo (artista internazionale) ed un album in inglese, le attese erano quelle di poter conquistare molti nuovi fans in Europa, tanto da anticipare in una news l'idea di alcune future date dal vivo in altri paesi europei (Italia, Germania, Scandinavia..). Probabilmente questo maggiore successo non c'è stato e il giorno 29 Agosto del 2012, sorprendendo tutti i fans, la band annuncia con un comunicato web, l'uscita dalla scena.

Gli Avalanch nella loro storia sono riusciti a cambiare pelle più volte riuscendo sempre a restare fedeli a sé stessi e mantenendo sempre un livello eccelso nelle proprie produzioni, come pochissime bands nella storia sono riuscite a fare. Questo è indubbiamente merito della vena artistica di Alberto Rionda un fuori classe non tanto dal punto di vista tecnico ma soprattutto compositivo, capace di scrivere brani che continueranno ad emozionare. Un musicista e poeta (sempre splendidi i suoi testi) di tanta genialità compositiva non può di certo abbandonare la scena così di punto in bianco e mi aspetto quindi di risentirlo, se non con gli Avalanch, in qualche altra avventura.

Di una cosa siamo certi: il nome Avalanch resterà impresso per sempre nella storia del heavy spagnolo e nei nostri cuori.

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