A+ A A-
Federico Orano

Federico Orano

URL del sito web: Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

LEYENDAS DEL ROCK 2016 @Villena (Alicante) 10-13 Agosto

Mercoledì, 31 Agosto 2016 12:17 Pubblicato in Live Report

Altro anno, altro Leyendas del Rock. Lo storico festival estivo spagnolo diventa sempre più imperdibile grazie ad una line up che si incontra  raramente in giro. Ma quello che più conta è l'atmosfera rilassata e positiva che avvolge la 4 giorni spagnola, con aria di festa e tanta gente che si diverte passando le proprie giornate tra musica, birra, relax. Il meteo a Villena quest'anno è stato clemente ed il caldo torrido non si è visto anzi di notte faceva anche freschino. Si perchè i concerti qui finiscono alle 5 di mattina che non pensiate di andare a letto presto, anzi molte super band hanno proprio il compito di chiudere le serate.

MERCOLEDI'

La partenza del Mercoledì è come sempre affidata alla giornata gratuita del festival ma quest'anno l'organizzazione ha esagerato inserendo gli eroi (almeno in patria) dei WarCry, band che attira tantissima gente. E se l'ingresso è aperto a tutti ed il gruppo di Oviedo esordiva con il proprio show accompagnato da un'orchestra di oltre 50 musicisti allora capite bene che l'affluenza di 22 mila persone era più che prevedibile. Ma andiamo con calma perchè ad aprire le danze ci sono gli [In Mute] band valenciana di death metal/hardcore che come ben sappiamo, ci sa fare alla grande con la straordinaria Steffi alla voce che come sempre sprigiona immensa carica. Riff spaccaossa e scream per una band che dal vivo riesce a far esplodere tutto il proprio potenziale. Passa veloce l'esibizione degli [In Mute] ed è già tempo di un'altra band iberica che sta facendo molto parlare di sé: i Lords of Black di Ronnie Romero. E le curiosità erano su come suonavano i pezzi dal vivo dell'ottimo "II" uscito qualche mese fa e sulla voce di Ronnie. In entrambi i casi direi che la band viene promossa. I pezzi sono potenti e convincono anche in sede live mentre il singer sudamericano si dimostra superlativo. La band di Tony Hernando (ex Saratoga) convince appieno con brani come "Merciless" e "Everything you're not". Dopo di lor arriva l'unica band estera della giornata, i Fear Factory. La band americana per ben un'ora e venti ha ripercorso la propria carriera con un occhio allo storico "Demanufacture" per la felicità dei propri fans. Uno show potente per la band d'oltreoceano che non ha deluso le aspettative. Tocca al piatto forte della serata, i WarCry. Tanta attesa e un mare di gente per assistere all'esibizione sinfonica della band asturiana. Victor e soci puntano su una scaletta più soft proponendo molte lente come l'immancabile "Nana" e la favolosa "El amor de una madre" (e qui ho rischiato la lacrimuccia) ma anche l'innaspettata "La vida en un beso". Non mancano per fortuna anche i pezzi più potenti e veloci. A mio parere riuscitissima in questa versione orchestrale la power song "Aire" e le bellissime "Alma de conquistador" e "Contra al viento". A chiudere lo show non poteva mancare ovviamente "Hoy gano yo" anche se un paio di brani non inclusi in scaletta mi sarebbero piaciuti come "Quiero oirte" e "El guardian de Troya". La giornata metallica continua con due band che in Spagna hanno un certo seguito ma che onestamente faccio un pò fatica ad apprezzre e parlo dei Mojinos Escozios e dei El reno renerdo. Due band goliardiche una specie di nanowar of Steel iberici, che il pubblico spagnolo apprezza parecchio, basti pensare che i primi festeggiavano i 25 anni di carriera. Si chiude così la prima giornata del festival. Una giornata che ci ha fatto respirare di nuovo l'atmosfera del Leyendas incontrando cari amici e che ricorderemo per molto tempo soprattutto grazie all'esibizione dei WarCry.

GIOVEDI'

Il secondo giorno di leggenda finalmente apre le porte anche al palco "Mark Reale - Riot Stage". Partono i D-A-D con il loro hard rock classico ma anche tecnico e potente e ci fanno una buona impressione seguiti dai Dragonforce con Alessio Garavello (ex Arthemis, ex Power Quest, A new tomorrow) al microfono a sostituire il malato Mark Hudson. Ottima prestazione del nostro singer (anche se da qualche anno trasferitosi a Londra) e della band in generale che va a pescare indietro nella propria discografia in una specie di best of. Intanto nel palco "piccolo" i Bombus ci sparano un hard rock con voce ruvida e chitarroni potenti, niente male insomma. Ma sono gli Skyclad a vincere il premio di miglior band di queste prime ore della giornata. Chiamati all'ultimo, salgono sul palco senza troppi ghirigori, vestiti come per andare a fare la spesa (a differenza di molte altre band folk che pensano più all'aspetto che alla musica), ma riescono a coinvolgere e far divertire tutti i presenti. Sono la storia del folk e restano ancora dei grandi portando a scuola tutte quelle band nate dopo di loro e che stanno ottenendo gran successi. Ci perdiamo qualche band proprio nel Mark Reale Stage per dare un occhiata veloce e più che sufficiente ai Korpiklaani (cosa dicevamo a proposito delle band folk un pò sopravvalutate?) e per goderci lo show degli Stratovarius. Una band in forma (già vista a Trezzo qualche mese fà) che fa cantare tutti i presenti sulle note di "Black diamond", "Sos" e "Hunting high and low". Ci sarebbe stata bene una "Forever" e tanti altri brani storici della band ma pazienza. Tempo una decina di minuti partono gli Uriah Heep dell'altra parte e che show per questi vecchietti! La band inglese si dimostra in gran forma e dà vita ad uno dei concerti migliori della giornata, non abbiamo dubbi! "Sunrise", "Look at yourself", "July morning", "Gypsy"... quanti brani storici che abbiamo riascoltato! Bravissimi tutti da Bernie Shaw al microfono a Mich Box. Tocca poi agli Steel Panther e cambiamo un pò genere. Il loro show lo fanno eccome gli americani, e dimostrano di saper suonare (bellissimo e spettacolare l'assolo di chitarra di Satchel). Poi perdono un sacco di tempo a giocare con il pubblico, a chiamare qualche ragazza sul palco però fa parte del loro show e ci può stare. Andiamo a fare un giretto al palco B; Salvador Dominguez raccoglie consensi con la sua band dove ripropone pezzi storici della sua carriera di chitarrista spagnolo con i Banzai. Il pubblico canta e l'atmosfera dello show è molto positiva mentre l'attempato guitarman ci delizia con ottimi solos. In attesa dei Tokyo Blade veniamo informati che la band inglese ha perso l'aereo e non si presentaterà. Ci pensa Martino ad informare tutti i presenti. Mannaggia a loro... per fortuna dall'altra parte gli Anthrax suonano come Dio comanda ed il loro thrash metal è potente e raffinato. Gran bello show quello di Joey Belladonna e company con il singer americano superlativo! A seguire troviamo gli At The Gates, non proprio il mio genere preferito ma una band da rispettare che ha scritto pagine di storia per questo stile musicale. Il loro, per quello che ho potuto seguire, è stato uno show preciso e naturalmente potente. Insomma non hanno deluso le attese dei numerosi fans presenti. Intanto è stato caldissimo lo show dei Badana nel palco Mark Reale; il terzetto spagnolo con il proprio heavy metal coinvolge i numerosi presenti per una bella esibizione mentre in contemporanea il singer spagnolo per eccellenza Leo Jimenez si esibisce nel palcoscenico principale con diversi brani estratti dall'ultimo disco solista e altre song della sua carriera. Non abbiamo seguito nell'interezza la sua esibizione ma quel poco ci è piaciuto eccome grazie alla sua ugola e a musicisti molto preparati con i quali si è circondato. Ultimi sgoccioli per la prima giornata con i Crisix autentica rivelazione thrash metal internazionale che ha infiammato il palco piccolo mentre altrettanto positivi sono stati gli Hamlet con il singer J Molly scatenato che ha cantato tre songs in mezzo al pubblico tenuto in piedi dai fans, stratosferico! Che finale infuocato: Crisix e Hamlet, due band nazionali che sanno come muoversi on stage! Tempo di riposo e con i piedi doloranti ci dirigiamo pian piano verso il letto perchè ci aspettano due giorni altrettanto validi! 

VENERDI'

Infatti se la prima giornata è stata a dir poco infuocata, dalla seconda e la terza ci si aspetta anche di meglio. Addirittura il Venerdì ci presenta alcune sorprese extra; oltre alla solita esibizione acustica nel centro di Villena ad orario di pranzo, che stavolta vede esibirsi gli Eluvetie, la novità dell'anno è l'installazione di un nuovo palchetto a ridosso del camping per scaldare la giornata con un paio di band verso le 14. Ed il primo giorno non si poteva mica mancare all'appuntamento coi giovani ma carichi Ciclon! La band madrilena ha dato alle stampe due ottimi dischi di classic heavy metal e vederli dal vivo è stato davvero superlativo. I brani dei Ciclon sono perfetti on stage e la giovane band  cerca anche di fare un pò di spettacolo con un mostro che ogni tanto sale sul palco interpretando le varie songs della band, e non potevano mancare le hits "Basta ya", "Caballero del rock" e "Salvaje". Dopo due chiacchiere cn la band e un paio di birroni in compagnia ci dirigiamo a passo spedito verso l'area concerti perchè questa giornata inizia come meglio non si può con il power teutonico dei Grave Digger da una parte e dopo una mezz'oretta l'heavy granitico dei Centinela nell'altro palco. Dura scegliere così dopo l'inizio dedicato a Chris Bolthendahl e soci, dopo l'anthem Excalibur, ci spostiamo per assistere allo show della band di Albacete. Come sempre un super José Cano sugli scudi con i suoi compagni a macinare riff e a battere forte nella sessione ritmica. Insomma sempre compatti, sempre potenti, i Centinela ci han regalato un gran show che non poteva che chiudersi con "Como un huragan". Se i Dark Tranquillity han svolto bene il loro compitino senza farci esaltare troppo, devo dire che gli Skindred si sono dimostrati delle belle bestie da palcoscenico. La loro musica un misto di reggae, hip hop e metal si adatta bene all'ambiente live dove riescono ad esplodere tutta la loro potenza. Non una musica che mi ascolterei volentieri a casa ma davvero coinvolgenti dal vivo. Certo che dall'altra parte i Leize han messo a ferro e fuoco il Mark Reale stage con il loro hard rock/heavy metal melodico. E' tempo intanto di Udo che in questo caso suona a nome DIRSCHNEIDER e ripercorre a quanto pare per l'ultima volta i successi degli Accept. Trovata commerciale? Credo di si ma pazienza, riascoltare i pezzi storici della band tedesca con la voce originale e ancora in gran forma nonostante l'età fa più che piacere. "Metal heart" e "Screaming for a love-bite" sono l'heavy metal teutonico e la chiusura non poteva che essere con "Balls to the walls". Tempo di qualche foto e gli Eluvetie ci hanno già annoiato e poi di là ci sono i Tygers of Pan Tang. Le tigri sono belle affamate e suonano con gran carica. Magari i suoni non sono stati perfetti ma il loro show non si può che decretare molto positivo. Tra le migliori prestazioni della giornata, poco da fare! Mi perdo completamente i Flotsam & Jetsam, qualcuno mi insulterà ma è così. Riesco ad assistere all'intero show dei Children of Bodom che suonano bene con tanta carica e potenza ma senza esaltare più di tanto. Finchè arriva uno dei momenti più attesi della 4 giorni spagnola, l'arrivo degli Avantasia di Tobias Sammet. Lo show della maxi band tedesca è senza dubbio di primissimo livello. Come non esaltarsi con pezzi entrati nella storia del power metal come "Reach out for the light", "The scarecrow", "Farewell", "The story ain't over" e molte altre... come non perdere la testa come un adolescente quando facevano il loro ingresso sul palco certi nomi come Michael Kiske, Jorn Lande, Erik Martin e nonno Catley? Insomma un grande show che resterà impresso nei grandi ricordi del festival. Ma la serata è lunga, molto lunga. Se i Mayhem suonano nella completa oscurità tanto che far foto è praticamente impossibile, gli Atlas danno vita ad un grande concerto nel palco piccolo. la band recensita recentemente su queste pagine, propone un hard rock robusto ma anche molto melodico e dal vivo si sono dimostrati esaltanti. Mi sbilancio ma anche se non ho potuto assistere al loro show intero, è stato un dei migliori momenti del festival. Meno convinceti a mio avviso i Bella Bestia, band sempre spagnola, che propone un hair rock/heavy metal tra Poison e Kiss. Buona scenografia ma a primo impatto un songwriting un pò banale. Meglio spostarsi al main stage per il barone, i Baron Rojo. La storica band spagnola però non ci ha convinti del tutto. I brani sono riproposti bene ma un pò senza anima. La sensazione è che i musicisti sul palco stessero svolgendo il compitino senza metterci troppo cuore. Peccato. Ci siamo divertiti lo stesso con brani storici come "Resistirè" e "Baron Rojo". Tutt'altra cosa l'esibizione dei Saurom e qui siamo senza dubbio di fronte a una delle migliori show del Leyendas 2016, se non il migliore in assoluto! Miguel e compagni alle 3,30 di mattina hanno fatto cantare, saltare, danzare un folto pubblico con il loro folk rock/metal. Una scenografia maestosa con saltinbanchi, giocolieri, draghi, che si alternavano sul palco oltre che 3 coristi, e una chitarra acustica. Insomma uno show creato alla perfezione e song come "Cambia el mundo", "Dracum nocte", "El circulo juglar" e molte altre ci hanno stregato. Non a caso al termine dello show il pubblico ha continuato ad acclamare la band per un bis che sfortunatamente non ci poteva essere, ma che emozioni e che giornata!

 

SABATO

Il tempo vola a Villena? No la realtà è che va avanti come a Lecco o a Padova ma sembra passare in fretta viste le giornate intense, le forti emozioni, le grandi esibizioni, il bel contorno. Il Sabato al Leyendas però rimarrà impresso anche per aver abbandonato la birra del festival, un pò troppo gassata per buttarci su un buon calimocio, in versione vino+aranciata. Non proprio il top ma anche sti spagnoli mica sono perfetti! E con un bel litro di calimocio si da inizio alle danze con la musica dei Delain dell'interessante Charlotte. Una band che è cresciuta a mio parere negli ultimi dischi e che dal vivo ha fatto il suo senza eccellere. Belli potenti invece i Wolfheart dall'altra parte. Il loro death metal è davvero un pugno in faccia, tenete d'occhio questa band! Non perdiamo troppo tempo di fronte agli Ensiferum, ma ci si prepara ai Powerwolf. Un altro degli show migliori del festival arriva infatti quando salgono sul palco i lupi tedeschi. Il loro power/heavy metal che già funziona da Dio (in questo caso proprio da Dio) su disco, dal vivo è ancora meglio. Insomma uno show da 10 e lode con "resurrection by erection", "Sanctified by dynamite", "Blessed & possessed", "Amen & attack" e molte altre. Ma qui non si scherza; fanno appena in tempo a finire i Powerwolf che sale sul palco un certo Michael Romeo. Avete capito bene, Michael Romeo e i suoi Symphony X. Certo altro genere, una musica meno coinvolgente in sede live rispetto ai Powerwolf, ma uno show perfetto con musicisti di incredibile tecnica. Russen Allen entra con la maschera e canta alla perfezione. Si toglie la maschera e canta ancora alla perfezione. Che mostro.. che band! A seguire i Nazareth che ammetto conoscevo poco, ma hanno dato vita ad uno show niente male davvero. Queste band storiche dimostrano di non perdere la voglia di suonare dal vivo, un pò come gli Uriah Heep del giorno prima. E qui scatta l'indecisione della vita. Helloween o Dare? Dare o Helloween? Trovo un compromesso ma con un occhiolino verso la band inglese molto più difficile da vedere dal vivo. E lo show dei dare è favoloso con tanta gente ad assisterli e tanti brani pescati dal loro immenso debutto "Out of silence" ma anche dal loro nuovissimo e splendido "Sacred ground". Emozioni vere con la voce calda e intensa di Darren e la chitarra di Vinny Burns. Degli Helloween vediamo solo il finale con una manciata di brani tra i quali "I want out". Ma la band non sembra in formissima anche se bastano alcuni dei loro successi per far divertire i presenti. Gli Equilibrium riempiono lo stage più piccolo e lo devastano in potenza sonora mentre Tarja fa il suo nel palco principale. Bellissima la regina finlandese da vicino, una personalità unica che ti lascia estasiato. Il suo show però non ci esalta colpa dei brani più che altro. I Venom cambiano rotta per la gioia dei metaller più estremi. Ma noi siamo impegnati a vedere gli Ars Amandi che incendiano il Mark Reale Stage con un grande show. Bravi davvero! Con gli Angelus Apatrida ci si avvicina al finale. La band spagnola è dura come una roccia e sprigiona la propria potenza sui presenti aprendo le porte all'ultima band del festival, i Lujuria. Il loro show è spettacolo, una vera festa e la giusta chiusura di questo grande festival con anche l'organizzatore Marcos a salire sul palco.

 

Un'altra edizione del Leyendas del Rock che se ne va. Ma tante emozioni che restano. E ora inizia già l'attesa per le band che faranno parte della dodicesima edizione con la certezza che noi faremo di tutto per esserci ancora!

 

La settantesima data del "The Book Of Souls World Tour" dei Maiden fa tappa a Trieste in una location fantastica come Piazza Unità. Non si poteva certo mancare per rivedere Harris e soci in un'atmosfera davvero molto positiva.

 

E positiva è stata l'organizzazione con accessi veloci, parcheggi a ridosso dell'area concerti a prezzi onesti, insomma ci sono stati tutti i presupposti per godersi al meglio un concerto senza rotture di scatole che a volte purtroppo accompagnano i grandi eventi.

E lo show dei Maiden non ha certo deluso, anzi. E' davvero incredibile la carica che la band inglese riesce ancora a mettere sul palco nonostante l'età che avanza inesorabile. Davanti a 15 mila fans (così riporta Il Piccolo di Trieste) carichi per i loro beniamini, Steve Harris e soci hanno ripercorso la loro intera carriera musicale soffermandosi un pò troppo forse sul nuovo "The book of souls" (ben sei i brani riproposti da questo album) ma senza dimenticare i grandi classici come "Children of the damned" e "The tropper". Le nuove songs hanno avuto un buon impatto, e a mio parere "If eternity shoul fall" e la title track sono senza dubbio i pezzi migliori nel disco e dal vivo. Chiaro che però il cuore dei presenti si è scaldato sul serio con brani come "Hallowed be thy name" e "Fear of the dark", cantate a gran voce da tutti. Peccato per l'assenza di una "Run to the hills" che a mio parere non dovrebbe mai mancare nella setlist ma pazienza, abbiamo apprezzato non poco la presenza di "Powerslave". Janick Gers si è confermato un autentico animale da palco, mentre Steve Harris trasuda dedizione e attitudine in ogni attimo della sua performance. Ma è tutta la band a dimostrarsi impeccabile anche se Bruce in qualche occasione ha fatto un pò fatica. Ma il tour è stato lungo e poi Bruce è Bruce e gli si può perdonare qualcosa. Il singer inglese ha scherzato col pubblico e corso e saltato su e giù per il palco.

Il tempo vola e si arriva già al bis. "The number of the beast" e "Blood brothers" accendono di nuovo l'entusiamo della folla mentre la chiusura è affidata alla favolosa "Wasted years". Quanti ricordi, quante emozioni che riaffiorano ascoltando questi brani con i quali, che si voglia o no, tutti noi siamo cresciuti.

Un concerto da ricordare, uno show che rimarrà indelebile nella memoria di Trieste. E' così tanto difficile portare la musica nel centro delle città in modo che tutti possano ascoltarla? Sono sicuro che qualche ragazzino di Trieste che neanche sapeva chi fosse quella band che suonava in piazza, mentre mangiava il gelato con la mamma, avrà pensato: "però, forte questa musica". Un giorno quel ragazzino sarà uno di noi e racconterà di come è scoccata la scintilla che lo ha fatto innamorare della musica più bella del mondo!

SETLIST:

Intro: Doctor Doctor (UFO song)

If Eternity Should Fail

Speed of Light

Children of the Damned

Tears of a Clown

The Red and the Black

The Trooper

Powerslave

Death or Glory

The Book of Souls

Hallowed Be Thy Name

Fear of the Dark

Iron Maiden

 

Encore:

The Number of the Beast

Blood Brothers

Wasted Years

 

Metal for Emergency 2016- 16 Luglio @Cenate di Sotto BG

Mercoledì, 20 Luglio 2016 13:54 Pubblicato in Live Report

 

Ci sono degli appuntamenti a cui non si può proprio mancare come quando la più figa della scuola ti chiede di uscire (a me non è mai successo però) o quando arriva Luglio ed è tempo di Metal for Emergency.

 

Il festival di Cenate di Sotto ormai è una sicurezza; da diversi anni è riuscito a consolidarsi portando in Italia band di assoluto valore con esibizioni che rimangono ancora nella nostra mente ad esempio ricordo ancora molto bene lo show potente dei Primal Fear di qualche anno fà, i Rhapsody of Fire da pelle d'oca con un Lione in formissima e i Mago de Oz che ritornarono in Italia proprio grazie agli amici di Cenate. Dopo Gamma Ray e co. dello scorso anno, anche stavolta si pesca dalla sempre cara e prolifica  Germania con gli storici Rage. Ma prima della Peavy band l'antipasto è davvero ricco con Teodasia, Trick or Treat e Vision Divine.

 

Curioso di vedere i Teodasia con la nuova formazione, devo dire che tutti siamo rimasti molto soddisfatti. Non conoscevo Giacomo Voli anche se me ne avevano parlato molto bene  e devo dire che è un singer di primo livello, un ottimo mix tra Lione e Luppi. La sua prestazione è stata super e la band lo ha seguito alla perfezione proponendo alcuni brani del passato (cantati dalla voce di Priscilla) e alcuni nuovi pezzi che saranno nel disco di prossima pubblicazione. E speriamo che il nuovo lavoro sia all'altezza del potenziale della band!

I Trick li conosciamo da tempo, li abbiamo visti tutti almeno una volta dal vivo, però piacciono sempre. E poi è appena uscito il nuovo disco "Rabbits hill pt 2" (finalmente!) e così tra qualche brano del passato e qualcosa del nuovo disco, lo show della band emiliana è passato che è un piacere ed Alle tra una battuta e l'altra ha dimostrato ancora una volta il suo valore al microfono. "Evil needs candy too" e "Like Donal Duck" sono ancora irresistibili dal vivo, ma anche i brani più recenti funzionano molto bene come "Premonition" e "Rabbits Hill" o le nuovissime "The great escape", "United" e "Cloudrider". C'è tempo anche per un paio di cover come "Let it go" (da Frozen) e "Never ending story" anche se avrei preferito la loro storica "Girls just wanna have fun".

Tempo di Vision Divine al loro primo show con Mike Terrana alla batteria. Speravamo in una scaletta più "best of" invece troviamo ancora diversi pezzi dall'ultimo ed ottimo "Destination set to nowhere". Bella "God is dead" pescata da "The perfect machine" ed il finale con "Taste of a goodbye" e "Send me an angel" da un disco come appunto "Send me an angel" da sempre sottovalutato e che personalmente adoro. Mike alla batteria nonostante poche prove a disposizione si dimostra superlativo ma quello che più salta agli occhi è l'entusiasmo che un musicista di questa età, che ha suonato in ogni angolo del mondo, ancora riesce a metterci. Come ci dicevano anche i suoi compagni, è come vedere un tredicenne che suona, con una voglia ed una carica infinite. Certo che il suo (immancabile) solos poteva essere un pò più breve magari per recuperare un pezzo da quel capolavoro del 1999 a nome VISION DIVINE ma pazienza sarà per la prossima. I VD sfornano un'ottima prestazione che raggiunge il top durante l'accoppiata "The secret of life" - "Colours of my world". Li rivedremo quest'inverno in giro per l'Italia.

 

I Rage salgono sul palco ed iniziano il loro show senza fronzoli picchiando forte. Ne viene fuori un'esibizione davvero ispirata con gran soddisfazione da parte di Peavy per il calore del pubblico italiano che canta, innalza cori ed è molto partecipe. Le nuove "The devil strikes again" e "My way" funzionano alla grande in sede live e i brani recuperati da "Black in mind" ed "End of all days" caricano il pubblico ad iniziare dalle due title tracks ma anche con "Deep in the blackest hole", song che adoro. Un'ora e mezza abbondante con pochi attimi di respiro, "Down" e "Solitary man" sono  magistrali. Quando si arriva al bis è chiaro che tocca a "Don't you fear the winter" e "Higher than the sky". Quest'ultima durerà quasi una ventina di minuti con tutti i presenti che non smettono di cantare il ritornello con un Peavy quasi incredulo. I suoi ragazzi Rodriguez e Maniatopoulos si sono dimostrati ottimi musicisti ed il sud americano anche ottimo intrattenitore. Magari non saranno Smolski e Terrana ma sanno davvero svolgere il loro compito. Una band affiatata, carica e in forma. Uno show da ricordare!

Ancora una volta un ottimo Metal for Emergency. Ottima atmosfera, suoni davvero molto buoni e organizzazione impeccabile.. grazie e arrivederci al 2017!

ps. Un "Higher than the sky" gigante a Cesare per le foto di questo articolo!

 

1) Ciao Vicente! Tutto bene? Grazie per avere concesso a Metallo Spagnolo questa intervista!

Per cominciare: ti va di presentare gli Zarpa a chi ci segue ed a tutti i rocker italiani che ancora non vi conoscono?
 
Gli Zarpa sono una umile band che ha cambiato spesso formazione nel corso degli anni e, anche se ci siamo formati ormai nel 1977, andiamo avanti con la stessa forza che avevamo all'inizio.  Siamo sotto l'etichetta tedesca Pure Steel Records e la nostra unica meta è continuare a viaggiare attraverso il mondo del metal, offrendo live spaccaossa e lavori discografici sempre migliori.
 
2) Poche settimane fa (7 maggio) avete suonato per la prima volta in Italia, in Toscana.
Cosa ci potete raccontare di questa esperienza? Cosa pensate dei fan italiani? 
Avete in progetto magari un piccolo tour per il nostro paese?
 
Sfortunatamente non siamo mai venuti prima a suonare in Italia, un peccato se consideriamo la vicinanza tra i nostri stati; questa volta ci siamo riusciti grazie a Claudio e Luca del programma radiofonico Loud n'Proud.
L'esperienza è stata molto emotiva, è difficile convincere un pubblico se molti nemmeno ti conoscono, però questa volta è stato come vedere gente che viene abitualmente ai nostri concerti.
Il pubblico italiano è molto comprensibile e entusiasta. Il punto più alto lo abbiamo toccato quando abbiamo suonato in italiano "Autostrada dei sogni" (Strana Officina). In quel momento i peli si sono rizzati e da molti occhi sono uscite lacrime di commozione...
Il tornare in Italia non dipende da noi, gli Zarpa non sono ancora molto conosciuti da voi e venire per conto nostro sarebbe molto rischioso. Bisognerebbe organizzarsi con qualche promoter o magari iniziare suonando in qualche festival.
 
3) Gli Zarpa esistono da molti anni e sono stati tra le prime band metal spagnole a proporre testi in castigliano.
Qual è il fattore, o i fattori, che ogni mattina ti convincono ad andare avanti con la tua musica, i tuoi dischi, la tua passione?
La scena metal spagnola di oggi è morta o continua a vivere nell'underground?
 
Ogni volta che mi sveglio non posso fare a meno di prendere la chitarra e cercare nuove idee per le mie canzoni.
Ciò che mi fa andare avanti con la musica Metal non si può spiegare, ce l'ho nel sangue e non potrei vivere senza...
La scena metal underground spagnola è ancora molto viva e penso sia così anche in altri paesi. Le multinazionali impiantano sempre nuove mode nella gente giovane, riducendo così il cambio generazionale. 
La passione dei giovani per il metal purtroppo non è sufficiente: il metal è proibito nei più grandi mezzi di comunicazione e ciò fa sì che la maggior parte delle persone non lo conoscano ed è sempre più difficile sopportare questa situazione.  Noi ce la faremo perché siamo Heavy, amiamo questa musica e per amore sin arriva fin in capo al mondo!!
 
4) Gli Zarpa hanno pubblicato moltissimi dischi e sembra che la tua ispirazione musicale sia ben lontana dall'estinguersi...
Quando componi musica o scrivi un testo quali sono le tue fonti di ispirazione? Da dove prendi i temi (musicali e testuali) che troviamo in ogni canzone degli Zarpa?
 
Sono una persona molto creativa e ringrazio la natura per avermi concesso questo dono!
I temi delle canzoni arrivano da situazioni che vivo ogni giorno: una notizia in Tv può farmi riflettere su qualcosa che mi importa e da lì può nascere una canzone. Mi ispiro anche a esperienze personali e mi piace immaginare mondi futuri...è tutto molto vario.
Fino a che ci sarà qualcosa da dire io sarò lì per fare una canzone o un testo.
 
5) L'ultimo disco "Bestias del poder" è del 2014 e, dando un'occhiata alla vostra pagina facebook, si può notare che sta per uscire un nuovo album chiamato "Dispuestos para atacar".
Cosa ci puoi dire di questo nuovo lavoro? Ci sarà un tour per promuoverlo?
 
Credo che "Dispuestos para atacar" sia uno dei nostri migliori dischi. E' stato un lavoro minuzioso nella scelta delle canzoni, della copertina etc.etc.
Penso che col tempo supererà i dischi precedenti...e non è una cosa facile!
Riguardo ai tour beh... non ci convincono molto; pensiamo sia meglio concentrarci su esibizioni abituali. 
Il nuovo album verrà presentato a inizio novembre in un concerto speciale a Valencia, dove saranno invitati i cantanti di quasi tutte le band rock-metal valenciane per esibirsi con noi.
 
6) Tu Vicente ti occupi anche dei disegni delle copertine e dei libretti dei vostri album.
Componi musica, testi, disegni... Vedendo che sei così immerso nel mondo dell'arte ti voglio chiedere: cosa è l'arte per te?
Quanto è importante per evadere da questo mondo, da questa società che sembra autodistruggersi giorno dopo giorno?
 
Sì! Io vivo immerso nell'arte fin da piccolo. Dominare diverse tecniche artistiche mi dà la possibilità di esprimere i miei sentimenti tanto nelle canzoni come in musica, nei testi etc.etc. 
Nell'arte possiamo incontrare un mondo parallelo di cui non riusciamo a godere nella vita quotidiana. L'arte è vita, salute, emozione, comunione, un mondo di comunicazione tra l'invisibile ed il quotidiano, è la porta che unisce due mondi distinti...io vivo di arte e per l'arte e provo a condividerlo con gli altri. 
 
7) La scena spagnola "giovane" può contare su molte band emergenti, soprattutto in campo classic-thrash metal (penso al successo internazionale di Crisix e Angelus Apatrida o a band come Oker e Ciclón)
Come, secondo te, la lezione dei padri del metal iberico (Zarpa, Barón Rojo, Obús) è giunta a questi nuovi musicisti?
La scena, soprattutto grazie alle nuove opportunità offerte dalla tecnologia, è migliorata fino ad oggi?
 
Ovviamente le band più antiche hanno influenzato quelle emergenti, pero questo succede sempre.
E' curioso che tu mi nomini queste band perché abbiamo suonato con loro alcune volte e mi sono sentito, nonostante la nostra lunga storia, tanto emergente come loro. Penso che nel metal si stia sempre emergendo, come una nave che, per quanto possa essere antica, deve riuscire a navigare come una nuova fiammante.
La scena e la musica in generale sono migliorate con la tecnologia, anche se ciò comporta degli aspetti negativi. Oggi si può comunicare con molta più facilità rispetto al passato, registrare dischi ti costa molto meno, puoi comporre meglio e con più comodità, però c'è anche il rischio che molte band ottime su disco dal vivo siano mosce e poco preparate...questa è la trappola delle nuove tecnologie: prima quello che suonavi era quello che rimaneva registrato.
Per band come la nostra la situazione è migliorata, anche se devo dire che prima andava ai concerti molta più gente...forse era una moda o il riflesso di una generazione che ora non c'è più... Oggi il pubblico è più selettivo, è più "di culto" e ciò per me è una buona cosa.
 
8) Concludendo questa intervista: in rete si può trovare la cover del classico degli Strana Officina "Autostrada Dei Sogni" (di cui abbiamo già parlato all'inizio della chiaccherata) che, come da te ricordato, avete riproposto nel vostro primo concerto italiano insieme al cantante Bud per la serata celebrativa dei 30 anni di Loud n'Proud del 7 maggio.
Quali sono le vostre band italiane preferite? Che rapporto avete con il nostro paese?
 
La verità è che in Spagna c'è una gran disinformazione circa le band italiane e credo che molti pensino non esistano nemmeno band rock e metal in Italia...certo ci saranno collezionisti e fan accaniti dell'heavy che conoscono molte delle band italiane esistenti. Noi e soprattutto io non abbiamo una e vera e propria band preferita, mi succede come nel calcio (non tifo nessuna squadra in concerto, anche se sono stato un calciatore per tutta la vita). Mi piace tutta la buona musica dai classici del rock and roll, jazz, blues, prog rock, hard rock, hard rock americano, rock psichedelico, heavy, thrash metal, power metal, death metal etc.etc...credo facciano tutti parte dello stesso universo.
Tornando al metal italiano posso dire negli anni di essermi informato su band come Strana Officina, Fil Di Ferro, Vanadium, Fake Healer, Metatrone, Aloud etc.etc.

 

releases

Thrash metal post-nucleare quello dei francesi Dawnpatrol
Valutazione Autore
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Death metal sinfonico: il debutto dei nostrani Ghost Of Mary
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
I Whore of Bethlehem ci regalano uno dei dischi più violenti dell'anno
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Náyades, l'ennesima gemma ignorata dal music business
Valutazione Autore
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Un disco che funziona solo in parte per i Crohm
Valutazione Autore
 
2.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

demo

Snøgg - Qivitoq
Valutazione Autore
 
1.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Debutto per gli italo-americani Antipathic
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il primo EP dei romani Asphaltator promette bene
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Dante's Theory: una piacevole scoperta dalla lontana Asia
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Hypocras: Un ep con in mente gli Eluveite e...la musica dance
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
I Dimonra e la poliedricità
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

partners

No tabs to display

Login

Sign In

User Registration
or Annulla