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Federico Orano

Federico Orano

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Damas Del Metal (Oker - Guadaña - Natribu)

Madrid, Sala Cats
05-03-2016
 
Trasferta spagnola per assistere all'ultima data dell'itinerante carrozzone musicale "Damas Del Metal", caratterizzato dalla presenza di tre band guidate da tre ottime frontwomen.
In una sala abbastanza grande per l'evento, ma con una già discreta affluenza di pubblico tocca ai Natribu aprire le danze e scaldare i metaleros presenti oggi.
La band delle Canarie guidata dalla carismatica Chapi ci offre una buona dose di metal classico dalle numerose tinte melodiche che a volte necessiterebbe di un tocco di originalità in più, "difetto" questo che viene compensato dalla solidità on stage e dalla simpatia e bravura tecnica della bella Chapi. Tutto sommato uno show piacevole e ben goduto.
 
Tocca ora agli andalusi Guadaña, gruppo che vede al microfono l'avvicendamento della più melodica Glory e dell'aggressivo Salva, la cui voce in scream ben si sposa con la ruvida (ma in molte occasioni delicata) voce della rossa singer.
Lo stile proposto è un metal di matrice classica reso però molto moderno da un sound veramente potente e da una sessione ritmica molto vicina a quanto fatto da Arch Enemy e Children Of Bodom. La peculiarità dei Guadaña consiste infatti nel mescolare alla perfezione le influenze del metal anni '90 e l'anima old school che dimora nelle canzoni suonate stasera. Per rendere meglio l'idea consiglio l'ascolto di "Como Hermanos", song dal sapore quasi country e dell'incazzata "Innombrable", vera e propria mazzata sui denti.  Ad impreziosire uno show già di altissimo livello ci hanno pensato due bravissime e sensuali ballerine del ventre che hanno deliziato i presenti a più riprese con le loro movenze esotiche.
E' il turno degli headliner Oker, band che oggi gioca in casa e che può vantare in Carmen una delle migliori ugole nascenti della scena metal classica spagnola.
Si parte a tuono con "Culpable", title track dell'ultimo cd (già recensito qui la scorsa estate) ed i numerosi fan ed amici accorsi per assistere alle gesta dei 5 madrileñi non fanno mancare le loro urla ed il loro appoggio sotto il palco.
I temi proposti stasera sono estratti dai due full lenght "Burlando A La Muerte" ed il già citato "Culpable", con la sola eccezione della  track estratta dal primo ep "Dale Caña". La semi ballad "Último Adiós" colpisce per trasporto e pathos, mentre canzoni più aggressive come "Vuelvo A Resurgir" ed il mid tempo "Oker" lasciano nei presenti una buona dose di adrenalina.
Lo show si conclude con l'inno "Rebeldes De Acero" che vede una vera e propria invasione di fan e musicisti on stage e che chiude nel migliore dei modi una serata veramente da ricordare.
 
Onore alle dame del metal spagnolo!!!
 
Martino Brambilla Pisoni

 

Sbarca finalmente in italia il tour dei Luca Turilli's Rhapsody per una serata all'insegna del metal sinfonico e melodico tutto dipinto di tricolore. Si perchè a supporto di Luca e co. troviamo due band nostrane, giovani ma già affermate come Temperance e Ancient Bards.

Sono proprio i Bardi ad aprire le danze con la solita splendida voce di Sara ad accompagnare il sound sinfonico ed epico della band riminese. Una manciata di canzoni visto che il tempo a disposizione non era un granchè ma son bastate per scaldare i presenti. Da segnalare "In my arms" che come al solito mi ha fatto emozionare non poco e poi il finale di grande impatto con le immancabili "The birth of evil" e "Though my veins". Una band che adoro e spero di ritrovare presto con un nuovo lavoro in studio.

I Temperance con la loro nuova formazione a 4 senza ahimè uno dei due Capone Borthers (Sandro), piazzano una quarantina di minuti pescando tra i loro due dischi pubblicati ed il loro melodicissimo metal dal sound moderno. Brani come "Hero", "Me, myself & I" e naturalmente "Deja vu", songs dall'impatto immediato che sono certamente state apprezzate dai presenti.

I Rhapsody entrano in scena con il loro tour cinematico e come era successo nel 2012 la loro scenografia è sicuramente diversa da quello che siamo solitamente abituati a vedere in un concerto metal. Due coristi di gran classe, un proiettore che manda in continuazione immagini dietro il palco, insomma lo show si preannuncia interessante. Devo dire che sono riuscito a star lontano da spoiler vari sulla setlist del tour e così mi son gustato un paio di sorprese niente male come "War of the Universe" che apre il secondo disco solista di Luca e “The Pride of the Tyrant” dallo splendido “Power of the dragonflame”. La band è stanca a detta di Ale Conti ma carichissima mentre si avvicina alle ultime date del tour. E Luca infatti non sta fermo un attimo, corre su e giù per il palco, salta, si agita e a tratti sembra quasi entrare in uno stato mistico mentre suona le note di songs leggendarie come “Land of Immortals” e “Son of Pain”. Ma a piacere sono anche I nuovi brani, ad esempio “Il cigno nero” e “Prometheus”. E per la mia felicità non poteva mancare la favolosa “Tormento E Passione”! Insomma una gran setlist che si è chiusa naturalmente con “Dawn of victory” prima e poi con un bis comprendente l'immancabile “Emerald sword”.

 

 

Insomma inutile chiedersi meglio i Rhapsody di Turilli o i Rhapsody of Fire. Gustiamoci entrambe queste due band e rendiamoci conto che siamo solo che fortunati ad avere gruppi di questo calibro in Italia.

 

 

RHAPSODY SETLIST:

Knightrider of Doom

Rosenkreuz (The Rose and the Cross)

Land of Immortals

Aenigma

War of the Universe

Ira Divina

Unholy Warcry

Son of Pain

Prometheus

Drum Solo

Il cigno nero

Guitar Solo

(Of Michael the Archangel and… more Lucifer's Fall Part II: Codex Nemesis (Part III: The Astral Convergence)

The Pride of the Tyrant

Tormento E Passione

Demonheart

Bass Solo

Of Michael the Archangel and Lucifer's Fall, Part II: Codex Nemesis

(Part V: Of Psyche and Archetypes (System Overloaded)

Dark Fate of Atlantis

Of Michael the Archangel and Lucifer's Fall

(Part II: Fatum Mortalis (partial)

Dawn of Victory

Encore:

Quantum X

Ascending to Infinity

Emerald Sword

Outro

 

*Version espanola abajo*

Quasi 20 anni di carriera che hanno segnato la scena metal spagnola e latino americana. Il loro Juglar Metal fatto di folk e heavy/rock è unico. Siamo andati a scambiare più di qualche domanda con Narci Lara leader dei Saurom! (si ringrazia per l'aiuto Martino)

Ciao amici! Come state? Come va la vita a San Fernando?

 

“Sueños” è il vostro nuovo album, un doppio cd con ben 27 canzoni...un grande lavoro che sicuramente vi ha preso molto tempo. Precisamente quanto avete impiegato per comporlo e registrarlo?

Ciao amico! Beh su San Fernando non saprei... è un po’ che non ci vado, anche se ovviamente è una città a cui teniamo molto, una città molto bella e piena di storia. Ci siamo formati lì e conserviamo bellissimi ricordi.

Il disco ci ha tenuto occupati per quasi due anni. E’ stato un tempo di grande preparazione per l’estensione e la difficoltà di alcune canzoni e tutto il resto, però siamo molto contenti e soddisfatti del risultato ottenuto.

 

L’album è stato pubblicato circa 4 mesi fa. Quale è stata la reazione dei critici e dei fan? Sulla nostra webmagazine ha ottenuto il massimo dei voti!!!

Beh siamo veramente contenti di come sta andando “Sueños”. Ci ha fatto guadagnare nuovi fans e ci sta permettendo di suonare in molte città. Appena iniziato il tour tutto ha iniziato ad andare per il verso giusto...continueremo poi suonando per celebrare il 20esimo anniversario della band che cadrà fra pochi mesi.

 

Il nuovo lavoro è stato pubblicato dalla Maldito Records. Siete soddisfatti di questa collaborazione? Come stanno andando le vendite?

Sì,siamo soddisfatti per come si sono dedicati al nostro disco. Ci sono una buona distribuzione e promozione che ci stanno aiutando molto, anche se c’è ancora del lavoro da fare ovviamente. Aspettiamo i risultati ufficiali che saranno pubblicati a marzo, anche se comunque sappiamo che le vendite stanno procedendo a buon ritmo.

 

Credo che il precedente “Vida” sia stato un disco fantastico, un capolavoro! Siete soddisfatti delle recensioni, delle vendite, del tour etc.etc. inerenti a quell’album?

In generale siamo molto contenti di “Vida”. E’ stato un bel passo avanti ed ha reclutato migliaia di fans. Senza dubbio è un lavoro che ci ha permesso di “risorgere” e verso il quale nutriamo un affetto particolare.

 

 

Generalmente come nasce una canzone dei Saurom?

Le idee vengono proposte da ogni componente del gruppo, si espongono e si registrano delle piccole demo. In seguito diventano canzoni in sala prove. Queste idee di cui ti parlo possono nascere da un’emozione, una situazione, il contenuto di un libro, un’esperienza personale...

 

Come già anticipato la band ha quasi 20 anni di vita. Nella nostra pagina facebook “Metallo Spagnolo” abbiamo appena presentato la storia dei Saurom dall’inizio all’ultimo vostro disco. All’inizio della vostra attività avreste mai pensato che sareste diventati una delle più grandi metal band di Spagna, di suonare in Sudamerica e negli Stati Uniti, in grandi festival nazionali e di aver reso felice di voi così tanta gente?

Grazie per queste parole. Noi ci sentiamo però una band umile e lavoratrice, che procede a piccoli passi fatti di sforzi e tenacia. Siamo il risultato della nostra fatica, pensiamo che il meglio debba sempre venire...

 

Dobbiamo molto alla nostra gente, a quelle persone che ogni giorno ci appoggiano e ci sostengono con affetto...magari chi viene a un nostro concerto, chi compra una nostra maglietta, coloro che ci mandano sinceri messaggi di affetto attraverso i social network ed il web. Non abbiamo mai immaginato dove saremmo arrivati. Saremo qui fino a quando il pubblico ci vorrà!

Che ricordi avete dei primi anni della band, delle quattro demo e del primo cd?

 

Erano tempi meravigliosi. Eravamo molto giovani ed inesperti, però avevamo tutta l’energia del mondo, la speranza (come ora) e tutto l’entusiasmo per poter mostrare la nostra musica, la musica del nostro mondo, le nostre sensazioni e le nostre inquietudini. Furono anni di grande lavoro e di grandi sforzi, di grandi pazzie e di grandi momenti che rimarranno sempre nei nostri ricordi...momenti che fra pochi mesi condivideremo con i nostri fan attraverso foto,video,aneddoti etc.etc.

Credo che con “Juglar Metal” la band abbia iniziato a plasmare il proprio suono, con grandi canzoni che uniscono alla perfezione folk e metal. E’ il disco più importante della vostra carriera?

 

Credo che molti followers trovassero questo album come il più rappresentativo e significativo del gruppo. Senza dubbio è un grande lavoro, rappresenta molto bene l’essenza della band ed è pieno zeppo di inni dei Suarom. Non so dirti se è il migliore, però sicuramente è uno dei più importanti.

“Once Romances Desde Al-Ándalus” fu un’opera molto complessa, più metal, che parla di alcuni poemi andalusi. “Maryam” è un disco molto oscuro...insomma due dischi molto heavy. Cosa mi potete dire di questi album appena citati?

 

Molto heavy e molto controversi per la loro epoca. Furono molto criticati, ma col tempo molti esperti del settore iniziano a considerarli dei capolavori....né troppo né troppo poco secondo il mio punto di vista. Ovviamente sono due grandi lavori ed ognuno ha una personalità molto marcata. Sono due opere con uno spirito, non c’è nulla nel mondo della musica che gli assomigli, almeno nulla che io conosca. Sono lavori che puoi amare ed odiare fino alla sazietà. Quello che posso affermare è che, nonostante i difetti di suono e di produzione, sono due grandi lavori nella carriera della band, due lavori in cui abbiamo messo l’anima, divertendoci molto investigando, leggendo,componendo e sperimentando. Sono tra i miei nostri album preferiti.

Parliamo del vostro primo e, fin’ora, unico concerto italiano, più precisamente in Sardegna. Cosa ricordate di questa esperienza?

 

L’organizzazione è stata impeccabile. Ci sarebbe piaciuto fosse venuta più gente. Inoltre abbiamo notato un poco di “freddezza” perché alcune persone non capivano bene i testi delle canzoni suppongo...però ci siamo divertiti molto. Ringraziamo molto tutti quelli che ci hanno appoggiato. Personalmente conosco bene la vostra nazione e tutto dell’Italia mi incata: la storia, la cultura, il cibo, la gente, le impressionanti città. Speriamo di tornare presto e visitare altre località del vostro paese.

In “Sueños” troviamo alcune canzoni che parlando dei vostri fan latinoamericani. Possiamo dire che tra i Saurom e l’America Latina c’è un amore passionale? Cosa succede quando suonate lì?

 

Certo! Siamo stati lì molte volte ed è sempre stata una meravigliosa opportunità di conoscere molte belle persone e di farci tanti amici. Loro ci hanno fatto conoscere molto della loro cultura, delle loro inquietudini, dei loro letterati...tutto ciò lo abbiamo assorbito e trasformato in un omaggio particolare sotto forma di canzoni. Nulla di forzato, verso questa spinta d’affetto è stato tutto naturale.

I Saurom non hanno mai suonato in Europa (fuori da Italia e Spagna)? Eccetto la Spagna e l’America Latina in quale altre nazioni siete seguiti?

 

No. Vogliamo suonare in altri stati europei, però ogni cosa a suo tempo. Riceviamo molti messaggi dalla Germania, dal Belgio,dall’Ungheria, dalla Russia e dal Regno Unito, però sappiamo di avere fans in più di 100 stati nel mondo. E’ qualcosa di grande che ha potuto crearsi grazie all’avanzare di internet, soprattutto attraverso i social network.

Miguel è un cantante unico, con una voce molto particolare che trasmette emozioni,calore,forza... Credo sia un aspetto molto importante del vostro stile. Quanto è importante per i Saurom poter contare su un cantante come lui?

 

Miguel è magico. E’ un grandissimo cantante perché riesce a fare sua ogni canzone e ciò è molto importante per poter trasmettere tutte le emozioni che si porta dentro. Inoltre ha imparato ad ascoltare con grande apertura mentale le critiche costruttive. Ti ascolta e sa valutare con la giusta misura un insegnamento, un consiglio,una riflessione,come ammettere un errore...tutto ciò è imprescindibile se vuoi diventare un “grande”. La sua qualità è cresciuta grazie a ciò. Credo che sia un artista che non ha limiti ed il suo percorso come cantante e frontman è solamente all’inizio. Bisogna aggiungere che come persona è molto affettuoso, simpatico, lavoratore, sempre attento ai dettagli... Un vero genio ed è una fortuna per noi averlo come amico.

 

Alcune curiosità: come avete scelto il nome Saurom? Cosa mi potete dire sul cambio di monicker nel 2006?

Negli anni 90 ci piaceva molto il libro “Il Signore Degli Anelli”. Facemmo una lista di nomi e rimasero “Légolas” e “Sauron”. Alla fine optammo per il secondo, ma dovemmo cambiare la N con la M finali per problemi legali. Inoltre abbiamo aggiunto il cognome Lamderth, che sucessivamente togliemmo per problemi legali con la nostra vecchia casa discografica.

 

Ascoltate band italiane? Quali sono le vostre maggiori ispirazioni?

Quelli che mi sono piaciuti di più sono i Rhapsody, anche se non moltissimo dal vivo. Inoltre ho ascoltato i Lacuna Coil, gli Elvenking, i White Skull ed i Labyrinth. Ci ispira la buona musica in generale, da quella classica al melodic death metal, passando per il blues, il jazz, il pop, il rock e, ovviamente, il buon heavy metal.

 

Parliamo ora di un festival che ci piace moltissimo: il Leyendas Del Rock. Per i Saurom è quasi un’abitudine...ci avete suonato due anni fa, nel 2013,nel 2012 e più volte in passato. Che ricordi avete di questo festival? Il palco del Leyendas potrebbe essere lo scenario ideale per un DVD dei Saurom?

Due anni fa non abbiamo suonato perché c’è stato un problema con gli effetti pirotecnici e ci hanno lasciato fuori per un anno. E’ un festival che sta crescendo ad un buon ritmo. Secondo me sta scommettendo troppo sulle band straniere ultimamente, quando magari potrebbe tenere da conto grandi e rinomate band spagnole che ancora non vi hanno partecipato. Il problema di un eventuale DVD al Leyendas è il suonare sempre ad orari “estremi”. Le 4 di pomeriggio o le 4 di notte non sono orari consigliabili per registrare un buon DVD.

 

Per i 20 anni di storia penserete ad una sorpresa particolare per i vostri fan?

Sì. Ci stiamo giusto pensando in questi giorni. Ci saranno sorprese e concerti speciali. Vogliamo proprio festeggiare questi 20 anni...non tutti i giorni capita di raggiungere un traguardo del genere.

 

Grazie per l’interessante intervista!! Potete concludere con un saluto ai fan italiani! Un forte abbraccio!!

Grazie per il vostro affetto ed il vostro appoggio. Speriamo di vederci presto a qualche concerto. Che si complano i vostri SUEÑOS (sogni), molta VIDA (vita) e che Zaluster vi guidi e vi protegga!!

 

Narci Lara

 

www.facebook.com/SauromOficial

 



 

************************************ SPANISH VERSION **********************************************

 

 

¡Hola amigos! ¿Cómo estáis? ¿Cómo va la vida en San Fernando? Perdonad mi español pero espero que nos entendamos :) “Sueños” es vuestro nuevo album, un doble cd con 27 temas. Un gran trabajo que osocupó mucho tiempo.¿Cuánto tiempo habéis necesitado para componerlo y grabarlo?

 

Hola amigo. Sí, te entendemos perfectamente, tu español es muy bueno ^^. En San Fernando no sé, hace ya algún tiempo que no voy por allí, pero es una ciudad a la cual le tenemos mucho cariño, histórica y muy hermosa. Nos hemos criado allí y tenemos preciosos recuerdos.

El disco nos ha supuesto el trabajo de casi dos años. Ha sido un gran tiempo intenso de dedicación, por la extensión y por la dificultad de algunos temas y parajes, pero estamos muy satisfechos y contentos con el resultado.

 

“Sueños” está publicado desde hace dos meses. ¿Cuál ha sido la reacción de la crítica y de los aficionados? ¡En nuestro sitio ha sacado elmáximo de la votación!

Pues estamos también muy contentos de cómo está funcionando. Ha atraído a muchos nuevos seguidores y nos está permitiendo tocar por muchos lugares. La gira no ha hecho más que empezar y está funcionando bien. Enlazaremos con el 20 aniversario que cumplimos en pocos meses y haremos una extensa gira.

 

Este nuevo trabajo es publicado por la casa discográfica MalditoRecords. ¿Estais satisfechos de lac olaboración con ellos? ¿Qué tal con las ventas?

Sí, estamos satisfechos de cómo se han volcado con el disco. Hay una buena distribución y promoción que nos está ayudando mucho, aunque aún hay trabajo por hacer. Esperamos para el mes de marzo saber los resultados oficiales, pero creemos que se está vendiendo a buen ritmo.

 

Creo que “Vida” fue un disco mágico, una obra maestra. ¿Estáis satisfechos de las críticas, discos vendidos, gira etc. consiguientes a este disco?

Estamos muy contentos a nivel general con el disco VIDA. Supuso un gran avance y reclutó a miles de fans. Sin lugar a dudas es un trabajo que nos hizo resurgir y al cual le profesamos un cariño especial.

 

¿Cómo nace en general una canción de Saurom?

Son ideas que les van fluyendo a cada uno de los integrantes del grupo. Se exponen las ideas y se graban maquetas. Luego le damos forma a la canción en el local. La idea de la que te hablo puede ser una emoción, una situación, el contenido de un libro, una situación personal...

 

La banda tiene casi 20 años de historia y de vida.En nuestra página/blog en facebook “Metallo Spagnolo” estamos hablando de la historia de Saurom desde los primeros tiempos. ¿Al principio habríais pensado en poder llegar a ser una de las más grandes bandas españolas de heavy, de tocar en Latino América, en USA, en grandes festivales nacionales y hacer feliz a tanta gente?

¡Gracias! Pero nos sentimos una banda humilde y trabajadora, que avanza a pasos pequeños por su esfuerzo y tesón. Somos el resultado de nuestro trabajo. Lo mejor creemos siempre que está por llegar... Nos debemos a nuestra gente, a las personas que cada día nos dan su apoyo y cariño, quien va a un concierto, quien compra un disco o una camiseta, y aquellos que nos mandan sus mensajes sinceros en nuestras redes sociales y web. No imaginábamos jamás donde hemos llegado; estaremos aquí hasta que el público lo quiera.

 

¿Qué recuredos tenéis de los primeros años, de las cuatro maquetas y del primer álbum de la banda?

 Fueron tiempos maravillosos. Éramos muy jóvenes e inexpertos pero teníamos toda la energía del mundo, toda la ilusión -como ahora- y todo el entusiasmo por poder mostrar nuestra música, la música de nuestro mundo, nuestras sensaciones e inquietudes. Fueron años de mucho trabajo y mucho esfuerzo, de muchas locuras y grandes momentos que quedarán siempre en nuestro recuerdo y, de los cuales, compartiremos con nuestros seguidores en unos meses en forma de fotos, videos, anécdotas, etc.

 

Creo que con JuglarMetal la banda ha buscado un sonido muy personal, capaz de encontrar folk y metal, con grandes canciones. ¿Es el disco más importante de vuestra carrera?

Creo que los seguidores alaban este álbum como el más representativo y significativo del grupo. Sin lugar a dudas es un gran trabajo, representa muy bien la esencia de la banda y está cargado de grandes himnos del grupo. No sé si será el mejor, pero sí uno de los más importantes.

 

 

“Once romances desde al-Ándalus” fue una obra muy compleja, más metal,que habla de poemas de Andalucia.

“Maryam” es un disco muy oscuro. Dos discos muy heavys. ¿Qué me puedes comentar sobre estos discos?

Muy heavys y muy controvertidos en su época. Fueron duramente criticados y con el tiempo ahora los seguidores empiezan a considerarlos obras maestras... Ni tanto ni tan poco, bajo mi punto de vista. Por supuesto que son dos grandes trabajos y tienen una personalidad cada uno muy marcada. Son dos obras con espíritu, no hay nada que se le parezca en el mundo de la música, por lo menos que yo conozca. Son trabajos que puedes amar u odiar hasta la saciedad. Lo que sí te puedo decir es que son, con sus deficiencias de producción y sonido, dos grandes trabajos en la carrera del grupo, dos trabajos donde pusimos el alma y donde disfrutamos muchísimo investigando, leyendo, componiendo, experimentando. Son de mis favoritos en nuestra carrera.

 

Hablamos de vuestro primero y único (hasta ahora) concierto en Italia: En Cerdeña. ¿Qué recuerdos tenéis de nuestro país?

La organización estuvo de lujo. Nos hubiese gustado que hubiera venido más gente. También notamos un poco de "frialdad" porque algunas personas no entendían las letras de las canciones, supongo, pero lo pasamos muy bien. Estamos muy agradecidos a toda la gente que nos apoyó.

Personalmente conozco el país y me encanta todo, su historia, cultura, comida, su gente, sus ciudades impresionantes. Ojalá pronto podamos estar en más lugares.

 

En “Sueños” encontramos muchos temas que hablan de vuestros aficionados de LatinoAmérica. ¿Podríamos decir que entreSaurom y LatinoAmérica hay un amor pasional? ¿Qué pasa cuando vais a tocar allí?

Claro que sí. El roce hace el cariño. Hemos estado allí varias veces y ha sido una oportunidad maravillosa de poder conocer a mucha buena gente y hemos hecho grandes amigos. Ellos nos han dado a conocer amablemente parte de su cultura, de sus inquietudes, de sus literatos... todo ello lo hemos absorvido y se ha traducido en nuestro particular homenaje en forma de canciones por tanto cariño, no hay nada forzado, es natural.

 

¿Saurom nunca ha tocado en Europa fuera de España e Italia? ¿Cuáles paises fuera de España y LatinoAmérica siguen bien vuestra música?

No. Queremos tocar en otros países de Europa, pero todo a su tiempo. Recibimos muchos mensajes de Alemania, Bélgica, Hungría, Rusia o Reino Unido, pero la banda cuenta con seguidores en más de 100 países en el mundo. Es algo grande lo que nos ha permitido la revolución de internet, especialmente las redes sociales.

 

Miguel es único, una voz particular que transmite emociones, calor, fuerza... creo que es un importante aspecto de la música de Saurom. ¿Cuánto es importante para Saurom tener un cantante como él?

Migue es mágico. Es un grandísimo vocalista porque las canciones las hace suyas, y eso es muy importante para transmitir todas las emociones que conlleva. Además ha sabido ir aprendiendo y está abierto siempre a la crítica constructiva. Te escuha y sabe valorar en buena medida un aprendizaje, un consejo, una reflexión, asumir un error... todo ello es imprescindible para llegar a ser un "grande". Su calidad ha ido in crescendo por ello. Creo que es un artista que no tiene límites y su andadura como frontman y vocal no ha hecho más que empezar.

Valga decir que como persona es todo cariño, simpatía, trabajador, atento y detallista. Un verdadero genio y una suerte para todos los que lo tenemos como amigo.

 

Algunas curiosidades: ¿cómo habéis elegido este nombre “Saurom”y qué me podéis contar sobre el cambio de nombre en el 2006?

Nos gustaba allá por los 90 el libro de El Señor de los Anillos. Hicimos un listado de nombres y quedaron Légolas y Sauron. Al final decidimos quedarnos con el segundo pero tuvimos que cambiar la n por la m por problemas legales. También añadimos el apellido Lamderth.

Cuando quitamos el apellido Lamderth fue por problemas legales con nuestra antigua discográfica.

 

¿Os gustan algunas bandas italianas y cuáles son vuestras mayores inspiraciones?

La que más me ha gustado es Rhapsody, aunque no tanto en directo. También he escuchado Lacuna Coil, Elvenking, White Skull o Labyrinth.

Nos inspira la buena música en general, desde la clásica hasta el death melódico pasando por el blues, folk, jazz, pop, rock y, obviamente, el buen heavy metal.

 

Hablamos de un festival que nos gusta muchísimo, el Leyendasdel Rock. Por Saurom es casi un hábito, una costumbre: el año pasado tocásteis y también en el 2013, 2012 y más... ¿Qué recuerdos tenéis de este festival? ¿Podría ser el Leyendas el escenario perfecto para un dvd de Saurom?

El año pasado no tocamos porque hubo un accidente con la pirotecnia y nos dejaron un año sin tocar. Es un festival que está creciendo a buen ritmo. Bajo mi punto de vista creo que está apostando demasiado por bandas extranjeras y debería de contar con otras buenas bandas españolas de reconocido prestigio que aún no han pisado sus escenarios.

El problema de grabar un DVD en el Leyendas es que siempre tocamos en horas extremas. A las 4 de la tarde o a las 4 de la madrugada no es una buena hora para grabar un buen DVD.

 

Por los 20 años de historia de la banda pensáis hacer una sorpresa a vuestros aficionados?

Sí. Eso estamos pensando ahora. Habrá sorpresas y conciertos especiales. Tenemos que celebrar estos 20 años, no todos los días se llega a conseguir un reto así.

 

¡Gracias! Podemos terminar con un saludo alos fans italianos. ¡Un fuerteabrazo!

Gracias por vuestro cariño y apoyo. Ojalá pronto nos veamos en algún concierto. Que se cumplan vuestros SUEÑOS, mucha VIDA y que Zaluster os guíe y os proteja...

Narci Lara

www.facebook.com/SauromOficial

 

Saurom, storia dei menestrelli dei giorni nostri

Venerdì, 08 Gennaio 2016 05:58 Pubblicato in approfondimenti

I SAUROM sono una delle realtà di maggior interesse nell'attuale scena metal spagnola e latino americana e si sono meritati un certo seguito e successo grazie a tanti dischi di spessore come “Juglarmetal”, “Vida” e non ultimo il recente “Suenos”. Ma la storia della band andalusa parte da molto lontano quasi 20 anni fa, in quella città di Cadiz (e più precisamente a San Fernando) nel sud della Spagna, un posto dove ognuno di noi probabilmente sognerebbe di vivere con un clima mite ed un mare favoloso. E' lì che Narciso “Narci” Lara con altri compagni di avventura, decide di dar vita a questa band inizialmente con il nome di SAUROM LAMDERTH.

La musica dei Saurom si è evoluta moltissimo negli anni riuscendo sempre a mantenere un proprio trademark riconoscibile, che ha preso il nome di JUGLAR METAL uno stile composto da folk, musica celtica e fantasy, che trasmette ideali come libertà, fratellanza, rispetto per madre natura.

I Saurom sono i menestrelli dei nostri giorni e in questo approfondimento andremo a scoprire la storia di questa band unica.

 

Partiamo dall'anno 1996 proprio a San Fernando, Cadiz, nel sud della Spagna e dallo scioglimento del gruppo RHF (Rapid Heavy Flamenco) nascono i SAUROM LAMDERTH con un giovanissimo Narci Lara (voce, chitarra e flauto) diciottenne insieme a José Luis Godoy (chitarra). A loro si aggiungono Antonio Ruiz alla batteria e Abraham Reyes al basso. Subito la band inizia a comporre nuovi brani che andranno a finire nel primo demo realizzato e che prende il nome di “La cripta del duende” (1996) di ben 9 brani (più due bonus tracks) dove già si possono notare tematiche fantasy e musica folk. Successivamente arriva “Regreso a las Tierras Medias” (1997) composto da 8 pezzi. In questo lavoro sono presenti tematiche fantasy con personaggi che poi ritroveremo nei dischi futuri della band andalusa. Intanto arrivano i primi movimenti nella formazione con l'ingresso di Juan Garrido “John Macallister” al basso e del fratello Francisco alle tastiere e flauto. Con questa nuova formazione arriva il terzo demo della band, siamo nel 1999 quando vede la luce “Legado de juglares”, del quale si venderanno più di mille copie nel primo mese, attirando l'attenzione della scena spagnola, etichette comprese, e confermandosi poi col successivo “Origenes” (2000), album di 11 songs.

Nel 2000 Godoy y Juan lasciano la band e vengono rimpiazzati dal chitarrista Raul Rueda che diventerà un membro storico della band, presente in ogni disco, e José A Gil. Questa è la formazione che registrerà il primo disco dei Saurom Lamderth “El guardián de las melodías perdidas” che vedrà la luce nel 2001

Demo:

 

E' solo un quartetto quello dei Saurom Lamderth quando si apprestano a registrare il proprio debutto con il leader Narci Lara che si prende cura anche delle parti al micofono. Insieme a lui quindi troviamo Antonio Ruiz alla batteria, Raul Rueda alla chitarra e Francisco Garrido alle tastiere, violino, flauto...

 

El guardian de las melodias perdidas” si può considerare il primo disco della band e vede la luce nell'anno 2001. E' un lavoro di folk power metal molto festaiolo con atmosfere celtiche e il flauto che ricopre un ruolo da protagonista come nell'opener “Regreso a las Tierras Medias”. E' chiaro che la band prende spunto dalla letteratura fantasy in particolare dal grande Tolkien ed è anche per questo che spesso i Saurom saranno accostati, soprattutto all'inizio della loro carriera, ai Blind Guardian. I brani risultano subito molto ricercati soprattutto in considerazione di una band al proprio esordio discografico, denotando un talento ancora acerbo ma spiccato. “El santimbanqui”, spinta da un violino ispirato, è un brano che ancor oggi si può ascoltare ad un concerto della band, e presenta tutto lo spirito festaiolo dei Saurom Lamderth. Sembra quasi di stare tutti attorno ad un falò a ballare mentre dei menestrelli suonano e cantano. Degna di nota la strumentale “Canto das sireas (susurros)” da ascoltare rigorosamente ad occhi chiusi, immaginandosi al tramonto in riva ad un mare deserto, ascoltando il rumore delle onde ed il richiamo delle sirene. Infine altro pezzo di spicco è “Fiesta”, anche questa una song ancora presente nella setlist della band, ideale colonna sonora per una bevuta in compagnia nella taverna di fiducia.

“El guardian de las melodias perdidas” non è un capolavoro, ma è un disco piacevole con alcuni picchi, che riesce subito a creare un sound personale. Dei brani spensierati ma non banali, con una voce non di primo piano, che potrebbe far storcere il naso a qualcuno. In quegli anni in cui il folk non era ancora di moda, questo è un disco che suona folk come pochi.

 

Dopo due anni di intensi lavori, nel 2002 i Saurom Lamderth pubblicano il loro secondo lavoro dal titolo “Sombras del Este” che prende ispirazione da “Il signore degli anelli” di J.R.R. Tolkien, in particolare concentrandosi sul primo libro della trilogia, “La comunità dell'anello”. Il disco vanta la collaborazione della “Sociedad Tolkien Espanola”.

La band registra questo disco con la formazione a 5 composta da:

Narci Lara: voce, chitarre ritmica e acustica, flauti

Raul Rueda: chitarra

Francisco Garrido: tastiere, violino

José A Gil Gonzales: basso

Antonio Ruiz: batteria

Il buon successo di questo album, uscito in un doppio cd in digipack, consente alla band di effettuare un lungo tour attraverso la Spagna, con la partecipazione ad alcuni festival storici come il Vina Rock ed il Lorca Rock. Il disco viene pubblicato dalla Red Dragon Records di Madrid ma stampato anche in Messico (tramite la Moon Records), Italia e Giappone.

“Sombras del Este” è composto da 19 songs e vede la parecipazione di alcuni artisti tra i quali spiccano Victor Garcia (Warcry, ex Avalanch), Elisa Martin (ex Dark Moor), Oscar Sancho (Lujuria) e Silver (ex Muro, Silver Fist).

Il sound di “Sombra del Este” è molto più orchestrale ed epico rispetto all'esordio, ma senza perdere il trademark della band fatto di melodie ariose e da folk metal. Un lavoro ambizioso come dimostra anche la presenza di un brano come “El concilio de Elrond” che supera i 15 minuti di durata e presenta alcuni cori epici che molto devono ancora una volta ai Blind Guardian. Tra i momenti di spicco dobbiamo senza dubbio segnalare la folkeggiante “El cumpleanos de Bilbo”, “De Hobbiton a Los Gamos” con un chorus tutto da cantare, la festaiola “La posada del Poney Pisador”, l'acustica “Tom Bombadil”, e l'epica “Trancos/ Aragon” con Victor Garcia al microfono, ma in generale tutto il disco è molto godibile soprattutto la prima parte.

“Sombras del Este” è un deciso passo avanti rispetto a “El guardian de las melodias perdidas” e senza dubbio un must per ogni vero fans della saga de “Il Signore degli anelli” e del folk metal melodico.

 

All'inizio dell'anno 2003 Narci Lara a causa di problemi alla gola è costretto ad abbandonare il microfono e viene momentaneamente sostituito alla voce, per le restanti date live, da Pedro Gomez. Terminato il tour entra in pianta stabile un certo Miguel Franco. Nello stesso anno abbandonano la band Paco Garrido e José Gil. Alle tastiere troveremo momentaneamente una certa Ana Crisman, che resterà per circa un anno, mentre José Gallardo prende il posto di chitarrista. Infine la band decide di inserire una violinista che risponde al nome di Sophia Quarenghi. E' con questa formazione che i Saurom Lamderth pubblicano il terzo disco in carriera chiamato “Legado de juglares”, lo stesso titolo del loro vecchio demo. Il disco vede la luce nel 2004 a nome Saurom Lamderth ma l'anno successivo per problematiche con la casa discografica, la Red Dragon Records, la band modifica il proprio nome in Saurom e ripubblica il disco autoproducendolo con un bonus cd contenente alcune nuove versioni di vecchi brani contenuti nei primi due dischi.

“Legado de juglares” riscuote un buon successo e spinge la band di nuovo in tour in quello che sarà denominato “Historias del Juglar Tour”, presentando uno spettacolo unico con tanto di attori, giochi pirotecnici, giocolieri . Durante il tour Sophia abbandona il gruppo (ma collaborerà ancora in studio) per problemi personali cosi entra nella band Santiago Carrasco ad occuparsi di tastiera e cori.

Dalla splendida intro all'apertura affidata a “Nostradamus” troviamo dei Saurom (Lamderth) più maturi in questo nuovo lavoro. I brani prendono ispirazione da tantissimi generi diversi, addirittura troviamo la presenza della voce growl in rari momenti. Sono naturalmente il folk e la musica celtica a farla da padrone come nella bellissima “Sandra” o in “El Luthier”. “Picasso de ciudad” e “Mendigo” sono altri due brani che spiccano in una tracklist che comunque va gustata nella sua interezza Il sound è molto curato con arrangiamenti complessi e linee melodiche ricercate. E' evidente inoltre che l'avvicendamento di Narci al microfono a favore di Miguel ha donato un potenziale molto più grande alla band andalusa. Il nuovo singer mostra un timbro molto personale, grintoso ma capace di toccare ogni nota senza perdere incisività.

I sei menestrelli (juglares) in questi brani ci narrano di illusioni, sogni, storie reali o immaginarie. Come sempre tutti testi sono ad opera del leader Narci Lara.

 

Nel bonus disc “Sinfonias de los Bosques” son presenti come detto nove brani tra rarità e pezzi rivisti con la nuova formazione (registrati nel 2005), un'interessante raccolta per riscoprire alcuni brani del passato in versioni differenti alcuni cantati dal nuovo Miguel. E' inoltre presente il video di “Nostradamus”.

"Legado de juglares” è quindi un passo importante nella carriera della band. Segna come detto il cambio del nome, vede per la prima volta Miguel al microfono e musicalmente indirizza i Saurom verso la maturazione artistica definitiva del successivo grande lavoro della band che sarà “Juglar Metal”.

 

En algun lugar habrà alguien que quiera escucha las eternas melodias del juglar”

 

Durante la parte finale del tour a supporto di “Legado de juglares” i Saurom entrano in studio per registrare il quarto album della loro carriera. Il nome scelto per questo lavoro sarà proprio JuglarMetal, e viene pubblicato il 20 Febbraio 2006. Questo disco mostra da una parte una grande maturità raggiunta dalla band che si dimostra molto coesa con la nuova formazione e con Miguel alla voce. Inoltre il sound diventa molto più metal rispetto ai precedenti lavori, pur mantenendo sonorità celtiche e folk. I testi di alcuni brani raccontano una storia fantasy con alcuni personaggi inventati da Narci Lara in particolare nella “Trilogía de Zaluster” composta dai tre pezzi che aprono il disco. Nell'album sono presenti alcuni degli inni storici della band che ancora oggi sono immancabili in ogni loro setlist come "La Musa y El Espíritu", "La Batalla con los Cueros de Vino", "Dioses Eternos", "Dracum nocte", "La Taberna" e "Historias del Juglar II" e non a caso questo lavoro fa crescere ulteriormente la fama della band in Spagna e nei paesi latino americani.

Insomma “JuglarMetal” è un netto passo avanti sotto ogni punto di vista rispetto ai precedenti lavori, un disco professionale con una produzione di tutto rispetto e 11 brani molto ispirati che uniscono sapientemente riff potenti e folk con la voce graffiante e unica di Miguel per un mix irresistibile!

 

Per il seguito dell'ottimo “JuglarMetal” i Saurom decidono di fare le cose in grande con un lavoro molto ricercato sia in termini sonori che per quanto riguarda i testi. La band decide di scrivere un vero e proprio concept album dedicato alla letteratura della loro terra, l'Andalusia, così ogni brano contenuto in ONCE ROMANCES DESDE AL-ANDALUS prende spunto da una poesia, una leggenda od un racconto di qualche scrittore andaluso. Il suono diventa molto più potente ed heavy che in precedenza segnando un forte distacco dal folk power/rock dei primi album. A dire il vero già col precedente lavoro si poteva notare in certi momenti un indurimento del sound ma fino ad un certo punto. Con questo nuovo album, che vede la luce nel 2008, il lato folk viene quasi abbandonato a favore di chitarre potenti e della voce roca e grintosa di Miguel e in generale il sound seppur molto personale, ricorda molto quello dei Blind Guardian.

La band gira il videoclip per il brano “Wallada la Omeya” ma il singolo scelto per pubblicizzare il disco è “El monte de las Animas” basata sulla leggenda del poeta sivigliano Gustabo Adolfo Becquer. Il disco è molto complesso e servono molti e attenti ascolti per apprezzarlo in ogni suo aspetto. Tra i brani di spicco è d'obbligo citare “Romance de la luna, luna” basata sull'omonimo componimento dell'autore Federico Garcia Lorca da Granada, “Reina de la oscuridad” e “Zulema” basata sulla leggenda di Zulema (1891).

 

Lo spessore di un disco come “Once romances...” ha fatto si che la band fu invitata ad alcuni incontri con studenti della scuola secondaria per discutere sui testi dei brani, i quali sono stati utilizzati anche per alcuni progetti o approfondimenti universitari.

La band decide inoltre di pubblicare un Ep di 5 brani pescati dal disco appena pubblicato, rivisti e cantati in inglese per alcuni paesi come Stati Uniti, Australia e Germania, come “The mount of souls” e “In the abyss”.

 

Il sesto disco dei Saurom arriva nel 2010 con il titolo di MARYAM. Si tratta di un lavoro che musicalmente segue il precedente “Once romances...” con un sound ricercato, personale, potente e complesso, con chitarre heavy ma presenta atmosfere più oscure che derivano dal concept del disco che parla de La passione di Cristo dalla prospettiva di Maria (Maryam in latino), trattando temi come la disuguaglianza dei generi e rivendicando la poca importanza riservata alle donne nella storia. La prima edizione del disco è in uno splendido digipack contenente un dvd bonus con alcuni videoclip della band, interviste e alcuni estratti live dal tour di Romances desde Al-Andalus Tour 2008/09 per oltre 2 ore di durata. Per molti fans Maryam è l'opera maestra dei Saurom, di certo è un lavoro di gran spessore sotto ogni punto di vista e le vendite vanno molto bene in tutto il mondo. A seguito della pubblicazione del disco inizia un intenso tour per la Spagna suonando in posti che la band mai aveva toccato in precedenza.

 

“...A ti mujer de hoy y de ayer, a ti luchadora, a ti pilar de la humanidad... y a todas la madres del mundo que,con cada parto, guardan en el pozo de su corazon el lazo mas secreto y poderoso de una mujer: El amor haio un hijo”

 Maryam contiene 13 brani compatti e potenti a partire da “Irae Dei” e continuando con “Non culpa”, “Aquel paseo sin no ritorno” e la favolosa ballata acustica “Para siempre” ma come dimenticare “Lagrimas hieladas” e “La ultima cerimonia”. Ma il disco va ascoltato tutto d'un fiato accompagnando la musica ai testi. Un lavoro vario con ottimi arrangiamenti suonato da una band in salute con una formazione ormai stabile e unita.

Nel 2011 la band decide di intraprendere un tour per festeggiare il 15esimo anniversario con una setlist particolare pescando da tutta la propria carriera.

 

Nell'anno seguente, il 2012, i Saurom iniziano a dare in pasto ai loro fans alcuni estratti dal loro prossimo album. Saranno 4 infatti i video ufficiali rilasciati prima dell'uscita di VIDA, quattro videoclip molto belli come sempre partendo da “Cambia el mundo” dedicata a madre terra, e poi le festaiole “Noche de Halloween” e “La leyenda de Gambrinus”. Infine la teatrale “El principe”, brano scritto da Miguel dove il singer andaluso riesce a dare il meglio di sé. Si nota subito un ritorno alle sonorità folk ed un netto distaccamento dalla potenza dei due precedenti dischi. Vida viene pubblicato nel Dicembre del 2012 e per molti è il disco dell'anno. Un lavoro ispiratissimo, magico, dove ogni brano è un autentica gemma. Un disco che trasmette anche grazie ai testi, concetti come il rispetto di madre natura e la bellezza della vita e sentimenti come allegria e tragedia.

Vida è un capolavoro di folk rock, un album da ascoltare fino allo sfiniento che non vi stancherà mai ed è rappresentato al meglio dal menestrello in copertina. Partendo dalla spettacolare opener “Cambia el mundo” passando per “Magia”, “El hada y la luna”, ballata da pelle d'oca, “Se acerca e invierno” unico brano che riporta su territori più power folk, “El cristal” ma davvero, ogni brano meriterebbe di essere citato.

Il tour a supporto di Vida durerà molti mesi portando la band a suonare in America Latina per molte date. Inoltre è da segnalare l'unica data in Italia della band che vola in Sardegna per regalare agli amici sardi uno show indimenticabile il 13 Luglio 2013.