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Federico Orano

Federico Orano

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Trailer dagli Starbynary!

Mercoledì, 30 Novembre 2016 13:21 Pubblicato in News

Al seguente indirizzo potete vedere il primo trailer del nuovo lavoro in casa STARBYNARY!

https://www.youtube.com/watch?v=AJYKvmhBaQw

 

Presto ulteriori info nel sito della band:

www.starbynary.com

Frontiers Music e Live Club sono un'accoppiata vincente lo sa bene chi ha già partecipato ai vari Frontiers Rock Festival negli ultimi tre anni. Era nell'aria che ci sarebbe stata anche una versione “metal” del festival ed infatti la casa discografica partenopea dopo aver messo sotto contratto alcune delle migliori band nostrane in campo power metal (Dgm, Secret Sphere, Trick or Treat e, non finirò mai di ringraziarli, i Labyrinth) ha potuto anche mettere in piedi questo evento di grande spessore.

 

Sette band, tantissimi motivi per non poter mancare a questo festival dove ai gruppi sopra citati si aggiungono i sensazionali Lords of Black dalla Spagna e la combo tedesca Vanden Plas-Primal Fear. Insomma tanta roba e pensandoci un po' potremmo definirlo anche un Power Metal Voice Festival visto la presenza di Tiranti, Luppi, Conti, Basile, Scheepers, Romero ovvero sei dei migliori cantanti del globo terrestre (ma come vedremo anche Andy si è rivelato all'altezza).

 

Ma andiamo con ordine perchè alle 15 precise inizia lo show dei Trick or Treat. L'ultimo loro lavoro, Rabbits Hill pt. 2 a mio parere è forse il disco migliore della loro già importante discografia con una manciata di brani stratosferici. E infatti “Cloudrider”, “United” e la favolosa “The great escape” spaccano dal vivo. I Trick scaldano a dovere il già numeroso pubblico e rispolverano “Girl just wanna have fun” cover piacevolissima e apprezzata da tutti i presenti. Difficile aprire il festival in modo migliore, ho visto dei ToT davvero in forma con i nuovi membri ben inseriti ed una band in palla.

Avevo già avuto modo di vedere all'opera i Lords of Back quest'estate in Spagna e mi avevano fatto un'ottima impressione. La band di Tony Hernando (ex Saratoga) dal vivo trasmette una grande potenza grazie a riff potenti come il granito e la voce portentosa del talentuoso Ronnie Romero. Con brani come “Nothing left to fear”, “Everything you're not” e “Lords of black” la band ha messo a ferro e fuoco il Live di Trezzo uscendo tra gli applausi di un pubblico soddisfatto dalla prestazione del quartetto spagnolo.

Pochissima pausa ed è già tempo della super band romana, i DGM. Da sempre una delle mie band preferite, è la prima occasione per assistere ad un loro concerto da quando è uscito l'ultimo e ottimo “The passage”. Lo show verrà ripreso dalle telecamere così l'atmosfera diventa ancora più carica. Si parte alla grande con “The secret” pezzo mostruoso estratto appunto dal disco uscito da poche settimane. La band è perfetta, ma non occorre neanche dirlo. Cinque grandi musicisti che ormai suonano insieme da anni, una band in costante crescita... insomma i DGM sono dei maestri e la loro performance è intoccabile. L'unica pecca è aver suonato quasi nella sua interezza “The passage” andando a pescare solo due brani dal passato, le immancabili “Reason” e “Hereafter”. “Daydreamer” e “Animal” sono solo un paio dei momenti migliori dello show, per una band che è sempre un piacere per l'anima vedere dal vivo.

Scendono i DGM, salgono i Secret Sphere. La formazione alessandrina fresca di pubblicazione del live album registrato in Giappone, parte puntando forte sull'ultimo “Portrait of a dying heart”. Bisogna aspettare almeno 6-7 brani prima di trovare qualcosa del passato. “Legend” scatena i vecchi fans della band, un brano appunto leggendario. C'è spazio per “The scars that you can't see” mentre nel finale spicca la toccante ballatona “Eternity” e la grandissima “Lady of silence”. Aldo Lonobile ci delizia con i suoi solos e ora restiamo in attesa del nuovo materiale che il grande chitarrista piemontese sta componendo.

C'era curiosità per i Vanden Plas. Band un po' di culto, che non suona spesso dal vivo. La band tedesca è reduce da due ottime release sotto Frontiers naturalmente, i due capitoli firmati “Chroniclos of the immortals”. Ma la scaletta pesca un po' anche dal passato per uno show di gran interesse. Il prog ricercato dei Vanden Plas si discosta un po' dal sound più powereggiante del festival, ma pare che il pubblico abbia gradito. I VP sono precisi dal vivo certo che i loro brani lunghi e sofisticati alla lunga possono un po' assopire parte dell'audience. Detto questo Andy, su cui nutrivo una certa curiosità, si è dimostrato un ottimo singer con il suo timbro molto personale, brani come “Vision 3hee”, “Holes in the sky” e “Christ 0” sono stati davvero piacevoli da ascoltare in versione live. Andy ci ha rivelato a fine concerto che stanno lavorando ad un nuovo lavoro più “vecchio stile” (quindi meno sinfonico) che vedrà la luce l'anno prossimo quindi non resta che attendere.

 

Il momento più atteso della giornata? Senza dubbio si.. tanti sono giunti a Trezzo solo per questo momento. Diversi anche da fuori Italia come un gruppo formato da una decina di ragazzi andalusi con il quale ho cantato per tutto il concerto. “Return to heaven denied” è uno dei dischi più grandi nella storia del power metal melodico. Per quelli della mia generazione è ben più che un capolavoro. In quegli anni 98-99-2000, il mio stereo sputava fuori spesso le note di questo album. In camera tenevo il poster con la band. Mancava poco che tenessi anche il santino di Rob Tyrant nel portafogli.. quindi rivivere quelle emozioni è stato fantastico. Rob con Andrea Cantarelli e Olaf gli unici rimasti di quella formazione storica. Infatti dopo qualche periodo travagliato, qui al Frontiers Metal Fest si presenta anche la nuova formazione dei LABYRINTH con John Macaluso alla batteria che pesta come un animale. E poi il ritorno sulle scene di Oleg Smirnof. E dove c'è Oleg c'è capolavoro, vedi Eldritch e Vision Divine in passato... infine al basso troviamo Nick Mazzucconi. Si parte con “Moonlight”e “New horizons” e tutti a cantare, qualcuno (io compreso) con le lacrime. La band segue la tracklist di Return con “Lady lost in time” (Roberto immenso), “Heaven denied” e “Falling rain”. Ogni nota è al posto giusto, riascoltando anche dal vivo questi brani ci si accorge di quanto immensi siano questi pezzi. Si chiude con “Die for freedom” ma c'è ancora spazio per un paio di brani quindi si pesca “Chapter 1” da quel “Sons of thunder” sempre un po' troppo criticato e poi “In the shade” da “No limits” chiude una performance che resterà negli annali e che potremo presto rivivere su dvd. Non sarà la stessa cosa ma le emozioni non mancheranno lo stesso.

Dopo tutto quello che ci hanno fatto vivere i Labyrinth solo una band di caratura superiore poteva chiudere il festival ancora in salita. I Primal Fear ormai sono una band di quella caratura. Delle macchine da guerra, ogni volta che li vedo dal vivo riescono a trasmettere una carica inaudita. E anche stavolta Ralf e soci sono stati esemplari con i nuovi pezzi (contenuti nell'ultimo “Rulebreaker”) che dal vivo funzionano alla grande. Si parte con “Final embrace” passando tutta la discografia della band fino alle recenti “The end is near”, “Rulebreaker” e “Angel of mercy”. Il bis è tutto per “Fighting the darkness” e “Running the dust”. Applausi applausi e applausi per i PF, una sicurezza sia su disco che dal vivo.

 

Si chiude così una giornata memorabile. Grazie alla Frontiers per averci regalato qualcosa che va oltre un festival; qui si parla di emozioni. Grazie per credere alle nostre talentuose band italiane, come i Labyrinth che senza il supporto dell'etichetta partenopea chissà quando li riavremo risentiti.. La buona partecipazione di pubblico e la soddisfazione generale per un festival riuscito sotto ogni punto di vista, ci dà la speranza che questo possa diventare un appuntamento fisso. Quindi iniziamo pure il fanta FMF pensando alle band che potranno esserci l'anno prossimo (Seveth Wonder con tutto Mercy Falls? Circus Maximus?) e teniamoci liberi per un'altra giornata intensa di grande musica.

*foto a cura di Cesare Macchi*

Manca poco al 30 Ottobre quando si svolgerà il Frontiers Metal Festival che vedrà esibirsi al LIVE di Trezzo band del calibro di Primal Fear, Vanden Plas, Labyrinth, DGM, Secret Sphere, Lords of Black e Trick or Treat. I Labyrinth con la nuova formazione suoneranno il loro capolavoro "Return to heaven denied" nella sua interezza e registreranno il dvd così come i DGM. Impossibile mancare!

https://www.facebook.com/frontiersmetalfestival/?fref=ts

Il tanto atteso giorno dello SPAZIOROCK FESTIVAL è arrivato. Atteso perchè non si vedeva una line-up così, per questo genere, da molti anni, probabilmente da quel Rockin' Field datato 2008 e la scena power italiana ha risposto presente con un Live Club di Trezzo pienissimo. Un vero e proprio party, una celebrazione del genere si potrebbe dire visto che oltre all'esibizione delle band la cosa superlativa era uscire nella parte esterna del locale tra uno show e l'altro e scambiare quattro chiacchiere con vecchi amici e tanti musicisti e addetti ai lavori. Insomma non ci si poteva aspettare di meglio da una giornata all'insegna del power metal.

 

Ma andiamo con ordine visto che alle 16 precise parte il FRIULI COMBO POWER METAL ATTACK con i giovani OVERTURES. Ma giovani non lo sono più diciamoci la verità. La band di Michele Guaitioli ormai calca palchi importanti da anni, pubblica dischi di altissimo livello... insomma non chiamiamo più gli Overtures una promessa ma una grande band in ascesa ma già affermata nel genere. "Artifacts" è il nuovo loro disco da cui vengono estratti tre brani. Favolosa la title track  e "Repetance" . Peccato che nei primi due pezzi i suoni non fossero perfetti e che il tempo per la band con più figaggine del festival (merito di Nicoletta e  Alessia, le due coriste, non tanto di Michele e soci eheh) non ha potuto proporre niente dal favoloso "Entering the maze", penultimo loro disco, e la chiusura come al solito è affidata alla power song "Fly Angel". Tanta voglia di rivederli presto con una scaletta completa!

L'altra band friulana sono gli ELVENKING. Che peccato avere solo un assaggio della loro musica. Si poteva valorizzarli un pò di più (avrebbero sfigurato dopo gli Iron Savior? Io non credo) ma pazienza, con una line up così è normale che alcuni gruppi siano più sacrificati. E forse la band ha risentito di questo. Non che abbia suonato male ci mancherebbe ma li ho visti più in palla altre volte soprattutto Damna che ha anche dovuto combattere con alcuni problemi al microfono. Ma nonostante tutto il loro show è stato pieno zeppo di energia con "Divided heart", "The Loser", "The Scythe" e "Elvenlegions". 

Una pausa brevissima, tempo di una birretta, ci separa dai DOMINE. Che band quella di Enrico Paoli.. E' pazzesco quello che i Domine rappresentano per il metal italiano. Non fanno un disco da anni ma il pubblico li acclama come degli eroi. Questa è pura energia che credo si tramuterà presto in ispirazione per entrare in studio.. Il loro show è pura potenza con una setlist mozzafiato scelta a pennello, visto anche il tempo a disposizione, prediligendo i brani  più brevi e in your face come "Thunderstorm", "The Hurrican Master", "Dragonlord" e "The Ride of the Valkyries". Morby fa tremare i muri e saluta tutti tra le note di "Defender"!

Salgono sul palco gli IRON SAVIOR di Piet Sielk che ci regalano una quarantina di minuti di puro power metal teutonico; riff potenti e ritornelli da cantare quelli della band di amburgo che suona compatta come un macigno e il pubblico apprezza. Difficile arrivare a suonare dopo che i Domine hanno incendiato il palco ma la band tedesca fa il suo lavoro egregiamente con brani come "Way of the blade" e "Gunsmoke" dall'ultimo disco e "Starlight", "Condition Red" e l'inno "Heavy metal never dies" dal passato.

Qualche problema alla chitarra di Mister TURILLI ed un pò di ritardo accumulato in precedenza fa ritardare l'inizio dell'esibizione dei RHAPSODY che si vedranno costretti per questo a tagliare almeno un paio di brani dalla scaletta. Peccato perchè il gruppo di Alle Conti sembrava in palla nonostante la stanchezza accumulata dal recente tour in Sud America in compagnia dei Primal Fear. Scaletta classica per questo tour ma ridotta con "Il cigno nero" e "Rosenkreuz" ad aprire le danze, le immortali "Land of Immortals" e "Unholy Warcry" a scaldare il pubblico e la favolosa "Tormento e passione" per emozionare i presenti. E poi "Demonheart" a chiudere lo show visto che nonostante le continue richieste di Luca e di tutta la band, l'organizzazione è rimasta irrimovibile sulla fine dello show. Peccato..

Il pubblico non ha gradito molto la rinuncia ad un paio di inni targati Rhapsody ma se ne dimentica presto appena salgono sul palco i POWERWOLF. Li ho visti di recente al Leyendas del Rock e sapevo cosa aspettarmi dai lupi tedeschi. uno show superlativo il loro sia perchè i brani si adattano alla grande in sede live sia perchè i 5 musicisti sono davvero bravi ad esaltare il pubblico. E il pubblico italiano che li ha scoperti da poco (mentre in Germania e nell'Europa dell'est la band riempie gli stadi già da qualche anno) si dimostra molto preparato cantando a squarciagola gli inni metallici di "Blessed & Possessed", "Amen & Attack" e "Sacred & Wild". Dal loro piccolo grande capolavoro "Bible of the beast" vengono estratte le solite "Resurrection by Erection" e "Werewolves of Armenia" mentre il finale vede altre super song come "Sanctified With Dynamite" e "We drink your blood". I Powerwolf ci sanno fare ed escono soddisfatti tra gli applausi di un pubblico italiano che li ha supportati alla grande.

Ancora elettrizzati dai Powerwolf arriva l'ora degli STRATOVARIUS. Li vedo così per la terza volta in pochi mese. E onestamente mi sarei aspettato la solita scaletta, buona eh, ma senza grosse sorprese. E invece? E invece dopo la breve intro parte a gran sorpresa una immensa "Speed of light" e subito dopo "Eagleheart", "Phoenix", "SOS", "My Eternal Dream" e "Against the Wind" ma fin qui tutto secondo i piani più o meno. Ma gli Strato di un Kotipelto in formissima ci piazzano altre sorprese che hanno fatto impazzire tutti i presenti. Come non perdere la voce su "Paradise" ad esempio? Ma quello che proprio non mi aspettavo è "Will the Sun Rise?"; WOW! Capisco che la band farà qualche data in Finlandia suonando per intero "Episode" ma non mi aspettavo che ripescasse alcuni brani storici anche per l'occasione. In realtà visto l'andazzo mi stavo abituando bene e già mi gustavo una chiusura con "Forever" e "Father time"...  E invece dopo "Shine in the Dark" e "Black diamond" la band mi ha accontentato solo a metà con la storica ballata "Forever", naturalmente per la gioia di tutto il pubblico. "Umbreakable" (che non riesce a piacermi, sarà per quella tastierina o per quel refrain un pò zuccheroso mah...) e la storica "Hunting high & low" chiudono uno show davvero favoloso per il quintetto finnico.

Sette esibizioni per oltre 8 ore di musica che sono volate. Una giornata intensa e splendida a Trezzo per un festival che speriamo, diventi impegno fisso negli anni a venire. C'è stato qualche problema con i suoni in alcuni show soprattutto per le prime band ma tolto questo, non possiamo che fare i complimenti all'organizzazione. Spaziorock e l'agenzia Truck me hard, che hanno curato l'evento, meritano tutti i nostri applausi per aver fatto riaccendere la fiamma del power metal in Italia!

ps. Mi chiedo solo, ma tutti questi fans del power metal dove sono di solito quando ci sono degli ottimi concerti con 40-50 persone ad assisterli? 

*Foto a cura di Dario Onofrio per Allaroundmetal.com*
Gallery completa qui.

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