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Federico Orano

Federico Orano

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I Mago de Oz diventano sempre più amati e amanti della nostra penisola e dopo il doppio appuntamento estivo dell'anno passato, ricco di soddisfazioni, in questo autunno presentano un vero e proprio mini tour italiano che parte da Udine, più precisamente Tricesimo (anche se per essere precisi la prima data è stata in Sardegna circa un mesetto fa). Il locale, l'Interstate Studio 270 è piccolino ma non è affato male e si adatta bene alla serata che risulterà molto “intima” con non moltissimi presenti ed un atmosfera amichevole tra musicisti e fans.

 

Tutto in orario, alle 21.30 inizia lo show degli Arcana Opera. La band arriva da Vicenza e non avevo mai sentito nulla di loro. Ma sono rimasto sorpreso dall'attitudine della loro performance e anche da un sound potente ed heavy ma impreziosito da tastiere e violino, il tutto con testi in lingua italiana. Una mezz'ora di buona musica, peccato per i suoni non perfetti, ma questa è sinceramente una band da tenere d'occhio e il mio consiglio è di ascoltarvi qualcosa di loro (io son tornato a casa con una copia del loro ultimo lavoro, davvero ben fatto, a nome “De Noir”).

Tocca ai Furor Gallico scaldare definitivamente il pubblico prima degli headliner della serata. Non sono un fan dello screaming e per questo questa band italiana non è mai riuscita a prendermi molto, ma bisogna ammettare che il gruppo milanese ci sa fare, è professionale e riesce a creare ottime atmosfere con il proprio viking folk metal. Peccato che per motivi di tempistiche (penso si sia perso troppo tempo durante il soundcheck) la band abbia potuto proporre solamente 5 brani nei quali è esplosa tutta la loro rabbia sonora tra le note di arpa e violino

I Mago salgono sul palco carichi nonostante una situazione un po' atipica per loro (penso non suonassero in localino così da almeno 20 anni) per riproporre i nuovi brani tratti dall'ultimo e positivo ILUSSIA e naturalmente alcune storiche hits. Si parte con “Pensatorium”, bano super anche dal vivo e “Melodian”, l'accoppiata che apre anche il disco, ma il concerto si accende letteralmente con “Astaroth” e”El cantar de la luna oscura”, quest'ultima davvero un piacere risentirla. Non poteva certo mancare “Hasta que el cuerpo aguante” mentre “Hoy toca ser feliz” fa saltare e divertire tutti i presenti. Per “La viuda de O'Brian” Txus abbandona la batteria per prendere in mano il microfono mentre la ballatona “Desde mi cielo” fa emozionare i presenti con Zeta positivo alla voce.

Quando Patricia prende in mano il ruolo di protagonista assoluta lo fa prima cantando “La leyenda de la Mancha” e poi con un assolo di voce che ha lasciato tutti i presenti con la pelle d'oca. Davvero favolosa la prestazione della piccola singer spagnola, che ogni volta che la vedo dal vivo mi sembra sempre più brava! Dopo la title track dell'ultimo lavoro i Mago salutano i fans ma vengono richiamati a gran voce e con “La costa del silencio” e “Fiesta Pagana” partono i titoli di coda per uno show riuscito, sicuramente diverso dal solito (le altre volte che ho visto la band spagnola, anche in Italia, c'era sempre un audience importante) che dimostra come questi musicisti sappiano rimettersi in gioco, non importa se davanti a 15 mila persone o 150, Txus e soci gettano sudore sul palco con l'obbiettivo di emozionare e far divertire i presenti senza se e senza ma.

Nei prossimi giorni la band sarà impegnata a Lucca, Roma, Brescia e Val d'Aosta quindi non avete scuse, andate a vederli perché queste sono occasioni da sfruttare! Hasta lluego Cabrones!

 

Mago de Oz selist:

Pensatorium

Melodian

Abracadabra

Astaroth

El cantar de la luna oscura

Hoy toca ser feliz

Hasta que el cuerpo aguante

La viuda de O'Brian

Desde mi cielo

Cadaveria

Vuela alto

Ilussia

 

Encore

La costa del silencio

Fiesta pagana

 

Finalmente un evento di tutto rispetto, in campo metal, a Padova! Gli Orphaned Land, visti qualche mese fa ad Alicante, stavolta ci deliziano con il loro tour acustico passando per la storica città veneta, il tutto grazie allo staff del Work in progess anche se il concerto è stato spostato al circolo Mame (in cui non ero mi stato).

 

 

Tralasciando i problemi di tesseramento (non ha torto chi si è lamentato per il dover tesserarsi ad un altro circolo rispetto a quello del Work in progess), bisogna dire che il locale è sinceramente molto carino e accogliente, non molto grande ma adatto a eventi non troppo importanti come questo. Peccato che il pubblico padovano e veneto ho risposto male alla chiamata e i presenti non erano più di una cinquantina. Pazienza, ad aprire la serata si inserisce all'ultimo il chitarrista Luca Mazzotta con il suo progetto Hellfir. Una mezz'oretta di buona musica anche se il guitarman veneto doveva spesso lanciare delle basi di sottofondo ad accompagnare la sua chitarra solista mentre forse avremo preferito qualcosa di acustico in linea con la serata.

 

Il palco viene preparato per il Molllust (le tre elle non son un errore) band tedesca di cui avevo solamente sentito parlare ma non sapevo bene cosa attendermi. 4 donne, 2 ai violini, una al cello, più la leader Janika Groß al piano e voce (lirica of course). E poi alla chitarra e voce l'unica figura maschile dell band con Frank Schumacher. Un misto di musica classica con a tratti amosfere alla Tim Burton e poco metal per questa band che si presenta anch'essa però in versione acustica. Da applausi per la preparazione tecnica, superlativa in particolare proprio Janika, ma onestamente un po' pesante alla lunga e dopo qualche song il rischio sbadiglio era dietro l'angolo. Da riascoltare in versione elettrica, questo è certo.

 

 

Ci aspettavamo gli Orphaned Land subito sul palco invece a scaldare i presenti ci pensa il coro di Stimmgewalt, composto da 3 ragazze e 3 ragazzi. Il gruppo si dimostra molto simpatico e coinvolgente e canta a cappella alcuni brani pescando anche qualcosa da Grave Digger e Van Canto. Dopo la loro esibizione di circa una ventina di minuti, sale sul palco la band israeliana, e il coro si sposta di fianco alla batteria per accompagnare l'esibizione di Kobi e soci. Il prog/heavy etnico degli Orphaned Land ci accompagna per un'oretta abbondante, pescando da quasi ogni album della loro discografia. La musica della band è adattissima a questa versione acustica ed ascoltare brani come “Brothers”, “All is one”, “Building the Ark” e “Sapari” provoca sempre forti emozioni. I musicisti sono precisi e i sei coristi ben si inseriscono nella musica proposta. Nel finale viene ripescata “The Beloved's Cry” dal disco Sahara mentre è immancabile “Norra el Norra (Entering the Ark)” a chiudere lo show tra gli applausi dei presenti.

 

 

Non un concerto memorabile ma interessante ascoltare la band israeliana in un contesto acustico. Una serata molto positiva sperando che Padova ne possa ospitar molte altre in futuro.

 

 

 

Orphaned Land setlist:

 

The Simple Man

 

All Is One

 

Let The Truce Be Known

 

Olat Ha'tamid

 

A'salk

 

Brother

 

Bereft in the Abyss

 

Building the Ark

 

El Meod Na'Ala

 

New Jerusalem

 

Sapari

 

In Thy Never Ending Way

 

 

 

Encore

 

The Beloved's Cry

 

Norra el Norra (Entering the Ark) / Ornaments of Gold

 

 

 

 

 

Serata all'insegna del power metal melodico quella svoltasi lo scorso 21 Ottobre, a Trezzo all'interno del solito magico Live Club dove facevano tappa gli Stratovarius con il loro tour a supporto dell'ultimo e bellissimo Eternal.

Ad aprire la serata troviamo però una band australiana, i Divine Ascension che ci hanno convinto fino ad un certo punto. Il gruppo propone un symphonic power metal con voce femminile abbastanza canonico (ma per fortuna senza voce lirica). La bravura dei musicisti è indubbia e spicca soprattutto il lavoro del bassista ma i brani non hanno accesso i presenti che sono rimasti in attesa del piatto forte della serata. Insomma una band da tener d'occhio ma che attualmente non ci ha entusiasmati.

I Gloryhammer invece potevano vantare diversi fans tra l'audience e infatti il loro show è stato accolto molto calorosamente dal pubblico di Trezzo. I 5 musicisti vestiti coi loro soliti costumi da palco hanno incendiato il Live grazie a brani irresistibili come “Legend of the Astral Hammer”, “The Hollywood Hootsman” e “Angus McFife” e con i loro siparietti ignorantissimi con tanto di martello consegnato a Thomas (il cantante) e incoronazione finale. La prestazione del singer nordico è stata discreta, sappiamo tutti che la sua voce non è il top, ma sono i brani a fare la differenza e coinvolgere il pubblico come “Universe of fire”, già autentica hit estratta dal loro ultimo e favoloso “Space 1992: Rise of the Chaos Wizards”. I 45 minuti a disposizione sono stati davvero spesi bene e la band è uscita tra il boato del pubblico.

 

 

 

Gloryhammer Setlist:

Rise of the Chaos Wizards

Legend of the Astral Hammer

Hail to Crail

Universe on Fire

The Hollywood Hootsman

Angus McFife

Apocalypse 1992

The Unicorn Invasion of Dundee

 

Lo ammetto, non avevo grosse pretese per questo show. Il mio pensiero era: “okey mi riascolto qualche vecchio inno del passato e me ne torno a casa felice”. E ancora “...tanto Kotipelto non è in forma e poi mancano 3/5 di quella formazione magica con cui sono cresciuto....”. Chissà quanti avevano i miei stessi pensieri.. E invece lo show degli Strato è stato molto al di sopra di quello che mi attendevo e mi ha sorpreso in positivo. Una scaletta davvero ottima ed una band ispirata dai tanti presenti hanno contribuito a rendere il concerto davvero riuscito. Se l'apertura è stata affidata naturalmente alla nuova e molto bella “My eternal dream” già con le successive “Eagleheart”, “Against the wind” e “SOS” l'atmosfera si è fatta rovente. Tutti a cantare insieme ad un Timo Kotipelto sicuramente non ai livelli dei tempi d'oro di 15 anni fa ma sicuramente positivo. Seguono “Lost Without a Trace” altro ottimo brano estratto dal nuovo lavoro e poi “Paradise” a sorpresa inserita nella scaletta, “Phoenix” e “Black diamond”, che naturalmente incendiano i presenti. E una nota speciale la merita la lunga suite (intorno ai 10 minuti) contenuta in Eternal, quella “The Lost Saga” già superlativa su disco che anche dal vivo ha un impatto notevole.

Nel bis non poteva certo mancare “Forever” cantata da tutti i presenti e poi “Shine in the Dark” e “Hunting high and low” ha l'onore di chiudere questo splendido show.

 

Davvero una gran serata che riappacifica il melodic power metal con il pubblico italiano vista la presenza massiccia di fans. Per una volta possiamo dire che il tutto è riuscito a 360°, dalle band, all'organizzazione fino alla partecipazione del pubblico (spesso nota dolente). Tutto questo ci fa ben sperare per un ritorno di Timo e soci molto presto!

Stratovarius Setlist:

My Eternal Dream

Eagleheart

Against the Wind

SOS

Bass Solo

Lost Without a Trace

Phoenix

Paradise

The Lost Saga

Black Diamond

Unbreakable

Encore:

Forever

Shine in the Dark

Hunting High and Low

Stratovarius- data unica in Italia!

Lunedì, 05 Ottobre 2015 17:16 Pubblicato in News

Gli STRATOVARIUS tornano in Italia da headliner il 21 Ottobre per una data infuocata al Live Club di Trezzo accompagnati da Gloryhammer e Divine Acension. Di seguito il link dell'evento con tutte le info:

https://www.facebook.com/events/441385662705211/

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