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Federico Orano

Federico Orano

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E' un Legend Club di Milano bello pieno quello che ci accloglie al nostro ingresso. Dopo tutto questa sera ci sono loro, i fuoriclasse del melodic hard rock, gli H.e.a.t, forti del loro ultimo “Into the great unknown”. Ma ad aprire le danze ci pensano altre due band, i Black Diamond ed i Degreed.



Sì parte col party rock dal tocco svizzero per i Black Diamond che riescono bene nel loro compito di scaldare il pubblico con brani tanto banali quanto immediati e divertenti con il singer che si dimostra meritevole quando deve cantare nei momenti più grintosi e nelle parti più “basse” un po' meno in quelle più animate. Simpatici.


Di tutt'altra pasta son fatti i Degreed che al contrario di chi li ha preceduti, portano sul.palco tecnica e potenza con brani di non facile assimilazione. La band punta su riff potenti e la voce roca di Robin Ericsson ma non disegma qualche momento piu melodico e alcune ballatone intense. Avevamo incontrato i Degreed nei loro due dischi da studio che ci erano piaciuti fino a un certo punto. La valutazione viene confermata anche qui; la band è talentuosa, suona alla grande, è abbastanza originale con questo hard rock/metal dalle tinte nordiche (Un ruolo fondamentale ce l'ha il tastierista Mikael Jansson) ma i brani sono fin troppo freddi.


La band capitanata da Erik è una furia e anche questa volta ha letteralmente infuocato il palco del Legend. Un'ora e mezza intensa dove la band ha dimostrato di essere nettamente superiore a tutti i colleghi. La partenza con “Bastard of Society” scalda subito i presenti, ma Erik ha bisogno di scaldarsi un attimo. Tempo 2-3 brani ed è fatta, il giovane biondo singer nordico inizia il suo show trasmettendo una carica ed una adrenalina che non hanno eguali attualmente. Corre, salta sul palco, si tuffa tra la folla, si fa trasportare dal pubblico fino al bancone del bar per concludere “Beg Beg Beg”. E la setlist è spettacolare; dai primi dischi vengono riproposte le indimenticabili “1000 miles” e “Straight for Your Heart” e naturalmente non vengono dimenticati pezzi ormai storici come “In and Out of Trouble” (per la mia gioia!), “Breaking the Silence” e “Inferno”. Ma sono i pezzi nuovi a destare per certi versi maggior interesse. Se su disco per calcuni di essi la band ha scelto una produzione “soft” e quasi pop, dal vivo diventano molto più rock e mi riferisco naturalmente a “Time on Our Side” e “Redefined”. Superlativa la presenza sul palco di Dave Dalone, un piacere ritrovarlo. Se con le due meravigliose ballate (“We rule” e “Eye of th storm”) tutta la platea ha avuto gli occhi lucidi, è con il bis che la band mette fine ad uno show memorabile. “Point of No Return”, “A Shot At Redemption” e “Living on the Run” mandano letteralmente in ecstasy i presenti.

 



Gli H.e.a.t sono una forza della natura, una band che da anni ormai riesce a comporre musica stratosferica e a portarla in giro per i palchi di mezzo mondo con un'adrenalina unica. Se vi siete persi questo show avete commesso un grosso errore ma spero potrete rimediare alquanto prima perchè nel 2018 si prospetta qualche altra data anche nella nostra penisola, parole della band.



Setlist:

Bastard of Society

Emergency

Mannequin Show

Straight for Your Heart

Redefined

Blind Leads the Blind

Into the Great Unknown

1000 Miles

We Rule / Time on Our Side

Beg Beg Beg

Drum Solo

Breaking the Silence

Eye of the Storm

In and Out of Trouble

Best of the Broken

Inferno

Encore:

Point of No Return

A Shot At Redemption

 

Living on the Run

H.e.a.t al Legend Club di Milano

Lunedì, 30 Ottobre 2017 12:30 Pubblicato in News

H.E.A.T. 
A NOVEMBRE UN’UNICA DATA ITALIANA!

GUESTS: degreedBlack Diamonds

05 NOVEMBRE 2017 | LEGEND CLUB | MILANO

A quasi quattro anni di distanza dagli ultimi incredibili show italiani tornano a breve nel nostro paese gli H.E.A.T La band che negli anni 2000 ha fatto rinascere il glam rock si esibirà infatti il prossimo 05 novembre al Legend Club di Milano per un’unica data italiana!

Guests di tutto il tour europeo, e di conseguenza anche della data meneghina, Degreed e Black Diamonds!

Inoltre esce oggi il nuovo ed attesissimo album della band, “Into The Great Unknown”, pubblicato per earMusic. Il disco è il loro quinto album in studio e vede la luce dopo ben un anno e mezzo di intenso songwriting e un viaggio in Thailandia per la fase di registrazione. La band si è infatti recata a Bangkok per registrare presso i Karma Studios, guidati dal pluripremiato produttore Tobias Lindell.

Riguardo la genesi dell’album, Dave Dalone, chitarrista, afferma: “Durante la realizzazione di questo album ci siamo sentiti tutti un po’ come degli astronauti per la prima volta in viaggio verso lo spazio. Siamo entrati in studio dopo un anno e mezzo di pausa, senza sapere quale sarebbe stata la direzione che avremmo intrapreso, senza sapere quale sound sarebbe scaturito dall’album. Ci siamo imbarcati per un viaggio senza sapere con cosa saremmo tornati ma in qualche modo, lungo la strada, i pezzi hanno iniziato ad andare al proprio posto. Le canzoni si sono rivelate più sperimentali rispetto ai precedenti album degli H.E.A.T. Non c’è motivo di rifare lo stesso album più e più volte solo perché funziona. Alla fine vuoi che le canzoni trasmettano tutto il loro potenziale e se questo significa cambiare le regole di un certo genere, piuttosto che intraprendere delle strade sconosciute, allora che sia così.” 

Crash, batterista della band, spiega la scelta del nome: “Il nome ‘Into The Great Uknown’ è adatto all’album per diverse ragioni. L’intenzione di focalizzarci interamente sul songrwiting e di non esibirci prima della pubblicazione è stata una cosa nuova per noi. Non abbiamo mai fatto niente di tutto questo, come fai a non suonare dal vivo per due anni? Facciamo live show da quando siamo ragazzini. Un altro salto nel buio è la musica, senza limiti e con elementi mai sentiti negli H.E.A.T. Inoltre Eric Rivers è scomparso, ‘into the great uknown’ mentre Dave Dalone è ritornato. La cover dell’album è stata creata da un artista russo Vitaly S. Alexius e si ispira allo spazio mistico - la più grande incognita per l’uomo”

Lo show degli H.E.A.T. sarà dunque occasione per ascoltare “Into The Great Uknown” per la prima volta dal vivo su suolo italiano. A rendere ancor più imperdibile la serata la presenza di due guest, come già accennato, Degreed e Black Diamonds.

////////////////////////////////

I Degreed, band hard rock svedese, si formano a Stoccolma più di dieci anni fa, nel lontano 2005. La band acquisisce in fretta numerosi fan e ancor prima di pubblicare l’album di debutto, “Life, love, loss” (2010) si esibisce con lunghi tour in Scandinavia e Germania condividendo il palco con band come Europe, Turbonegro e Millencolin. Il secondo album “We Don’t Belong” esce nel 2013 e viene prodotto da Erik Lidbom, già produttore dell’album di debutto; l’album vede la collaborazione del pluripremiato cantautore Bill Champlin, co-autore di due canzoni e voce in un verso della canzone “In For The Ride”. Il disco viene nominato album del mese da Powerplay Magazine e album dell’anno dal sito rock svedese rocknytt.net.

 

 Nel 2014 la band ha l’occasione di aprire lo show svedese dei Dan Reed Network e di andare in tour con i Machinae Supremacy. A dieci anni dalla loro genesi, nel 2015, pubblicano il terzo album “Dead But Not Forgotten” accolto con ottime recensioni, ma è nel 2016 che la band fa la vera e propria svolta, firmando con Gain/Sony Music per la produzione del disco successivo, il recentissimo “Degreed”. L’omonimo album è stato infatti pubblicato lo scorso 25 agosto, assieme al video del singolo “Animal” disponibile a questo link. 

Riguardo questo disco Mikael Jansson, tastiere, racconta: 
"Il processo di songwriting per questo album è stato mirato ed efficace sin dall’inizio. Abbiamo scritto ben oltre 40 canzoni, registrate ben più di 18. […] Per quanto riguarda il mix, questa volta abbiamo deciso di intraprendere una strada diversa, siamo un po’ maniaci del controllo. L’ultimo album lo abbiamo realizzato senza alcun tipo di aiuto esterno ed eravamo terribilmente soddisfatti del risultato che aver permesso a qualcuno di mixare questo album è stato un vero e proprio cambiamento ma siamo lieti del risultato. Per quanto riguarda le registrazioni, abbiamo pensato che avremmo creato una sorta di pace creativa e spirituale andando a registrare nella casa di infanzia di Robin e Mat a Kopparberg. In parte per essere in grado di focalizzarci al 100% su noi stessi e poi per minimizzare le distrazioni. Il tutto è risultato, come sempre, in tante risate, un sacco di birre e di musica straordinaria.”

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Black Diamonds: jeans attillati, tanta lacca e soprattutto tanto rock’n’roll direttamente dalla Svizzera! Dopo la pubblicazione di “Perfect Sin” (2013) la band è stata on the road per ben due anni per il “Perfect Swiss Tour” girando tutta la Svizzera e vari territori limitrofi. Dopo esibizioni in numerosi club ed apparizioni nelle line-up di più di 30 festival, i Black Diamonds tornano nel 2017 con un nuovo disco “Once Upon A Tme” pubblicato per l’etichetta tedesca AOR Heaven. L’album è una “favola hard rock” dal groove accattivante, con riff potenti e ritornelli molto melodici ed orecchiabili.

Di seguito i dettagli dello show:

H.E.A.T.
Guests: Degreed, Black Diamonds
05 novembre 2017
LEGEND CLUB | MILANO
Ingresso in prevendita 20,00 € + d.d.p.
Prevendite disponibili da lunedì 11 settembre alle ore 10.00 sui circuiti Ticketone, Mailticket, Vivaticket e Bookingshow.

Stratovarius - “Visions Show” @Alcatraz (MI) 22/10/2017

Mercoledì, 25 Ottobre 2017 12:23 Pubblicato in Live Report

 

Un concerto imperdibile quello di Domenica scorsa nel tempio del metal italiano, l'Alcatraz di via Valtellina, a Milano. Sì perchè gli Stratovarius hanno scelto l'Italia per l'unico show mondiale dove riproporre per intero il loro album più memorabile, quel VISIONS che usciva esattamente 2 decadi fa.

 

Insomma ogni fans nuovo e vecchio della band finnica non poteva perdersi questa occasione ed infatti la platea poteva vantare un ottimo mix di metallari esperti e giovani virgulti; è anche questo il bello della nostra musica, capace di unire diverse generazioni. Nessuna band di supporto solamente tanta attesa per il quintetto finnico e nell'attesa il dibattito tra i presenti prendeva pieghe fantozziane: “Pare che suoneranno 2 ore e mezza!!!”, “Inizieranno con Visions o lo terranno per la fine?”, “Scommetto quello che vuoi che suoneranno anche Destiny stasera” etc etc

 

Insomma alle 21 precise il tempo di fantasticare era finito perchè dopo una breve intro (durante la quale ho rivissuto tanti ricordi legati agli Strato) il mid tempo più famoso di Kotipelto e soci apre le danze: Kiss of Judas. Giusto il tempo di sistemare un po' i suoni e Jens Johansson da il via al brano più rappresentativo di una carriera lunghissima, Black Diamond. La band è in forma e carica, i problemi di un paio di settimane prima alla voce di Timo sembrano superati. Il biondo singer nordico ci regalerà una prestazione più che buona. Ma se proprio vogliamo dirla tutta, Timo potrebbe anche riposarsi visto che il pubblico canta a squarciagola ogni singola parola. Forever Free è una mazzata mentre Before the Winter fa emozionare più di qualche presente. Legions è un altro pezzo che esalta e il pogo non si fa attendere. La sottovalutata The abyss of your eyes lascia spazio alla strumentale Holy Light eseguita alla perfezione da Matias Kupiainen e company. Il chitarrista scandinavo ripropone alla perfezione gli assoli originali e anche se vedere lì, sopra quel palco, Timo Tolkki avrebbe avuto tutto un altro impatto, non possiamo che apprezzare le sue doti. Paradise è un'altra hit assoluta, storicamente tra le più apprezzate qui in Italia così come Coming Home che forse ha fatto scendere qualche lacrimuccia. Ma è la title track, quella Visions (southern cross) a mandare in ecstasy tutti i presenti.

 

La band saluta il pubblico ma richiamata a gran voce torna presto sul palco e a sorpresa parte una Forever dove naturalmente la voce di Timo viene sovrastata da un migliaio di persone che in quel momento si sentono i migliori singer della storia! Pelle d'oca...

Dalla discografia più recente vengono riproposte Shine in the Dark e Unbreakable mentre a chiudere ci pensa come sempre Hunting high and low.

 

Visions ha cambiato la storia del power metal esattamente 20 anni fa e Domenica siamo tornati tutti più giovani. Una serata che ricorderemo per sempre.

 

 

(foto by Cesare Metalshow)

 

SETLIST

The Kiss of Judas

Black Diamond

Forever Free

Before the Winter

Legions

The Abyss of Your Eyes

Holy Light

Paradise

Coming Home

Visions (Southern Cross)

 

Encore:

Forever

Shine in the Dark

Unbreakable

 

Hunting High and Low

Dietro le quinte del Leyendas del Rock in quel di Villena abbiamo intervistato Oscar, chitarrista e leader degli Hammerfall. Ecco a voi la nostra chiaccherata.

 

Ciao Oscar è un gran piacere incontrarti. Fa un po' caldino qui in Spagna vero?

Ciao! Per fortuna è abbastanza sopportabile oggi, sono stato in Grecia la settimana scorsa in vacanza e ho trovato temperature oltre i 40 gradi.

 

 

L'ultima volta vi ho visti era proprio al Leyendas del Rock 3 anni fa. Cosa ricordi di quel concerto? E che differenze trovi, se esistono, tra l'audiece italiana e spagnola.

Non ricordo molto dell'anno 2014, la mia ragazza aspettava il nostro primo bambino, che è nato un paio di settimane dopo, quindi la mia mente era completamente concetrata li.

Per quanto riguarda il pubblico tra quello italiano e spagnolo c'è davvero poca differenza; considero i fans portoghesi, spagnoli, italiani e greci molto simili, come quelli del Sud America. Voi siete molto caldi, cantate a gran voce tutti i brani. I fans del nord Europa sono anche loro appassionati ma lo dimostrano meno. E' per questo che noi amiamo suonare nei vostri paesi.

 

Il vostro nuovo lavoro “Built to last” è ormai fuori da parecchi mesi; un lavoro che mi ha soddisfatto e mi riporta al sound dei primi dischi. Siete soddisfatti della risposta dei fans e del tour che avete fatto con Gloryhammer e Lancer?

E' stato tremendo. Quando fai uscire un nuovo disco non sa mai cosa può dire la gente, hai solo delle sensazioni. Ma siamo stati accolti alla grande dappertutto e ai nostri fans sono piaciute molto le nuove composizioni. Son convinto che la produzione sia perfetta per questi brani, tira fuori tutta la potenza che volevamo. Inoltre penso che una marcia in più la dia Joacim; ha 47 anni ma a differenza di tanti altri singers che con gli anni mostrano qualche difficoltà, lui migliora di anno in anno. Quindi penso sia un lavoro che soddisfa noi prima di tutto.

 

Sei il songwriter principale della band. Come nasce un vostro brano? Parti da un riff o da una melodia vocale?

Entrambe, spesso da un riff con un intro o col riff principale, talvolta con una melodia. L'ispirazione arriva da tante cose, quando sono rilassato scrivo le cose migliori, magari sotto la doccia o portando a spasso il cane. Così quando mi viene in mente qualcosa dico “wow questa funziona!” e lo registro col mio telefono per poi lavorarci con calma.

Pensa che per il nuovo disco ho trovato tantissima ispirazione da tutte le canzoni da bambini che ascolto anche senza volerlo con mio figlio per ore. E così anche mentre guido mi sono venute in mente alcune ottime idee e melodie molto “catchy”.

 

Tu e Joacim siete insieme da oltre 20 anni, è un rapporto speciale tra voi due?

Ci rispettiamo molto a vicenda, questa è la cosa principale. Gli Hammerfall sono la cosa più importante della mia vita e per lui è lo stesso. Abbiamo avuto la stessa visione vent'anni fa e continuiamo ad avercela. Facciamo esattamente ciò che ci piace senza compromessi.

Abbiamo avuto qualche alto e basso come è normale che sia ma quello che ci porta avanti è la passione per questa musica e gli Hammerfall e ci reputiamo fortunati di suonare assieme.

 

Joacim ha pubblicato un disco solista anni fa, tu ci hai mai pensato?

No mai, se dovessi scrivere un album solista dovrebbe essere qualcosa di abbastanza diverso da quello che faccio con la mia band. Ma la musica che mi piace la suono già con gli Hammerfall. A dire il vero da qualche anno ho riformato una mia vecchia band con cui suonavo negli anni 90 si tratta di una death metal band chiamata Ceremonial Oath e ci divertiamo a suonare insieme, abbiamo fatto anche qualche data in Svezia.

 

Mi ricordo quando ero giovane un gran tour con i Labyrinth in Italia, suonaste anche a Venezia. Eravate due giovani band pronte a espelodere.

Sono passati così tanti tour dopo di quello, non ricordo molto. Avevamo fatto 5 date da voi. Venivamo da 2 settimane intense di registrazione poi abbiamo iniziato il tour per 5 settimane e poi siamo volati direttamente in Nord America per fare un tour anche li. Ricordo che ci siamo divertiti ma si tratta di 20 anni fa (risate).

 

Che ci puoi dire dei futuri piani della band? Nel 2018 ci sarà il ventennale di Legacy of Kings, pensate di fare qualcosa a riguardo?

No non faremo nulla, non possiamo festeggiare ogni anniversario e onestamente ora non ne abbiamo bisogno. I nostri piani sono quelli di suonare solo una volta nel 2018, abbiamo fissato un festival in Germania, perchè vogliamo concentrarci nel songwriting per il nuovo album. Ci troveremo con la nostra label nelle prossime settimane proprio per mettere giù tutti i dettagli per la nostra nuova release.

 

Bene grazie mille Oscar e a presto allora con un nuovo disco!

 

Grazie a voi, un saluto ai fans italiani!

 

(foto by Cesare Metalshow)

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