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Federico Orano

Federico Orano

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Leyendas del Rock 2017 - 12° edizione

Martedì, 22 Agosto 2017 09:39 Pubblicato in Live Report

Leyendas del Rock 12° edizione

Villena (Alicante)

9-12 Agosto 2017

 

Nuova edizione del festival spagnolo per eccellenza, arrivato quest'anno alla 12esima edizione. Un festival che ė diventato negli anni sempre piu grande ed internazionale ma che lascia sempre gran spazio alle band nazionali. Un appuntamento di 4 giorni a misura di metal fan perché ė il fan che compra il biglietto (davvero economico tra l'altro) e che tiene in vita questo evento. E per il fan ci sono a disposizione il camping gratuito, la piscina e tanti altri aspetti tutt'altro che banali che rendono questo festival un piacere. Perché la gente qui viene con le famiglie, con bambini, per divertirsi, per bere una birra con amici (6 euro per un litro o 2 euro la piccola) e guardare le esibizioni delle proprie bands. Insomma io amo il Leyendas del Rock per questa atmosfera rilassata nonostante si arrivi fino a 18-19 mila presenze giornaliere.

 

Eccovi di seguito i report giorno per giorno:

 

MERCOLEDÌ

La giornata di benvenuto da quest'anno rimane gratuita per chi ha comprato l'abbonamento dei tre giorni al festival mentre diventa a pagamento (a soli 5 euro), per chi invece vuole assistere alla serata singola. Serata che merita anche se la partenza ė a toni bassi con il tributo ai Metallica dei METALLICA TRIBUTO e la prestazione della buona violinista JUDITH MATHEO che ripropone classici del Rock metal con il suo violino (e con tante basi registrate). E piuttosto trascurabile ė anche il rock delle THUNDER MOTHER, cinque ragazze svedesi con tanta attitudine ma non troppa classe. Insomma si poteva anche iniziare meglio. E per meglio non dico come gli ANGELES APATRIDA che subito dopo hanno messo a ferro e fuoco il festival con il loro thrash metal tecnico e old school. Davvero notevole la loro prestazione spinta da un pubblico che inizia ad entrare in clima festival. Buona anche la prestazione dei LAST IN LINE che ripropongono pezzi storici di DIO e naturalmente catturano tutti i presenti con i brani più immortali come “Holy diver”. Molto coinvolgente anche la prestazione dei BRITISH LION di Steve Harris, band che attendevo con curiosità non avendoli mai visti dal vivo ma avendoli apprezzati su disco. Pollice alzato per loro ma sarà con MEDINA AZAHARA, AMON AMARTI e SAUROM che il festival si infiamma sul serio iniziando a diventare davvero LEGGENDARIO. I vichinghi nordici sono delle macchine sul palco e divertono i loro fans con i brani più rappresentativi. Un sound massiccio che si scaglia violentemente su tutti i presenti e una forte componente scenica per brani come "War of the gods" e "Raise your horns". I Medina Azahara non resteranno forse impressi nella storia di questa edizione ma la loro prestazione è decisamente positiva, alternando i brani più recenti, su tutti “Necesito respirar”, a quelli più storici come “Granada” e “Todo tiene su fin”. Infine tocca ai SAUROM come sempre a chiudere la serata ma stavolta la prima e non l'ultima del festival. Uno show esagerato che vedrà quasi 100 persone sopra il palco tra componenti della band, un intero coro, giullari, giocolieri, trampolieri etc. Una scaletta che ripercorre tutta la carriera della band ed un pubblico visibilmente commosso per brani come “Cambia el mundo”, “El circulo juglar”, “La musa y el espirito” e infine una incredibile versione dell'imponente “Se acerca el nvierno”. Immensi!

 

GIOVEDÌ

Dopo una paella di tutto rispetto ci fiondiamo al festival per vedere all' opera i STEVE SEAGULLS. Come immaginato a tavola la band nordica ė piuttosto trascurabile ed ė difficile capire la sua presenza nello stage principale. I 5 musicisti ripropongono delle songs storiche (tra metal e hard rock) riviste con strumenti come mandolino e cello. Vabbè passiamo oltre, al terzo palco che viene inaugurato dagli AND THEN SHE CAME. Un sound moderno con voce femminile che mi ha ricordato i Delain (ma con molta meno classe). Risultato solo discreto; in un genere così inflazionato ė dura farsi riconoscere. Loro puntano su riff potenti accompagnati da diverse basi registrate e la buona voce della singer di origini orientali. Tocca agli INSOMNIUM con il loro death metal granitico come il loro show; davvero un pugno in faccia per ogni spettatore con riff pesanti ma anche bei solos e la voce growl. Intanto il palco MARK REALE riporta on stage i TIGRES storica band spagnola con un paio di dischi alle spalle datati anni 80. Un hard rock classico il loro, senza fronzoli, che ha tenuto coinvolti i presenti tra cui naturalmente molti spagnoli della vecchia scuola. Intanto sul palco principale gli ALESTORM fanno il loro show con tanto pirate metal potente ed ignorante. Il folto pubblico pare apprezzare, il sottoscritto un pò meno. Me ne torno al Mark Reale stage perché iniziano gli attesi HITTEN giovane e promettente band di casa, Murcia. Partono forti i nostri con tanta grinta ed il loro approccio molto 80s. Ė grazie a queste band che la scena spagnola può sorridere pensando al futuro. Intanto Peavy dall'altra parte detta legge con il suo power teutonico. Forti dell'ultimo disco appena uscito "Seasons of the black" ma con tante hist del passato come "Black in mind", "End of all days" e naturalmente "Higher Than the sky". Come sempre una sicurezza. Tocca a Simone e ai suoi EPICA e anche loro non sbagliano un colpo. Anni e anni di grandi tour d'altronde vorrà pur dire qualcosa e la band pesca da tutta la propria discografia per uno show che ha soddisfatto tutti. E' così il turno dei BLIND GUARDIAN che dimostrano di essere una spanna sopra tutti con un altro concerto magistrale dopo quello di Milano. Sempre molti pezzi da "Imaginations" Dove spicca la title track e "And the story ends". Naturalmente chiudono lo show "Bard's song" cantata da tutti e "Mirror mirror". Hansi e soci escono tra il boato del pubblico mentre si preparano gli ARCH ENEMY. Altra band che ė una sicurezza e infatti il loro show ė un macigno vero e proprio che il pubblico riceve esaltandosi al massimo. Riff spaccaossa e la voce della bella Alissa  capace di elettrizzante. In contemporanea i MASTERPLAN sono sul palco minore ma davanti ad una audience notevole. Un discreto show il loro, con tanto impegno ma senza esaltare troppo nonostante un Rick Altzi che ci mette l'anima (con qualche estratto anche dall'era Helloween con "Than chance"). Dopo di loro ascoltiamo qualcosa dei RAVEN onesti come sempre ma aspettiamo i CYCLON altra nuova leva spagnola di notevole freschezza. Il loro show appassiona come al solito con brani classic metal e una forte attitudine live con tanto di uomini mascherati sul palco per enfatizzare i testi delle canzoni. Chiude la serata lo show degli OBUS davvero notevoli con un pubblico molto presente in ogni senso. La storica band hard rock spagnola mostra una presenza sul palco da grandissima band con un finale davvero spettacolare!  

 

 

 VENERDÌ

Sveglia puntata prestissimo (si le 11 in Spagna corrispondono a prestissimo, l'alba praticamente) perché non ci si può certo perdere il live acustico degli AVALANCH nella piazza centrale di Villena. Arrivo con calma per avere un posto in prima fila e ne ė valsa la pena, eccome. Alberto alla chitarra e Israel alla voce ci emozionano con brani come "El hijo prodigo" (lacrimuccia inclusa), "Xana", "Papel roto" e "Cambaral". La piazza quasi pienissima non può che cantare ed applaudire questa bellissima prestazione. Tempo di pranzare e si parte sul serio con i PRIMAL FEAR una vera e propria sicurezza con una scaletta simile alle ultime uscite, dove li abbiamo potuti ammirare un paio di volte anche qui in Italia. Intanto i nostri ELVENKING aprono lo scenario Mark Reale riempiendolo di fans scatenati che cantano con loro. La band senza Aydan (problemi con il volo aereo) riesce comunque ad offrire uno show di alto livello spinti dall'energia di Damna e dai suoi compagni. Orgoglio tricolore part one! Gli AMARANTHE nell'altro stage intanto fanno la loro divertendo i presenti con l'affascinante Elyze e i loro brani disco/metal che dopo i tempi degli esordi mi hanno un po' stancato. Sono un'autentica sicurezza i sempre verdi OVERKILL dopo decenni di storia alle spalle. Show esemplare il loro.con grinta da vendere. Faccio appena in tempo a vedere la buonissima partenza dei FIREWIND nel palco piccolo (ma praticamente pieno) che devo scappare per non perdermi gli UFO dall'altra parte (maledetta contemporaneità!). La storica band inglese ci fa fare un salto negli anni 70 e 80 dimostrando di saperci fare nonostante gli anni che passano. "Doctor doctor" chiude lo show con tutti i presenti partecipi a muoversi e cantare. Si entra nel vivo con gli HAMMERFALL dopo il loro ultimo "Built to last" la band sembra essere tornata ai fasti del passato e anche live sembrano in gran forma. Una hit dietro l'altra che hanno steso il pubblico ed è da segnalare un bel medley parzialmente strumentale che ha ripercorso il disco di debutto Glory to the brave, tranne ahimė la title track che non dovrebbe mai mancare. Tocca agli headliner, attesissimi da tutti, e parlo dei MEGADETH. Prestazione davvero ottima la loro condita da uno scenario ricco di effetti speciali dati dai maxischermi posti dietro la band. Un concertone davvero che si chiude con “Symphony of destruction” e “Holy wars”! Si continua con le marce alte e gli eroi nazionali dei WARCRY. Scaletta tutta nuova con i brani del loro ultimo “Donde el silencio se rompio”. I pezzi nuovi piacciono come “Resistencia” e “Soy yo” e uniti alle storiche hits come “Hoy gano yo” e “Ardo por dientro” compongono una setlist davvero molto buona. Dopo di loro ROOTS la nuova band dei fratelli Cavalera. Il concerto era atteso da tutti i metalhead che sono cresciuti con un disco come “Roots”. Insomma i Cavalera non hanno deluso. Una scarica di cattiveria con “Roots bloody roots” e “Ratamahatta” che ha scosso l'intero Leyendas del rock. Ma il livello rimane ancora altissimo con gli AVALANCH, che ripropongono l'intero loro capolavoro “El angel caido”. Una prestazione esemplare, il pubblico canta, è partecipe. Una prestazione da ricordare e che si chiude con “Torquemada” richiesta a gran voce da tutti i presenti.

 

 

 SABATO

Che l'ultima giornata del festival fosse notevole era lecito aspettarselo ma probabilmente tutto ė andato anche oltre le attese. Visto il gran galà di band che sfoggiavano nei palchi principali siamo stati un po assenti dal Mark Reale stage ma lungo la via per arrivare all'area concerti sono riuscito ad assistere al finale dello show degli STRANGERS nel piccolo palco del camping. Un aor purissimo il loro tra pezzi propri e qualche cover (Journey), I presenti si sono divertiti non poco. Tempo di entrare nell'area concerti e tocca subito agli ECLIPSE, band molto attesa visto che nonostante il sole cocente, il pubblico ė già ben presente. La band parte forte con una setlist incentrata sugli ultimi 3 dischi. Come sempre potenza e melodie che si fondono alla grande nel melodic hard rock dove spiccano però su tutte "Emergency" e "Blood of my enemies". Scaldato il pubblico a dovere tocca ai TANKARD fare il resto. Ma l'esperienza degli storici thrasher tedeschi conta eccome e la band conquista il proprio pubblico con la solita dose massiccia di potenza e grezzume. Continua forte la carrellata di grandi bands con i BATTLE BEAST la nuova sensazionale band nordica che fa cantare e saltare tutti i presenti con brani come "Black ninja", "Bastard son of Odin" e "Beyond the Burning Skies" con Noora semplicemente fantastica on stage. Tiriamo il fiato? Certo che no! tocca già ai SARATOGA una band che sa come dosare l'heavy metal ai propri fans. Tete Novoa sempre più palestrato fa vibrare l'intera area concerti mentre i suoi compagni tirano dritti per la loro strada. Concerto esemplare.Non vedevo l'ora di vedere dal vivo i MAGNUM e finalmente il mio sogno si può avverare grazie al Leyendas. Sapranno anche dal vivo risultare immortali come che su disco? Direi di si... certo Bob mostra fisicamente tutti i suoi anni ma quella voce ė ancora capace di trasmettere forti emozioni. E poi Tony Clarkin la mente della band, non cambia mai espressione durante tutto il concerto ma regala splendide note e poi si lascia andare ad un sorriso finale. Songs come "on a storyteller night" e "Vigilante" sono brani che han fatto la storia ed il finale con "When the world Came down" mi ha fatto scendere qualche lacrimuccia. Neanche il tempo di riprendersi che partono i nostri RHAPSODY REUNION. Li avevo visti un mesetto fa e avevo voglia di rivederli ma non mi sarei aspettato un concerto cosi! Senza dubbio una delle migliori performance dell'intero festival: grandi songs, pubblico caldissimo, band in gran spolvero. Insomma uno show perfetto ripercorrendo "Symphony of enchanted lands" e i primi dischi della band. Pensavo che il top della giornata fosse passato e invece i SABATON han fatto sul serio. Ultimamente mi hanno parecchio stancato ma bisogna ammettere che questi ragazzi dal vivo spaccano di brutto. Hanno un'attitudine live mostruosa supportata da uno scenario spettacolare con tanto di carroarmato sul palco. Insomma il loro show è spettacolo puro e figurarsi se gli spagnoli non sarebbero impazziti per loro! Dopo di loro i LUJURIA con il solito loro show provocatorio ed un Oscar che ci fa scappare anche qualche sorriso. Orgoglio italiano quando il nostro amico Cesare viene premiato sul palco per la sua fedeltà al festival e al metallo spagnolo. Infine come chiusura definitiva salgono sul palco i TIERRA SANTA. Un'ora senza pause, con tutte le hits della loro discografia, uno show fenomenale per Angel e soci, senza dubbio una delle performance migliori del festival con “Legendario”, “El baston del diablo” e “La cancion del pirata”. Grandissimi!

 

 

CONCLUSIONI:

Come ogni anno tutto si ė svolto nel migliore dei modi, nessun ritardo, ambiente tranquillo, tanti sorrisi ed applausi. Gli headliner di questa edizione di sono rivelati tali, con degli show di gran spessore ma anche le band di casa sono state notevoli sia le più giovani (Hitten, Cyclon..) sia quelle storiche (Obus, WarCry, Tierra Santa, Avalanch). Aspettiamo quindi con ansia la prossima edizione che vede già alcune conferme di peso come Doro per uno schow esclusivo per i 30 anni di “Triumph and agony” e i Nightwish.

In alto i calici per Marcos organizzatore del festival e tutti quelli che ci hanno lavorato e SIEMPRE LEYENDAS!

ps. si ringrazia per le foto l'amico Cesare Macchi.

 

 

 

 

 

Come di consuetudine durante il Leyendas del Rock, storico festival spagnolo, vengono già annunciate in anteprima alcune band che faranno parte della line-up nell'edizione successiva.

Questa volta possiamo trovare già grandi nomi come Nightwish e Doro (per l'anniversario di Triumph and agony) oltre che Sepultura, Sonata Arctica, Freedom Call...

Le date saranno 8-9-10-11 Agosto, sempre naturalmente a Villena vicino Alicante

https://www.facebook.com/LeyendasdelRockFestival/

Novità nella line-up degli Starbinary

Martedì, 15 Agosto 2017 09:46 Pubblicato in News
Riceviamo e pubblichiamo:
 
Siamo lieti e orgogliosi di annunciare l'ingresso nella Starbynary "family" del grandissimo 
batterista Alfonso Mocerino (Balletto di Bronzo,Temperance e Nebulae) !
Cogliamo l'occasione per ringraziare Andrea Janko per l'ottimo lavoro fatto insieme.
Rimanete sintonizzate che ci saranno altre novità nelle prossime settimane.

 

www.starbynary.com

 

Durante la Festa dell'Unicorno a Vinci, in occasione del live dei Rhapsody Reunion, abbiamo avuto l'occasione di incontrare Luca Turilli per un'interessante intervista tra passato e futuro dei Rhapsody e del chitarrista triestino.

 

Ciao Luca è un piacere ritrovarti. Questa nuova avventura coi Rhapsody Reunion vi sta portando in giro per il mondo e le prime date vi hanno dato grosse soddisfazioni. Cosa ci puoi raccontare di questo inizio? Qualche particolare sui fans sudamericani da sempre molto attaccati alla band?

E' stato fantastico e quasi inaspettato per certi versi anche perchè dopo tanti anni, lo split e ora la reunion per il ventennale non ci aspettavamo tutto questo affetto.

Tra l'altro è incredibile perchè all'inizio neanche lo sapevo fosse questo l'anno del ventennale, quando mi è stato proposto di fare qualcosa ho risposto “Non so, vediamo, ora ho la mia band”... Ma poi ho detto siamo nel 2017 cosi ho parlato con Fabio e ci siamo messi d'accordo. Peccato che Alex non abbia partecipato.. ci dispiace non averlo con noi e così c'è stata questa decisione presa a tavolino di non prendere un tastierista per questo tour, come forma di rispetto. Comunque abbiamo sempre avuto il 90% delle tastiere in samples. Chiaro che per la presenza fisica ci dispiace comunque tornando al discorso di prima è stato un successone dappertutto, sold out ovunque.. il Sud America ci ha sempre considerati benissimo, ma ci siamo trovati con più gente di quanta ne avevamo prima. L'effetto reunion è stato formidabile quindi ora continuiamo finchè c'è interesse, pensiamo di andare avanti fino a Marzo del prossimo anno. Ci siamo mossi tardi tra una cosa e l'altra e così quando abbiamo deciso di intraprendere questa avventura comunque, nonostante l'assenza di Alex, abbiamo perso qualche festival. Però c'è l'interesse di qualche promoter così probabilmente finiremo con qualche club show europeo per terminare il tour. E così finirà tutto.

 

 

Ecco appunto, proprio qui ti volevo. Non c'è la possibilità come per successo per i Rage con Peavy di portare avanti entrambe le band: coi Rhapsody Reuniun facendo dischi in stile primi Rhapsody e coi LT Rhapsody continuare il tuo sound cinematografico?

No perchè il concetto è proprio di celebrare questo genere che ci ha dato tanto in questi anni ma adesso io faccio altre cose. Poi questo non vuol dire che non lavorerò più con Fabio anzi ritengo Fabio uno dei più grandi cantanti in circolazione e sento che c'è interesse per qualche nuovo progetto con lui, ma parliamo di cose nuove, parliamo di progetti di rock sinfonico alla Queen, voglio fare qualcosa di diverso con lui. Lo vedo più come un cantante alla Freddie Mercury che gli puoi comporre qualsiasi cosa.

Ma il genere che andiamo a celebrare stasera no, ora sto componendo altre cose, sarebbe come un ritorno al passato, come un passo indietro

Abbiamo dato quello che abbiamo dato in questo genere, il massimo che potevamo dare e adesso ci poniamo verso altri orizzonti.

I fans a volte vorrebbero la ripetizione di certe cose ma l'artista se è un vero artista parla attraverso l'arte. Sai per ogni album passano 2-3 anche 4 anni, per cui ora che comincio ad essere adulto ti rendi conto che ogni disco è un passo importante della tua vita, non come da giovane che pensi di essere immortale, quindi dosi le cose, le calcoli bene per cui ogni album che voglio fare deve soddisfare il mio cuore e la mia anima altrimenti non ha senso perdere 5 anni di vita per qualcosa in cui non credo e che faccio solo per fare un piacere a qualcuno. E' qualcosa che fai per te stesso altrimenti se facessi musica commerciale farei qualcosa alla David Guetta per intascare soldi, per far contenti tutti invece no. Poi sei contento se il tuo prodotto piace a tanta gente però l'artista deve sempre soddisfare il proprio cuore e la propria anima.

 

Si celebrano 20 anni di Rhapsody. Ti saresti mai aspettato all'inizio di ottenere così tanto successo, di influenzare un'intera generazione. Noi siamo cresciuti con “Legendary tales” e “Symphony of enchanted lands”, ci avete segnato l'adolescenza e tutta la vita.

Questo è bellissimo, sai all'inizio siamo venuti su partendo dalla realtà piccola triestina e poi passando subito trasversalmente all'estero senza passare per conoscenze o per il mercato italiano. Non avevamo nessun contatto siamo partiti da ragazzini ascoltando i dischi di Helloween, Blind Guardian etc e copiando dai loro booklet gli indirizzi delle case discografiche per spedire i nostri demo. Roadrunner Records e tutte quelle grandi case discografiche e su 20 pacchetti abbiamo ricevuto solo due risposte, tanti sono anche tornati indietro perchè probabilmente abbiamo anche sbagliato qualche indirizzo. Due manager tra l'altro ci hanno risposto, uno era Limb e un altro manager. Noi scegliemmo Limb che era relazionato ad alcune band che amavamo in quel periodo e così abbiamo cominciato. Ci è arrivato questo contratto via fax. Eravamo eccitatissimi con questo foglio che si materializzava davanti ai nostri occhi (all'epoca naturalmente non c'era internet) con qualche frase importante. Quindi siamo entrati subito in questa realtà importante di botto e cosi non ci siamo neanche goduti il fatto di questo successo. Poi all'inizio anche a livello contrattuale non godi del successo economico è più uno sfruttamento.. ci può stare un po' come nei talent show che ci sono ora. Trovano il talento, investono su di te però all'inizio sei sfruttato. Se riesci poi a mantenere la tua nomea, la tua fama nonostante il primo contratto allora puoi esplodere come abbiamo alcuni casi nazionali, vedi Mengoni e tanti altri resistiti al fattore talent. Per noi è stato così all'inizio quando ci hanno detto avete venduto 70 mila copie nelle prime 3 settimane col primo album noi dicevamo “Boh, è bene o male?”. Sapevamo di questi Helloween che vendevano milioni di copie con i Keepers.. Poi col secondo album dove abbiamo raggiunto 200mila copie in poco tempo abbiamo capito che stava succedendo qualcosa anche perchè poi i giornalisti come te cominciavano a parlare di noi dicendo che nascevano tante band influenzate dal nostro sound etc.. Vuol dire che la voce si sparge, così ad un certo punto abbiamo detto “qualcosa di buono stiamo facendo”.

 

 

Quindi già dai primi tempi, quelli dei Thudercross, la vostra idea era quella di creare questo sound sinfonico ed epico?

Epico! Perchè noi venivamo dagli Helloween per la melodia e Manowar per l'epicità.. Sai agli inizi, ai tempi dei Thundercross ero addirittura io il cantate ma avevamo già alcuni pezzi come “Land of immortals”. Onestamente inizialmente io ascoltavo Duran Duran, Pet Shop Boys. neanche ascoltavo l'heavy metal. Poi sono arrivati gli Europe. Addirittura pensa questo aneddoto, all'inizio ascoltando “The final countdown” questo pezzo splendido ed epico, quando arrivava l'assolo dicevo “Ma cos'è questa cosa che rovina il brano, peccato” E adesso lo considero uno dei più grandi assoli in quello stile. Quindi gli Europe son stati fondamentali per noi e a seguire il passaggio agli Helloween era quasi scontato viste le loro melodie. Sono passato così all'heavy metal, eravamo giovani, l'età un po' da ribelle cosi mi sono avvicinato a King Diamond, Metal Church, Crimson Glory... però mi sono innamorato subito dopo dei Manowar per la loro epicità. Perchè mi attraeva questa grandiosità, il Valhalla, la mitologia nordica già dai tempi della scuola. Così trovare una band che aveva questi testi e questa epicità era il massimo. E poi nonostante a quei tempi amassi solamente i cantanti che andavano altissimo (Kiske, Midnight..) adoravo Eric Adams. Per cui ero influenzato dai Manowar e dalle colonne sonore come Conan, anche se a quei tempi non c'erano gli effetti speciali di oggi, però rendevano. Questa combinazione ci gasava. Poi ho capito nel tempo che questa ricerca dell'epicità nella mia musica è quasi una risposta ai grandi quesiti della creazione: “Da dove vengo?” “dove andiamo?”... con la musica epica e sinfonica entri quasi in contatto coi misteri della creazione, non so come dire.. ti senti in contatto col significato della vita, dell'esistenza e l'ho capito negli anni perchè ho sempre adorato questi narratori nei film e certi elementi epici e trionfali. E poi i nostri testi son sempre stati un inno alla vita e a madre natura. Io vivo a Trieste tra il mare e la collina.. in mezzo alla natura, un posto bellissimo dove mi son sempre sentito in contatto con la natura. E questi elementi hanno sempre ispirato la discografia Rhapsody dagli esordi fino ad ora... anche se ora faccio altre cose. Siamo nati spontaneamnete in questa direzione. Non mi è mai piaciuta una band senza tastiere o qualcosa che non dia un di più rispetto al classico sound rock'n'roll formato da basso-batteria-chitarra-voce.. Ora mi piacciono i Muse che anche se sono classicheggianti hanno molte orchestrazioni, quindi capisci che mi piacciono queste sonorità alla Queen...

 

Per creare questo sound epico vi siete rivolti ai Gates Studios di Sasha Paeth o è stata una scelta imposta dalla vostra etichetta?

Il suono si era già creato nei demo. Quando ci ha contattato Limb era il 93 fino al 98 noi facevamo dei demo per lui creando il sound tipico dei Rhapsody. E devo dire che siamo stati fortunati perchè quando siamo entrati nei Gates Studios se non fosse stato per Limb che ci appoggiava non sarebbe mai uscito il nostro primo disco e addirittura i Rhapsody non sarebbero mai esistiti. Perchè quando siamo arrivati e abbiamo ascoltato il lavoro di Sasha, lui si era preso la libertà di cambiare qualcosa rispetto i demo e sapavamo che faceva cosi con altre band. Ci aveva levato tutta la doppia cassa e buona parte dell'orchestrazione dicendo “questa cosa non potrà mai funzionare” ora te lo direbbe anche lui scherzando, è un amico. All'inizio era lui il produttore poi ci siamo arrangiati noi arrivando in studio sapendo cosa volevamo al minimo dettaglio. Ma quella volta eravamo ragazzetti e ci siamo trovati il demo completamente cambiato. E noi non volevamo una cosa del genere. La nostra idea era diversa, volevamo il sound che avevamo creato, cosi è stato fondamentale proprio Limb dopo aver ascoltato il demo di Sasha ha detto “No Sasha preferisco il demo dei ragazzi” e così questa è stata la salvezza di tutto e per questo dirò sempre grazie a Limb. Così Sasha ha detto okey e col tempo si è accorto che funziona.

 

Come nascevano quei brani storici, le orchestrazioni e tutto il resto che poi sono diventate esempio per tante altre band? Come avete fatto ad incidere “Symphony” solamente un anno dopo il debutto?

Nella prima fase Rhapsody non c'erano queste orchestrazioni incredibili come quelle che posso usare ora nei miei nuovi lavori. Oggigiorno coi grandi computer ho tutta l'orchestra a casa, a quei tempi usavamo solamente la tastiera, nota per nota, non esistevano quei software che ci sono ora. E' incredibile cosa puoi fare a casa oggi, io ho uno degli studio più grandi d'Europa, tutti gli strumenti che esistono ad un qualità incredibile. Pensa che sono riuscito quasi a imbrogliare dei musicisti che suonano in una vera orchestra; mescolando varie librerie puoi ottenere il suono perfetto. Ma quella volta ci incontravamo io e Alex e suonavamo nota per nota, passavano giorni, mentre gli altri andavano a divertirsi noi lavoravamo sui brani tutto il giorno chiusi in casa. Abbiamo investito nell'arte che non è poco.

 

Symphony è uscito subito perchè avevamo già dei pezzi pronti, come “Beyond the gates of infinity”, “Dark tower of abyss”, facevano già parte di quei demo che incidevamo per Limb quindi è stato facile uscire subito con un album ad un anno di distanza. Penso questa sia stata anche la difficilta di altre band, perchè nessuno aveva voglia di star li giorno e notte con le tastiere nota dopo nota cercando di replicare il sound di Danny Elfman e di quelle colonne sonore di quel periodo, come il primo Batman di Tim Burton. E' questo che ha fatto la differenza. Malmsteen faceva musica classica suonata con strumentazione moderna, noi volevamo proprio inserire la musica classica e la musica da film e tentare di metterla in questo power metal, come è stato definito, anche se noi non eravamo molto d'accordo con le etichette che ci davano le case discografiche, come hollywood metal, filmscore metal. Comunque li è stata un po' la nascita del symphonic poi pensa che anche tante band black metal erano nostre fans e hanno inserito questa componente sinfonica nei loro dischi. Se pensi agli inizi c'erano davvero tanti fans anche tra le altre band, che ci inserivano nei credits dei loro dischi come ispirazione, addirittura Tuomas dei Nightwish o i Within Temptation... poi alcune hanno fatto strada anche più di noi altre sono scomparse, c'era troppa imitazione. Perchè la regola è che quando una band nuova ha lo stesso sound e non propone niente di più viene schiacciata dalla band madre. Ma se escono troppe band copia viene danneggiata anche la band madre, perchè quando diventa una moda poi la gente critica dicendo “è sempre lo stesso sound etc...” Quindi devi essere bravo e seguire il tuo cuore.

 

Riascoltando oggi quei dischi come li senti?

Beh li ascolti con piacere e col sorriso sapendo che non potevi in quel momento avere i suoni attuali, però ti devo dire che nonostante tutto anche i giornalisti mi dicono che nel 97 siamo stati bravi perchè un disco come “Legendary tales” era già molto professionale per l'epoca se tieni conto che a quei tempi non era facile partire subito così. Per molte band il primo disco era più un demo, vedi i Nightwish.. anche Tuomas considera l'esordio più come un demo, infatti loro partono da Oceanborn. Devo dire che ascoltando Legendary Tales dopo tanti anni mi viene da dire: “non è affatto male”.

 

 

Bene Luca Grazie del tuo tempo. Ti chiederei di chiudere parlando dei tuoi prossimi impegni allora.

Siamo arrivati alla fine di un ciclo. Come detto questo non vuol dire che non lavorerò più con Fabio. Ci siamo amati e odiati in questi 20 anni, ma in così tanto tempo è normale, come succede in ogni famiglia anzi siamo stati bravi a stare uniti e resistere facendo 10 album sulla stessa saga portandoli a compimento dall'inizio alla fine, una saga epica e incredibile. Parlavamo dello split già prima io e Alex ma abbiamo aspettato la fine della saga per poi dividerci in amicizia. Ora sono passati anni . Però artisticamente con Fabio ci siamo sempre trovati bene, lui mi considera un gran compositore io considero lui un gran cantante quindi puoi litigare quanto vuoi ma alla fine l'arte vince sempre. Per cui ora ritrovarci è stato incredibile, il nostro rapporto è ottimo ci troviamo benissimo in questa avventura e così quando le cose vanno bene dici”ma perchè non lavorare ancora insieme?”. Soprattutto dal punto di vista compostivo se un cantante ti stimola come Fabio non c'è niente che ti possa fermare.

 

Per quanto riguarda i LT's Rhapsody quindi cosa mi dici?

 

Per ora siamo in stand by abbiamo questa cosa incredibile dei Grammy Awards, sarebbe un evento storico, incredibile che cambierebbe tantissime cose, ma siccome se ne parla per il 2018 siamo in standby. Intanto mi sto dedicando a questo nuovo progetto commissionato dalla Nuclear Blast che sarà una top priority per il prossimo anno. Sarà il mio primo progettone, particolare, mai fatto fino ad oggi. E' una cosa a cui credo, come dicevamo prima, faccio solo cose a cui tengo ciecamente. Come fare qualcosa con Fabio direi subito, “si lo farei”. Quindi questo progetto è a buon punto sono arrivato alla fine del mio demo, se ne parla per il prossimo anno e poi questi Grammy che potrebbero portare a tutto o a niente. Comunque anche se il sound cambia, questo progetto piacerà al 90% dei miei vecchi fans perchè comunque non potrei fare un lavoro che non abbia la componente sinfonica, è il mio stile, è quello che mi prende l'anima. Gli ultimi anni della vita li prepari all'anima, ho sempre adorato le orchestrazioni ed il segreto è poi usare la chitarra elettrica per dare potenza al sound e maggior impatto all'orchestra sinfonica. Per cui anche se non ci sarà la doppia cassa degli esordi ci sarà sempre la verve, l'energia e l'aspetto sinfonico che mi han sempre caratterizzato.

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