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Federico Orano

Federico Orano

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Forsaken” segna il ritorno sulle scene dei Noveria che si confermano band top a livello mondiale con un disco potente come un macigno ma con irresistibili aperture melodiche ed un tocco progressivo. Non potevamo farci mancare questa intervista con la band romana.



Ciao Ragazzi bentornati sulle nostre pagine. Aspettavo con impazienza il vostro ritorno e Forsaken non ha per niente deluso le attese anzi pian piano è cresciuto ascolto dopo ascolto fino a non poterlo più togliere dallo stereo. Direi che abbiamo fatto un passo avanti rispetto al vostro già superlativo debutto. Ci spieghi come è nato il nuovo album?

Innanzitutto ti ringraziamo per le belle parole dedicateci in apertura! Siamo sempre a darci dentro nel cercare di migliorare sia come musicisti, sia come compositori. Questo nostro ultimo lavoro è nato in un momento per me personalmente difficile...scrivevo un riff e ne scartavo due. Suonavo una melodia e non riuscivo a farmela piacere...Guardando indietro il problema ero principalmente io e la mia eccessiva autocritica (ce ne vuole un pò, ma in maniera sana)...ahah! Alla fine per portare a termine il lavoro ho dovuto impormi una scadenza, senza la quale è altamente possibile che “Forsaken” rimanesse ancora in fase di preproduzione tutt’ora! Non dirlo in giro però eh!

Fortunatamente ho avuto il supporto creativo di Julien, la nostra new entry alle tastiere durante la stesura dell’intero disco mentre, al contrario, su Risen avevo in pratica già scritto tutti i brani addirittura prima di formare la band. Questa volta invece abbiamo lavorato in co-writing con tutti i membri della band e siamo fieri del risultato. Se la musica non piace a noi, non facciamo uscire nemmeno una nota!



Tra l'altro Forsaken è un concept album. Puoi spiegarci brevemente di cosa tratta la storia che sta dietro il disco?

Certamente. Purtroppo un paio di anni fa abbiamo avuto una grave predita in famiglia: una persona cara è venuta a mancare a causa di un cancro molto aggressivo. L’evento è stato traumatizzante e mi ha recato non pochi disturbi...in primis perché eravamo coetanei ed in fundo perchè un genitore non dovrebbe mai seppellire suo figlio, è un’ingiustizia totale. Insomma, la rabbia e la frustrazione che provavo di fronte a quella situazione così pesante mi stava consumando ogni energia e non riuscivo a pensare ad altro.

Abbiamo deciso di creare il concept del nuovo album intorno alle emozioni che attraversa una persona alla quale si diagnostica una malattia terminale, come una dedica a tutte le persone che sono state portate via da questo male. Per me era anche un modo per elaborare ciò che era successo, e spero che il nostro lavoro possa essere in qualche modo d’aiuto anche per qualcun altro che si trova in una situazione analoga.

Abbiamo basato il concept di Forsaken sulla teoria di cinque stadi dell’elaborazione del lutto della dottoressa Elisabeth Kubler-Ross: Negazione, Rabbia, Contrattazione, Depressione,Accettazione.



Per quanto riguarda il songwriting sfogliando il booklet si notano spesso i nomi di Spreutels e Andersson, puoi spiegare ai nostri lettori di chi si tratta?

Julien è una fonte inesauribile di idee musicali. Appena gli mandi un riff lui già sa che tipo di atmosfere crearci intorno! Come ti dicevo prima, l’apporto di Julien è stato fondamentale per la fase di composizione, tant’è che i brani strumentali su Forsaken, Lost e Isolate, sono tutta opera sua.

Il resto dei pezzi è il risultato di un co writing molto stimolante per entrambi!

Johanna Andersson è un pò la “regista” dei Noveria ed oltre ad essere un’ottima cantante, ci da una mano sulle linee vocali e sulla scrittura dei testi. Essendo Finlandese, ha una padronanza totale della lingua Inglese, così ci affidiamo a lei per quanto riguarda la stesura delle lyrics in modo da non risultare “beceri” nell’esprimere dei concetti in un’altra lingua.



Torniamo al vostro debutto. Siete contenti dei riscontri ricevuti, della promozione e delle vendite? Quali sono stati i paesi dai quali avete ricevuto un maggior responso?

Assolutamente si. Secondo tutti noi Risen è un debutto che molte band vorrebbero avere...sia chiaro che non voglio mancare di rispetto a nessuno! Ma obiettivamente è un disco suonato bene, con dei pezzi tamarrissimi e cantabili...poi ovviamente...De Gustibus...ma tutti noi ancora adesso troviamo sempre lo stesso piacere di prima nel riascoltarlo. Le vendite sono state buone considerando che siamo una band piombata dal nulla.

Fortunatamente di riscontri positivi nella critica ne abbiamo avuti un pò in tutto il globo in maniera piuttosto omogenea ed anche in posti per noi impensabili tipo la Nuova Zelanda.

Ovviamente Italia, Francia ed Olanda in testa!



Il power/prog è un genere esploso prepotentemente negli ultimi anni, ma poche band riescono a farsi riconoscere sul serio e voi siete tra queste. Quali credi siano gli ingredienti essenziali che vi han permesso di eccellere creando un sound abbastanza personale e riconoscibile?

Ti ringrazio per il complimento! Dal mio punto di vista credo che i punti cardine siano molteplici. In primis il nostro cantante Frank Corigliano, che è molto agile ed ha un timbro non proprio canonico per questo genere. In secundis a tutti noi piace contaminare le nostre composizioni con la parte più “estrema” del metal, quindi vai di Arch Enemy, Fear Factory, Children of Bodom, Dimmu Borgir e giù di lì che però sono band che non fanno uso di voci “pulite”.

Abbiamo un beat un pochino più veloce rispetto agli standard del genere, facciamo largo uso delle accordature ribassate con drop vari ed a tutti piace usare loop di ritmi elettronici tipici delle sonorità Industrial. Credo che la nostra forza sia nell’equilibrio tra questi mondi. Ahh, poi conoscere l’armonia e la teoria musicale non fa sicuramente male alle composizioni! ;)

In futuro abbiamo in programma di estremizzare ancora di più alcuni di questi elementi quindi ne sentirete sicuramente delle belle!



Uno dei miei pezzi preferiti del nuovo disco è senza dubbio la semi ballad “When everything falls” che potrei ascoltare e cantare all'infinito. Ci puoi svelare qualche aneddoto dietro questo pezzo?

Sono contento che ti piaccia, è un brano a cui tutti siamo molto affezionati. A me personalmente smuove spesso qualche lacrima. E’un pezzo molto coraggioso e decisamente fuori dai nostri standard, in quanto molto lento e Meshuggoso a tratti. Il fulcro del brano secondo me, si trova però nella parte centrale, ovvero Il duetto tra Frank e Johanna che va a rappresentare la protagonista della nostra storia mentre parla alla sua metà di come potrebbero essere andate le cose se il cancro non si fosse manifestato...che sarebbe stato bello vivere ogni momento della vita insieme fino alla fine, ma che purtroppo per forza di cose non sarà possibile. Tutto sfugge tra le dita...

Pensare quel frangente di vita mi mette tristezza. Durante le registrazioni di Frank in quella sezione sono dovuto andare a nascondermi al bagno per non farmi vedere che piangevo. E’ successo così e non sempre riesco a tenermi le emozioni dentro.

 

E' sempre difficile suonare in Italia ma pensate di riuscire a promuovere maggiormente in sede live i vostri pezzi? Sarebbe carino vedervi anche al nord per qualche data.

Si è vero, non è semplice muoversi qui in penisola. Abbiamo già fatto delle ottime date tra Roma, Svizzera, Belgio e Olanda dove è andato tutto molto bene! Sicuramente all’estero c’è più interesse per la nostra realtà.

Per il nord Italia ci siamo mossi a partire da Agosto prima che il disco fosse mixato ma non siamo riusciti a fare breccia purtroppo. Ma siamo sicuri che ci sarà occasione per suonare a Milano e dintorni. Vi terremo aggiornati!



Molte giovani band decidono di investire in promozione andando in tour con gruppi importanti per mettersi in mostra e conquistare nuovi fans. Cosa ne pensate di questa tendenza e pensate di fare qualcosa di simile in futuro?

Credo che oggi la tendenza sia questa, ma è un’arma a doppio taglio. Da una parte è vero che con il budget giusto si va in tour con i propri idoli, ma non sempre la visibilità viene in primo piano. Suonare 25 minuti come opener per una band importante con altri tre act magari alle 18:00 non è il massimo e quindi il rischio di investire un tot di soldi a vuoto c'è. Da non sottovalutare anche il rischio di rientrare dal tour e sciolgiere la band a causa dei vari malcontenti interni al gruppo o peggio a causa di bancarotta.

Siamo del parere che le cose devono essere fatte con i giusti tempi, cogliendo le giuste occasioni e non prendendo tutto quello che ti capita giusto per... Siamo sicuri che prima o poi la giusta occasione si presenterà per noi.

 

La Scarlet Records ha recentemente perso alcuni nomi importanti del proprio roster come DGM, Hell in the Club e Secret Sphere. Pensate di poter diventare la nuova band di punta dell'etichetta?

Tutte quelle che mi hai nominato sono band eccezionali e con un nome alle spalle. Credo che punta o non punta, l'importante sia continuare a fare ottima musica guadagnando il rispetto dei nostri fans e lasciare questo tipo di giudizi a chi di dovere. Conosco personalmenti molti dei ragazzi delle band sopracitate e sono tutti ragazzi stra in gamba e meritevoli del loro successo.

Scarlet è sicuramente affezionata a noi e sta spingendo la nostra musica molto bene in giro per il globo. Ci troviamo bene a lavorare insieme e ci si interfaccia spesso per trovare le giuste soluzioni per creare hype ed attenzione verso la nostra band.

 

Le vostre copertine sono sempre molto oscure, rispecchiando in parte il vostro sound. Ci spiegate un po' come vengono realizzate?

Si è vero, la componente "dark" è molto presente nei nostri brani quindi di conseguenza anche le cover devono andare di pari passo. Spesso nel genere "prog power" non sempre è così e le copertine tendono ad essere sempre un pò stereotipate. Sicuramente è un nostro tratto distintivo matenere questa venatura oscura anche nelle grafiche.

La cover solitamente prende vita direttamente dal grafico che decidiamo di contattare...gli diamo magari un paio di linee guida da seguire, lasciandogli però carta bianca sulla realizzazione del tutto. Fortunatamente è andata sempre bene e sia Simone Bertozzi che Gustavo Sazes hanno fatto degli ottimi lavori. La cover di Forsaken è stata scelta tra le migliori 10 cover dell'anno 2016 insieme a colossi come Testament. Credo sia venuta bene...ahah!

 

Bene grazie del tempo che ci avete dedicato e complimenti ancora. Speriamo di vederci presto per qualche live infuocato!

 

Assolutamente! Ti ringraziamo di cuore per lo spazio concessoci presso il vostro portale e speriamo di incontrarci magari ad uno dei nostri concerti per farci due chiacchiere davanti ad un paio di birre! Un abbraccione a tutti! You Rock! ;)

Dopo lo splendido “Theories of flight” non ci si poteva certo perdere lo show dei Fates Warning in quel di Bologna. La grande prog metal band d'oltreoceano si è dimostrata in formissima anche in sede live. Ma partiamo dall'inizio perchè con un già abbastanza movimentato “Zona Roveri Music Factory”, gli storici bolognesi Rain hanno messo a ferro e fuoco l'ambiente con uno show energico come sempre nel nome dell'hard rock e dell'heavy metal. Dopo di loro gli A New Tomorrow band inglese capitanata dal nostro Alessio Garavello, che con un hard rock moderno e un pò alternativo e progressivo ha convinto i presenti.

 

Entrano senza troppi fronzoli i protagonisti della serata. Jeans e magliettina per Jim Matthews e compagni. Perchè a differenza di tante band che puntano sull'apparenza, qui è la musica che conta. E “From the rooftops” apre bene le danze, un brano che ha convinto alla grande già sull'ultimo disco. Qualche piccolo problemino di suoni durante le prime songs non intaccano la performance della band che va avanti in maniera professionale e anche l'ugola di Ray Alder ha bisogno di scaldarsi un attimo. “Life in still water” mette già i brividi, ma la setlist è davvero molto valida con “Seven stars” brano recente ma già nei cuori di ogni fans. Pelle d'oca con “A Pleasant Shade of Gray, Part IX” e poi con “The Eleventh Hour” dai due dischi storici e capolavori della band: A Pleasant Shade of Gray e Parallels. “Monument” da Inside Out e “Through different eyes” da Perfect Simmetry chiudono una serata magari non memorabile, ma molto molto positiva.

 

 

Una setlist eccellente che pesca da tutta la discografia della band con i nuovi brani che non sfigurano affatto vicino ai grandi capolavori del passato. Un pubblico numeroso e presente. Una serata positiva sotto ogni punto di vista quindi. Il prog metal in Italia e la scena bolognese sono vivi e questo non può che farci un'enorme piacere!

 

SETLIST:

From the Rooftops

Life in Still Water

One

A Pleasant Shade of Gray, Part III

Seven Stars

One Thousand Fires

A Handful of Doubt

Firefly

The Light and Shade of Things

A Pleasant Shade of Gray, Part IX

A Pleasant Shade of Gray, Part XI

The Ivory Gate of Dreams: VII. Acquiescence

The Eleventh Hour

Point of View

Encore:

Through Different Eyes

Monument

 

 

“The unrevealed secret” è senza dubbio uno degli esordi migliori del 2016, ma gli Eternal Idol non sono certo dei debuttanti visto che dietro a questo monicker si nascondono nomi come Nick Savio, Camillo Colleluori, Andrea Buratto e soprattutto Fabio Lione, oltre alla giovane singer Giorgia Colleluori. Andiamo a scoprire qualcosa in più su questa vera e propria band con il leader Camillo Colleluori!

 

Ciao Camillo, benvenuto sulle pagine di Allaroundmetal. Allora ci racconti come è nata questa nuova band? Avevate già lavorato con Fabio in passato con gli Hollow Haze ma come lo avete convinto ad entrare in pianta stabile in questo nuovo progetto?

Camillo: Grazie a voi per l'invito.Dunque...la storia inizia circa nel 2013.All'epoca il nostro rapporto con Fabio fù che produsse il cd “Countdown to revenge” con il monicker degli Hollow Haze. Anche quella volta non si trattò di una semplice collaborazione finalizzata a quel progetto,infatti Fabio entrò subito nella band in pianta stabile.Tuttavia gli astri avevano altri piani. Di li a poco infatti,Fabio venne preso in pianta stabile con gli Angra, e a quel punto era difficoltoso portare avanti la promozione del disco. Pensa che avevamo anche pronto il successore “Memories of an ancient time”,di cui infatti è stato Fabio stesso a fare le linee melodiche,che furono poi interpretate da Mats Leven. Siamo comunque rimasti in contatto. Gli HH continuarono poi a promuovere il proprio repertorio con l'ingresso in formazione di mia figlia Giorgia, che si è dimostrata col senno di poi,una mossa ottimale. Quando stavamo pensando all'inizio dei lavori per la continuazione di MOAAT ci siamo risentiti con Fabio. Volevamo dar un seguito alla collaborazione immaginando una sua partecipazione al disco. Le cose,anche questa volta,andarono in maniera totalmente diversa. Sia Nick che Fabio, concepirono la possibilità, di creare una situazione a due voci soliste,cosa che poi,sarebbe stata una novità nella carriera di Fabio...questo ha destato interesse...e adesso eccoci qua. Fondamentale è stato il venire in contatto con la Frontiers, che ha creduto in questo progetto. Spronati da questo,siamo sicuri di non aver deluso le aspettative che si sono create da subito intorno agli Eternal Idol.

 

A proposito di Hollow Haze, la band esiste ancora?

Camillo : Per adesso ovviamente la situazione è congelata.Vedremo in futuro. Adesso la priorità di tutti noi, è costituita dagli EI.

 

Il disco unisce alla grande sonorità melodic metal, power, hard rock e metal sinfonico. Come sono nati i brani?

Camillo : La composizione dei brani,come sempre è affidata a Savio.Alcuni brani erano già pronti,altri sono stati composti ex novo. Per la prima volta poi Fabio stesso si è occupato della diretta composizione di 3 canzoni, che poi sono state arrangiate da Nick. Sono d'accordo con te sul fatto che le influenze compositive sono abbastanza eterogenee. Questo rispecchia anche la band nei suoi gusti. Ad esempio io e Giorgia sono molto distanti dal Power metal,come gusti. A casa nostra gli ascolti sono molto più orientati all'Hard Rock. Sicuramente l'influenza power viene da Nick e Fabio ovviamente. Andrea (Buratto), è un glamster!...ha ha ha.

 

Il tocco sulle linee vocali di Fabio è evidente, non serve neanche leggere i credits del disco. Penso che aver lasciato spazio al grande singer italiano anche nel songwriting sia un gran punto di forza di questo lavoro. Come sono state scelte le parti cantate da Fabio e quelle da Giorgia?

Camillo : Avere la fortuna di poter lavorare con un singer come Fabio,non ammette replica. Calcola che le linee vocali,sono state praticamente improvvisate da lui in studio, all'ascolto delle canzoni.Spesso la prima intuizione è stata quella definitiva. La cosa particolare poi, è stata il come Giorgia abbia fatte sue alcune melodie. Fino a quel momento,il grande interrogativo era proprio legato a questo. Due voci così particolari,riusciranno ad interagire creando un “unico” convincente?

La maggior parte delle recensioni,ha colto questo aspetto. Fabio è una certezza,con una fama mondiale. Giorgia dal canto suo è giovanissima,ed alla prima realizzazione discografica.Lei ha una voce molto diversa dai canoni delle cantanti metal attuali,che normalmente operano o con caratteristiche liriche o addirittura estreme. I suoi riferimenti stilistici invece,sono più nel blues e nel Rock classico. E' inutile dire,che noi siamo molto soddisfatti del risultato. A questo aggiungi,che come band,siamo molto song oriented. Il nostro scopo è scrivere Big Songs, quindi la vocalità, è il punto centrale per gli EI. Non siamo interessati a far vedere che sappiamo fare lo sweep o la doppia cassa più veloce del west. A noi interessa che la nostra musica abbia “magia”.La divisione fra chi interpretava cosa,è stata fatta con grande naturalezza. Quello che suonava meglio...era giusto!

 

A proposito di Giorgia, credo non sia facile tenere testa ad un singer come Fabio invece la giovane cantante veneta ne esce molto bene. Ci racconti un po' su di lei, i suoi primi passi fino ad arrivare fin qui?

Camillo : Essendo io il padre ( e non il fratello, cugino,o fidanzato!),so dirti molto su di lei.Ovviamente sono di parte! Io gestisco una scuola di musica a Portogruaro in provincia di Venezia. Lei ha compiuto li i suoi primi passi. E' sempre stata molto determinata nel voler raggiungere degli obbiettivi professionali con la musica, come da prassi per i figli di musicisti.La gavetta è stata quella “antica”! Nessun tentativo di guardare a talent show o robe simili. Tanto palco. Cover band di tutti i tipi,di quelle dove ti monti e smonti l'impianto. Da quelli grandi a quelli piccoli. Con spie e senza spie, con l'immancabile alcolizzato,che dopo aver suonato Stormbringer ti chiede il pezzo di Ligabue.Ecco. Questa è Giorgia, che oggi svolge anche un'intensa attività didattica insegnando in diverse scuole del territorio.Ovviamente,per lei, rapportarsi con un gigante come Fabio, è qualcosa in più che una grande occasione. Sotto questo punto di vista, in studio è stata spremuta a dovere. Nessuno sconto. Neanche da Simone Mularoni,che ha seguito le registrazioni delle voci,che con volto affabile le faceva i complimenti dopo una sessione,ma gliela faceva rifare,perchè “adesso sarà quella giusta”! Chiaramente...io non ero presente! Ha ha ha

Ma lei...è stata rocciosa!

Altro punto di forza di “The unrevealed secret” è la produzione. A mio parere il disco suona molto bene con le voci in evidenza ma senza perdere di vista la potenza della parte ritmica e delle chitarre, e la produzione soprattutto in questi momenti è fondamentale in un disco. Siete d'accordo?

Camillo : Altrochè! La sinergia fra Nick Savio,noto maniaco a riguardo,e Simone Mularoni, che si è occupato di mix e mastering,oltre che la registrazione delle voci,ha dato degli ottimi frutti.Come ti dicevo in precedenza,per noi la canzone è il punto focale . Trovare un equilibrio fra la parte strumentale e quella vocale non è sempre semplice,senza far prevalere un aspetto a discapito dell'altro.Non va dimenticato che parliamo di Heavy Metal,quindi la parte strettamente musicale deve avere pari dignità rispetto a quella vocale. Un punto poi che per me è particolarmente importante,è quello di mantenere il suono degli strumenti “reale”. Non ti nascondo che molte produzioni metal attuali,non riesco ad ascoltarle. Io sono un batterista...e sentire che il mio strumento assomiglia ad un caterpillar meccanico,mi chiude immediatamente le orecchie. Chiaramente le cose cambiano. Ma fino ad un po' di tempo fa,distinguevi subito Tommy Aldridge,da Nicko Mc Brian,o Scott Rockenfield da Nigel Glockler...oggi mi sembra che questo avvenga meno. Molto meno.Ed ovviamente non riguarda solo la batteria.

 

Come è nata la collaborazione con la Frontiers? Siete soddisfatti del loro supporto?

Camillo:Come ti accennavo in precedenza,questa è stata la vera chiave di Volta. Il contatto è avvenuto tramite Fabio,che ha proposto loro l'idea del progetto.Questa collaborazione per noi,oltre ad essere un grande motivo d'orgoglio, sta andando veramente a gonfie vele. La sensazione è che tutti ce la stiano mettendo tutta per supportare gli EI. Dal canto nostro,non vediamo l'ora di iniziare con i live di promozione. Ed ormai è questione di giorni. Continuamente riceviamo feedback e richieste per i live...e noi siamo pronti!

 

Avete già in programma diverse date anche fuori dall'Italia. Sarà difficile in futuro combinare i vari impegni di Fabio?

Camillo: No. Tutto dipende dal responso che avrà il disco sul medio termine. Ovviamente l'attività di una band come gli EI, va programmata sul periodo medio lungo. Calcola che tutti noi, abbiamo degli impegni lavorativi dei più svariati. Quindi il problema non si pone. Con una accurata programmazione è possibile fare tutto ciò che val la pena fare. Stiamo già sondando il periodo per effettuare una seconda parte del tour. A breve,news a riguardo.

 

A proposito di date live, come sarà la vostra setlist? Proporrete il vostro intero debutto o ci sarà spazio per qualche cover?

Camillo : Come puoi immaginare,una band distribuita fra Veneto,Toscana e Piemonte,non ha la possibilità di lavorare in “sala prove”,oltre un certo limite. La cosa fondamentale per noi.è riproporre col la massima fedeltà il disco. Per intero. La scaletta,lo prevede in tutte le sue tracce. Ovviamente utilizzeremo delle basi per le orchestrazioni,quindi il suono in generale,sarà fedele in tutto e per tutto al cd. Completerà la scaletta,l'esecuzione di alcuni brani degli HH . Quelli a cui aveva lavorato Fabio,e che Giorgia,ha già eseguito diverse volte dal vivo. Per quanto riguarda l'inserimento di eventuali cover,non lo escludiamo in futuro. Adesso,al nostro debutto,ci occupiamo prima della nostra musica.

 

Bene ragazzi, grazie per la disponibilità. Ci vedremo sicuramente su qualche palco. A presto e stay metal!

 

Camillo: Grazie a voi ed ai vostri lettori. Seguiteci su sito e pagina Facebook,così magari,ci si incontra on the road! \m/

Gli Hevidence di Diego Reali (ex DGM) sono tornati in pista con un bel disco come “Everybody's fault”. Siamo andati dal chitarrista e leader della band per scoprire qualcosa di più dietro a questa interessante uscita discografica.

 

Ciao Diego, bentornato sulle scene. Ci son voluti 5 anni dal debutto targato Evidence. Come mai tutto questo tempo e come mai il nome è cambiato in Hevidence?

Ciao e bentrovato a te! Questa lunga pausa è stata una conseguenza di alcuni fattori capitati tutti allo stesso momento, in realtà già da un paio di anni dall'uscita di "there's only ten left", con Andrea, eravamo pronti a rimetterci in moto ma a causa di miei problemi personali e di salute abbiamo dovuto rimandare, risolto tutto abbiamo deciso di riprendere il discorso con calma e lo scorso anno siamo ripartiti con una nuova formazione che vede Emiliano Bonini alla batteria e Corrado Quoiani alla voce...due ottimi musicisti,nonnche' due ottimi amici.

Il cambio del nome e' avvenuto in un secondo momento, dopo la firma con Frontiers, diciamo che per motivi di tutela legale, su richiesta di Frontiers ci era stato consigliato di variare il nome ed abbiamo ritenuto che la H all’inizio potesse andar bene senza snaturare troppo il moniker originale

 

Direi che un passo molto importante per voi è appunto la firma per la Frontiers Records che vi da chiaramente una grande visibilità. Come è nata questa collaborazione?

Mentre registravamo il disco non avevamo la piu' pallida idea di come avremmo proseguito....il mio obbiettivo era di fare un bel avoro che ci soddisfacesse appieno ....e per quanto mi riguarda, metterlo su youtube e farlo girare sarebbe stata una delle ipotesi.

Poi, in fase di missaggio ho deciso di mandare ad Elio Bordi qualche brano e ne e' rimasto entusiasta. Da li a poco la proposta di firmare per Frontiers......ti lascio immaginare la nostra soddisfazione!!!!

 

I brani di “Nobody's fault” sono molto vari, c'è una forte componente hard rock ma anche neoclassica. Per comporre i brani hai seguito un piano prestabilito su come volevi suonasse il disco o ti sei lascato guidare dall'ispirazione?

L'idea era di mettere insieme belle canzoni, potenti ed orecchiabili, che avessero un sound un po vintage il resto è venuto fuori in maniera del tutto spontanea. Le influenze che puoi trovarci dentro fanno parte dei nostri gusti musicali e si sono miscelate naturalmente avendo il disco un suono semplice e diretto.

 

A proposito, come nasce un brano degli Hevidence?

Come tutte le canzoni credo....Qualche accordo e una melodia convincente.

Di solito sul divano a chitarra spenta, cosi puoi iniziare ad immaginare quanto migliorera' quando avra' il suono che ti frulla per la testa!!!!

 

Torniamo indietro nel tempo un attimo, son curioso di sapere come mai lasciasti i DGM, band con la quale stavi riscuotendo ottimi riscontri, con album che ho amato alla follia come ad esempio “Hidden place”?

Non mi sentivo piu' a mio agio perche' non credo andassimo nella stessa direzione. Avevo bisogno di un qualcosa di piu' rock e meno prog, quello che cerchiamo di fare con gli Hevidence è ciò che mi soddisfa maggiormente.

 

Hai continuato a seguire la band? Che ne pensi del nuovo corso dei DGM?

Spaccano il culo ai passeretti!!! per dirla in francese .siamo tutti molto amici ed ho molto rispetto per Simone e approfitto per ringraziarlo ancora per il suo supporto tecnico e non solo, durante la realizzazione di Nobody's Fault

 

Diego, calchi la scena metal da molti anni, cosa ricordi dei primi tempi coi DGM? Com'è cambiata la scena rispetto ad ora?

Ricordo con piacere molte date fatte in nord Italia, dove organizzazione e interesse per il genere erano di gran lunga migliori che qui a Roma e dintorni.

Forse le cose stanno migliorando anche qui e da come mi racconta Andrea ci sono nuove realta' sparse per lo stivale che spero di testare il piu' presto possibile...a tal proposito stiamo cercando di muoverci il più possibile per regalare più di qualche show in giro per il nostro paese e per l’europa.

 

Quindi ance se suonare live in Italia non è così facile, cercherete di promuovere il disco e portare gli Hevidence live per qualche data in giro per l'Italia?

Come dicevo stiamo cercando del nostro meglio per trovarne il più possibile, però non è proprio semplice soprattutto per una band nuova come lo siamo noi. Sempre per via dell’interesse dimostrato nei confronti della musica qui in Italia si fa molta fatica a farsi dare fiducia dai locali, a quanto stiamo vedendo in Europa la risposta è molto più promettente.....a breve comunque avrete aggiornamenti

 

Bene Diego grazie del tempo che ci hai concesso. Ci vediamo on the road, a presto!

 

Grazie a te, a tutto lo staff di AllAroundMetal.com e a tutti i lettori per il supporto agli Hevidence, ci si vede in giro ;)

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